Parigi, giugno 1938. La Nazionale italiana di calcio si appresta a sostenere le sfide finali del Campionato del Mondo: per conquistare l'ambitissima Coppa Rimet, dovrà battere i francesi, i brasiliani e infine gli ungheresi. Alla Gare de Lyon arrivano tutti i giorni treni carichi di tifosi. Su uno di questi convogli viaggia, sotto falso nome, anche il capitano Bruno Arcieri: reduce dall'inchiesta di "Nero di maggio", è stato arruolato dal SIM per svolgere un banale incarico "in trasferta". Ben presto, tuttavia, la missione di Arcieri si rivela di gran lunga più complessa di quanto preventivato. Mystery, spy story, romanzo storico, su piani diversi ma fusi tra loro.
Speravo, considerando l'ambientazione - Parigi - , il periodo storico e l'assenza di Elena , fidanzata del cap. Arcieri ( che mi sta molto antipatica), che l'avrei gradito di più. Anche perché gli altri della serie Arcieri mi erano piaciuti ( per citarne uno L'angelo del fango ) e questo mi mancava : non è stato così. Certo ben documentato storicamente però troppo ingarbugliato e , pur considerando che sempre di un'opera di fantasia si tratta , anche con situazioni troppo inverosimili. Peccato perché Gori è uno dei pochi giallisti italiani che mi piace, ma lo apprezzo di più in coppia con Marco Vichi e il suo commissario Bordelli.
Le bufere politiche ed ideologiche del ventesimo secolo hanno lasciato le generazioni successive con l’interrogativo come si sarebbero comportati al posto delle persone che hanno dovuto attraversare quei disastri tutt’altro che naturali. Su questo punto interrogativo fanno perno le avventure del capitano Arcieri, che sono prodotti di fantasia e speculazioni basate su ricerche meticolose di condizioni storiche. In questo romanzo, nonostante un finale inverosimile, il risultato è molto convincente. Dopotutto, l’interrogativo “e da che parte sarei stato io?” è quello che ci affascina nella situazione ricreata nel libro. Fin da bambini abbiamo un senso del Bene e del Male, e il romanzo giallo o di spionaggio è una forma giocosa di trattare quest’argomento serio. Arcieri, “il buono” per il lettore, è al servizio di uno stato in preda al “male”, e i suoi incarichi lo portano sempre a dovere decidere da che parte stare. Uomo “tutto d’un pezzo”, si sente lacerato da lealtà diverse e contesti equivoci. Il fondo di questa indagine è particolarmente complicato: Arcieri è all’estero, in un ambiente che lo attrae ma che gli è subito ostile. Deve diffidare di tutti e tutti sembrano diffidare di lui. Non è per niente messo meglio dei fuorusciti di cui si deve occupare, il regime fascista, i suoi oppositori e le varie fazioni interne di entrambi sono apparentemente uguali. Chi è buono e chi è cattivo? Questo è la domanda che crea il suspense dal primo all’ultimo capitolo. Ricco di spunti di riflessione, il romanzo è anche scritto bene, si legge tutto d’un fiato, e lascia l’impressione a fine lettura di avere anche imparato qualcosa, senza pretendere di essere un libro di storia.
Secondo testo con protagonista Arcieri, il personaggio seriale di Leonardo Gori, e secondo romanzo di grande spessore. Un'ambientazione particolare, la Parigi delle finali del campionato del mondo del1938, che l'autore gestisce splendidamente, portando il lettore nelle strade della città, di fianco ai suoi personaggi. Una trama complessa ma avvincente, che l'autore comanda al meglio, permettendo al lettore di seguire lo svilupparsi dell'azione e delle relazioni tra i diversi personaggi senza passaggi a vuoto. Il mondo dei fuoriusciti antifascisti degli anni 30 è ben ritratto, con tutte le sue contraddizioni, perchè i buoni ed i cattivi sono dappertutto. Consigliatissimo.
Avevo preso questo libro con l'idea di avere a che fare con un classico giallo, un tipico libro per l'estate. Invece mi sono trovato davanti si un giallo, ma allo stesso tempo un mix di romanzo storico/politico/rivoluzionario. Il tutto combinato nelle giuste dosi che a parere personale non risulta essere pesante nella lettura. In definitiva un romanzo giallo diverso dal solito, con un protagonista degno di nota che non si tira indietro a nulla. Anche il finale molto apprezzato perchè diverso dal solito 'lieto fine'.
Secondo capitolo di Arcieri, regio carabiniere non fascista durante il ventennio (uno dei rari seriali che mi concedo). L'ambientazione storica (fascismo al suo apice nefasto) è tra le mie preferite. Gori è egregio nel renderla nei particolari. Affascinanti i personaggi principali, quanto i comprimari. Da scriverci altrettanti romanzi... Nell'insieme non rende però. Troppo lungo, troppo altalenante la vicenda, passaggi interminabili come il pendolarismo sul metro in cui troppo spesso si incaglia. Ma non posso leggere il seguente! Voto: 6,5
Giugno 1938: nei giorni in cui l’Italia gioca e vince i mondiali di calcio a Parigi, Il capitano dei Reali Carabinieri Bruno Arcieri si trova coinvolto nell’omicidio di un esule italiano nella capitale francese. Tra spie e traditori il personaggio inventato dalla penna di Leonardo Gori rischierà più volte la vita per venire a capo di una trama che ci immerge con dovizia di particolari ed accurata ricostruzione storica nella lotta combattuta oltralpe tra fascisti ed antifascisti nell’immediata vigilia della seconda guerra mondiale. Un libro consigliato anche per chi vuole approfondire l’argomento senza dover affrontare saggi specifici talvolta di non facile lettura.