Quando, ormai anni fa, vidi l'anime di 12 episodi tratto da questa novel, il mio primo pensiero fu che ci fosse qualcosa di strano. Era troppo veloce e, per quanto mi fosse piaciuto, non era riuscito a convincermi completamente. Così, cercai informazioni sul manga, che consta di 4 volumi, e scoprii l'esistenza della light novel, che di volumi, invece, ne ha 33. Considerando che una novel occupa dai 3 ai 4 episodi, si può ben comprendere quanto della storia originale sia andato perduto nella resa animata.
Finalmente, dopo anni di ricerche, sono riuscita a trovare ben 11 dei 33 volumi tradotti in inglese (all'epoca trovai pochissimi capitoli, che mi fecero passare anche solo la voglia di provare a leggerlo) e, visto che i traduttori sembrano intenzionati a portare a termine il progetto, mi sono finalmente decisa.
Sin da questo primo capitolo della saga, si nota come le differenze con l'anime siano tante, anche all'interno dello stesso volume: sebbene, in effetti, segua pedissequamente lo svolgimento della trama e Raven ed Edgar abbiano comunque un passato triste alle spalle, la controparte animata racconti tutto in un modo più leggero: sì, Edgar ha vissuto come schiavo, ma non ci viene raccontato tutto il dolore e le traversie che ha patito; sì, Raven ha sangue di fata, ma c'è qualcosa di più profondo, dietro i suoi occhi verde scuro, che l'anime non riesce a rendere. E poi, c'è Ermine, che nell'anime è già morta, ma che, invece, nel romanzo, conosciamo; anzi, assistiamo anche noi alla sua dipartita e scopriamo il motivo, estremo, che la spinge a tale gesto.
Ci troviamo, quindi, in una vicenda tutto sommato simile, ma che, ovviamente, grazie a questi elementi, assume un valore e una profondità completamente diversi. Non oso immaginare, quindi, quanto ci siamo persi nei prossimi volumi, e non vedo l'ora di scoprirlo.