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Voci dalla luna

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Book by Andre Dubus

135 pages, Paperback

First published January 1, 1984

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About the author

Andre Dubus

93 books268 followers
Award-winning author Andre Dubus II (1936–1999) has been hailed as one of the best American short story writers of the twentieth century. Dubus’s collections of short fiction include Separate Flights (1975), Adultery & Other Choices (1977), and Dancing After Hours (1996), which was a National Book Critics Circle Award finalist. Another collection, Finding a Girl in America, features the story “Killings,” which was adapted into the critically acclaimed film In the Bedroom (2001), starring Sissy Spacek, Tom Wilkinson, and Marisa Tomei. His son Andre Dubus III is also a writer.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
February 5, 2021
LA FORTEZZA DELLA SOLITUDINE

description

Una famiglia è al centro di queste pagine, e non poteva essere altrimenti perché la famiglia è topos letterario per eccellenza, per Dubus in particolare (cattolico con tre divorzi alle spalle).
Il padre, divorziato, s’innamora della ex moglie del figlio maggiore, che trova conforto e accoglienza nella madre – il tutto visto soprattutto attraverso gli occhi di Richie, il figlio dodicenne, nato a distanza dai fratelli, tardivo tentativo di riparare a un matrimonio alla deriva.
Richie si aggrappa alla fede e al desiderio di farsi prete, con ingenuità e la stessa confusione emotiva del resto della famiglia.

Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo, dice la madre di Richie che ha abbandonato i figli per sfuggire una condizione matrimoniale senza vitalità.
Poco più di cento pagine, nove capitoli che compongono una novella, un racconto lungo oppure un romanzo breve, con sei personaggi, tre uomini e tre donne, visti nell’arco di ventiquattro ore.

description

Racconto ridotto all’essenza (non certo al minimalismo) per guadagnare in purezza, con scrittura limpida, senza effetti speciali, però ricca, asciutta ma non scarna, fluente, e oscillante di continuo tra presente e passato.
L’alternanza di punti di vista permette di scendere più a fondo dentro i personaggi, di sentire e provare ogni emozione come se per noi fosse la prima volta.
Dubus non giudica, non sparge miele e non pigia sul pedale del romantico, rimane dentro le teste e i cuori dei suoi personaggi, dando peso forma odore e colore a quello che sentono.

description

E anche quella sera, mentre era rimasto fermo e terrorizzato sulle scale, con le dita e il palmo della mano che stringevano la ringhiera, come per ottenere maggiore silenzio dal corpo immobile...

Non c’è niente da fare, quando leggo parole così, mi perdo e mi esalto, mi sento dentro un universo magico, sconosciuto e familiare – sento che qualcosa sta per essermi rivelato, che magari piangerò, ma starò meglio, e starò bene – sento che il piacere della bellezza mi entrerà dentro in profondità.
È la misura della bellezza. La profonda bellezza di questi suoni modifica le pareti, alza il soffitto di casa, sconvolge il pavimento.

Mai letto Dubus prima d’ora – di là ormai da tempo mi aspetta Non abitiamo più qui, ho sempre rimandato, adesso l’ho perfino prestato – e intanto mi sono fatto prestare questo Voci dalla luna che ho regalato per natale…
...traccheggio, prendo tempo, non so perché, come se non volessi dirlo: che la scrittura di Dubus è quello di cui c’è bisogno, è quella che non delude e non tradisce, è un sorso di blanc des blancs per me che di champagne vivrei. E
È perfetta, che non vuol dire proprio niente.
È come la volevo, è come la cercavo senza conoscerla.
È come se avesse inventato l’intensità insieme alla fluidità.
È amore a prima vista. A primo suono.

description

Parlami di cani, Mr Dubus, parlami di prati e lattine di birra, di dodicenni, di divorzi, di preti e ballerini, di sesso torbido e innamoramento, parlami delle cose che conosco a memoria ma che mi sembra di non avere visto mai prima di incontrarti: parlami di quello che vuoi tu, purché continui, io ti ascolto. E non voglio interromperti.
Chiuderò gli occhi e ti leggerò fino all’ultimo sorso.

Ha ragione Peter Horner nella postfazione, questo è un libro gioioso, nonostante l’ala protettrice della tristezza mi avvolga la schiena mentre ascolto.

description

Sento una batteria, una chitarra che accompagna, e un violino che s’inerpica, note perfette per queste pagine.
Ah sì, ogni tanto appare un pianoforte che apre.
Mr Dubus, hai scritto per vivere o hai vissuto per scrivere? Dove finiva la pagina, quand’è che posavi la penna e tornavi alla realtà?
Mai.
Hai vissuto in un perfetto connubio, una cosa era l’altra e viceversa.

…nessuno sarà più lo stesso.

description
Foto di Richard Tuschman ispirata dalla pittura di Edward Hopper.
Profile Image for Albus Eugene Percival Wulfric Brian Dumbledore.
588 reviews97 followers
March 19, 2020
Figli: tenere il naso fuori dalle loro vite …
È stato il mio primo, folgorante incontro con Dubus (1936 – 1999).
Stile asciutto, senza fronzoli. Nella mia ignoranza, lo paragono a Faulkner, a Steinbeck. Forse è esagerato, ma l’America che descrive è quella profonda, vera, quella a stelle e strisce, ma senza retorica.
«E qual è la tua dote? - Gli aveva detto. - Non ne ho. Mio padre l’aveva. Era un falegname, aveva risposto lui. Pensavo che lavorasse per la ferrovia, aveva detto lei. Lui le aveva sorriso e le aveva toccato la guancia. E’ vero. Era un falegname quando era a casa. Di notte e nei fine settimana. Dio, avresti dovuto veder crescere quella casa.»
Voglio raccontare un episodio della vita di Dubus. Piccolo film, bianco e nero. Luglio 1986.
Velocità normale: Notte fonda. La foschia inghiotte ogni cosa. Dubus è in macchina, in viaggio. È partito da Boston diretto ad Haverhill, Massachusetts. Ha da poco pubblicato la novella Voices from the Moon. I fari inquadrano una moto a terra. Accanto, due motociclisti, feriti. Sono Luis e Luz, fratello e sorella. Dubus, accosta, scende dall’auto. Torna indietro e soccorre i due feriti. Improvvisamente un’auto sbuca dal nulla.
Rallentatore: L’auto piomba sui tre. Luis è sbalzato in aria e muore sul colpo. Dubus spinge Luz oltre il gard-rail e viene falciato. Ospedale. Luci al neon e rumori ovattati. Luz sopravvive. Dubus viene portato in sala operatoria. Gli amputano la gamba destra appena sopra il ginocchio. La gamba sinistra è paralizzata. Dubus finisce su una sedia a rotelle. Depressione. La sua terza moglie lo lascia, portando con sé le due figlie. Dubus trova la forza di ripartire, riprende a scrivere saggi e racconti, tiene dei corsi di scrittura, fino a quando un attacco di cuore pone fine alle sue lezioni … terrene.
Stevenson scriveva: «Ma l’omicidio di Shakespeare è più fedele allo spirito. Ha lasciato fuori le cose giuste (che è il primo compito dello scrittore), ha tenuto dentro le cose giuste (che è il secondo compito dello scrittore) e in virtù di un particolare tipo di ingegno, che definiamo genio letterario, ha raccontato quelle cose con parole che fanno capire davvero ciò di cui si parla: e questo è il terzo e ultimo compito dello scrittore.»
Stevenson avrebbe senz’altro ritenuto Dubus all’altezza delle sue tre regole.
«Credeva che ciò che doveva fare un padre fosse amare i propri bambini, prendersi cura di loro, lasciarli crescere e sperare che lo facessero. E tenere il naso fuori dalle loro vite.».
Profile Image for Gabril.
1,049 reviews259 followers
April 6, 2020
Scrive Manuppelli, introducendo e traducendo Dubus che “pochissimo succede nei fatti, ma moltissimo succede nelle teste e soprattutto nei cuori dei personaggi".
In questo romanzo breve i personaggi sono sei, appartengono alla stessa famiglia nordamericana e l’intreccio della loro storia viene raccontato attraverso le loro singole voci, o meglio attraverso le diverse prospettive che il narratore, onnisciente e tuttavia vicino a ciascuno, ci mostra via via che la narrazione procede.
La visione di Richie, dodicenne che aspira a diventare prete ma vive le contraddizioni della sua incipiente adolescenza, apre il sipario su questioni familiari conflittuali e potenzialmente esplosive che interessano il padre Greg e il fratello Larry, di cui conosceremo pensieri, dubbi, speranze, questioni intime irrisolte, probabilmente destinate a rimanere tali.
Speculari le tre voci femminili: Brenda, ex moglie di Larry, Carol, sorella maggiore da tempo lontana dal nucleo originario e infine Joan, la madre, una donna che a suo tempo ha fatto scelte coraggiose.
Sopra ogni cosa, come un'alba di speranza, si stende l’amore che, nonostante tutto, unisce i personaggi e che sembra emanare da un nucleo originario la cui natura trascende il transitorio e il contingente, comprende e risana nella pietas ogni errore, mancanza o peccato. Come se uno sguardo più ampio, uno sguardo celeste, contemplasse l’orma che lascia camminando sulla terra ogni essere umano che vive e vivendo si confonde, inciampa, cade, si rialza, cade ancora.
Profile Image for Roberto.
627 reviews1 follower
August 7, 2017
“Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo”

“Voci dalla luna” è un breve romanzo che descrive le reazioni di una famiglia al matrimonio tra un padre e la ex-moglie del figlio.

Greg, il padre, desidera iniziare una nuova vita con una donna che sembra promettergli un nuovo futuro; Larry, il figlio rimasto solo, è un ballerino incapace prendere decisioni, di uscire dal suo pessimismo. Brenda, la futura sposa, ha un passato non irreprensibile e vive con difficoltà il fatto di essere innamorata di un uomo più maturo. Carol, la figlia maggiore, felicissima per la notizia del futuro matrimonio. Richie, il figlio più piccolo, che vuole diventare prete e che va in Chiesa per chiedere al prete sulle implicazioni morali della scelta del padre. Joan, l’ex moglie di Greg, che abbandona la casa e i figli e accetta con tristezza e rassegnazione i fatti.

“Avrebbe preferito portare di nuovo Richie in grembo e affrontare di nuovo il dolore lancinante del parto, piuttosto di provare ancora il dolore del giorno in cui lo aveva salutato e se n’era andata, piuttosto di ciò che avrebbe dovuto continuare a sopportare per il resto della propria vita”

Ognuno dei personaggi ha la sua specifica verità e ce la racconta; un carosello di anime perdute dietro l’amore, la noia del lavoro, la sofferenza indotta senza volere da chi ci vuole bene.

Tanti i temi interessanti: i piccoli segnali che ci avvisano della perdita di un amore, cosa prova un ragazzo votato a Dio a dare il primo bacio a 13 anni, cosa significhi innamorarsi a cinquant’anni quando l’amore “non brucia più ma scotta”. Accettare quello che ci offre la vita ma anche cercare di comprenderla, per poter andare avanti. E accettare il fatto che si possa sbagliare, ma che poi si possa perdonare e passare oltre.

Richie (che con ironicamente dice “Sarà difficile essere un cattolico in questa casa”) mostra che non sono le regole, l’intransigenza e i moralismi a governare l’uomo; solo l’autenticità dei sentimenti può governarci e portare ordine nella nostra vita.

“Perché due che si amano devono sempre essere egoisti, rivolti l'uno verso l'altra, girando le spalle al mondo, se vogliono che il loro amore duri.”

Dubus riesce con il suo narrare a trasmettere al lettore ogni emozione. Soffriamo ed amiamo insieme ai personaggi, ci consumiamo nella loro tensione. E alla fine, nonostante tutto, il messaggio che si riceve è positivo, di gioia. Secondo me, il migliore Dubus letto finora.
Profile Image for Marica.
413 reviews211 followers
Read
April 16, 2018
Il giorno in cui accadde tutto
Richie ha dodici anni e vive il suo giorno più denso. La sua è una famiglia di brava gente, che pure attraversando varie difficoltà cerca di salvaguardare il rispetto reciproco, che è poi una misura del rispetto che si ha per se stessi. Dopo l’abbandono del tetto coniugale della madre, lui abita col padre che se ne occupa amorevolmente. Il giorno ad alta densità comincia quando ascolta un discorso del padre al figlio maggiore, a sua volta separato dalla moglie: il padre lo informa che sposerà la sua ex-moglie. La notizia è un ennesimo terremoto per l’edificio dei rapporti umani di Richie, già provato. Infatti nell’apprendere la notizia dal padre, il suo pensiero va al fratello Larry, si chiede come farà a non perderlo: dovrà fare come con la mamma, andarlo a trovare fuori di casa. Richie cerca conforto nella religione - è un cattolico fervente e vorrebbe andare in seminario - e anche nella vita fuori di casa: cavallo, softball, l’amica Melissa, della quale nel giorno più denso si rende conto di essere innamorato. Stupisce di questo libro la positività di tutti i personaggi, che cercano con coraggio e dignità di trovare la loro giusta via nel mondo, senza tirarsi indietro e senza fare tragedie. Stupisce la maturità del dodicenne Richie, che sembra tutto comprendere e tutto accettare. E’ bella l’atmosfera estiva che pervade le pagine, la capacità di guardare fuori da se stessi sembra essere uno dei segreti della sopravvivenza
Profile Image for Frabe.
1,200 reviews56 followers
July 30, 2020
Incantevole. Romanzo breve o racconto lungo che sia, “Voci dalla luna” narra un frammento di vita - appena un giorno - di alcune persone: un uomo di mezza età, i tre figli, la ragazzina amica del più giovane - e fragile -, l’ex moglie - un po’ a lato nella storia -, la nuova giovane donna dell’uomo… già sposa inquieta del figlio maggiore. La trama non va raccontata, è chiaro, si può solo dire che è un succedersi di momenti preziosi - come una piccola galleria di quadri - nei quali più dei fatti valgono le emozioni, grandemente amplificate dalla narrazione di Dubus, intensa ed essenziale al contempo: prosa ricca di poesia. Incantevole.
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,030 reviews205 followers
March 26, 2015
Una bella giornata. E' quella raccontata in questa novella. Comincia con litigio e finisce con l'amore. Tra perdono comprensione rancore riflessione pentimento, rimprovero, esortazione. Una confesione corale.
La scrittura è distillata, essenziale senza essere minimalista; mai fredda o accademica. Sfiora la perfezione.
Uno di quei libri che fanno bene al cuore.
Profile Image for LW.
357 reviews95 followers
January 20, 2023
Qualcosa è successo.Ma stanno tutti bene

Con Dubus non leggi una storia -di sesso, innamoramento, sensi di colpa, tenerezza, affetto, pugni e preghiere- la puoi sentire quella storia , con una intensità che ogni volta mi stupisce.

Ti prende per mano
e ti lascia con gli occhi luccicanti
(e che sorridono ancora)
Profile Image for Aprile.
123 reviews94 followers
May 23, 2013
Nel giro di pochi giorni mi sono imbattuta in due libri (Voci dalla luna di Andres Dubus e Cani selvaggi di Helen Humphreys) con il medesimo tema di fondo: la compassione, intesa nella sua vera accezione etimologica. “La compassione è la partecipazione alla sofferenza dell'altro. Non un sentimento di pena che va dall'alto in basso. Si parla di una comunione intima e difficilissima con un dolore che non nasce come proprio, ma che se percorsa porta ad un'unità ben più profonda e pura di ogni altro sentimento che leghi gli umani. E' la manifestazione di un tipo di amore incondizionato che strutturalmente non può chiedere niente in cambio. Ed è la testa di ponte per una comunione autentica non solo di sofferenza, ma anche -e soprattutto- di gioia vitale, e di entusiasmo.” (cit.)
In tale senso, la compassione - se se ne è metabolizzato tutto il processo - diventa un’ottima ancora di salvezza a cui aggrapparsi quando ci si deve salvare dalla disillusione e ridare un senso alla propria vita.
Trovo sia un libro sulla svolta, sul nuovo corso dopo un’esperienza dolorosa, ma non lo definirei un libro gioioso, come invece sostiene Peter Oner, scrittore e amico dell’autore, nella postfazione, ma un libro che verte su una serena e matura accettazione. La comunione autentica implicita nel significato di compassione, si traduce qui – sostanzialmente – nell’accettazione di un comune destino di solitudine.
Pregevole negli intenti e nell'esemplificazione, non mi ha però conquistata, forse per una punta di eccessivo lirismo e per una eccessiva lodevole tolleranza troppo diffusa e giunta a maturazione troppo contemporaneamente tra i membri di una stessa famiglia per poter essere pienamente credibile.
Profile Image for MartinaViola.
97 reviews35 followers
July 23, 2014
Voci dalla luna: un titolo che si confonde nella calca senza fine di romanzi/racconti-americani-da-non-perdere.
Si confonde, appunto.
Mi ci imbatto eoni dopo che i lettori al passo con le pubblicazioni avevano gridato al capolavoro, lodando la cura dell'oggetto-libro Mattioli e lagnandosi del prezzo esorbitante: diciamo che Dubus, all'etto, costa più del miglior Saramago, ma non è questo il punto.

Il punto è che il signor Dubus non ha mai scritto un romanzo, in stile Carver e Munro. Che poi - diciamoci la verità - questi soggetti qua sono i più pericolosi, o sbaglio?
Gli scrittoroni soliti - (esempi a caso) Roth, Saramago, Mo Yan, lo stesso Murakami, o se vogliamo parlare solo di americani citiamo DeLillo e Auster - per goderteli ti devi fare il mazzo a stelle e strisce, nel senso che devi macinare pagine e pagine, incappando spesso in digressioni che a volte si rivelano un piacevole diversivo, ma che, nella maggior parte dei casi, provocano lo stesso piacere della carta vetrata dietro le orecchie! Per arrivare a piangere a fontanella alla fine di Pastorale Americana devi sudare, mettercela tutta e meritarti tanta grazia.
È un po' come se lo scrittore sfidasse il suo lettore, ponendolo di fronte a un'ardua impresa: ce la farai ad arrivare al traguardo?
Da un lato è stimolante ma resta comunque difficile e a tratti faticoso, nonostante ne valga la pena, senza dubbio.

Dubus, invece, alla faccia degli egoisti di cui sopra, non ti chiede niente, Dubus dà. Non so come ci riesca, ma in cento pagine Dubus ti consegna tutto l'armamentario del grande romanzo, dell'esistenza tutta. Dal divorzio a un amore complicato, dalle derive oscure dell'anima ai sogni di un ragazzino, dai piccoli dettagli che distinguono gli uomini dalle donne ai dolori e alle gioie che ci accompagnano nel corso di una vita, forte della sua capacità di passare dal prosaico all'introspettivo, dal fisico allo spirituale.

"L'atto di scrivere," diceva "è l'unico modo che ho per trovare il coraggio di affrontare la giornata. Se il mio sostentamento e le attese del pubblico dipendessero da esso, dubito che ci riuscirei. Come i poeti, gli autori di racconti vivono in un mondo a parte. Non bisogna vendere, non bisogna battersi per un manoscritto. L'unico debito che abbiamo è verso noi stessi e verso quelle storie che ci parlano da quel luogo in cui si trovavano fino a che noi non le abbiamo scritte."

Si può solo ringraziare il signor Dubus per questa lettura sfolgorante, perfetta. La storia, quando cominci a intravederla, si presta a miliardi di cadute di stile, di uscite patetiche, grottesche, strappalacrime, volgari. Non oso immaginare nelle mani della Oates cosa sarebbe potuta diventare questa vicenda: famiglie distrutte, bambini disperati, ex mogli inacidite e figli assettati di vendetta. Una cosa a metà tra il pulp e il talk show pomeridiano, da rimanerci secchi!

La grandezza sta anche in questo, nel prendere una storia come tante, lasciar intravedere il peccato, l'errore, la bassezza di cui siamo capaci, senza per questo giudicare, puntare il dito o mettere in croce.

Lo sguardo di Dubus ha lo stesso atteggiamento dei miei occhi che si muovono frenetici sulle cose di tutti i giorni (o almeno così mi piace pensare): un raggio incisivo, profondo, ma mai invadente, pronto a comprendere le imperfezioni di ognuno. Come una pacca sulla spalla, come una voce calda e profonda che ti dice che domani il sole sorgerà comunque, che tu lo voglia o no, che tu ami o no, che tu scelga o che lo faccia qualcun'altro.

C'è un paragrafo, da qualche parte, in cui l'autore mi descrive senza mezzi termini, descrive il mio cinismo e il mio modo di proteggermi dalle bugie degli altri, e al tempo stesso l'affannarsi continuo a conservare intatta la propria capacità di credere, per chi un giorno l'avrà meritata. La tipica "messa a nudo", che ti sconvolge e ti lusinga insieme.

Di recente leggo soltanto roba buonissima, insomma
Profile Image for Three.
304 reviews74 followers
July 24, 2018
Dubus è uno di quegli scrittori privilegiati che sanno raccontare senza esserci. Ce ne sono pochi, come pochi sono i campioni rispetto ai giocatori qualsiasi.
Sono quegli scrittori che inventano il loro mondo ed i suoi abitanti, senza balzare in scena ogni dieci righe per farci notare quanto sono bravi, ironici, colti, disperati. Quanto bene scrivono.
Stanno dietro, e lasciano parlare i personaggi (*).
Qui mi piace che i personaggi siano tutti descritti con partecipazione, senza ironia, sarcasmo, pregiudizi. Attraversano speranze, sconfitte, delusioni, debolezze. Hanno sbagliato, hanno subito gli sbagli altrui, hanno perdonato, sanno che perdoneranno. Sono persone. E' una bella lettura.

(*) come avrà fatto ad essere amico - discepolo di Yates??
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews630 followers
July 22, 2019
Una famiglia è al centro di questo racconto: genitori divorziati, due figli più che ventenni (Larry e Carol) e uno dodicenne (Richie), concepito per salvare un matrimonio già in crisi.
Anche il figlio maggiore vive la separazione dalla moglie, per poi accorgersi, con estremo dolore, che quest’ultima ha una relazione del padre e che ha accettato la sua proposta di matrimonio. In mezzo a tutte queste contraddizioni a livello relazionale, il fratello minore Richie cerca di trovare una qualche spiegazione nella fede.

Determinante sarà la figura della madre che vive a pochi km di distanza dai figli e che con le sue parole svela il senso profondo dell’essere madre: “Gran parte dell’essere madre consisteva nel gettare la corda fuori dalla portata dei figli, così che poteva contare sulle dita delle mani le volte che i figli avevano stretto la corda e tirato.”

Uno sguardo di madre che riconosce il talento del figlio maggiore e che lo spinge a essere protagonista della sua vita: “Sei un buon ballerino e un bravo attore. Ti ho visto e lo so. Non ho le capacità per dare un giudizio professionale. Ma lo sento. Però tu ti limiti a voler essere un artista. E aspetti che questo accada. Non vai oltre. E lasci che troppe cose ti siano portate via. Aspetti che troppe cose ti accadano. Sprechi tutto quel cazzo di tempo a pensare.”

E se sono i suoi problemi personali a bloccarlo, la madre lo spinge ad andare oltre: “Credo che gli artisti dovrebbero essere lasciati liberi da tutte queste cose. Niente più padre, niente più lavoro, niente più ex moglie nella stessa città. Usare tutto questo come un treno che li porti via. A New York. Da qualsiasi parte. Tuffarsi nel mondo, dire Eccomi! Quello che mi fa sentire così… Quello che mi addolora in te, è che tu non lo fai.”

Perché lei sa che: “Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo.”

E in questo crescendo di rivelazioni, anche il figlio minore trova la sua strada, provando emozioni nuove, lasciando che sia anche la Natura a parlargli:

“Sentiva la mano di Melissa nella propria e il battito del cuore che accelerava e allo stesso tempo si placava grazie a lei.
E annusava il profumo di Melissa vicino a sé, sentiva tra le piante il canto delle cicale come il risuonare distante di migliaia di tamburelli. Nelle stelle vedeva gli occhi di Dio ed era loro grato. Come lo era per la notte e per la ragazza che amava. Restò sdraiato sopra l’erba e il soffice terreno estivo, tenendo la mano di Melissa e parlando alle stelle.”

Questo libro di fatto narra le crepe che ci possono essere nelle famiglie, crepe da cui entra la luce dell’amore e della gioia. Perché, come dice nella postfazione Peter Orner: “Questo è un libro gioioso. Di una gioia conquistata con dolore e a fatica. Ma nondimeno una reale, e persino ardente, gioia.”


Qui trovate il wakelet della lettura condivisa su Twitter:
wke.lt/w/s/-W4s-8
Profile Image for Federica Rampi.
704 reviews234 followers
August 10, 2019

“non la colpa dunque, ma la pericolosa sensazione di avere attraversato un confine non detto e invisibile, e che qualunque cosa ci fosse oltre quel confine, gli fosse vietata. Non da Dio, ma dal solo fatto di respirare e di sentire la vita scorrere nel proprio lì”

Quando si rompono gli equilibri,non rimane che cercare di perdonare e perdonarsi, perchè l’amore non segue sempre le direzioni che vorremmo, e attraverso lo stesso amore ricomporre i pezzi, ricostruire quel che rimane.

È quello che prova Greg Howie, un uomo divorziato consapevole che nella sua famiglia gli equilibri si sono frantumati quando ha confessato ai figli di voler sposare la donna che ama, Brenda, ex moglie del suo secondogenito Larry.
L’unico figlio che metabolizza la situazione è Richie, il più piccolo, un dodicenne timido e buono, che da grande vorrebbe farsi prete perché in Dio trova le risposte e le ragioni.
A ciascuno di loro Dubus lascia la libertà di definire i confini dei loro conflitti, di interpretare ed accettare, prenderne coscienza anche se fa male, perché così è l’unico modo per andare avanti insieme
La scrittura di Andre Dubus è profonda ed empatica, e avvolge il lettore come un abbraccio
Profile Image for Nancy.
26 reviews4 followers
August 4, 2017
E' questa la funzione della letteratura : traghettarci oltre le colonne d'Ercole mentali che albergano in noi. Condurci nel vasto territorio dell'ignoto, al di fuori della nostra morale, dei nostri pregiudizi, della nostra natura e della nostra paura. E lasciarci a riflettere e ponderare...perchè forse è proprio lì, nel campo di quell'ignoto, che si trova la nostra salvezza
Profile Image for Sabrisab.
207 reviews64 followers
May 30, 2023
"Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo".
Tre figli apprendono dal padre quale svolta ci sarà nella sua vita e inevitabilmente anche nelle loro.
Essenziale.
Profile Image for Ubik 2.0.
1,076 reviews295 followers
December 21, 2016
Sei personaggi in cerca di trama

Difficile esprimere un giudizio univoco su quest’opera che, su un piatto della bilancia presenta come un’istantanea priva di evoluzione narrativa l’ennesima famiglia americana sgangherata e i suoi prevedibili componenti (padre, madre, tre figli, nuora) alle prese con divorzi già avvenuti o in corso e conseguenti affanni. D’altra parte però si staglia il linguaggio limpido e preciso di Andre Dubus, cui sembra calzare proprio a pennello la definizione di “scrittore per scrittori che qualche critico gli ha attribuito, anche perché ci si libera a fatica dall’impressione di essere al cospetto di un prezioso esercizio di stile.

“Voci dalla luna” è così, con queste due componenti che almeno a me hanno generato uno sbilanciamento nell’approccio alla lettura, noia e quasi fastidio per il contesto ormai esausto da decine di opere letterarie e cinematografiche, ammirazione e improvvisi stadi di autentico piacere per la scrittura assolutamente di gran classe.

E a questo punto il baricentro si sposta su noi stessi e su che cosa davvero ci induce a scegliere e a godere un romanzo: un argomento, un punto di vista, una localizzazione originali ed avvincenti con svolte di sceneggiatura che creino interesse e sorpresa anche nel più smaliziato e sazio dei lettori, oppure il gusto del purissimo stile di scrittura, l’ammirazione per i tocchi con cui viene dipinta l’analisi dei rapporti fra caratteri, a loro volta credibili al punto di potersi immedesimare nelle loro vite. L’ideale sarebbe di disporre di ambedue le qualità, cosa che purtroppo avviene di rado.

Dubus stringe all’osso il quadro narrativo di “Voci dalla luna” e lo concentra su una serie di incontri/scontri (riducendo al minimo rispetto ad altri precedenti, e questo gli va riconosciuto, il tedioso rinfacciare reciproco di risentimenti e rancori, tipo certi film con Meryl Streep, per intenderci…) che, per la cura minuziosa dei dialoghi, dà all’insieme un assetto quasi teatrale; assetto che tuttavia è intervallato da efficaci momenti di riflessione interiore, soprattutto nei personaggi femminili, che danno profondità al quadro.
Profile Image for Patrizia.
536 reviews165 followers
March 21, 2016
Ancora una volta una famiglia disastrata, che impara ad accettare la vita per quello che è, senza indulgere eccessivamente alla tristezza, cercando di comprenderla e andare avanti. Scopre che l'amore, dopo una certa età, non è passione che brucia e rischia di bruciarsi. Diventa qualcosa di più profondo, un completamento della vita, prezioso come il tempo che ancora rimane. E la fede, quella autentica, somiglia all'amore per un Dio partecipe, anche se lontano. Su tutto, il cielo e la natura, che avvolgono e mitigano la tristezza e la solitudine degli uomini.
Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews337 followers
March 25, 2016
Un racconto lungo molto intenso e squisitamente rifinito nel modo in cui tratteggia i personaggi, che sono vividi e reali, quasi come se vivessero al nostro fianco. Una situazione difficile, quella proposta, che complica ulteriormente le già non serene vite dei componenti di questa anomala famiglia, offerta al lettore con garbo e abilissima penna.
Profile Image for Annie .
196 reviews42 followers
June 9, 2017
"Oggi ho riletto uno dei suoi migliori racconti e, per un po' di tempo può essere che io riesca a sentirmi migliore.E' il meglio che uno scrittore possa sperare.Seamus Heaney una volta ha detto che la cosa più difficile da praticare è il decoro di ogni giorno.Voci dalla luna dice questo, e anche molto altro." (dalla postfazione di Peter Orner) Mi piaceva cominciare così questa mia recensione, condividendo ed emozionandomi nel leggere, le parole succitate.Autore nuovo, primo romanzo, o racconto lungo come sarebbe più giusto chiamarlo. In poco più di un centinaio di pagine, infatti, Dubus racconta lo spazio di una notte ed un mattino, come un romanzo compiuto. Una storia "normale", con personaggi comuni, ma infiniti spunti di riflessione che scaturiscono dalla lettura.E anche tanta emozione, coinvolgimento per le vicende narrate.L'autore racconta i suoi personaggi con uno stile asciutto, frasi brevi, e soprattutto senza valutazioni critiche che ne influenzino la lettura, anzi, a volte, quasi con uno sguardo di compassione ed empatia nei confronti delle debolezze umane. Personaggi molto umani, che sbagliano, che vogliono sentirsi amati, che non sanno mettere in pratica e far fruttare i propri talenti, che sono tormentati dal dubbio nei confronti della strada da scegliere per il proprio futuro.Alcune "scene" molto toccanti, che sembra quasi di vedere e tracciano particolari aggiuntivi ai caratteri di alcuni personaggi ; una fra tutte il dialogo verso la fine tra la madre e il figlio Larry, una madre molto umana, che ci regala, tra l'altro, una delle perle migliori del testo : "Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e prtare avanti le vite che abbiamo."
Profile Image for pierlapo quimby.
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March 23, 2018
L'equivoco è che a saper scrivere delle piccole cose che ci accadono ogni giorno, da quando ci alziamo dal letto a quando ci ritorniamo dentro, cose come fare colazione nel terrazzo sul retro, andare a messa, incontrare una ragazza, ascoltare un litigio al piano di sopra, incontrare la propria madre nell'orario di chiusura del bar in cui lavora, a saper scrivere di tutte queste piccolezze, dicevo, ci vuole davvero un talento sopraffino, uno sguardo nitido che, come una lente, sappia in qualche modo magnificarle agli occhi del lettore, e che gli impedisca di pensare, tra un dialogo e un altro, che di certe quisquilie non gliene importa un fico secco e che forse sarebbe meglio finire il libretto il prima possibile e andarsi a rileggere per la quarta volta Moby Dick.
Profile Image for Francesca.
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August 18, 2019
Molto particolare. L’autore racconta con maestria ed eleganza le reazioni dei componenti di una famiglia americana alla decisione del padre di convolare a nozze con l’ex moglie del figlio maggiore. Il primo capitolo, raccontato dal punto di vista del figlio minore è di una bellezza rara. Così come il capitolo in cui la figlia va a trovare il padre e si improvvisano danzatori in cucina di un ballo che riunisce padre e figlia in un girotondo dolce e malinconico. Personaggio preferito: la madre di famiglia. Comprensiva, materna, saggia, dolce, matrona.

Voci dalla luna è stata una piacevole scoperta, per l’attenzione che l’autore mette ai moti dell’animo umano, alle pulsioni, ai desideri, alle gelosie e alle passioni, in un finale di speranza e di pacifica redenzione.
Profile Image for Colleen.
118 reviews2 followers
February 18, 2011
I was disappointed with this book. It was more-or-less a short snapshot into the lives of the characters at a given moment in time. But I didn't think it had much to say about life or that moment or those characters, apart from some gratuitous peeps into their sex lives.
Profile Image for Palomar.
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January 21, 2018
"Questa storia ha a che fare con tutto quello che non ho mai avuto e che mai avrò."

Amore e identità, talento e volontà, crudeltà e perdono: ecco di cosa parla questo libro.
La dura ed eterna lotta fra il nostro mondo interiore, le "voci dalla luna" del titolo, le nostri aspirazioni, i nostri talenti - più o meno riconosciuti - e i nostri doveri.
Possiamo essere un self made man che anela alla fuga nelle foreste pluviali e ripiega sulla giovane ex moglie del figlio; possiamo essere il figlio, che aspira alla vita creativa e finisce solo per creare un groviglio con l'animo della moglie, troppo giovani entrambi per poterne uscire indenni; possiamo essere un'altra ex moglie, che dispensa saggezza e compassione, in distico con il giovane figlio dodicenne cresciuto in una famiglia un po' disordinata, che si lascia pervadere dal desiderio di amore universale; oppure la figlia disillusa che però trova lo slancio e la generosità per desiderare per il padre tutto l’amore possibile.
Si parla di talento e di volontà, ed è affascinante come l’imprenditore che ha costruito una piccola fortuna da solo non solo non si riconosca alcun talento, ma liquidi la volontà come un qualcosa “per quegli stronzi che scrivono libri”.Lo stesso uomo riconoscerà del talento solo nel più piccolo dei suoi tre figli, quello che invece ha già capito che molto spesso la vita altro non è che un esercizio di volontà-E di amore, perché “ogni fatica è nulla senza amore”.
Allora dov’è il talento? Nel fare ciò che ci viene naturale, nel fare ciò che dobbiamo?La risposta sembra provenire dalla figura della madre, che esorta a vivere e valorizzare quello che abbiamo, attraverso la comprensione. Eppure anche lei no è andata indenne da scelte dolorose e apparentemente dettate dall’individualità.
In conclusione, l’autore ci butta diritto in quel bosco di “uomini e donne che cresce selvaggiamente”, quell’umanità da cui dobbiamo anche scappare, perché ciò che ci conforma e ci definisce, è anche ciò che ci limita e ci costringe.
Allora ecco che cerchiamo di dare una forma alla nostra solitudine, che altro non è che il nostro mondo interiore, attraverso i nostri talenti, che siano la danza, il teatro, la preghiera, lo sci di fondo o…la scrittura.
E alla fine viene il dubbio che l’unico talento che l’autore riconosca come davvero degno sia il talento di amare o, forse, di voler essere capaci di amare.
Profile Image for Xenja.
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February 18, 2020
La mia impressione è che in questo Voci dalla luna ci sia qualcosa che non va. Mi ha lasciato veramente perplessa. Abbiamo una crisi familiare, un conflitto imprevisto e piuttosto notevole, eppure quella che nelle prime pagine pareva una notizia-bomba, in grado di sconvolgere il fratello maggiore e turbare parecchio il fratellino più giovane, si stempera nel nulla di lunghe conversazioni pacate e ragionevoli, perché tutti in quella famiglia sono pacati e ragionevoli, oltreché intelligenti, sensibili e saggi, tutti si comprendono e si vogliono bene, tutti, dopo il primo momento, capiscono come dev’essere affrontata la cosa, tutti razionalizzano, tutti accettano e perdonano. Bene. E allora?
Buon soggetto (non originalissimo, però) e buona scrittura (tutt’altro che vivace, però): ma il dramma dov’è? e se non c’è dramma, qual è il senso di questo ritratto di famiglia? Sembra, in certo modo, una predica.
Profile Image for RangerSix.
138 reviews5 followers
June 7, 2024
Uno stile di qualità diretta ed emotiva. Un margine stratificato di umanità ai bordi dell'umanità, un centro ristretto che accoglie un mondo, il mondo familiare, che a sua volta è fatto di altri mondi e storie e vite, e sentimenti ed emozioni e gesti e modi di reagire all'esistenza. E amore. Che è il collante di tutto.
Non è che uno dei miliardi di mondi sulla Terra, eppure così unico.
Profile Image for Gilla.
41 reviews20 followers
May 27, 2017
Voci dalla luna è un bel racconto lungo/romanzo breve di un (indubitabilmente) grandissimo scrittore di racconti.
Personalmente l'ho apprezzato meno rispetto agli ottimi racconti contenuti nelle due raccolte "Il padre d'inverno" e "Non abitiamo più qui". Lo trovo meno incisivo, meno convincente, come se nella "lunghezza" Dubus perdesse qualcosa.
Profile Image for SCARABOOKS.
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March 17, 2014
Stupisce in apparenza con poco, questo racconto. E non è poco.
Intanto, riesce a sembrare una scrittura semplice. Eppure si sa che non è per niente semplice la semplicità, specie quando si scrive.

Fa vivere i suoi personaggi nell'accettazione e nell'accoglienza, senza però nascondere mai il loro sentimento triste della vita. Eppure non è un racconto triste. Anzi, si permette di lasciarti con il gusto dell'happy end. Senza avertelo dato.

Prima racconta l'anomalo, perfino il perverso che irrompe nel quotidiano di una famiglia come fosse normale. Eppure normale non lo è per niente. (È straordinario, tanto per fare un esempio, il mix di pacatezza e tensione drammatica, di tono basso e di coloritura erotica con cui ti viene piano piano svelata l'affollata vita sessuale di una giovane coppia finita male, facendo scorrere sommessamente i ricordi di lei.)

Poi invece descrive l'intensità e lo splendore che ci possono stare in un attimo della più banale vita quotidiana (una corsa a cavallo o in bici o bere qualcosa insieme padre e figlia o un amore adolescente che nasce su un prato, in una notte d'estate). Eppure lo fa senza mai essere banale. Anzi dando la sensazione di fare ogni volta un carotaggio profondo di quell'attimo, per estrarne non solo il profumo e il calore, ma l'emozione e il pensiero che ci stanno sotto, senza la cui consapevolezza appunto, tutto si banalizza; la vita, si banalizza.

Ad un certo punto la madre dice “Il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e portare avanti le vite che abbiamo.” Ecco, la cosa che più mi ha stupito forse è proprio questa (e sta lì la differenza con i minimalisti americani: tra Dubus e Carver, tanto per dire il maggiore di loro): che in tutti personaggi c'è questo sforzo amorevole non solo di accettare e vivere e spingere avanti la vita, ma anche di esserne consapevoli, di evitare che ti passi addosso senza capire, senza che tu te ne accorga. Che poi è il senso che a me sembra più importante del gioco del raccontare e del leggere.
Profile Image for Franco Vite.
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January 14, 2012
Mea culpa di aver conosciuto questo meraviglioso autore solo ora.
Peccato, però, che ci siano solo 5 stelle, ma anche se fossero state 50 non sarebbero state sufficienti ad aiutarmi ad esprimere il puro e semplice piacere che ogni pagina di questo piccolissimo librino - questo racconto lungo - mi ha dato nell'ultima settimana.
Se il 2011 è stato l'anno dell'amatissimo Percival Everet, di cui, per fortuna, Nutrimenti ha dato alla stampa tanti meravigliosi volumi, il 2012 sarà l'anno di Dubus, lo so.

Dice Peter Orner nella postfazione, alla fine "Dubus aggiunge un'altra famiglia incasinata a tutte quelle che già conosci".
Ma questa famiglia diventa la tua, Richie, Greb, Lerry, Brenda, Joan, Carol in poco più di 100 pagine diventano parte della tua famiglia, con le loro debolezze, con la loro intelligenza, coi loro limiti, la loro anima che ti viene donata per una giornata intera.

Si imparano delle cose, tra cui a vedere negli altri la complessità delle scelte in una vita normale: "il nostro compito non è vivere grandi vite, il nostro compito è capire e vivere le nostre vite.

"Non abitiamo più qui", l'altro libro di Dubus tradotto in italiano, dovrebbe arrivarmi lunedì. Non vedo l'ora.

PS
Accidenti a me e al mio pessimo inglese ...

PS2

Vedi anche http://francovite.com/2012/01/15/voci...
Profile Image for Aaron Martz.
359 reviews3 followers
December 29, 2014
This is either a very flawed short novel or a very long experimental short story. Nearly every chapter is told from a different character's perspective, which is interesting and unique, but in this case is limiting because of how powerful certain characters are. It is the simple story of a father who falls in love with his son's ex-wife, and how that threatens to destroy his family. We begin by following the youngest son, the twelve year old Richie, who is interested in becoming a priest and is in conflict with himself over feelings he has for a girl, and we return to Richie twice later as he comes to terms with what has happened between his father and brother. Other chapters follow the father, the brother, the ex-wife, and even an older sister, and they all have their place in the story, but it becomes a distraction from the central conflict, and since this isn't very much of a novel, I realized that Dubus wasn't going to offer a resolution and that my investment was wasted. It still offers some of Dubus' typically profound insights into feelings and relationships and into older men and how they contend with their emotions and lusts.
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