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Tutto nella norma

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Ogni sera, Martina apre il suo quaderno a quadretti e decide se colorare una casella in base a com'è andata la giornata. Se la lascia bianca è stata una buona giornata, se è nera il suo opposto. Nessuna via di mezzo. Lei è fatta così. Per ora il bilancio è piuttosto ha trentaquattro anni e un lavoro che non la gratifica, non riesce ad avere un bambino e il suo compagno non vuole né sposarsi né acquistare una casa. Martina sa che le case non sono solo muri, ma fotografie di varie fasi della vita. C'è la casa dell'infanzia, che ci offre protezione; la casa in cui per la prima volta abbiamo vissuto da soli o in condivisione, sinonimo di libertà e di precarietà. Poi c'è la casa definitiva, quella per cui si accende un mutuo che ci accompagnerà per il resto dei nostri giorni. È un passo vuol dire crescere davvero e uscire dal limbo degli «adulti a metà». Martina vorrebbe non esserlo più, e invece ci si sente ancora tanto. Quando i suoi genitori mettono in vendita la casa in cui è stata bambina e l'invito al matrimonio di una vecchia amica riapre una porta sul suo passato, Martina vede crollare tutte le certezze. All'improvviso, oltre al bianco e al nero, esplodono i mille colori dell'arcobaleno e quelli che sembravano obiettivi essenziali perdono di significato. Martina scopre che, nel diventare adulti, si procede a tentoni, si commettono errori, ci si allontana dall'orizzonte e a volte lo si cambia proprio. Per questo, è importante godersi il viaggio più che concentrarsi solo sulla meta, sentirsi a casa più che scegliere in che casa abitare.
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288 pages, Kindle Edition

Published March 14, 2023

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About the author

Gaia Spizzichino

1 book9 followers
Gaia Spizzichino è nata a Roma nel 1987.

Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, lavora come manager nel settore televisivo.

Sul suo profilo Instagram “Normalize Normal Homes”, seguito da più di 150.000 persone, combatte quotidianamente con leggerezza e (auto)ironia le aspettative irraggiungibili e l’ansia da prestazione, in materia abitativa e non solo.

Vive a Milano con il marito e svariate piante in fin di vita.

“Tutto nella norma” è il suo romanzo d’esordio.

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Community Reviews

5 stars
115 (15%)
4 stars
232 (31%)
3 stars
263 (36%)
2 stars
104 (14%)
1 star
15 (2%)
Displaying 1 - 30 of 77 reviews
Profile Image for Sylvie19.
180 reviews9 followers
April 10, 2023
Seguo con piacere Gaia su Instagram di cui apprezzo il tono di voce e il modo che ha di approcciarsi alla contemporaneità.
Per questo ero curiosa di leggere il suo libro che però ho trovato piuttosto piatto e in certi passaggi fin troppo stereotipato.
La sua voce comunque spunta qua e là, ed è sempre piacevole riconoscerla, ma il libro manca di quel guizzo che le è proprio. Peccato!
4 reviews
June 13, 2023
Mi dispiace molto non poter scrivere una recensione positiva perché adoro Gaia e la seguo su Instagram da tanto tempo.
Secondo me questa è la tipica dimostrazione che essere acuti, spiritosi, osservatori e anche fuori dagli schemi non ci rende necessariamente scrittori.
Questo libro è scritto male, la narrazione in prima persona è estremamente pesante, peggiorata dal fatto che la protagonista è la classica 30enne che ha tutto nella vita , si perde in un bicchiere d'acqua e soprattutto non sa aspettare che semplicemente, i tempi maturino.
Gli altri personaggi presenti nel libro sono del tutto marginali, penalizzati appunto dallo stile narrativo in prima persona che non permette di approfondirli minimamente.
Il libro è un susseguirsi di lamentele, cliché, battute sarcastiche che celano (male) un disagio psicologico, il quale, a 30 anni suonati ci si aspetta che venga gestito.
Il finale, se possibile, è ancora peggiore in quanto, tutto questo malessere, finisce letteralmente in una bolla di sapone: lei ha il lieto fine che si intuiva avrebbe avuto dalle prime pagine e ti fa solamente venire voglia di dire: " Ma vai in psicoterapia! "
PS: la cosa che più mi ha imbestialito è il senso di superiorità della protagonista che tratta tutti con condiscendenza solo perché non vedono la vita nera come la vede lei, a torto e a peccato!
Profile Image for ASMR di Ponente.
4 reviews8 followers
April 4, 2023
Seguo Gaia sui social da diversi anni, motivo per cui sono stata molto incuriosita dal suo libro e non ho potuto fare a meno di leggerlo.
In generale è stata una lettura piacevole, in cui un millenials come me non può fare a meno di ritrovarsi, forse a volte anche troppo. L'impressione che ogni tanto si ha è che siano stati inseriti tutti i cliché tipici di noi 30enni, tutti i pensieri, le paure, i modi di fare, rasentando a volte il parodistico. Ogni tanto poi avrei voluto "più fatti" e "meno parole", nel senso che certe emozioni potevano essere rappresentate attraverso dei comportamenti, invece che spiegati parola per parola dalla protagonista.
Detto questo, secondo me sono tutti "difetti" più che normali (e accettabili) per un primo romanzo, che rimane comunque molto scorrevole e piacevole da leggere.
Profile Image for Stefania Fontana.
3 reviews1 follower
July 28, 2023
Più che un romanzo vero e proprio, "Tutto nella norma" sembra una raccolta di post instagram, alcuni più riusciti di altri, con tanti richiami (forse anche troppi) alla cultura pop che chiaramente strizzano l'occhio al pubblico target del libro, i millennial.

In realtà me lo aspettavo e non sarebbe stato troppo un problema, se non fosse che ahimè ho trovato la protagonista odiosa per tre quarti del tempo.

A tratti, nel libro, si scorgono dei pallidi, timidissimi tentativi di portare a galla le contraddizioni e le ipocrisie di Martina, ma per il resto è il povero lettore a doversi sorbire le lagne in prima persona della protagonista.

L'inversione di rotta sul finale è troppo frettolosa e arriva troppo tardi per farmi rivalutare l'intero libro.
Profile Image for Mela Ferrentino.
117 reviews1 follower
May 3, 2023
Purtroppo è un secco "no".
Ero molto incuriosita da questo libro, seguo l'autrice su Instagram e mi piace molto, purtroppo il libro è un susseguirsi di luoghi comuni e un po' piatto. Le basi ci stavano tutte per essere un bel libro leggero, ma sembra tutto molto superficiale e frettoloso. Non so. Peccato.
Profile Image for Mariachiara Montera.
82 reviews171 followers
March 30, 2023
Chi ha 40 anni e non capisce Martina, la protagonista del libro, o è ricca o mente. Un libro che è a metà tra una lunga seduta di auto terapia sul diventare adulti e la stand up comedy: si ride e si frigna.
Ogni tanto si perde il ritmo della narrazione in parti che suonano un po’ didascaliche rispetto allo scorrimento delle pagine, ma il romanzo ha l’enorme pregio di farsi leggere volentieri.
Full disclosure: il libro mi è stato mandato dall’autrice, perché lavoriamo entrambe come creator - con platee e focus diversi. Temevo fosse un romanzo senza un asse narrativo, e invece ho passato dell’ottimo tempo con tutti i personaggi. Mettete via lo snobismo, e leggete questa storia.
Profile Image for Sara.
11 reviews
April 7, 2023
La lettura è piacevole anche se ho trovato la scrittura un po' piatta e troppo didascalica. In alcuni capitoli è un susseguirsi di cliché che, personalmente, ho trovato eccessivo.
Profile Image for Marika Pinto.
202 reviews67 followers
April 12, 2023
Una lettura nella norma.
Seguo con molto piacere Gaia su Ig e ho apprezzato molte volte il suo stile nei post pubblicati su questo social.
Forse il "problema" di questo romanzo è proprio questo, che sembrano tanti post, con l'unica differenza di essere collegati da una trama.
Per quanto mi ritrovi in molte delle cose raccontate, condivido quanto letto in altre recensioni sulla presenza di troppi luoghi comuni.
In ogni caso, resta una lettura veloce e scorrevole, a tratti piacevole.
Profile Image for Hermione .
166 reviews16 followers
June 3, 2023
Per essere il romanzo spin-off di una pagina Instagram è carino, genuino, scorrevole e nemmeno troppo superficiale. Molto normalize, diciamo. Però la copertina ricorda molto quella di Normal People di Sally Rooney (la grafica, i colori, la figura di spalle), fossi stata nell’autrice mi sarei opposta.
Profile Image for Logolepsy.
324 reviews25 followers
May 21, 2025
Questo libro è quello che succede quando a una persona che scrive (anche bene) sui social viene proposto di scrivere su un libro. E attenzione, non lo intendo con intento denigratorio, ma puramente di analisi.

Gaia Spizzichino sui social si è sempre dimostrata una persona acuta e brillante, ha sempre portato riflessioni lucide sui nostri tempi e sostenuto conversazioni sulle contraddizioni che pullulano nella vita dei millennial. Tutto ciò l'ha sempre resa un'ottima figura da seguire volentieri sui social.
Nulla di tutto questo, però, ti rende automaticamente una brava scrittrice di narrativa. E di nuovo, senza cattiveria o giudizio qualitativo, in questo libro si vede la differenza.

Andiamo con ordine. A livello di storia, ci troviamo davanti a un romanzo… del tutto nella norma. La protagonista è una trentenne normale che vive una vita normale con un lavoro normale e una relazione normale: è impiegata in un lavoro corporate per niente gratificante e senza particolari prospettive, come molti dei trentenni di oggi (o almeno, come i più "fortunati"); si è trasferita da Roma a Milano come ha fatto spesso chi lavora in quel campo; sta con un uomo che apparentemente ha qualche problema a impegnarsi o almeno qualche problema a rientrare del tutto nelle di lei aspettative, come spesso succede nelle relazioni a queste età; e cerca di avere un bambino ma ha difficoltà a concepire, realtà che vivono moltissime delle donne che ci provano dai 33/34 anni in su.
Insomma, in teoria niente da segnalare: il titolo ci aveva promesso esattamente questo, e questo abbiamo. La storia di Martina (un nome direi ben più che ordinario) rispecchia quella di tantissime di noi; tra alti e bassi, è una storia normalissima. Nel romanzo funziona anche bene: la sua "normalità" genera curiosità, vogliamo sapere come se la cava contro le classiche sfide che la vita le mette davanti, un po' come se fosse un'amica che ce lo sta raccontando. Da questo punto di vista, per me il libro è scorso benissimo, probabilmente complici anche il formato audio e un periodo della mia vita in cui ho un disperato bisogno di letture che siano semplici e scorrevoli. Questo libro lo è stato, e l'ho ascoltato in pochi giorni. A livello di stile è molto asciutto, ma ciononostante lo ritengo sufficiente e probabilmente sopra la media del suo genere/target (insomma, tra i "libri-di-influencer" c'è ben di peggio).

Ma quindi, a cosa è dovuta la premessa iniziale?
Come dicevo, scrivere sui social non ti rende una brava scrittrice di narrativa. E, pur restando valido tutto ciò che di positivo ho detto finora, resta il fatto che, alla fine dei conti, tutta questa storia è un susseguirsi di scene che servono solo da pretesto per proporre delle "riflessioni da social". In pratica: una serie di post di Instagram collegati da una piccola trama. Di nuovo, non sto dando nessun giudizio con questo; è una formula che può piacere come no. Insomma, Sally Rooney ci ha costruito una carriera, su questa formula. Diciamo che, per dare un giudizio completo, bisogna valutare alcuni fattori: il contenuto di queste "riflessioni", il loro spessore, quanto ha senso che siano collegate da questa specifica trama e infine il sempre sacrosanto gusto personale, che in questo caso sarà guidato da quanto queste "riflessioni" possono interessare.

Io, per quanto riguarda il contenuto, onestamente resto tiepida.
Parliamoci chiaro: la prima cosa da dire è che i temi di cui si parla in questo libro sono, oltre che evidentemente autobiografici, il punto forte di Gaia, i temi su cui ha costruito la sua presenza online e il motivo per cui è così apprezzata come creator; di conseguenza, è ovvio che ne parli in modo quantomeno accattivante. Al contempo, però, sono anche temi molto facili, forse a tratti un po' troppo. Insomma, sono anni che come generazione cerchiamo di riflettere su lavoro e mancanza di prospettive, o sulla società che ci è stata data in eredità, sulla disattesa delle promesse dei boomer, sul rapporto con le altre generazioni, su differenze di genere, crisi climatica e la fatica di vivere eventi globali di portata storica ogni paio d'anni; e chiaramente c'è chi ci riesce meglio, o forse dovremmo dire che ormai è facile trovare chi corrisponde meglio a quello che ognuno di noi già pensa. Proprio per questo, le "riflessioni" risultano sacrosante e condivisibili, e per alcuni saranno state la forza stessa di questo libro. Ma restano "riflessioni" come ce ne sono tante, tantissime, forse persino ormai troppe, e che comunque volendo si possono facilmente trovare sul profilo di Gaia stessa. O su Substack. O su Threads. O su Tiktok. O in qualunque angolo del web su cui si possano posare gli occhi. Insomma, si potrebbe dire che non appartengano alla narrativa, ma non è neanche vero. È solo che forse questo libro potrebbe non offrire un sufficiente valore aggiunto per essere il veicolo di queste "riflessioni" al posto di un qualunque altro profilo social millennial. Forse, per sorreggerle, serviva una struttura narrativa un po' più solida.
Anche perché con la protagonista c'è un ulteriore problema. Personalmente, ho sempre trovato interessante seguire le riflessioni di Gaia, anche se non è mai stata la mia penseur di riferimento. Dopodiché, sarà che sono temi triti e ritriti, o sarà che io mi sono recentemente orientata verso questioni e idee decisamente più radicali e meno liberal, fatto sta che il rischio è che alla fine tutte queste tirate della protagonista risultino come una lunga e a tratti sfiancante lagna privilegiata. Chiaramente, per poter portare questi pippozzi nella narrazione, Martina deve trovare degli ostacoli di cui lamentarsi, e il risultato è che per tutto il libro non facciamo che sentire piagnistei degni di una campionessa della First World Problems Complaint Cup. Uno dei pregi di questo libro è sicuramente quello di farci chiedere: "ma io suono così, quando mi lamento?".

Sì, perché ci piace credere di vivere nel benessere, ma al di fuori delle nostre bolle privilegiate, viviamo in tempi molto più bui di quanto ci sembri attraverso il filtro dei nostri feed e dei nostri circoli relazionali. Forse se non sei una persona cronicamente online non ci pensi tanto; ma se invece te ne rendi conto, potresti non apprezzare di sentire una 34enne in una generica situazione di privilegio che si lamenta costantemente perché un determinato aspetto della sua vita non è perfetto come quello di una miliardaria, o di una influencer, o di una boomer negli anni '80. All'ennesima lagna che parte per via di un piccolo inconveniente, beh, ecco, Martina potrebbe farti venire voglia di darle un ceffone.
Quindi sì, ecco, "riflessioni" condivisibili, sicuramente, e adatte a un libro leggero che faccia perlopiù sorridere (seppur amaramente), ma di certo non una caustica riflessione rivoluzionaria sui tempi di oggi. Perciò, tenete a mente che il vostro apprezzamento di questo romanzo potrebbe dipendere anche da quanto siete circondati/oberati da queste tematiche, e da quanto vi interessano. Se siete consci di averne già avuto abbastanza, o di voler dare spazio a temi più radicali, sappiate che qui non ci troverete niente di rivoluzionario, nessuna epifania irrinunciabile.

Torno a ripetere che questa analisi non vuole trarre una conclusione qualitativa.
E certo, sono consapevole che Gaia abbia dovuto scrivere di ciò che conosceva e di ciò che avrebbe fatto presa sul suo target: non ci trovo nulla di sorprendente né di male. Era esattamente quello che mi aspettavo quando ho consapevolmente deciso di ascoltare nello specifico il suo "libro-di-influencer". Da questo punto di vista, comunque, siamo notevolmente sopra la media (c'è decisamente tanta roba peggiore, in questa categoria). Tornando al mio punto di partenza, però, tutto questo mi porta a concludere che Gaia Spizzichino è un'ottima content creator, ma non una scrittrice, né la vera voce della nostra generazione (quella resta Eleonora C. Caruso).

Ouf, forse questa mia stessa tirata è stata un po' prolissa e sconclusionata. A rileggermi, la considererei a malapena una recensione, ma forse a sua volta una riflessione sul fenomeno "libri-di-influencer".
In conclusione, per rendere questo sproloquio utile almeno un minimo, vi dico: se conoscete e apprezzate Gaia e volete passare qualche oretta nella testa lagnosina di una millennial, è la vostra occasione perfetta. Se invece volete un romanzo intenso o uno specchio dei tempi più centrato, allora rivolgetevi altrove (rinnovo il consiglio di citofonare a Eleonora C. Caruso).
Profile Image for Beatrice.
345 reviews26 followers
February 3, 2024
Seguo l'autrice sui social da parecchio tempo e ho avuto modo di apprezzare la sua ironia e il suo sguardo sulla società moderna, motivo per cui ero parecchio incuriosita dal suo primo romanzo. Purtroppo l'ho trovato deludente, essenzialmente una lunga serie di stereotipi sui 30enni di oggi che pare una collezione di post uniti debolmente da una trama.

Non ha aiutato il fatto che la protagonista mi sia risultata profondamente irritante e supponente e che la narrazione in prima persona non abbia aiutato nell'approfondire né il personaggio principale né quelli secondari, che appunto risultano estremamente piatti. La crescita finale della protagonista (se così si può chiamare) è troppo repentina e priva di basi solide per funzionare coerentemente nel contesto del romanzo, e purtroppo non aiuta a migliorarne il giudizio finale.

Peccato, perché in alcuni (pochi) passaggi ho effettivamente ritrovato quella voce originale e ironica che normalmente apprezzo e che avrebbe potuto produrre un'ottima critica della società moderna ma che, purtroppo, qui generalmente è mancata.
18 reviews
June 3, 2023
Un romanzo molto scorrevole e una lettura piacevole. Una scrittura semplice che ricorda a tratti le caption Instagram fatte per strappare la risata con la battuta sarcastica, forse in modo un po’ eccessivo… probabilmente qualcuna di queste battute si poteva evitare a favore di un livello un pochino più riflessivo sui sentimenti della protagonista.
Profile Image for Linda.
8 reviews
April 2, 2023
Ogni sera, Martina apre il suo quaderno a quadretti e decide se colorare una casella in base a com'è andata la giornata. Se la lascia bianca è stata una buona giornata, se è nera il suo opposto. Martina ha trentaquattro anni, un lavoro che non la soddisfa, in cerca di un figlio che non arriva e una casa in affitto che non sente sua. Vorrebbe che la sua vita assomigli di più a quelle dei suoi coetanei in bella mostra sui social. La vendita della casa d’infanzia da parte dei genitori e un matrimonio in puglia, la porteranno ad una crisi. Tutto questo le permetterà di rivalutare le sue scelte, la sua vita e soprattutto di assaporare in modo diverso tutta la sua quotidianità, non più catalogata in quadratini bianchi e neri.
Ho letto questo libro in una giornata; credo che sia i trentenni che i quarantenni si possano riconoscere nella protagonista, una generazione che cerca di seguire le orme dei propri genitori ma, che invece si trova in un mondo che non gli permette di raggiungere gli stessi obbiettivi con facilità.
Alcune frasi di questo romanzo mi hanno emozionata, soprattutto perché mi sono riconosciuta in esse completamente. Ho adorato che l’autrice sia riuscita a dare voce a pensieri, paure e aspettative di una generazione di cui faccio parte.
Un libro d’esordio ben riuscito che mi fa sperare in un secondo romanzo di Gaia altrettanto piacevole.
Profile Image for Giuls.
56 reviews10 followers
May 14, 2023
Come la gran parte, quel che mi ha portato qui è la pagina ig di gaia in cui la seguo da tempo, nonostante io sia una Gen z e non millenials. di lei mi piace come riesca a esprimere fatti e pareri con quel sarcasmo che non sottrae loro profondità, cosa che in questo libro si è cercato di fare, ma non so perché credo mi mancasse qualcosa.
I personaggi non so se mi siano piaciuti o meno, a tratti erano tutti irritanti, e la storia non ha un grande plot perché viviamo nella testa di Martina, sapendo cosa vorrebbe fare, ma nel pratico poi fa ben poco...

Lettura comunque piacevole e molta stima per gaia che mi sembra caduta in piedi in questo primo tentativo !
Profile Image for Nadia.
513 reviews8 followers
May 1, 2023
Martina è una trentaquattrenne come tante: è di Roma, ma si è trasferita a Milano per lavoro e qui ha incontrato Gabriele, che è diventato il suo compagno. Martina vorrebbe sposarsi ma Gabriele pensa che non ci sia bisogno di un pezzo di carta per sancire il loro amore, quindi lei prova a passare direttamente alla “tappa” successiva che la società si aspetta da lei, ovvero avere un figlio. Ma anche questo tentativo è difficile e faticoso, soprattutto se nel frattempo bisogna fare i conti con un lavoro non particolarmente entusiasmante, con il collega lecchino che tenta sempre di ingraziarsi il capo a scapito tuo e con i tuoi genitori che, nonostante siano separati da quindici anni, hanno appena divorziato e te lo stanno dicendo a cose fatte.
Ho scelto di leggere questo romanzo perché seguo da tempo Gaia Spizzichino su Instagram. Uno dei sui profili, Normalize Normal Homes, prende spunto dalla dicotomia tra le “case degli adulti”, quelle grandi e spaziose di chi è stato giovane negli anni Settanta/Ottanta e ha potuto godere di prezzi decenti e lavori stabili e ben pagati, e le case dei trentenni di oggi, bilocali spesso in affitto con lo stendino in soggiorno e senza ripostiglio, per analizzare con ironia il divario economico ed emotivo presente tra le due generazioni. Il problema, ci dice Gaia anche in questo romanzo, è che la società sembra aspettarsi dai giovani le stesse tappe obbligate che i loro genitori hanno scandito ai loro tempi. Ma sarà davvero così necessario seguire pedestremente ciò che fanno gli altri? O forse la nostra strada è qualcosa che scriviamo noi stessi, e deve andare bene per noi e solo per noi?
Nonostante si percepisca una struttura ancora leggermente acerba, l’esordio della Spizzichino è fresco e divertente, e non mancano i momenti di riflessione, a volte anche leggermente commoventi (togliete il “leggermente” se siete un po’ meno ghiaccioli della sottoscritta). Sicuramente le ragazze sulla trentina si riconosceranno molto bene in Martina, sul cui personaggio l’autrice ha fatto un lavoro lungo e preciso. Io sono leggermente più vecchia, sono sempre stata piuttosto impermeabile al giudizio altrui e alcune riflessioni le ho già fatte in autonomia qualche anno fa, ma mi sento di consigliare questo libro a chi abbia voglia di sorridere e di sdrammatizzare alcune piccole/grandi disavventure delle vite moderne.
Profile Image for Anna Realini.
86 reviews3 followers
April 28, 2023
Premessa: se cercate alta letteratura, qui non la trovate. Ma non pretende nemmeno di essere alta letteratura.

Se esistesse l'equivalente di binge-watching (binge-reading?), lo userei per descrivere l'incantesimo che mi ha fatto questo libro, divorato, senza riuscire a smettere, durante un viaggio A/R Milano-Padova (in Frecciarossa, 4h circa). La trama è carina, di per sè nulla di nuovo. Quello che ho trovato ammaliante è come la protagonista possa essere il ritratto della mia generazione (ha pure - mese più/mese meno - la mia età), soprattutto di quelle persone che si sono spostate da "casa" per studiare, per un lavoro più stabile e appagante, per vari motivi e si sono trovate a 30-35 anni a chiedersi se fosse davvero ciò che volevano, o semplicemente stessero imitando i loro genitori.

Per me è risultata molto realistica la descrizione dell'ambiente di lavoro (in particolare, ho notato inquietanti somiglianze tra il collega Antonio e certi personaggi incontrati nel mio percorso lavorativo), delle aspirazioni deluse e della mentalità lavorativa "milanese". Ho anche apprezzato particolarmente le riflessioni sulla maternità, vista in varie sfaccettature (il desiderio della protagonista, le amiche e conoscenti già madri di 1-2 marmocchi, le colleghe senior più "esperte", chi ha perso un figlio...) e quelle sulle dinamiche delle relazioni e come si evolvono a 20 o 30 anni.

Consigliato per chi vuole una lettura leggera ma appagante, per chi ha circa 35 anni e potrebbe ritrovarsi - almeno in parte - nella protagonista o nelle co-protagoniste e, amorevolemente, per tutti quelli che "ma quando lo fai un figlio?" (anche se a me ormai chiedete solo quando faccio il terzo, ma dopo vari anni sono brava a mandarvi a stendere col sorriso) :)

Profile Image for Filippo.
Author 2 books
August 29, 2025
Di solito quando leggo recensioni molto critiche tendo a pensare alla favola della volpe e l’uva: a volte dietro certi giudizi aspri c’è un po’ di invidia. In questo caso, però, devo ammettere che faccio fatica a capire come mai questo libro raccolga così tante recensioni positive su store online come Amazon (nel momento in cui scrivo, 57% di recensioni a 5 stelle su 764 recensioni totali).
Il romanzo è, a mio avviso, eccessivamente lungo e non sempre riesce a mantenere il ritmo. L’ironia c’è, e all’inizio strappa anche qualche sorriso, ma una volta compreso il meccanismo diventa presto prevedibile e ripetitiva. Un esempio: «Avverto immediatamente la ahimè familiare morsa del panico, quella che riservo esclusivamente alle grandi paure: morte, voli a medio e lungo raggio, parrucchieri che non conosco a sufficienza.» La battuta è simpatica, ma quando tutte seguono lo stesso schema alla lunga stancano.
La protagonista non evolve davvero e gli altri personaggi restano poco approfonditi, quasi marginali. Ne risulta un racconto che procede più per accumulo di riflessioni e cliché generazionali che per una vera trama.
Nel complesso, una lettura scorrevole ma deludente: le potenzialità c’erano, ma il risultato mi è sembrato piatto e ripetitivo.
Profile Image for Elena Militello.
1 review1 follower
March 16, 2023
Ho atteso questo libro per settimane e finalmente il giorno della sua uscita, il 14 marzo, l'ho letto in formato Kindle, in una sera, divorandolo in tre ore fino a notte fonda.
Seguo Gaia dall'inizio del suo percorso con Normalize Normal Homes e di lei mi ha sempre colpito l'acume ironico e la capacità di descrivere paure, speranze e gioie di un/a millennial "normale" in balia degli standard irraggiungibili dei social e della società. Negli anni sento che siamo cresciute insieme, dallo smart working al matrimonio, dalla ristrutturazione alla gravidanza.
In questo libro è riuscita a fondere insieme, nell'esperienza di un personaggio non autobiografico, quasi tutti i temi che ha affrontato in questi anni con un atteggiamento a tratti scanzonato, a tratti filosofico, che ti porta a scoppiare a ridere e a piangere in proporzioni quasi uguali, facendo identificare la lettrice o il lettore anche con una protagonista con cui non si ha niente in comune, salvo l'essere diventati adulti in un periodo storico in cui per la prima volta le prospettive dei trentenni sono meno rosee di quelle dei loro genitori, in cui bisogna fare compromessi con le proprie aspettative e in cui non ci si sentirà forse mai "finalmente risolti".
Profile Image for Francesca Marchesani.
19 reviews1 follower
September 18, 2023
Di solito non compro i libri delle persone che seguo sui social. Ma ho sempre trovato Gaia estremamente arguta, gentile, divertente. E quindi, essendo una lettrice anche in target sia per l'età che per le medesime problematiche che affronta Martina, ho detto: Perché no?
Mi sono mangiata questo libro in due giorni. C'è tanto della Gaia di Normalize normal homes ma c'è anche tanto altro. Più volte pensavo di cadere in finali scontati e cliché fin troppo facili, e invece l'autrice ha sapientemente deviato ogni prevedibilità.
Ha parlato anche a nome mio quando parla di questa generazione incerta di mezzi adulti, ha parlato anche a nome mio quando vede tutte le persone attorno a lei avere quello che desidera più di ogni altra cosa. Ha parlato anche per me che ho sempre vissuto tutto in bianco o nero, fino a che non ho capito tutte le sfumature che possono colorare le mie giornate.
Brava Gaia, e sono felice che il lieto fine sia arrivato tanto per l'autrice quanto per il suo personaggio.
Profile Image for Liquidambar .
222 reviews18 followers
November 19, 2023
Che dire, banale.
Incuriosita dall'autrice, che seguo con grande piacere su Instagram, ho letto questo romanzo sperando di trovare il classico libro leggero ma capace di portare sul tavolo riflessioni importanti per la generazione millenials.
In realtà, per quanto trovi capace e acuta Gaia sui social, in questo debutto letterario la sua penna mi è parsa estremamente annacquata e generica, incapace di creare una trama di ampio respiro. Sembra essersi concentrata principalmente nel creare piccole scenette da sit-com piene zeppe di commentini ironici, battutine di scarso pregio e pochi personaggi macchiettistici, come se appunto i capitoli fossero un collage di reel.

Il racconto in prima persona narrato da Martina non riesce davvero a dare profondità e continuità alle situazioni e alle interazioni tra personaggi, che si susseguono con una legnosità unica fino ad arrivare all'epilogo, totalmente improvvisato e incollato sull'ultima pagina, piazzato lì senza nessun reale cambiamento psicologico visibile avvenuto dietro alle quinte degli attori principali.
Profile Image for raccontami.
229 reviews10 followers
October 5, 2024
Io a volte li capisco i boomer che guardano i millenial con compatimento, in particolare dopo aver letto i lamenti della prole della media /alta borghesia. Oltre alle lamentazioni assortite, i problemi sono comprare casa a milano, quanto è bella Roma ma il lavoro c’è solo a milano, vite perfette senza vere preoccupazioni reali ed economiche, con il solo disappunto che essi non diventeranno mai benestanti come i propri genitori. Critica sociale, impegno politico, empatia verso il proprio prossimo, non pervenute. Per fortuna esiste l’ironia, ma è sempre circoscritta al proprio orticello e alla propria classe sociale. Le esperienze lavorative della protagonista passano da aver fatto stage a Parigi pagato dai genitori con fidanzato appresso, a lavorare troppo in un’agenzia milanese. Io non pretendo la forgia e gli scioperi con i picchetti, ma forse ho giudicato Sally Rooney troppo duramente.
69 reviews
April 18, 2023
Sono una classe '91, e leggere questo libro è stato come sedersi di nuovo sui sedili della Fiat Uno di nonna.
Toccare il tessuto lisi dei sedili, quell' odore di vecchio, intriso di sigarette di vent'anni prima, e terra.
L'autrice è riuscita ad analizzare in maniera molto pulita uno spaccato generazionale, i nati nella metà degli anni '80. Anche per chi viene dopo il quadro descrive molto bene tutta quell' inquietudine del non starcela facendo, quell'ansia di vivere che permea il nostro fare.

Consiglio di leggerlo se serve un motore per mettersi in discussione, uno specchio in cui riflettere una parte un po' gollumesca di noi stessi, Smigol potrebbe emergere. Potrebbe darci modo di riprendere delle redini che pensavamo di non avere più in mano e poi da sempre qualche spunto di riflessione da portare al/la terapeuta.

Mica male per 16,95 euro.
Profile Image for Alessandra - Una panchina su Pemberley.
271 reviews11 followers
June 5, 2023
“Tutto nella norma” racconta la storia di una ragazza arrivata ai trentaquattro anni apparentemente con nulla di fatto in mano. Sente quest’età come una spada di Damocle sulla testa. I suoi coetanei si dividono in due fazioni: chi è sposato con figli, chi come lei cerca di stare a galla. È impegnata sentimentalmente con Gabriele, un uomo devoto al lavoro, è alla ricerca di una casa da comprare a Milano e desidera avere un figlio.

Troppa carne al fuoco per chiunque, soprattutto per Martina che vive tutto di petto e con noncurante voglia di procrastinare.

La goccia che fa traboccare il vaso della sua precaria quotidianità è la notizia della vendita della casa di famiglia a Roma. I suoi genitori, dopo vent’anni di separazione, decidono di vendere l’ultimo bene rimasto in comune mandando in crisi Martina che di quella casa ha fatto il suo punto fisso, l’unico luogo che sente suo. Questo evento sarà la causa scatenante dei suoi pensieri. Metterà in dubbio ogni cosa, ogni legame, perfino sé stessa. Riuscirà a ritrovarsi?


Recensione completa:

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Profile Image for Elisa.
47 reviews
May 11, 2025
Lettura piacevole, devo dire che rispecchia fedelmente le ansie di noi trentenni italiane, considerate ancora troppo giovani quando si tratta di fare carriera e avere una retribuzione adeguata al costo della vita, ma allo stesso tempo con la pressione di sbrigarsi a costruire una famiglia prima che il nostro sistema riproduttivo ci abbandoni definitivamente. Non aiuta poi che la protagonista viva in una delle citta' piu' care di Italia, ovvero Milano. La cosa buffa e' che da un certo punto di vista Martina puo' essere addirittura considerata una privilegiata, considerando che ha dei genitori benestanti con casa di proprieta' a Roma e un fidanzato con cui dividere le spese. E se una persona con queste buone premesse annaspa, figuriamoci una ragazza single e magari con un contratto precario.
Profile Image for _lettriceseriale.
23 reviews1 follower
April 12, 2023
Tutto nella norma è stato per me una gradevole sorpresa e un buon compagno per tre serate in cui avevo bisogno di riflessione e anche leggerezza. Perché a me l'ironia e il sarcasmo di Martina fanno ridere molto, e perché dietro a quel sarcasmo mi sono riconosciuta. Come molti della mia generazione si possono riconoscere in quegli adulti a metà. Senza dimenticare le citazioni anni '90/2000 che mi hanno riportata all'adolescenza, e quella macchina con cui si andava a scuola - ultimo anno del liceo - con Gigi D'Ag a palla. Insomma, Tutto nella norma è sicuramente un romanzo destinato a una certa generazione. E sì, forse Martina un po' lagnosa lo è ma chi non vorrebbe poterlo essere nello stesso modo? Io adorerei.
Profile Image for Claudia Sartori.
30 reviews
April 26, 2023
L'ho appena finito e ho gli occhi lucidi. L'ho centellinato, perché avrei voluto continuare a trovare quel misto di comprensione, umorismo, sarcasmo e commozione ancora per giorni e giorni... Sono una fan dell'autrice fin dai primi tempi del profilo IG, e ormai da quasi 3 anni le sue storie e i suoi post sono un appuntamento fisso al mattino appena sveglia e alla sera prima di dormire, per avere quel momento di buffo relax che è così brava a regalare. E che, come speravo, ho ritrovato nel suo romanzo. Insieme a una storia che nonostante non parli di me (non ho praticamente nulla in comune con Martina se non l'età) in realtà lo fa, perché tra le tante cose in cui Gaia Spizzichino eccelle c'è la capacità di individuare quelle sensazioni di fondo che accompagnano noi millenials.
Profile Image for Barbara.
141 reviews1 follower
July 23, 2023
"Erano anni durissimi per le foto di famiglia. Non essendoci la possibilità di scattarne molte, era sempre buona la prima. Forse è per questo che mi piacciono così tanto? Nonostante siano oggettivamente quasi tutte venute male, sono terribilmente realistiche. Degli spaccati di vita in cui a un certo punto il tempo si ferma e decide di cristallizzare un momento in tutta la sua imperfezione".

Casa non è un luogo fisico, ma sentirsi a posto con sé stessi, aver risolto i problemi e i turbamenti del passato, aver trovato il proprio posto nel mondo coi dovuti compromessi. È questo il succo del libro di Gaia Spizzichino e della storia di Martina che sceglie di essere l'eroina della propria storia e non la vittima. E che smette di colorare di nero i quadretti di un quaderno perché anche nei giorni meno belli si può trovare qualcosa di positivo.
Il libro non è IL capolavoro, ma tiene compagnia sotto l'ombrellone.

Musica: Un senso - Vasco
Profile Image for Takya.
18 reviews
July 29, 2023
Questo romanzo per me è stato una piacevole sorpresa: l'ho preso d'impulso perché un'amica mi aveva detto che le era piaciuto e alla fine è piaciuto anche a me, più di quanto avrei pensato. L'ho trovato leggero e scorrevole ma allo stesso tempo molto profondo, quasi ogni pagina mi ha strappato un sorriso o una risata, ed era esattamente quello di cui avevo bisogno in questo periodo.
Nella storia di Martina ho ritrovato punti un comune con la mia, mi ha fatto ripensare ad alcuni momenti della mia vita che avevo sepolto chissà dove, è stato un amarcord malinconico ma che mi ha lasciato molta serenità. E poi mi ha fatto tornare di nostalgia di Roma!
Un po' mi è dispiaciuto arrivare all'ultima pagina...
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