Pubblicato nella collana Urania nel 1994, Nicolas Eymerich, inquisitore segna l'esordio nella narrativa italiana del protagonista di una delle saghe più amate, che ormai da anni ha conquistato un pubblico di lettori ben più ampio (e per certi versi esigente) rispetto a quello dei soli appassionati di fantascienza. Basata sulla vicenda di un inquisitore catalano realmente esistito nel Trecento, la creatura di Evangelisti è un uomo intollerante e spietato, ma anche intelligente, coltissimo, dotato di spirito e coraggio, insieme privo di dubbi e tormentato, impegnato con inesauribile energia in una lotta contro culti pagani, sette demoniache e misteriose forze maligne. Le sue avventure si svolgono nel luogo che gli appartiene, l'Europa medievale popolata di cristiani, ebrei, musulmani ed eretici; ma anche in piani temporali diversi, dal nostro passato prossimo fino al futuro più remoto. Perché il Nemico di Eymerich è un'entità metafisica che ripropone attraverso i secoli un'unica, eterna sfida. Un Nemico che può subire solo sconfitte brevi e temporanee...
Valerio Evangelisti è stato uno dei più importanti scrittori italiani di genere fantasy e horror. Si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all'attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere numerosi saggi, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti seguiti altri numerosi romanzi, tradotti in più di dieci lingue.
Evangelisti earned his degree in Political Science in 1976 with a historical-political thesis. He was born in Bologna. Until 1990 his career was mainly academic. He also worked for the Italian Ministero delle Finanze (Treasury Department). His first written works were historical essays, including five books and some forty articles. In 1993 his novel Nicolas Eymerich, inquisitore won the Urania Award, which was established by Urania, Italy’s main science fiction magazine, with the aim of discovering new talent in the field. Urania published other novels of the series in the following years: Le catene di Eymerich ("Eymerich’s Chains", 1995), Il corpo e il sangue di Eymerich ("Eymerich’s Body and Blood", 1996), Il mistero dell'inquisitore Eymerich ("Eymerich’s Mystery", 1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l'inferno ("Picatrix, the Stairway to Hell", 1998), Il castello di Eymerich ("Eymerich’s Castle", 2001), Mater terribilis (2002). Most of the last ones were however first published as hardcover. Nicolas Eymerich is a real historical character, member of the order of the Dominicans and inquisitor in the Spanish Inquisition. He was born in 1320 in Girona, Catalonia, and died in 1399. Evangelisti’s interpretation of his character is a cruel, ruthless, haughty, restless man, who acts mercilessly to protect the Catholic Church against perceived menaces of natural or supernatural origin. At the same time he shows an outstanding intelligence and a deep culture in his actions. In the novels of the series he investigates the mysterious phenomena of Medieval Europe, thus subtly influencing many of the historical events of that epoch; on many occasions the solution of the riddles comes up from stories which are narrated along with the main plot, normally set in the present and in the future. Evangelisti's atmospheres are normally dark, nightmarish, haunting. Another success of 1999, also translated in several languages, is the Magus trilogy, a romanticized biography of the famous Middle Ages prophecies writer Nostradamus. The three novels, Il presagio ("The Omen"), L’inganno ("The Deceit") and L'abisso ("The Abyss") sold 100,000 copies in Italy. Evangelisti's novels are greatly appreciated in France (where he won several literary awards), Spain, Germany and Portugal. He is currently the director of the Carmilla magazine. In the last years he has written some works which show his love for heavy metal music, namely the short stories collection Metallo urlante (referring to the French magazine Metal Hurlant) and the novels Black Flag and Antracite: they are set during the American Civil War and feature a new character, Pantera, a palero shaman. One of his latest novels, Noi saremo tutto ("We Shall Be All"), spans several decades of the last century, exploring the life of Eddie Florio, a gangster, against the background of the history of the trade unions and the workers' battles for civil rights. Mexico is the setting for his next two novels, Il collare di fuoco ("The Fire Collar"), which was published in November 2005 and Il collare spezzato ("The Broken Collar", October 2006). In 2007 La luce di Orione was released, the ninth title in the Eymerich series, followed in 2010 by Rex tremendae maiestatis. Tortuga, a novel about pirates of the Caribbean, was published in 2008.
È stato un percorso tortuoso quello che mi ha portato a scoprire la saga dell'inquisitore Nicolas Eymerich, personaggio creato da Valerio Evangelisti (ma basato su una figura realmente esistita).
Intanto, probabilmente per la quasi coincidenza del nome, anni fa capitava spesso che nella mia mente Valerio Evangelisti si confondesse con Valerio Massimo Manfredi, anche se sapevo benissimo che erano due autori diversi e che probabilmente non avevano nulla in comune. Poi ho iniziato a separarli, e mentre di Manfredi ho maturato l'idea che sia uno scrittore abbastanza tradizionale di bestseller senza grandi pretese di originalità (non me ne vogliano i suoi fan), Evangelisti ancora era una figura dai contorni poco chiari. Una volta, anni fa, sfogliando il catalogo dell'Euroclub, mi imbattei nella presentazione di un romanzo dal titolo promettente, Mater Terribilis. Iniziai a leggere la trama incuriosita e arrivai in fondo pensando: "Eehh??". Non ci avevo capito niente. C'entrava l'Inquisizione, ma anche qualche viaggio interstellare. Quindi mi dissi: "Che stupidaggine". Riconoscevo all'autore un'ambizione e una vastità di orizzonti abbastanza rare fra gli italiani, e la volontà di andare oltre i consueti schemi, ma mi pareva tutto molto, troppo astruso. Insomma, non ne sapevo quasi nulla, ma mi stavo formando il preconcetto che non mi sarebbe piaciuto. Non aiutava il fatto che Evangelisti fosse spesso accostato e ritenuto affine al collettivo Wu-Ming, o che sulle copertine dei suoi romanzi campeggiassero sovente le lodi entusiaste del Wu-Ming: da quando avevo letto, e molto poco apprezzato, Q, sopportando per 500 e più pagine il suo lagnoso protagonista, diffidavo del Wu-Ming e mi prudevano le mani al vedere qualche titolo in libreria. Nel frattempo Evangelisti continuava a scrivere romanzi (ricordo un recente Controinsurrezioni la cui copertina mi aveva colpito) che erano sempre caratterizzati da trame e intrecci originali ed estremamente complessi, stando almeno a quanto leggevo dai risvolti di copertina, ma che, pur esercitando su di me una certa fascinazione (se non altro non se ne intuivano subito gli sviluppi!!!), evitavo, ritenendo abbastanza probabile che ne sarei rimasta delusa. Finalmente, la prima esperienza diretta con la scrittura di Evangelisti l'ebbi col racconto Il soffio delle F.A.R.C., contenuto nella raccolta Pene d'amore: non mi piacque affatto.
È qui che entra in scena Franz Joseph e mi suggerisce di accostarmi alla saga di Eymerich, consiglio che io al momento respinsi.
E tuttavia ormai questo personaggio iniziava a farsi strada nella mia testa. Scoprii che fino ad allora ne avevo avuto un'idea errata: avevo creduto, leggiucchiando qua e là, che fosse la solita figura di "detective" ante litteram, che risolve "casi" ambientati nel passato, stile Guglielmo da Baskerville ne Il nome della rosa (libro che comunque mi è molto piaciuto), stile Aristotele detective, fratello Cadfael detective, e chi più ne ha più ne metta. Di queste figure, così come di serial killer e inquisitori e pretacci cattivi che si muovevano in uno scenario medievale di maniera erano invase le librerie del pianeta, e io ne avevo piene le tasche. Invece un giorno, qualche mese fa, trovai quasi per caso la voce di Wikipedia sul personaggio. Allora cominciai a dirmi, "suvvia, un ciclo di romanzi con protagonista uno spietato inquisitore non può non piacerti". Questo pensiero mi è rimbalzato in testa per un po', ma le bizzarrie fantascientifiche mi frenavano ancora: in generale, per me meglio sempre la fantascienza del fantasy, un genere, quest'ultimo, che, a parte alcune eccezioni, non mi ha mai attirato, ma comunque anche della prima non sono poi così appassionata.
A fine 2008 uscì l'ultimo romanzo di Evangelisti, Tortuga, una storia di pirati ambientata nel Seicento. In precedenza, Evangelisti aveva scritto l'introduzione (e il Corriere della Sera ne aveva riportato un estratto) di Storia della pirateria, di Philip Gosse, e il suo scritto mi aveva invogliato ad acquistare il libro (che però ancora non ho letto). Dopo l'uscita di Tortuga, quindi, ero lì che mi domandavo che fare, perché improvvisamente, complici anche, appunto, le parole di Franz Joseph, mi era venuta voglia di leggere qualcosa di quest'autore. Probabilmente però non l'avrei mai preso se non si fosse presentata l'occasione di farselo regalare. Quindi per tutto gennaio sono stata lì lì per iniziarne la lettura, mi dicevo "oggi lo comincio, no, oggi, ecc.", poi però rimandavo. Rimandavo anche perché in libreria ormai sempre più regolarmente andavo a studiarmi i romanzi di Eymerich, imparavo i titoli (belli), le copertine (belle), ecc., finché un giorno non ho aperto Il castello di Eymerich e ne ho letto qualche pagina qua e là. A quel punto ormai la curiosità era tanta, anche se ancora mi dicevo che, piuttosto che iniziare direttamente con il primo romanzo di un'intera saga, era meglio leggersi un titolo a sé come Tortuga, e se poi Evangelisti effettivamente mi faceva schifo? Però io volevo leggere di Eymerich! In definitiva, la settimana scorsa ho vinto la mia avarizia e ho scucito questi benedetti 8,80 € per il primo episodio, Nicolas Eymerich, inquisitore (uscito originariamente nel 1994), e l'ho letto ieri.
Tutta questa premessa interminabile è dedicata a Franz Joseph! Perché capisca che i suoi consigli non mi lasciano indifferente, anzi, veda un po' quali lunghe e tormentate riflessioni mi suscitano. E anche tutti gli altri che leggeranno, voi pensate che scegliere un libro da leggere sia un'operazione semplice!!! Illusi, vedete quanta fatica ci vuole! Ma, forse, sarò solo io!
E allora, finalmente, veniamo al libro. Cioè, non fatemi spiegare la trama, cercatela su Internet, ve ne prego, perché si svolge su tre piani temporali, l'Aragona del 1352, il Texas dei giorni nostri (presumibilmente) e il lontano 2194. Queste tre epoche sono collegate fra loro grazie alla scoperta delle potenzialità delle particelle di psitroni, che consentono di viaggiare nel tempo col pensiero, cioè no, sei tu che ti sdoppi e sposti il tuo immaginario nello spazio e nel tempo col pensiero, ovvero no, la tua energia mentale viene fatta confluire in un'immagine da un medium... E allora se tutti nello stesso momento pensano la stessa cosa riescono a "crearla", in un'altra epoca... Boh, non c'ho capito niente, ma è bello! La parte più interessante sono sicuramente le pagine in cui agisce il Nostro, giovane frate domenicano che a sorpresa viene nominato inquisitore generale d'Aragona, anche se la sua autorità stenterà ancora ad essere accettata. Subito si trova per le mani una bella gatta da pelare, il rischio che risorga il culto pagano e "femminile" della dea Diana, con adepte che si nascondono anche nello stesso palazzo reale. Ho letto qualche saggio sulla storia della stregoneria e della caccia alle streghe, e il Canon episcopi e il culto di Diana non mi erano totalmente nuovi. Mi è sembrata particolarmente efficace, sul piano metaforico, la scena finale, dove le donne riunite ad invocare Diana vengono "indotte" dallo stesso Eymerich (che ha sempre negato l'esistenza della dea, ritenendola una superstizione diabolica) ad invocare Satana, cioè, per dir meglio, l'inquisitore fa sì che l'immagine di Diana che si era venuta a delineare si trasformi in quella di Satana (se non avete letto il libro, è impossibile spiegarlo in modo più chiaro!). Fuor di metafora, la Chiesa ufficiale che interviene a reprimere culti ancestrali che probabilmente non comprende appieno, e che quindi, allo scopo di disinnescarli, riconduce, forzandoli, alle sue categorie consuete e ben note, sul suo terreno (Dio/diavolo). Mi pare chiaro che Evangelisti non sia un grande estimatore della religione cristiana, e della Chiesa cattolica in particolare, forse un po' troppo didascalica l'assunzione "Inquisizione e potenti uniti per tenere sotto la loro autorità le masse", ma tant'è, ha creato un signor personaggio che spero non mi deluderà nelle sue prossime avventure.
Solo una cosa, visto che sono puntigliosa: non sono sicura che, nel 1352, in Aragona, non si usasse più l'era di Spagna per computare gli anni... Quindi, quando i personaggi dicono: "Fu nel 1348, l'anno della grande peste", chissà se forse avrebbero dovuto dire "nel 1386". Vero che proprio in Aragona l'era di Spagna viene abolita ufficialmente nel 1349... ma l'innovazione avrà impiegato del tempo per affermarsi (cfr. Adriano Cappelli, Cronologia, cronografia e calendario perpetuo, Torino, Hoepli, 2002, p. 6).
La storia si svolge in modo alternato su tre piani temporali:
〽 Uno pseudo-presente in cui Marcus Frullifer - uno scienziato (pazzo)- scopre gli "psitroni" ("Particelle simili a neutrini, eccitate dall’attività cerebrale umana e proiettate da un cervello all’altro. Con un linguaggio più aggiornato, potremmo parlare di fasci di energia del campo psichico che si comportano come particelle");
〽 Nel 2194 in cui le deliranti teorie di Frullifer sono diventate realtà e seguiamo la misteriosa spedizione della Malpertuis, ossia, un’astronave psitronica;
〽 Ritorno sul pianeta terra e precisamente nell’Aragona del 1352 dove troviamo padre Nicolas Eymerich alle soglie dell’investitura di capo Inquisitore Generale.
Viaggi nel tempo e una commistione di generi narrativi: oltre alla fantascienza, infatti, molti sono gli elementi fantasy, storici e mistery. Insomma, una bella “zuppa” che, a mio avviso, ha un sacco di potenzialità ma, di fatto, insipida. Mi è rimasta una sensazione di fretta. Una corsa narrativa in cui, personaggi, intreccio, ambienti: tutto è delineato, tracciato al minimo sindacabile perché la storia ruotasse.
Le tre stelle vanno all'idea:
” L’immaginario è un luogo senza tempo e senza spazio, come il delirio degli schizofrenici. C’è chi, come loro, vi resta impigliato per sempre e non riesce più a trovare la strada del suo corpo”
Del resto, seppur l’abbia letto abbastanza volentieri, mi è parso tutto così frettoloso da non lasciarmi un gran segno e, soprattutto, nessuna voglia di proseguire questa saga.
Avevo grandi aspettative sul personaggio di Nicolas Eymerich avendo letto su di lui pareri intriganti sul suo essere soggetto così negativo e quindi credevo di trovare... ...Cosa mi aspettavo di trovare? Ecco, non lo so neanch’io di preciso. Di sicuro un carattere più definito. Non mi è bastato sapere dai suoi pensieri ed atteggiamenti quanto fosse crudele, ambizioso, spocchioso, schizzinoso avrei voluto che l’autore mi parlasse del suo passato per capire il suo presente. Faccio un esempio: Eymerich è “rupofobìco” soffre cioè dell’ossessione per lo sporco; sorvolo sul fatto che a metà del ‘600 trovo che questa patologia sia anacronistica ma non capisco perché Evangelisti non ci racconti le motivazioni che fondavano questo chiodo fisso dell’igiene quando ancora la parola era semisconosciuta.
Credo, insomma, che l'Evangelisti dei romanzi storico-politici sia più nelle mie corde...
Non è che Evangelisti abbia inventato il cattivo di fascino - oltretutto Eymerich di fascino non ne ha - né ha inventato il fascino del male. La cosa relativamente nuova - forse assolutamente nuova per la narrativa italiana - è quella di indurre il lettore a immedesimarsi in un personaggio non semplicemente cattivo, ma francamente sgradevole. Ribadisco: non un cattivo di fascino, un cinico senza scrupoli, un balzachiano Trompe-la-mort, per intenderci, ma un verme spregevole. C'è della perversione in questa poetica. Per il resto, la scrittura non mi piace, le trovate science fiction sono inverosimili, forzate. Il romanzo è ricco di approcci innovativi e interessanti, come l'immedesimazione col vermiforme, il pastiche di generi, i piani temporali multipli. È stato o sarà probabilmente fonte di ispirazione. Ma non mi è piaciuto.
E la forma? Discreti contenuti; intrippanti teorie para-fisiche che lasciano a bocca aperta; una protagonista dalle mille potenzialità. Ma... Una scrittura dilettantesca, a mio avviso. Povera la caratterizzazione dei personaggi (tutti in balia del protagonista), annacquata l'ambientazione (geografia semplificata all'osso), lineare lo sviluppo degli eventi (pare di essere in Monkey Island). Tutto accade alla velocità della luce come in un telefilm tedesco, senza troppi impedimenti o spiegazioni. Personalmente darò una chanche al secondo capitolo, ma pronto a mollare in caso di nuova delusione.
Siamo nel 1994. Io ho 10 anni, in radio passano gli 883 e al telegiornale hanno appena detto che è morto Kurt Cobain. Se nel mio paesello ci fosse stata una libreria fornita e se io avessi già scoperto la lettura avrei tra le mani il primo libro del ciclo di Eymerich di Valerio Evangelisti.
Adesso starei impazzendo per capire cosa sia la fisica psitronica e come si possa riuscire a infilare fantascienza, storia, femminismo e religione in un unico romanzo. Ma molto probabilmente, a 10 anni, queste cose non le avrei proprio pensate.
E invece, avrei iniziato a leggere solo 3 anni dopo e quasi solo libri scritti decenni prima. Mai al passo coi tempi. Sempre in recupero.
Evangelisti è un recupero ultradecennale. Che andava fatto e sono contento di aver iniziato.
La pagella di Valerio Evangelisti, scrittore italiano dal talento cristallino ma un po' fuffaro a volte:
GEOMETRIA 3
I vari piani spaziali e temporali che si intersecano tra di loro (caratteristica di VE) non sono un problema nella comprensione della trama, anzi si completano abbastanza gradevolmente. Se non si subodorasse l'idea di una tesi preconcetta (la religione è fuffa, nda) che viene sbattuta alla fine del libro, il tutto sarebbe perfino più godibile.
PSICOLOGIA 4
Eymerich è disegnato benissimo. Duro, altezzoso, sottile, schizopatico, agorafobico. Tutti dicono intelligentissimo, io dico di no, almeno basandomi su questo romanzo. Fa diversi errori di ingenuità e si salva diverse volte per i famosi coup-de-cul alla Harry Potter. Gli altri comprimari son sempre ben delineati, anche se talvolta risultano fin troppo moderni per dei personaggi del '300 (e soprattutto cambiano idea con una facilità impressionante).
STORIA 5
Bravo VE che non ci delude mai. Il ragazzo ha studiato e tanto. Conosce i territori che vengono illustrati e le usanze dell'epoca. La ricostruzione è più che credibile, come al solito molti personaggi sono esistiti veramente (compreso Eymerich).
FISICA 1
Va bene gli psitroni, ma se devi imbastire una teoria che rivoluzioni la fisica moderna hai due possibilità: o fai come Asimov e butti giù qualcosa di credibile, oppure fai come Dick che usava arzigogoli senza senso facendosi beffe del romanzo (fanta)scientifico tradizionale. Qua siamo nel mezzo del guado e non si capisce verso quale riva si vuole andare.
Il ragazzo è promosso con riserva. Sappiamo che è un alunno promettente, lo sappiamo da sue opere postcedenti a questa. Per cui continueremo a leggere la saga di Eymerich (senza fretta però).
Diciamo subito che solitamente Evangelisti o lo ami o lo odi. Io personalmente lo apprezzo moltissimo per la sua genialità delle trame, ma secondo me (adesso mi tirerò addosso non so quanti improperi) lascia un poco a desiderare nello scrivere. Questa è un po' la critica che viene mossa a questo autore da chi lo rifugge correndo. La nascita dell'Inquisitore Eymerich presente in questo libro a cui seguiranno molti altri a me è piaciuta. Non si può non rimanaere affascinati dalla sua "presenza" e anche piuttosto intimoriti, personaggio molto contrastato, feroce e rude ma di un'intelligenza fuori dal comune. Il bello di questo libro è che viene proposto in tre parti distinte, ovvero tre trame che si svolgono all'interno dell'opera che sembrano non azzeccarci nulla nell'insieme, sembra appunto... Da notare anche le straordinarie descrizioni dell'epoca medievale spagnola, siamo intorno al 1300. Bisogna altresì dire che non si può apprezzare o denigrare l'inquisitore Eymerich leggendo solo questo libro, man mano si dipiana la storia di questo inquisitore (realmente esistito) e con esso viene tratteggiato amabilmente il suo passato e la sua personalità. difficile anche attribuire un genere a questa "saga", in quanto molte delle vicende si svolgono su tre piani temporali diversi: passato, presente e futuro. Bene spero di avervi incuriosito abbastanza. Buona Lettura.
Esordio dell’inquisitore a Saragozza, nel regno d’Aragona del Trecento, dove impone il suo potere lottando contro stregonerie che sono reviviscenze di antichi culti. Altre linee narrative sono lontanissime nel tempo: Marcus Frullifer in Texas cerca di presentare le sue teorie fisiche sugli psitroni e la Psiche, che spiegano la credenza negli dei e i fenomeni paranormali; nel futuro un’astronave psitronica che cerca misteriose entità. Il tutto si unifica nel finale; culto di Diana contrapposto al cristianesimo. Il protagonista, per il quale trepidiamo, è anche il cattivo, mentre l’antagonista è una levatrice che vuole restaurare il paganesimo e parla come una filosofa della differenza sessuale.
Difficile per me recensire questo libro….perché dopo averlo finito mi ha lasciato un mix di sensazioni molto contrastanti.
In sintesi, la Serie di Eymerich mi incuriosiva da tempo, e confermo che la figura dell’Inquisitore è il vero punto di forza del romanzo. Scegliere come protagonista un personaggio che in 99 libri su 100 sarebbe il “cattivo”, il “nemico” n. 1, è una scelta narrativa coraggiosa ed intrigante. L’ambientazione dell’Aragona medievale (1340 circa) è stupenda. Cosa non mi ha convinto? La commistione di generi, davvero eccessiva: lo Sci-Fi contemporaneo fatto di viaggi interstellari e nel tempo, con il thriller gotico, mi è sembrata a tratti geniale ma a tratti assurda. Infine, la struttura narrativa: la storia è interessante, Evangelisti scrive benissimo e cattura l’interesse, ma tutto si svolge troppo rapidamente… i fatti vengono troppo compressi per lasciare davvero un segno nel lettore.
Resta però la curiosità per il personaggio, decisamente fuori dagli schemi, pertanto anche se non nell’immediato proseguirò la Serie.
Peguei neste livro com uma ideia pré-concebida totalmente errada- a de que se tratava de um romance histórico com alguns pontos de mistério. ERRADO!
Devagarinho fui-me apercebendo que este é um livro de Ficção Científica com base em alguns factos históricos (como a Inquisição em Espanha no século XIV).
Até admito que o início é um pouco confuso,
mas é estranho como não consegui largá-lo até acabar e saber o que raio se andava a passar. Não consegui deslindar a verdade por detrás de tamanho enredo. Isto está muito bem imaginado!
Os capítulos intercalam-se entre o futuro, o presente e o passado. Eu só vou contar um pouquinho da parte do passado (que é a parte que posso contar sem desvendar muito).
Nicholas Eymerich é nomeado Inquisidor no momento da morte do seu antecessor e pelo próprio que morre de forma dolorosa às mãos da peste negra que tem vindo a dizimar a população espanhola. Mesmo antes de morrer, o anterior inquisidor conta-lhe que estranhos acontecimentos têm vindo a decorrer na cidade. Acontecimentos inexplicáveis que só podem ter a intervenção de Satanás. A única certeza que possui é que estão envolvidas as mulheres de Saragoça e alguém da casa real... mas quem poderá ser? Nicholas ainda percorre as casas dos mais poderosos de modo a que estes confirmem a sua nomeação e já um corpo monstruoso de uma criança aparece com a garganta cortada dentro de uma cisterna. E o mais horrendo de tudo é que... não foi a primeira.
Agora Nicholas terá de enfrentar a história mais inacreditável de sempre!
Quando, a poucas páginas do fim eu compreendi o que se passava
fiquei espantada!
Um livro muito melhor do que esperava! Tenho o volume seguinte já na calha para ler;)
Excerto da página 94: " - Éramos pelo menos dois centos, no bosque. Foi magnífico - dizia a estalajadeira. - E ela? Apareceu? - perguntou a rapariga, com uma voz um pouco trémula. - Sim. E um pouco mais clara do que a da última vez. Era grande como uma montanha e a túnica dela cobria a cidade toda. Mas ainda estamos longe do resultado. (...)"
Certo che ci vuole del coraggio per scrivere un romanzo "fanta-storico", non nel senso di ucronia, ma di tre trame* differenti collocate su piani spazio-temporali nettamente separati e che hanno per protagonisti l'inquisitore Nicolas Eymerich, che opera nel medioevo europeo alla metà del '300, il fisico Marcus Frullifer, che ai giorni nostri pone le basi dei viaggi interstellari tramite il pensiero, ed un anonimo del XXIII secolo, imbarcato sulla navicella Malpertuis, frutto del lavoro teorico di Frullifer, e diretta verso un pianeta poco conosciuto per una missione poco chiara.
La vicenda che mi ha intrigato maggiormente è quella legata al frate domenicano Nicolas Eymerich, che assurge al ruolo di inquisitore generale del Regno di Aragona in seguito alla morte del suo predecessore, e nonostante le difficoltà rappresentate dall'arcivescovo e dal re. Ma questo è solo lo sfondo delle vicende più importanti, legate all'indagine riguardante strane apparizioni ed il ritrovamento di cadaveri di bambini deformi brutalmente assassinati.
Il personaggio di Eymerich, per quanto non completamente delineato, risulta affascinante per la freddezza, la furbizia e la spietatezza con cui conduce le proprie indagini, così come per l'equilibrio con cui interagisce con persone di qualsiasi rango sociale. La grossa forzatura che mi ha un po' stupito è la capacità di entrare così rapidamente in tale ruolo e la destrezza con cui comanda a destra e a manca riuscendo ad ottenere tutto ciò che vuole.
Per il resto, ho apprezzato come sia stato risolto questo improbabile intreccio nel finale, che risulta essere impredicibilmente appagante.
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* Provate a dire "tre trame contro tre trame" velocemente ed in loop :D
Che delusione. Scritto male e con una soluzione finale decisamente ridicola. Carina l'idea di avere tre piani temporali in cui si dipanano tre vicende che solo alla fine si intrecciano, ma tutte sono raccontate maluccio, senza troppo mordente. Quella più interessante, seppur di poco, è naturalmente la parte relativa all'inquisitore che dà il titolo al romanzo, che però ha il difetto di essere costellata di personaggi monodimensionali, che agiscono in modo innaturale e senza coerenza. Inoltre, quando si potrebbe approfondire di più il suo carattere, non lo si fa. La parte ambientata nel presente è piena di riferimenti scientifici, reali e/o inventati, che fanno assopire il lettore e basta. Troppi dettagli tecnici, ma soprattutto troppi dettagli spiegati male. Asimov (per dire di un autore che è stato anche un buon divulgatore), le stesse cose le avrebbe spiegate in modo molto più scorrevole e comprensibile, mentre Evangelisti sembra goda nel rincretinire il lettore affinchè capisca il meno possibile. La parte relativa al viaggio della nave spaziale Malpertuis, che è anche l'unica propriamente fantascientifica, è piuttosto noiosa e prevedibile, almeno fino alle battute finali, nelle quali si risolleva un poco. Ultima nota sui nomi dei personaggi: ma io dico, se non sai inventartene di plausibili, fatteli dire da qualcun'altro (l'editor, un amico, tua moglie...). Tralasciando "Cynthia Goldstein", che sembra il nome di una bond girl, ma: "il professor Tripler"... e il dottor Doppler, no? "Marcus Frullifer"... Frullifer? Ma cos'è, il nuovo modello di frullatore? In definitiva, se questo romanzo ha vinto il Premio Urania, per me i casi sono due: o il Premio Urania ha un livello generale molto basso, oppure c'è una raccomandazione di mezzo.
Se si fosse limitato alla parte storica, allargando la vicenda in modo da approfondire situazioni e personaggi, sarebbe potuto essere un libro dignitoso. Non che la presenza di tre trame sia un errore in sé, ma lo diventa quanto due su tre si seguono solo per capire perché siano presenti nel libro. Che poi, tre trame: una non è nemmeno considerabile tale, sono finti estratti da una pubblicazione scientifica che dovrebbe spiegare perché accadono certi fenomeni, ma la spiegazione è più fanta che scientifica e ha anche poco senso. E la seconda poteva anche non esserci tanto non ha alcuna effettiva attinenza con il resto, né qualsivoglia particolare interessante.
Salvo solo la figura di Eymerich, assolutamente realistico nella sua sgradevolezza data dal fanatismo della guerra santa. Non lo aiuta però una trama troppo semplice, con personaggi monodimensionali e fanatici tanto quanto lui, il che impedisce di cogliere appieno la crudezza dell'inquisizione spagnola.
"Un uomo che combatte contro Satana e se stesso. "
Ci vuole talento per trascinare un lettore nel lato oscuro e fargli dimenticare la difesa dei principi più basilari su cui si fonda la nostra vita, ma una storia ben scritta, dentro un genere ben definito, in un mondo magistralmente dipinto è capace di trasportarci in quell'altrove alieno dove un uomo orribile, irrazionale, violento ed egoista come Nicolas Eymerich diventa anche l'(anti)eroe per cui chiunque - sfido - farebbe il tifo.
L'inizio di una saga che sicuramente proseguirò. Da avvicinarvi se incuriositi dalle ombre dell'istituzione dell'Inquisizione o se non vi dispiace il fantasy a tema religioso / infernale (anche se qui straborda, a volte, in una più classica fantascienza).
Rilettura. Sono passati anni da quando ho incontrato Eymerich ed Evangelisti, e con la morte di quest'ultimo ho avuto voglia di tornare nel mondo dell'inquisitore. Ammetto, non ricordavo quasi nulla della parte "moderna" del racconto, e l'incipit all'università mi ha preso un po' di sorpresa. Una bella sorpresa: è stato quasi come affrontare la storia una seconda prima volta!
Niente da dire sul resto: fantasy, storico, fantascientifico... il mix ha di tutto e tutto è correttamente dosato.
Une histoire plutôt amusante d’un nouvel inquisiteur qui doit lutter contre des évènements étrange en Aragon tout en affirmant son autorité par rapport à la noblesse. Il y a aussi l’histoire d’une expédition spatiale dans le futur, mais sans être franchement inintéressant, c’est très accessoire ; et limite artificiel par rapport au récit central. Récit bien joyeux, Eymerich est particulièremnt teigneux et peu regardant sur les méthodes pour mettre fin à l’hérétisme.
L'idea di base della trama aveva stuzzicato il mio interesse, così ho provato a leggerlo: niente di quello che ho letto nelle pagine di questo romanzo è riuscito a catturarmi; ma proprio niente.
Eymerich mescola storia, religione e fantascienza. Simile a Dick per l’ucronia, a Roth per la tensione politica, ma più mistico e oscuro. Unico nel suo genere.
Secondo la prima informazione che ho trovato su una pagina di Wikipedia Nicolas Eymerich è solo un personaggio di fantasia, ma scavando più a fondo ho trovato un'altra pagina , sempre di Wikipedia, che invece afferma il contrario: Nicolas Eymerich è vissuto dal 1320 fino al 4 gennaio del 1399. Nominato inquisitore come riconoscimento della sua abilità di perseguire eretici e blasfemi, teologo e religioso è ricordato principalmente per aver scritto il Directorium Inquisitorum, un manuake ad uso dell'inquisizione. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nicol...
La trama si svolge attraverso tutte e tre le linee temporali e quello che le accumuna sono delle particelle chiamate psitroni (no, non esistono.) Per capire come funzionano gli psitroni riporto la frase iniziale:
Cerca di comprendere che non vi è nulla che possa circoscrivere l'incorporeo , nulla che sia più veloce e più potente, mentre al contrario è l'incorporeo che, fra tutti gli esseri, è il non circoscritto, il più veloce, il più potente. Cerca di comprendere in questo modo, ricavando l'esperienza di ciò da te stesso. Ordina alla tua anima di recarsi in India, ed essa sarà là più rapida del tuo ordine; comandale ancora di passare nell'Oceano e di nuovo sarà là velocemente, non come se avesse viaggiato da un luogo all'altro, ma come se fosse già là. Ordinarle di volare su nel cielo ed essa non avrà bisogno di ali: niente può opporre ostacoli, né la fiamma del sole, né l'etere, né la rivoluzione del cielo, né i corpi degli altri astri, ma, solcando tutti gli spazi, essa volerà fino all'ultimo dei corpi celesti. Se tu volessi ancora irrompere fuori dallo stesso universo e contemplare ciò che vi è al di là (se vi è qualcosa) anche questo ti sarebbe possibile. (Ermete Trismegisto, Corpus Hermeticum, XI, trad. B. M. Tordini Portogalli.)
Questa è solo la prima di una serie di storie, nelle prossime, che leggerò, spero di trovare anche quella stellina che non ho dato questa volta.
🔼idea originale di unire romanzo storico, fantascienza e un po' di fantasy
🔼non rendere questa commistione di generi un po' folle un completo disastro ma, al contrario, gestirla piuttosto bene
🔼il libro è composto da tre diverse storie che si alternano: la parte storica ambientata nella Spagna del XIV secolo è davvero ben fatta ed Eymerich è un ottimo personaggio. Penso sia una gran dote per uno scrittore riuscire a farti simpatizzare per un personaggio che nella vita reale odieresti.
La parte ambientata nel futuro è così così, l'inizio ha una buona dose di suspense che, una volta capito dove si vuole andare a parare, va affievolendosi.
🔽la parte nel presente è sicuramente la peggiore, l'ho trovata addirittura imbarazzante
🔽la scrittura elementare, talvolta perfino sciatta, è il vero punto debole del libro
Trattandosi del primo libro di Evangelisti e il primo della saga sono generosa ed alzo il voto a 4 stelline, anche perché mi ha incuriosita abbastanza da voler leggere i volumi successivi, mi aspetto però una scrittura migliore nei prossimi libri.
Il romanzo si base sulle vicende di un inquisitore catalano veramente esistito nel trecento. Entrato in carica alla morte del suo predecessore ( che lo ha designato come tale) forra prima convincere tutti aa appoggiare la sua nomina e poi si troverà a smascherare un complotto che vedrà coinvolta anche la famiglia reale..
Il romanzo mi é abbastanza piaciuto. Anche se debo fite che jo trovato nicolas eymerich un po antipatico, arrogante e pieno di se. Ma l'ho anche trovato gi una intelligenza smisurata ed un acume fuori dal comune.
E un personaggio suigeneris e dai metodi mon sempre ortodossi.. Le descrizioni degli avvenimenti e dei luoghi mi sono piaciuti abbastanza. Anche se devo dire che non ho trovato questo romanzo molto nelle mie corde
Forse mi sto facendo condizionare un po’ troppo dal gruppo online di persone che mi avevano parlato di questo libro, gruppo dal quale fortunatamente mi sono allontanata; ma in realtà credo di avere più di un motivo razionale per dare a questo libro le stelle che ho dato.
In un pasticcio che aveva, almeno nei primi capitoli, un certo fascino, l’autore prova a mescolare tre filoni che apparentemente non c’entrano niente l’uno con l’altro: un romanzo (pseudo)storico il cui protagonista è un Inquisitore del quattordicesimo secolo chiamato Nicholas Eymerich; uno (pseudo)presente in cui un incel di definizione e di mentalità chiamato Marcus Freullifer sessualizza la sua collega Cinzia in ogni modo possibile, e nel frattempo (ma vi assicuro che è un’attività secondaria) fa uno spiegone dopo l’altro della sua bizzarra teoria degli psitroni (una sorta di particelle elementari dell’immaginario, un’idea che sarebbe stata anche carina se non fosse che il personaggio che le ha inventate mi ripugna); e un fanta-futuro nel 2194 durante una spedizione di una astronave psitronica, in cui scopriamo che la bizzarra teoria dell'odioso personaggio precedente è in realtà reale e non una cagata pazzesca, come invece sembrava al suo professore di astrofisica (peccato, perché mi stava simpatico quello lì).
Questi tre filoni in realtà dovrebbero essere collegati proprio da questi psitroni, che dovrebbero rendere possibili i fatti assurdi che accadono, ma in realtà c’è qualcosa di ben più unificante che li tiene insieme: la misoginia. Infatti l’autore è riuscito a trovare ben tre modi di sputare sulle donne: non mettercene neanche una (nella spedizione sull’astronave); metterne una di cui abbiamo continuamente descrizioni di camicette scollate, tette immaginate, fisico dalle belle curve e sguardi imbronciati "stranamente molto sexy" (quanto è inquietante tra l’altro questa espressione, che racconta la mancanza di consenso di una ragazza come sensuale? E dire che l’ho sentita così tante volte…); e metterne tante ma raccontate come streghe, artefici del demonio e da bruciare sul rogo. È quasi da ammirare la sua creatività nel raccontare male le donne.
Ancora più brutto è il fatto che i due personaggi più fastidiosi del romanzo, Marcus Freullifer e Nicholas Eymerich (il quale assomiglia incredibilmente al moderatore del gruppo online da cui mi sono allontanata) raccontino di loro stessi di avere una “fredda razionalità” che li aiuta sempre nelle avversità, razionalità che c’è solo perché l’autore non fa altro che ripeterlo, non perché entrambi ne manifestino. Ma lasciate che sia più specifica.
Il primo, Freullifer, è letteralmente un criminale, che vediamo prima stalkerare un professore nel tentativo di raccontargli la sua teoria (non sto scherzando, questo gli dice “un’ordinanza restrittiva non potrà fermarmi”); poi lo vediamo fissare la scollatura delle tette di una sua collega e, per conseguenza, iniziare a fumare a caso in un locale in cui è vietato, blaterando di teorie complottare sulla lobby del fumo (sembra che io stia dicendo parole a caso, e invece è precisamente quello che succede); poi leggersi un libro sulla seduzione non verbale, mettersi una mano nei pantaloni e fantasticare che la sua suddetta collega (che si chiama Cinzia) stia sognando di andare a letto con lui, quando vorrebbe solo toglierselo di torno; e infine prestare aiuto a un governatore iper-cattolico del Texas appena eletto perché ha ascoltato le sue teorie bislacche, mentre nel frattempo continua a sognare di fare sesso con Cinzia, in un finale che non vuol dire niente e che rimane lì sospeso. In tutto questo, gli psitroni, che sono l’unica idea decente che è saltata in testa a questo tizio in trent’anni di vita, diventano l’argomento di uno spiegone continuo che questo tizio non fa altro che far sorbire a gente che scuote la testa e dice di non capire, in un disperato tentativo di costruire la fantascienza alla Asimov ma tirandoci in mezzo i medium, gli episodi telecinetici e le visioni… il che direi che sputa su tutta la fantascienza che Asimov ha mai fatto.
Mentre il secondo, Eymerich, l’avrei anche trovato interessante se non fosse che mi stavo immedesimando di più nelle streghe che voleva bruciare sul rogo che in lui, e se non fosse che alla fine questo incredibile inquisitore non fa NIENTE DI NIENTE! Questa storia sarebbe forse dovuta essere il racconto della sua indagine, e invece è lui che fa buchi nell’acqua per dieci o dodici capitoli, raccontandosi di avere il pieno controllo della situazione mentre non ci sta capendo una minchia, fino a quando non assolda una guarnigione di soldati, fa un massacro in un villaggio pieno di donne (si parla di arti di queste poveracce sparse per la strada, per farvi capire) e si fa confessare tutto da una tizia, che ovviamente ci fa l’ennesimo spiegone. Ma era la razionalità che ti aiutava nell’avversità, ci mancherebbe; che saranno mai i duecento soldati che sono al tuo comando?
Insomma, uno stile di scrittura decente, il tentativo di intreccio della fantascienza con il romanzo (pseudo)storico e qualche elemento che secondo me poteva anche essere carino, non sono per me sufficienti a salvare questo intruglio di idee bislacche, trama poco consistente e misoginia. Soprattutto misoginia.
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Un mix piuttosto ben riuscito tra fantascienza, romanzo storico, giallo e un pizzico di "esoterismo". Quando lo lessi la prima volta mi sfuggirono dei riferimenti che non conoscevo. Adesso hanno aggiunto quel quid in più che mi ha fatto apprezzare maggiormente il primo capitolo della saga dell'Inquisitore Eymerich.
La prima cosa che ho detto nel finire di leggere questo romanzo è stata: “Che brutto libro!” Non sono riuscita a impedirmelo. All’inizio ero perplessa, ma continuavo a leggere convinta che prima o poi la storia sarebbe decollata o che alla fine tutto avrebbe avuto un senso. Nessuna delle due cose è accaduta. Sicuramente pregevole la ricostruzione storica e anche lo stile dell’autore in quella parte rende bene l’idea di un ambientazione ai tempi dell’Inquisizione. Il personaggio di Eymerich è di certo intrigante. Tutto però poi si perde con una trama di cui ho faticato a comprendere il senso, non perché non l’abbia capita, ma piuttosto perché me ne è sfuggito il lato interessante, ammesso che ce ne fosse uno. Le altri due parti nel presente e nel futuro sono in gran parte noiose. Gli unici spunti vagamente sfiziosi si riducono a nulla. Quella nel presente è carica di info-dump del tutto inutile. Perché cercare di dare mille spiegazioni a una cosa insensata? Basta una frase e la sospensione dell’incredulità fa il resto, o almeno dovrebbe. Quella nel futuro sembra invece del tutto posticcia, messa lì per chiudere il cerchio. Il tutto è farcito da un attacco generale alle credenze religiose, che sembra essere la “morale” dell’intera storia. Che noia.
scorre, leggero ma non troppo, ma non convince. un presente (ucronico?) raccontato male, e un legame forse troppo frettoloso tra il passato e il futuro. c'è da dare una seconda possibilità sia all'inquisitore che all'idea del viaggio, ma con meno tentennamenti sugli inutili tentativi di flirt dell'inopportuno Frullifer (cavolo che nome scelto male!) si poteva sviluppare molto meglio tutto il resto. che c'è in potenza, ma non decolla.
in più ho avuto l'impressione che evangelisti si prenda un po' troppo sul serio. come se non si divertisse poi troppo.
preso come un pilot, è un esperimento interessante. preso come romanzo in sé, all'interno del genere (dei generi) si trova molto di meglio.