Riletto, per la terza volta, credo. Uno dei miei primi libri che vennero a comporre la mia bibliotechina, un regalo di una persona carissima fattomi nei lontani anni '70. Fu pubblicato nel 1951, quando Ghirshman aveva già condotto svariate missioni archeologiche e scavi da qualche decina d'anni. Molto probabilmente è datato, anzi, lo è di sicuro. Resta però il fascino e la freschezza di un resoconto di prima mano, narrato di chi fece venire alla luce testimonianze di civiltà databili 2 o 3 mila anni prima di Cristo, molto prima dell'arrivo degli Arii. Forse è questa la parte e il contributo più originale del libro. Si scivola via poi con gli Achemenidi, Μεγαλέξανδρος e i Seleucidi con le infinite "Alessandria" centro-asiatiche; e poi i Parni-Parthava-Parti e infine i Sasanidi, tutte cose già viste, ma non per questo trattate in maniera non esaustiva. Di particolare interesse è la focalizzazione sull'Iran orientale e la Transoxiana, territori esterni che però fecero parte dell'impero achemenide, abitato dalle popolazioni nomadi, parenti stretti degli iranici, dai nomi evocativi: Massageti, Saci, Issedoni... Fino all'arrivo degli Yuezhi, la "stirpe della Luna" ovvero i nomadi indoeuropei che abitavano il Turkestan cinese e che sospinti dagli Hsiung-Nu penetrarono nella Transoxiana travolgendo tutti: Saci, Sciti, Massageti, Parti, greco-bactriani, indo-parti, indiani, per costituire l'impero buddista dei Kushana nei territori dell'attuale Afghanistan e Pakistan. Accidenti che storia!
Se ho ben capito i giganti rupestri di Bamiyan demoliti a colpi di razzi dai Talebani nel 2001 sono opera loro, dei KUshana - "Stirpe della Luna". Non ci resta che piangere... Sempre... Ovunque...