Giulia e Guido sono una giovane coppia di aspiranti intellettuali: lui fa l’insegnante e sogna di diventare un pittore di successo; lei lavora all’Ikea, ha ambizioni da designer e organizza serate contro il patriarcato. Il loro rapporto sembra solido e senza ombre, ma un giorno, per festeggiare l’anniversario, lei gli fa trovare sul divano Tamara, una bambola del sesso di ultima generazione. Con gli occhi di questo ospite inconsueto, che inaspettatamente e a loro insaputa ha acquisito autocoscienza, osserviamo così lo svolgersi delle dinamiche di coppia. Tamara è un regalo o un ricatto? In ogni caso il suo arrivo scompaginerà a poco a poco ogni equilibrio. Lasciata sola a casa in compagnia della tv, giorno dopo giorno la bambola prende lezioni sulla vita e sull’amore da Maria De Filippi, Barbara d’Urso e altre eroine dell’intrattenimento di Mediaset. Quando incontra David, un artista amico della coppia, si sorprende a desiderarlo. Ed è proprio attorno al desiderio che Lavinia Mannelli costruisce questo romanzo delizioso e indocile: il desiderio sessuale e quello di successo e di riconoscimento, i volubili desideri dei messaggi mediatici come quello più radicato e radicale di tutti, il desiderio di essere amati.
Tamara è una bambola seduta su un divano. Spettatrice passiva, impara la vita guardando la televisione (Maria De Filippi è il suo guru). Ma Tamara prova anche sentimenti come felicità, sofferenza, amore e desiderio.
La trama affronta un concetto interessante e un po' fuori dall'ordinario, offrendo un'angolazione unica alle dinamiche relazionali di coppia.
Pur se già affrontato dal cinema (mi vengono in mente "Lei (Her)" e "Lars e una ragazza tutta sua", lo spunto non è per niente banale, è come se Alexa oltre che contarci i minuti di cottura della pasta ci osservasse e interpretasse ciò che vede prendendo come riferimento i programmi più pop della televisione. Mai come in questo periodo l'intelligenza artificiale è stata il tema del giorno; Lavinia Mannelli, dottoranda in letteratura moderne con un progetto di ricerca sulle donne robot, lo affronta con una scrittura garbata, non banale anche se, a mio avviso, troppo descrittiva.
Manca infatti un certo equilibrio tra dettaglio e fruibilità; non accadono grossi eventi e, pur essendo un libro breve, alcune pagine perdono mordente.
Tutto sommato, un buon esordio, di una scrittrice da tenere d'occhio.
Ammetto di averlo iniziato quasi esclusivamente per il riferimento al romanzo di Jarry "Le surmâle", esplicitato nel corso della storia. L'ho apprezzato più come omaggio a quest'ultimo che per la trama, un po' frammentaria, o per i personaggi appena abbozzati. Nel complesso la lettura risulta scorrevole e l'autrice, con la sua penna delicata, ha dato prova di una forte inventiva.
Avrei assegnato tre stelle, ma mi sono sentita in dovere di alzare un po' la media delle recensioni perché 3.17 è davvero poco per questo libro.
La scrittura è sciolta e piacevole, il concept originale. Una ventata d'aria fresca nel panorama tradizionalista e anzianotto della narrativa letteraria nostrana, L'amore è un atto senza importanza riesce ad adattare spunti distopico-fantascientifici di profumo estero al contesto italiano senza sforzo: una sex doll segretamente cosciente la cui visione del mondo si costruisce sui programmi spazzatura della Mediaset e il cui paradigma dell'umanità è Maria de Filippi? Suvvia, queste non sono tre stelle scarse. A parte l'originalità esilarante dell'idea di fondo, il libro non scade mai in un umorismo piatto. Riesce a mantenere profondità umana, ad essere toccante, ad essere anche tagliente.
Non è un romanzo perfetto: lo avrei voluto più lungo, abbastanza da poter esplorare più a fondo le relazioni fra i personaggi e i personaggi stessi; lo avrei voluto più strutturato, soprattutto per quanto riguarda David, che si aggira fra le pagine ed è quasi sempre fuori posto. Ma è un esordio, non il romanzo di un'autrice rodata: questo genere di imperfezioni sono normali e il prodotto finale non solo è buono, ma è soprattutto promettente.
Tamara è una bambola del sesso di ultima generazione che Giulia regala al compagno Guido, non si saprà mai bene il perché. Attraverso la sua prospettiva guardiamo ai dettagli della quotidianità in modo nuovo, a volte quasi commosso, altre disgustato per la stucchevolezza delle nostre vite in serie.
Cos’è più autentico, più spontaneo? Il mondo semplificato dei reality show attraverso cui Tamara viene socializzata guardando la Tv, o quello che osserva nel piccolo appartamento milanese dei suoi “proprietari”?
Un breve romanzo sul diritto a desiderare e sulla scoperta di punti di vista altri che ci permettono di riconsiderarci. Non sono sicura di aver capito appieno questo libro con tutte le sue metafore, ma ne sono rimasta affascinata.
Leggere questo libro è stato come nuotare nel miele: mentre soffocavo e annaspavo nel salotto di Giulia e Giudo, sperando di non essere meccanica come loro nei sentimenti, provavo empatia per Tamara la bambola robot progettata per appagare i desideri sessuali di noi umani. La scrittura di Lavinia Mannelli è densa (come il miele appunto) e chiarissima. In 153 pagine chiarisce come funzionano gli algoritmi, il machine learning e la cultura trash.
l’idea è sicuramente carina ma lo sviluppo è poco accattivante, per me. Tamara la bambola personaggio prefe. Giulia, Guido e David fortunatamente poco sviluppati perché se l’autrice avesse deciso di mettere più mordente nel tracciare le loro personalità a occhio e croce sarebbero stati tutti e tre tappi nel cul0.
Ha sicuramente dei difetti, a tratti salta parti di narrazione che sarebbero state interessanti, ma nel complesso è un bel libro. L'idea di base è molto buona, anche la scrittura lo è. Qua e là qualche momento di lirismo. Considerando che è una prima opera, davvero interessante.
Tutto molto bello se non fosse che mi aspettavo una cosa e me ne sono trovata un'altra.
Dalla trama sembrava che questa terza presenza in casa dovesse creare scompiglio, mettersi in mezzo tra i due e quindi già mi pregustavo un thriller insolito. E invece l'unica cosa insolita di sto libro é che non succede una mazza.
La nostra narratrice non è altro che il robot del S3ss0 che si sono regalati la coppia: dalla sua voce scopriamo cosa accade all'interno delle mura, quanto sola si senta questa oltre a tutti i sentimenti e semsazioni che sembra provare nonostante dovesse essere un essere artificiale. La cosa piú bella che scopriamo grazie a lei, è quanto sia vasto il pallinsesto di canale 5 e quanta spazzatura abbia.
Insommasi poteva fare qualcosa di ganzo, ma nada. Mi sono annoiata ma non posso negare che come trama sia stata molto originale.