Voto 4,5
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Polvere d'arte - per RFS
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Fenici questo quarto capitolo mi ha fatta adirare, per non dire incazzare, sin dall’inizio per una tematica molto delicata: la religione. Badate bene per me si può essere cristiani, induisti, protestanti, buddisti, musulmani e chi più ne ha più ne metta, ma odio gli eccessi e le prevaricazioni fatte in nome della religione. In questo caso la povera Winter, figlia di un pastore conservatore, non solo deve vedersela con i bulli nelle scuole ma per giunta viene picchiata e maltratta, a suon di punizioni e cinghiate, dal padre che le attribuisce anche colpe che non esistono né in cielo e né in terra.
Winter è cresciuta repressa a causa dei suoi genitori che, per un solo sguardo sbagliato, le facevano scontare una punizione; ma lei non si è mai fatta spezzare, aveva un sogno che nessuno conosceva ossia riuscire a entrare all’università di Harvard e staccarsi completamente dalla sua orrenda famiglia.
Per l’ultimo anno di liceo si trasferisce insieme ai genitori a Clear Lake e lei, come ha sempre fatto, cerca di confondersi con i muri, di non dare nell’occhio per non essere bullizzata e passare indenne questo ultimo anno così da poter iniziare la sua nuova vita. Ma essendo “la ragazza nuova” tutti gli occhi sono puntati su di lei soprattutto quelli di Kansas, una cheerleader psicopatica a cui lancereste volentieri un casco di rugby in testa; questa str… questa ragazza la usa per i suoi scopi e la convince a far parte delle Rally Girl, una specie di club dove le ragazze fanno di tutto e di più per i giocatori di rugby, ma ovviamente si guarda bene dal dire alla nostra protagonista questo comprende anche dei favori di natura sessuale.
Winter è una ragazza che non usa i social, vive un po’ fuori dal mondo ed essendo cresciuta in una famiglia bigotta è rimasta, per certi versi, molto ingenua e dolce. Una volta accettato di entrare nel club verrà assegnata a Antony, sì avete capito bene questo romanzo è incentrato proprio su di lui che ha fatto da spettatore in quelli precedenti. In questo volume è tutto testosterone e muscoli, insieme a Kansas e a Dylan si prodiga in scommesse su qualsiasi cosa, di cui è sempre il centro. Ma questa volta la posta riguarda Winter e più lui le si avvicina più capisce che è una perla rara, che non vuole perderla e rinuncia alla scommessa mandando al diavolo tutti. I due vivono una storia d’amore dolce e passionale, Antony è un amante rude, caldo e focoso, senza rinunciare però alla dolcezza e infatti con Winter diventa di una smielatezza assurda.
Ma le teste di scimmia non ammaestrate e deviate ci sono sempre e purtroppo durante il ballo d’inverno Winter scopre la verità in un modo ignobile. Lei scappa mentre Antony e la sua migliore amica Arizona pigliano a cazzotti rispettivamente Dylan e Kansas. Riesce a rivederla solo qualche giorno dopo prima che lei sparisca dalla circolazione, senza lasciare traccia, facendo precipitare il cuore del povero italiano in un baratto lungo e profondo quanto tutto il bayou.
I nostri protagonisti si rincontreranno dopo dieci lunghi anni per questioni lavorative e anche se sono cambiati tantissimo si riconoscono con un solo sguardo, il loro amore nascosto e celato per così tanto tempo sotto l’abbandono, l’odio e la rabbia esplodono più forti ed erotici di prima; ma tutti quegli anni portano con sé un segreto enorme e tanta sofferenza e a volte il lieto fine, il touchdown, può essere difficile da raggiungere ma non impossibile.
Fenici come vi ho detto all’inizio questo libro mi ha mandata fuori di testa, non solo per la questione religiosa ma anche per altri eventi che non vi posso anticipare perché voglio proprio che andiate a leggerlo. É un po’ diverso dai romanzi precedenti in quanto se prima i flash back dei personaggi principali riguardavano vari momenti della loro vita qui tutta la prima parte è dedicata al periodo del liceo, in cui Winter ed Antony si sono conosciuti.
Il Pov come al solito è alternato e l’autrice non si smentisce nemmeno stavolta perché riesce a creare un personaggio femminile che, seppur timida e ingenua, si mostra comunque forte e resiliente. Ha intessuto una storia bella come le altre, in cui la protagonista porta con sé con un bagaglio non certo facile sia nella caratterizzazione e che nella gestione. I personaggi sono sempre ben delineati e riesci a sentirli “reali” come se vivessero davvero e la scrittrice fosse una loro amica che mette per iscritto ciò che vede e sente.