“ Pan non sarà mai manovalanza del crimine, ma mente creatrice di rapine .”
“Chi ha polvere spara” è un antico modo di dire. Un invito a mettere la propria pelle in gioco, a mostrare ciò che si è, a cercare quel che si vuole. Pancrazio Chiruzzi, detto Pan, nasce in un paese della Basilicata, e cresce tra i vicoli, il mare, e i fuochi d’artificio. La sua vita cambia radicalmente quando è costretto a emigrare al nord, dove si scontra con l’odio e tutte le discriminazioni riservate ai meridionali in quegli anni. La sua rabbia cresce in fabbrica, per condizioni di lavoro disumane, ed esplode fino alla decisione di puntare tutto sul crimine. Insieme a un gruppo di coetanei imparerà che il colpo perfetto è quello in cui non si spara mai, e si può fare solo con amici veri, pronti a mettere sul tavolo la propria vita per difendere quella dei compagni. Sfidando la legge Pan diventerà un rapinatore professionista, mettendo a segno colpi sensazionali in Italia e all’estero, ma quando l’amicizia, la morte, il carcere e il grande amore si intrecceranno, il destino - come un falco nel cielo della vita - lo metterà di fronte alle conseguenze delle proprie scelte e a lottare per quello in cui crede.
Donato Montesano (Tricarico, 1991) insegna in una scuola superiore. Nel 2017, per Eretica Edizioni, pubblica I grandi scrittori non mangiano, vincitore del premio Giovane Holden.
Oggi vi parlo del nuovo romanzo di @donato_montesano, che ringrazio per la copia ricevuta, basato sulla storia vera dell’ex rapinatore lucano Pancrazio Chiruzzi che ha vissuto la sua vita nel crimine sullo sfondo di un' Italia del secondo dopoguerra. Il libro inizia nel 1960 quando il nonno di Pan gli dona il fascino e la bellezza dei fuochi d'artificio per il passaggio, da Metaponto, della fiaccola olimpica di Roma. Ma la famiglia di Pancrazio non segue il nonno in America, rimane in Italia a subire gli effetti dell'esodo di intere famiglie dal sud al nord in città come Torino, dove i meridionali subivano razzismo e disprezzo. Così, dopo numerose ingiustizie, decide di cavalcare l'onda della criminalità vista anche come una rivalsa su una società prevaricante e iniqua. L'esperienza del carcere, l'amore per Nadia, la morte dell'amico Natuzzi faranno capire a Pan quali sono i veri valori e le vere emozioni della vita. Un romanzo molto intenso, ricco di dettagli e con protagonisti veri e intensi, rendono la lettura emozionante e avvincente. Un uomo tenace che ha vissuto piaceri e disgrazie, la sua epoca con le sue trasformazioni prendendo decisioni controverse e lottando, sempre. " Tre bambini corrono sul sentiero che dal paese conduce alla spiaggia. Hanno appena distrutto il nido delle vipere rapite... Sfasciare il nido dei serpenti velenosi, col rischio di essere morso, li eccita. È come sfidare la morte. Ma la morte, per i bambini, è soltanto una parola"
«Il prossimo colpo è sempre l'ultimo. Ma come diceva un mastro pirotecnico chi ha ancora polvere continuerà a sparare».
La storia romanzata di un criminale degli anni 70 che portò a segno numerose rapine senza mai versare s@ngue. _ Il nostro protagonista è Pancrazio, che vive in un piccolo paesino della Basilicata che, purtroppo, tra diversi eventi emigrerà a Torino. Verso un Nordo nuovo, sporco e in continuo fermento. _ La narrazione è vivida, piena di spigoli e curvature, colma dell'amore viscerale per la propria terra. _ L'autore ci fa vivere un periodo di grandi turbamenti e sopravvivenza. La vita massacrante nelle fabbriche, gli innumerevoli pregiudizi per essere un meridionale, i potenti che abusano il loro potere. Qui, si svolgono episodi cruciali nella vita di Pan tra cui il carcere dove rimarrà affascinato dalla complessa meccanica per la riuscita di un colpo. Il delirio del successo scorre veloce nei loro cuori giovani. Una banda che esegue ciocchi magistrali. _ La prosa è versatile. Diventa lieve, pregna di una nostalgia incurabile, e poi si tramuta in acciaio temprato. Un romanzo che mostra le contraddizioni della vita, fame di una libertà di cui Pan inizierà a capirne le fattezze e le fragilità. _ Assaporiamo le disillusioni, gli amici leali, il rock a tutto volume, l'adrenalina che scorre forte e il desiderio di mangiare a morsi la vita, restituendo ogni dolore. I personaggi vivono sulla linea frastagliata del pericolo, non sapendo mai cosa potrà accadere al minimo errore. E dopo avventure in cui si sentivano invincibili entriamo in un periodo buio. _ L'autore è bravo a farci vedere la profondità di una sofferenza che lentamente annienta Pan. La libertà, la sconfitta, la m0rte, l'amore, la resa si muovono tra di loro tentando di trovare una coesione che non da pace. _ Un libro intenso e sofferente. Per brillare così forte si deve bruciare e Pan è rimasto fedele a questa massima, dopotutto, chi ha polvere spara. E Pan l'ha fatto per tutta la vita.
Tutto ha inizio negli anni 60 in Basilicata, il piccolo Pancrazio vive la sua infanzia felice, con una grandissima stima verso il nonno che ha una ditta di fuochi d’artificio. Tutto va bene fino a che il nonno e la famiglia - tranne la sua - si trasferiscono in America per cercare fortuna. Anche se un triste evento porterà tanto dolore e la famiglia di Pancrazio dovrà trasferirsi a Torino.
Ma a Torino Pancrazio, che poi si farà chiamare Pan, non si trova. Viene espulso dalla scuola e non potrà andare in nessun altro istituto e inizierà a lavorare in fabbrica, ma lì la condizione di vita - con la scuola serale - gli sta stretta e non vuole un’esistenza così.
Dopo diverse diatribe finisce in riformatorio, poi i carcere e da lì inizierà la sua ascesa come criminale gentiluomo insieme ad altri ragazzi che diventeranno per lui la sua famiglia. Pan, Chino, Stimmy e Natuzzi… un gruppo, una famiglia, un amore incondizionato. Gli amici prima di tutto, la fedeltà di una famiglia acquisita e voluta.
Ma quando si dice “okay questo sarà l’ultimo colpo, lì sarà per davvero?”
Pan incontrerà il dolore della perdita, il voler non esistere più, un amico scomparso ed una bugia ad insabbiare tutto. Vivrà l’amore con e per Nadia, ma quando tornerà in carcere sceglierà di lasciarla andare, con un esito davvero devastante.
Ma perché “chi ha polvere spara”? È un antico proverbio che incita a far sempre meglio di ciò che già si sta facendo. Un consiglio ed un incitamento, mettiamola così.
Ed io vi invito davvero tanto a leggere questo libro che parla di amicizia, vita, amore, di ragazzi incompresi… ma sempre fedeli a loro stessi. Vi assicuro che non ve ne pentirete!
La storia di Pan, il protagonista, vi entrerà dentro, la sentirete scorrere nelle vene sotto forma di adrenalina, vita e amicizia, ma anche rabbia, dolore e disperazione anche dopo aver girato l'ultima pagina e la nostalgia vi pervaderà come se aveste perso un pezzo di voi stessi.
• Pancrazio detto Pan nato e cresciuto a Bernalda in Basilicata, ancora ragazzino, negli anni '60 si ritroverà a dover emigrare al nord dove si troverà vittima di discriminazioni e sfruttamento dall'ambiente scolastico a quello lavorativo. Per uscire da questo malcontento e umiliazione decide di puntare sul crimine, creando una banda composta da amici veri, quelli che darebbero la vita per te, capace di mettere a segno rapine e colpi sensazionali; fino ad arrivare ad un punto della sua vita dove si troverà a fare i conti con le sue scelte.
• Fin dal periodo dell'adolescenza Pan ci fa entrare nella sua vita facendoci conoscere la spensieratezza delle sue giornate in paese con suo fratello Pino e il migliore amico Natuzzi personaggi che diventeranno indispensabili durante tutta la narrazione.
• Col proseguire della narrazione lo scenario semplice e felice di Bernalda verrà sostituito dal malcontento di una città prevenuta e razzista ed entreremo nel vivo dell'adrenalina delle rapine, nel buio, nella disperazione e nella crudeltà delle prigioni, nel sentimento dell'amicizia, quella che ho invidiato in tutta la storia, e colei che fa da fulcro a questa storia.
• La scrittura di Donato immersiva e vera vi metterà di fronte a scenari pazzeschi in un susseguirsi di vicende che daranno dinamicità alla storia, affiancate dai pensieri e dai sentimenti del nostro protagonista che saranno l'anima di queste pagine, insieme ai personaggi che ci accompagneranno nelle vicende e che non potrete dimenticare mai più!
• Sarà dunque la società a portare Pan alla voglia di ribellione e per quanto compia azioni illegali, dentro Pan è e rimarrà sempre il nostro Pan di Bernalda nonostante la voglia continua di battersi per la giustizia; fino a quando nella sua vita arriverà Nadia, e qui non posso non parlare di poesia pura!
Un amore capace di riportarci su quella strada di cui avevamo perso l'imbocco. Un amore semplice ma complesso, destinato a durare ma distruttivo. Questo romanzo racchiude una storia per me indimenticabile, mi ha fatto vivere la vita di Pan sulla mia pelle insieme a tutte le sue emozioni belle e dolorose, ho sentito i profumi, ho visitato i luoghi e conosciuto le persone di Pan. Ho viaggiato con la mente e col cuore e tutto questo grazie alla penna magistrale di Donato. Davvero, se volete farvi un regalo leggete questo libro, che tratto da una storia vera renderà questo viaggio ancora più sentito.❤️ Non posso non ringraziare Donato che me l'ha fatto scoprire e io spero di fare lo stesso con voi ❣ ⭐⭐⭐⭐⭐/5
Chi ha polvere spara è un modo di dire, un invito a mettersi in gioco. Come dire finché c'è vita c'è speranza,così lo interpreto io, cercare di raggiungere anche l'impossibile nonostante tutto, perché finché si ha aria nei polmoni bisogna rischiare.
E Pancrazio farà questo. Oserà, amerà, rischierà cara la pelle,a costo della vita e della libertà,non si farà sottomettere, un ragazzo che diventerà uomo troppo presto perché la vita è bella ma tanto imprevedibile.
Una storia cruda, tagliente, intensa, che fa tanto riflettere su cosa realmente è importante nella vita, spesso non ci rendiamo conto di ciò che abbiamo fintanto che non lo perdiamo.
Una storia che parla di amicizia, lealtà,amore e sacrificio ma anche di riscatto e di sogni,del trovare un posto nel mondo,di essere qualcuno, anche a costo di scegliere una strada più semplice ma sbagliata.
Pancrazio è un ragazzo come tanti,che ama la sua famiglia,suo nonno,giocare a nascondino nei campi e correre verso il mare con il vento che gli sferza il viso in compagnia di suo fratello Pino, senza pensieri,come del resto dovrebbe essere a quell'età,ma all'improvviso la sua vita viene stravolta,e si ritrova a emigrare al Nord, a Torino.
Di colpo cambia tutto, inizia una vita fatta di discriminazione,in quanto meridionale,di privazioni ed ingiustizie, Pancrazio si sente perso e da quel momento farà delle scelte che lo porteranno poi a diventare l'uomo che sarà,ma l'onore non lo perderà mai secondo me, nonostante farà delle scelte sbagliate,il suo animo resterà sempre quello di un signore, tanto che ad un certo punto inizierà a capire realmente ciò che è importante nella vita.
Una scena pregna di significato, è quella in cui lui,si ritrova solo con sé stesso, e accende un fuoco per bruciare i soldi che aveva accumulato nel corso degli anni durante le sue rapin*, davanti a quel falò Pancrazio ritroverà il vero senso della vita,una scena che mi rimarrà impressa nella mente.
Una storia vera,che ti entra sottopelle ed è difficile dimenticare, ti lascia senza fiato questo romanzo,ti graffia l'anima proprio come la scrittura di questo autore.
Una penna incisiva e magnetica che ti trascina nel vivo della storia e riesce ad emozionare come pochi.
"𝐶𝑜𝑚𝑒 𝑣𝑒𝑑𝑖: 𝑐ℎ𝑖 ℎ𝑎 𝑝𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑒, 𝑠𝑝𝑎𝑟𝑎". Lei ripetette tra sé e sé, cercando di capire il significato: "𝐶ℎ𝑖 ℎ𝑎 𝑝𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑒…𝑠𝑝𝑎𝑟𝑎”
𝐂𝐇𝐈 𝐇𝐀 𝐏𝐎𝐋𝐕𝐄𝐑𝐄 𝐒𝐏𝐀𝐑𝐀 di Donato Montesano è un avvincente romanzo che fa dell’empatia e l’immersione storica culturale la sua arma più forte.
Il libro si apre nelle campagne Lucane nel secondo dopoguerra con un sud ancora più in ginocchio e di un nord che inizia a riprendersi a livello industriale. E sarà proprio questa differenza e non solo, che porterà il protagonista, Pancrazio, insieme alla sua famiglia di migrare al Nord, più precisamente a Torino, seguendo quello che era all’epoca una triste tendenza per i più cittadini di un Sud sempre più svuotato. Nella Torino degli anni 60/70, Pancrazio dovrà farsi carico di responsabilità e di stili di vita che lui non avrebbe mai voluto o aspettato di avere. Da i bei paesaggi e affetti di Bernalda, alla nebbia e razzismo di Torino, senza togliere il lavoro schiavizzante nelle fabbriche e la voglia sempre più forte di vivere da uomo libero ma anche le amicizie, solide e durature e il grande amore che sarà il secondo grande protagonista, colui che riuscirà a muovere gli ingranaggi di tutti, lettore compreso.
Il libro è ricco di descrizioni, mai scontate o noiose, che riescono a farti rivivere quegli anni anche se te in quegli anni non bazzicavi nemmeno nel cervello dei tuoi genitori, ma riconosci una familiarità con quella che era la vita di allora. Molti elementi sono ricercati e accurati e studiati nel minimo dettaglio storico. Si empatizza così tanto nel protagonista che si riesce quasi a prevedere i suoi pensieri e le sue prossime mosse, come se fosse quasi il nostro libro autobiografico. Consigliato a tutti gli amanti del romanzo narrativo- storico, tratto da una storia vera, riuscirà a tenere il lettore sempre sul attenti cercando di cogliere ogni minimo dettaglio e a leggere la prossima pagina.
Ringrazio tantissimo Donato e la casa editrice per avermi omaggiata della copia cartacea di questo incredibile racconto.
Chi ha polvere spara" è il titolo del romanzo ma è anche un antico modo di dire per indicare che ci si deve mettere in gioco, sfruttando i propri mezzi. Modo di dire che si adatta come un vestito su misura a Pan, cresciuto tra il mare della Basilicata e i fuochi d'artificio della fabbrica del nonno. E sono stati proprio quei fuochi d'artificio ha segnare la sua storia e a fare seguire alla sua vita un percorso diverso. Ho apprezzato il romanzo perché l'autore ci parla della storia di Pan non con impronta giornalistica ma raccontando proprio lui, la sua vita, la famiglia e le amicizie. E ci presenta un uomo che ha dentro di sé forte rabbia, voglia di combattere le ingiustizie, desiderio di rivalsa nei confronti di chi lo ha giudicato e discriminato. Leggendo non sono mai riuscita a vedere Pan come un protagonista negativo, sebbene sia stato oggettivamente un rapinatore, un bandito. Ho invece conosciuto il Pan uomo, la persona legata alla famiglia, al fratello Pino, agli amici, all' amore. È certamente anche il criminale, ha rapinato centinaia di banche e furgoni portavalori (basti pensare che a soli 22 anni il suo patrimonio era superiore ad un miliardo di lire), ma nell' evoluzione del racconto è come se l'accezione negativa passasse in secondo piano.
A conclusione della mia lettura devo dunque ringraziare Donato per avermi fatto conoscere uno spaccato della nostra storia. E soprattutto, cosa che non accade spesso, per aver suscitato in me la curiosità e la voglia di approfondire e di saperne di più su Pan e sulla sua storia.
“Chi ha polvere spara” è ispirato alla vera storia del noto bandito Pancrazio Chiruzzi. Nasce a Bernarlda, una tranquilla cittadina della Basilicata. La sua fanciullezza spensierata viene spezzata quando il padre, per motivi lavorativi, decide di trasferirsi a Torino con la famiglia. La mancanza della sua città natale, sommata alle discriminazioni verso i meridionali, fanno esplodere il suo carattere già ribelle. Cacciato da scuola, inizia a lavorare nella stessa fabbrica del padre; luogo in cui sfocia la sua rabbia, che lo porterà a preferire la vita criminale, piuttosto che essere sottomesso a un datore di lavoro dispotico e avaro. Insieme alla sua banda, riesce a fare incredibili colpi sia in Italia che all’estero; ma quello che all’inizio era un gioco adrenalinico, col tempo lo metterà di fronte a dure conseguenze.
Pur essendo le sue azioni non condivisibili, il personaggio di Pan riesce a conquistare il cuore del lettore. Le scelte compiute sono state una conseguenza del mondo marcio in cui Pan si è improvvisamente ritrovato, dove regnano bullismo, discriminazione e differenze sociali; le vere ingiustizie dalle quali Pan decide di allontanarsi.
È stata una lettura piena di emozioni: la potente amicizia tra Pan e i suoi amici, che va oltre la morte; il forte legame col fratello minore, il piccolo Pino, che lo ha sempre considerato il suo eroe; e infine la storia d’amore con Nadia. Assolutamente consigliato per chi ama il genere noir.
Il romanzo è ispirato alla storia di Pancrazio Chiruzzi, detto Pan, un ex rapinatore lucano. La sua famiglia era una delle più note del sud nella realizzazione di fuochi d'artificio. Da ragazzo, dopo una disgrazia, è costretto a emigrare a Torino, dove subisce tutte le discriminazioni riservate ai meridionali in quegli anni. A causa della sua indole rivoltosa viene espulso da scuola e va a lavorare in fabbrica, ma la situazione è anche peggiore. Dopo una serie di vicissitudini, insieme a un gruppo di amici, decide di darsi alle rapine. Per trovare le armi e imparare a usarle si rivolgono a un vecchio rapinatore, con un passato da partigiano, il quale gli insegna che la rapina perfetta è quella in cui non si spara mai, e si può fare solo con amici veri, pronti a mettere sul tavolo la propria vita per coprire quella dei compagni. Pan diventerà un rapinatore professionista, con decine di colpi in Italia e all'estero, ma conoscerà anche il carcere; la salvezza e la disperazione che possono dare una grande amicizia e un grande amore.
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Un omaggio all'amicizia, all'amore, alla vita. Il libro è scorrevole e ti tiene incollata alle pagine, l'ho divorato in tre giorni. A fine lettura capisci che la vera gloria non sta nel potere e nella ricchezza, ma nella forza dei legami che ci uniscono agli altri. Questo è un romanzo che vi farà sorridere, piangere, arrabbiare, ma soprattutto, vi farà riflettere su ciò che davvero conta nella vita. Consigliatissimo.
CHI HA POLVERE SPARA di Donato Montesano con la copertina di Danijel Zezelj. Un bellissimo romanzo tratto da una storia vera che ci racconta delle tante dinamiche che si sviluppano in spazi e tempi diversi attraverso le vicende storiche e sociali dell'Italia del secondo dopoguerra con protagonista la crescita personale. <3 https://ilmondodichri.com/chi-ha-polv...
Un libro che ho trovato molto bello. Un romanzo di formazione, ispirato a una storia vera, che racconta in modo coinvolgente come la vita sia fatta di scelte, e come quelle sbagliate che facciamo, determinino il nostro futuro. Anche quando "sbagliare" sembra l' unico modo per garantirsi un futuro migliore...