La via delle sorelle è, al contempo, un’indagine letteraria su un sentimento troppo spesso dato per scontato e un vibrante memoir dedicato a tutte le amiche che hanno saputo cercarsi e riconoscersi. Perché l’amicizia è sempre e comunque un viaggio al centro del proprio cuore. Nella vita i legami che scegliamo ci definiscono più di quelli in cui ci troviamo nascendo. Per ogni donna il rapporto con le amiche è una relazione fondativa, capace di determinare la direzione di un’esistenza intera: di indicare una via. Ci sono le amiche sorelle, unite da un legame simbiotico; le complici di sfide e trasgressioni; le compagne in cui specchiarsi per riconoscersi; ma anche quelle che tradiscono perché sanno colpire nel punto di massima debolezza: le amiche geniali, le amiche fatali. È in questa misteriosa incubatrice di fioriture, in questo regno magico e a volte inquietante fatto di presenze cangianti che Gaia Manzini sceglie di addentrarsi. Le vicende di amiche passate alla storia – scrittrici, artiste, donne coraggiose – si intrecciano con quelle delle amiche di una vita, in un controcanto che lascia emergere dell’amicizia le sfumature più delicate e difficili da pronunciare. Se sono donne destinate a lasciare traccia di sé o solo incontri fugaci non conta: ogni legame, in queste pagine, racchiude lo stesso potere trasformativo. Un caleidoscopio di racconti nel quale rileggere la nostra vita, ripensare i rapporti che ci hanno fatto crescere, riconoscere aspetti inconfessabili di noi che solo certe amicizie hanno la forza giusta per poter sfiorare.
Nata a Milano e vive a Roma. Ha esordito nel 2009 con la raccolta di racconti Nudo di famiglia (Fandango, finalista premio Chiara). Nel 2012 ha pubblicato il romanzo La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango, selezione premio Strega e finalista premio Rieti) e nel 2014 Diario di una mamma in pappa (Laterza), un viaggio sentimentale tra le rocambolesche avventure della maternità.
«Non posso fare a meno dell’idea, ingenua, che si possa sempre trovare un’altra anima sorella». Ed è con questo proposito che Gaia Manzini ci presenta la sua storia personale in relazione ad uno dei valori più importanti per cui vale la pena vivere: quello dell’amicizia. Ma non si tratta solo di un excursus autobiografico: “LA VIA DELLE SORELLE” intreccia i rapporti di amicizia dell’autrice/protagonista con quelli tra donne che nella storia sono diventate famose (scrittrici, poetesse, artiste, …). È un libro molto scorrevole, con uno stile diretto, come se fosse una lunga conversazione con il lettore. L’autrice ci presenta l’amicizia a vari stadi, corrispettivi ad altrettante fasi della vita umana e, quella che ho trovato più coinvolgente è stata proprio la sua esperienza giovanile: «L’amicizia vera va tenuta pulita, essenziale, liscia come un sasso di fiume (…) al riparo dagli scossoni dell’invidia, del confronto, dei giudizi». E ancora: «C’è un momento nella storia delle nostre amicizie in cui vorremmo disperatamente essere come quelle che abbiamo scelto in qualità di compagne di cammino (…) Poi, d’un tratto, ci accorgiamo di essere diverse (…) ma ci sforziamo comunque di nasconderlo». Se da un lato posso dire di non essere stata poi così interessata alle vicende esistenziali della Manzini (spesso caratterizzate da “pesantezza”, disagio psicologico e vittimismo), dall’altro l’ho trovato un concentrato di spunti davvero interessanti, frasi profonde delle quali ho preso nota con entusiasmo e dalle quali, sicuramente, nasceranno riflessioni e confronti soprattutto con mia figlia adolescente.
Gaia Manzini narra dei suoi rapporti amicali femminili, in diverse stanze temporali della sua vita e le intreccia con aneddoti su alcune scrittrici e figure femminili dello spettacolo, fuoriesce un mosaico di esistenze declinate al femminile che fanno rete. Impossibile non pensare alle mie amiche e alle mie sorelle, come ci siamo scelte, come continuiamo dopo anni a tenerci per mano nonostante i nostri modi di essere, divisivi, a volte inconciliabili ma unite dall’amore. La sorellanza è una profonda accettazione dell’altra.
“L’amicizia tra chi scrive è delicatissima, sta in equilibrio sul reciproco riconoscimento, ed è vissuta dentro gli spazi dell’editoria, i luoghi dei libri, la convinzione che le parole ci salvino la vita - non perché nascondano qualche verità assoluta, ma perché creano correnti che ci distraggono dalla vertigine sopra la quale galleggiamo” - scrive Gaia Manzini verso la fine e penso che anche l’amicizia tra lettrici sia un delicato equilibrio, riconoscersi, accettare la soggettività, seguire, comprendere punti di vista differenti, lasciarsi ispirare, affermare la propria opinione, mettersi in discussione.
Il processo identitario è un lavoro faticoso che passa per struggimenti improvvisi e successi fatui, tutto volto alla conoscenza profonda di sé stessi.
Memoir dell'autrice che ripercorre le tappe salienti della sua vita attraverso la rievocazione delle sue amicizie, proiettate sullo sfondo delle amicizie di quelle scrittrici che per lei sono state altrettanto formative. Il tutto raccontato con garbo, con un lessico scelto con cura e un periodare elegante e misurato. Praticamente, una vacanza in Danimarca 😄 dove è tutto bello ma ti trovi a rimpiangere il gran casino di Bagnara Beach (la spiaggia dove sono cresciuta, il lessico familiare non è su Google Maps). E qui, forse, si potrebbe aprire il dibattito sull'ultima moda di dover riversare sulle pagine di un libro quello che, ai miei tempi, era recluso nei diari, quelli che semmai venivano pubblicati postumi- e sottolineo il semmai Ma da voi fa caldo, quindi bon, passiamo ad altro. Ma se vi piace il genere, è perfetto.
"La via delle sorelle" di Gaia Manzini è una lettura che si immerge nell'universo dell'amicizia femminile, presentandola come un viaggio emotivo e introspectivo. L'autrice intreccia abilmente storie di amicizie leggendarie con esperienze più personali, riuscendo a cogliere le sfumature intime e complesse di questi legami. Nonostante lo stile narrativo sia per lo più avvincente e riflessivo, devo ammettere che a tratti ho trovato il libro un po' noioso. Questo non toglie che sia una lettura che invita alla riflessione sulla propria vita e sui rapporti che ne hanno definito il corso, offrendo un'analisi dettagliata e ricca sull'importanza dell'amicizia. Sicuramente, un libro che ha i suoi momenti luminosi, ma che richiede pazienza per apprezzarne appieno il valore.
"Cercavo di cambiare me stessa in tutti i modi, non lo facevo per salvarmi, ma per precipitare. E, cadendo, liberarmi da qualcosa."
Un libro che parla dell'importanza dell'amicizia, del conoscersi e riconoscersi. Una lettura che è stata per me un viaggio doloroso e meraviglioso dentro me stessa.
L'autrice ripercorre i propri legami di amicizia fraterna e ne analizza alcuni dei personaggi famosi. Poco sviluppato, a tratti coinvolgente. Tema sicuramente valido, ma poco approfondito.
Nel complesso non mi ha soddisfatto. Purtroppo man mano che scorrevo le pagine, ho avuto spesso l’impressione che i contenuti fossero posizionati in ordine casuale e che non ci fosse un filo logico, ne talvolta pertinenza con l’argomento centrale. In alcuni passi però mi sono ritrovata.