"Non si può più dire niente", eppure, guarda caso, chi si lamenta non trova occasione per tacere! La libertà di parola è chiamata in causa a sproposito soprattutto da chi non ha voglia di assumersi la responsabilità delle parole che sceglie e non ha l'abitudine a confrontarsi con un contraddittorio. Lo stereotipo della femminista fanatica, aggressiva e polemica resiste, eppure le voci più pedanti, lagnose e insistenti sono proprio quelle di chi si ostina a non riconoscere i problemi di genere. E questo, Lorenzo Gasparrini, lo sa bene! Nel raccontare e promuovere il pensiero filosofico femminista, Gasparrini ha imparato a riconoscere così bene gli argomenti e gli atteggiamenti dei suoi critici, detrattori e haters che potrebbe organizzarli in un catalogo; e l’ha fatto! Ci scalderemo al fuoco delle vostre code di paglia è una collezione di tipi umani ricorrenti, smontati uno per uno, mostrati in tutta la loro inconsistenza e debolezza dialettica. Un pamphlet infuocato per non porgere l’altra guancia ma ribattere colpo su colpo.
Allora. Inizialmente sono rimasta piacevolmente stupita da alcuni paragoni e riflessioni che non trovo spesso in saggi divulgativi simili. Poi l'autore ha iniziato la filippica contro i commenti che riceve di solito, spiegando dove sta la fallacia logica del non riconoscere il sistema patriarcale. L'ho trovato divertente, sì, ma forse non molto di più.
Ultimamente mi chiedo quale sia l'utilità di saggi rivolti a persone che già sono d'accordo con l'autore e conoscono bene l'argomento. Non ero io il target di questo saggio, può essere. Ma allora chi era? Gli uomini non totalmente d'accordo con l'autore leggerebbero mai un saggio simile? Secondo me no. E a quelli totalmente d'accordo che cosa lasci se non un paio di risate?
Preso al bookpride, dove ho ascoltato anche la presentazione dell'autore. Il libro è spassoso nel senso più profondo del termine. Ma tanto lo capiranno solo quellə che già la pensano così. Tuttə lə altrə continueranno la propria vita fottendosene o, al peggio, buttando m3rda sopra. Ma comunque leggetelo.
PS: spero che nella seconda edizione i troppi refusi presenti saranno corretti ^*^
Gasparrini passa in rassegna una serie di "categorie" di persone (uomini bianchi etero) accecate dagli stereotipi e dai ruoli di genere imposti dal patriarcato. Tra l'altro, sono categorie con cui ci interfacciamo ogni giorno, tanto che la lettura a tratti suscita il riso, ma la voglia di urlare dalla rabbia è forte.
Pamphlet feroce e ironico che colleziona tutte le categorie maschili che mostrano indifferenza o livore verso i femminismi oppure, peggio ancora, te lo vogliono spiegare. Gasparrini non fa nomi, ma in diversi casi i personaggi noti e più o meno illustri a cui si fa riferimento sono lampanti e rendono la lettura ancora più godibile. L'autore, mentre ci spiega i problemi della maggior parte degli uomini nei confronti di una filosofia etica che si ostinano a mistificare e non comprendere, si toglie i molti sassolini che ingombrano le scarpe di un uomo che parla di femminismo sui social, e che in quanto tale viene visto come un traditore, o nel migliore dei casi, un dominato dalle logiche femminili. Fa ridere, dà gusto alla vendetta, ma è capace anche di profondità e riflessioni filosofiche importanti, oltre che farci riconoscere i molti casi umani con cui si ha a che fare quotidianamente quando si porta in giro una vagina e si pretende di volerla controllare. L'approccio stilistico comprensibile, divulgativo lo rendono accessibile anche ai molti che non si sognerebbero mai di leggerlo, perché significherebbe confrontarsi con i propri limiti.
Come vorrei che queste semplici (perché vere) considerazioni, queste parole che sono così sensate e necessarie venissero lette dalla prima media in poi.
Quanto avrebbe aiutato la mia generazione? Quanto aiuterebbe quella attuale e quelle a venire?
Ci serve (a tuttə, di tutte le età) parlarne. Ci serve discuterne e ci serve anche rompere le scatole a chi non vuol sentire o vedere. Ci serve spiegare cose “scomode” al conoscente che lo dice “per modo di dire”, che usa quella parola come “innocente intercalare”, che fa una battuta giocando sui soliti stereotipi e a una nostra reazione risponde “e fattela una risata”.
Così come ho fatto con “Diventare uomini”, consiglierò e regalerò questo libro a quante più persone possibili.
Gasparrini è uno che non le manda a dire. Lui è quello che quando si toglie i sassolini dalla scarpa li tira dritti in fronte a chi ce li ha messi quei sassolini, e ha pure una buona mira. Nel suo ultimo lavoro Ci scalderemo al fuoco delle vostre code di paglia, uscito per quellə di D Editore, casa editrice battagliera da sempre in prima linea per la difesa dei diritti, Gasparrini non fa altro che raccogliere tutti i commenti e le obiezioni becere che si è sentito muovere dentro e fuori dai social e in una serie di brevi capitoletti - ognuno dedicato a una tipologia di persona che qualche problemuccio col patriarcato ce l'ha - confuta, demolisce e argomenta come solo i migliori filosofi sanno fare. Ecco, magari rispetto ai lavori precedenti c'è un po' meno carne al fuoco - ma di fuoco ce n'è molto, come potete immaginare - e forse affiora un po' di ripetitività tra un capitolo e l'altro (per gustarli al meglio io consiglio di leggerne uno ogni tanto, come fossero dei raccontini), però credetemi, il divertimento è assicurato.
Mi rendo conto di essere fuori target per questo libro. L'ho trovato caruccio e abbastanza godibile, si può leggere tranquillamente in un giorno o due se solo ne avete voglia. La sua più grande pecca non è tanto quella di essere un testo volutamente semplice e divulgativo, il che comporta per forza di cose la semplificazione - anche troppa - di molti argomenti. Piuttosto, mi ha dato fastidio la sua estrema genericità. Ci sono interi capitoli dove pur di non citare esempi concreti e fare nomi non si capisce quasi quale sia il problema che si sta trattando, bisogna fare un certo sforzo. A parte questa postilla, è comunque un libro che consiglierei a uomini o a persone che ne sanno poco di femminismo ma hanno la volontà di imparare qualcosa di più in proposito. Può essere di certo un buon punto di partenza.
Scorrevole e si legge d'un fiato, secondo me non è così utile fuori dalla "bolla" perché è TANTO incazzato. Non lo consiglierei ai miei amici uomini non ancora avvezzi all'argomento perché secondo me li spaventerebbe e otterrebbe l'effetto opposto. A parte questo io ho apprezzato ma il senso generale del discorso, niente di rivoluzionario ovviamente e l'autore stesso dice che non vuole esserlo. Ottimi spunti su cui non fa mai male riflettere e dialogare, forse non ho colto qualche reference (ad es non so cosa abbia fatto non so quale conduttore Sanremo). Tolgo una stella perché a volte ho davvero pensato che rosicasse per questioni personali e che dovesse stare un po' più calmino.
Ho letto altri libri di Gasparrini e mi sono piaciuti, ma questo non l'ho trovato particolarmente interessante, anche se ne condivido le idee. In alcuni casi il "botta e risposta" o la spiegazione dell'assurdità dei commenti ricevuti sui social e terribilmente noiosa. Mi aspettavo probabilmente qualcosa di diverso.
Gasparrini elenca una serie di categorie di personaggi, uomini etero cis bianchi, cui "bruciare" metaforicamente le code di paglia. Persone che spesso fanno parte della nostra quotidianità, descritte con ironia ed esempi molto calzanti. Una lettura necessaria per tutt* quell* che sanno già qualcosa del tema e desiderano un approfondimento leggero, ma non per questo senza spessore.
Gasparrini sempre valido, l’idea di tutti i vari tipi di “coda di paglia” è intelligente e la bibliografia molto interessante. Però questo libro è troppo ripetitivo, forse alcune tipologie andavano accorpate per fare un discorso che le comprendesse tutte e non ripetere sempre le stesse cose.
Non un testo chissà che profondo o nuovo ma sicuramente un bello sfogo, sia per chi scrive che per noi che leggiamo, senza mezzi termini o indorature di pillola varie. Carino.