L’immaginario rurale contemporaneo sembra spesso escludere le forme di accelerazione e alienazione della società moderna, come se il capitalismo e la globalizzazione non riguardassero anche i paesi. Dentro la grande cornice del neoruralismo spesso scompaiono le frizioni, le disuguaglianze sociali e di classe, le asimmetrie, i rapporti conflittuali tra umani e non umani. Lavorare sull’immaginario e sulle pratiche rurali significa invece cercare di far emergere queste frizioni, così da restituire una densità etnografica capace di scardinare il senso comune. Cosa vuol dire oggi vivere in un paese di poche centinaia di persone? Chi sono i suoi abitanti? Quali relazioni si vengono a creare tra di loro? La ricerca di Pietro Meloni muove da un piccolo centro toscano di origini medievali per portare alla luce le tensioni e le inquietudini che attraversano oggi i mondi locali di fronte al mondo globale.
Bella lettura scorrevole di Antropologia visiva. Si concentra sul un piccolo paese toscano della Val del Merse, Iesa in cui l'autore ha svolto un periodo di ricerca sul campo.
Un’etnografia su Iesa e sulle campagne globali, una contro-cartolina della Toscana rurale che racconta una comunità nel suo non riconoscersi come tale. Meloni decostruisce l’idea di autenticità e di località, concetti tanto cari ai discorsi sul patrimonio, presentando una realtà molto più complessa di quella che ci si aspetta da un contesto tutto appiattito sulla nostalgia per un rapporto perduto con il territorio.