"Ognuno di noi può cambiare il mondo attraverso un'azione coraggiosa. Per far sì che l'oscurità si dilegui, dobbiamo guardare altrove per trovare la luce. È sufficiente far risplendere la nostra luce, proprio dove ci troviamo nella nostra vita di tutti i giorni. Per farlo, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è il coraggio di essere onesti con noi stessi e con il mondo. "
Un testo incredibile.
Una narrazione che fa paura!
Ho desiderato, pagina dopo pagina, si trattasse di un romanzo di pura fantasia, di fantascienza.
Un desiderio rimasto tale e boicottato dalle fonti storiografiche contemporanee.
Una serie di eventi che mettono in luce l'ipocrisia mondiale, la debolezza degli strumenti in dotazione all'ONU, l'assenza dello Stato di Diritto in democrazie "mature".
Per capirne la gravità, immaginate di denunciare un crimine, un omicidio, una tortura di cui venite a conoscenza ma che, per il benessere psicofisico della collettività e del sistema, quel crimine doveva rimanere nascosto ed impunito: così, anziché indagare e processare i responsabili del crimine, venite processati voi che avete gridato la verità!...
Un romanzo irrazionale, che romanzo in realtà non è!
Ecco perché fa paura questa narrazione, giunta quasi ad un tremendo capolinea. Perché "purtroppo, di solito, il problema non sta nel fatto che non conosciamo la verità, bensì che non vogliamo conoscerla."
E mancando di coraggio per gridarla, quella verità, manchiamo di rispetto a noi stessi ed agli altri, in un'oscura esistenza di evidenti, conclamate, ma mai divulgate, ingiustizie sociali.