Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie.
Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmelo scappare?
Assolutamente no.
" Fossanova, anno del Signore 1274.
Inquadrato dalla finestra di fronte al mio letto, il cerchio rosso del sole mi annuncia che il quarto giorno del mese di marzo dell'anno del Signore milleduecentosettantaquattro sta per terminare.
Richiudo il disegno dell'abbazia, iniziato il giorno del mio ritorno, e lo ripongo tra gli altri che conservo arrotolati in una custodia di cuoio. Prendo il bastone ed esco dal dormitorio dei conversi. Scendo le scale di legno con cautela, non sono più il giovane entusiasta che, settanta anni or sono, faceva gli scalini tre alla volta per correre a imparare i segreti dell'arte muratoria cistercense.
Spingo l'anta della porta dei conversi e mi inoltro nella penombra intensa della navata laterale della chiesa. Mi bastano pochi passi lungo la sequenza delle campate che la compongono, per giungere davanti alla transenna che separa lo spazio destinato ai conversi da quello riservato ai monaci. Oltrepasso un arco ogivale, impostato su grandi pilastri, e mi ritrovo nella navata centrale, più ampia, più alta e più luminosa grazie alle finestre del cleristorio e, soprattutto, al rosone: dalla grande finestra circolare della facciata principale, in questo momento sta entrando la luce del tramonto, che imporpora l'armonia geometrica delle sette grandi campate dello spazio interno fino al transetto. La nitida corrispondenza delle singole parti è esaltata dall'assoluta mancanza di decorazione.
Non posso trattenere un sorriso di beatitudine contemplando questa severa meraviglia. Dopo tanti anni, ancora non mi capacito di come ordine e sobrietà riescano a evocare il mistero divino. La lezione di Bernardo di Chiaravalle è stata seguita in modo perfetto.
Quando arrivai in questa abbazia avevo solo diciotto anni, ma già avevo avvertito il bisogno di fuggire dal mondo secolare e soprattutto da Pisa, la mia città natale. Credevo di aver già visto e vissuto troppo. Non immaginavo cosa avrei visto e vissuto in seguito."
Questo è stato un romanzo che posso considerare, a dire il vero, una vera scoperta poiché devo dire che ho amato ogni singola riga seppur di tanto in tanto lo abbia trovato un po' pesante.
La storia scritta a quattro mani da Marcello Ciccarelli e Bruno Di Marco è narrata così bene da risultare armoniosa e come se fosse stata scritta da una sola penna.
Non è mai facile scrivere una storia a più teste quindi per questo chapeau!
La storia è intrigante, scivola che è una meraviglia e le vicende narrate sono coerenti al tempo storico oltre ad essere in grado di permetterti di restare incollato alle pagine con la curiosità di sapere come si andrà avanti.
Un po' come i segreti del Codice da Vinci, si arriva ad immedesimarci nei personaggi e nelle loro avventure alla ricerca di una risposta in quello che è un ottimo miscuglio di romanzo storico e anche un po' thriller e avventura.
Lo consiglio assolutamente a tutti gli appassionati del genere.