È la notte di San Silvestro, l'ultima dell'Ottocento, e Roma saluta l'arrivo del secolo nuovo. Dopo il distaccamento in Sardegna, non privo di giorni dolorosi, il vicebrigadiere Ghibaudo ha accettato la proposta di Amelia di trasferirsi a Roma, dove un matrimonio di facciata può garantire a lei la possibilità di iscriversi alla tanto desiderata facoltà di Medicina, e a lui di continuare a nascondere il suo segreto. Ma ciò che in teoria è la soluzione perfetta non sempre regge la prova della vita, e anche a causa di una società in cui la parità di genere è un orizzonte remotissimo, bugie e non detti si sono infilati negli interstizi della loro quotidianità, minandone le basi. Il destino torna a bussare alla porta di entrambi quando una giovane sposa viene ritrovata morta nella vasca da bagno, all'apparenza affogata. Si tratta di una tragica fatalità o di un indecifrabile omicidio? Ghibaudo inizia a indagare insieme al collega Moretti, sempre più appassionato alle nuove tecniche investigative, senza sapere che tutto sta per cambiare, dalle sue convinzioni professionali alla relazione con Amelia, complice l'entrata in scena di un giornalista che sembra conoscerlo come mai nessuno prima. Dopo il fortunato Neroinchiostro, Sara Vallefuoco si conferma una delle voci più autentiche del giallo italiano, e in questa nuova prova torna a riunire una detection polifonica e spiazzante a un raro talento per la ricostruzione di un mondo passato troppo simile al nostro, ancora una volta raccontato con una lingua mai scontata.
L’autrice di Neroinchiostro torna in libreria con questo nuovo caso del brigadiere Ghibaudo, ambientato nella Roma tra il XIX e il XX secolo.
Nella notte di capodanno del 1900 una giovane donna muore annegata in una vasca da bagno. Ad occuparsi del caso sono i due brigadieri Moretti e Ghibaudo. I due sapranno risolvere il caso, anzi i casi delle morti per annegamento in una vasca da bagno, con abilità e maestria, inseguendo chimere, tra intuizioni e fortuna: sapranno collegare fatti risalenti a quattordici anni prima.
“Un brivido scorre dietro la nuca di Ghibaudo. Una partenza senza ritorno, un sentiero su cui non crescerà più l’erba, quello della spia. Ghibaudo alza le spalle con tutta la noncuranza di cui è capace. Sta già imparando a fingere. Sta già cominciando a tradire la fiducia del compagno cui vuole bene come a un fratello. Una lotta fratricida sarà il loro futuro. Oppure riusciranno a comprendere ognuno le ragioni dell’altro, per ritrovarsi ancora vicini. Nessuno lo sa, nemmeno Vandina avrebbe la risposta.”
Rispetto a Neroinchiostro questo mi è piaciuto di più, perché la storia è più avvincente, secondo me: la Vallefuoco scrive gialli storici curando molto l’ambientazione e documentandosi in modo accurato.
Nelle mie letture estive ho avuto la fortuna di imbattermi nei libri di Sara Vallefuoco, anzi come spesso accade, ho letto prima l’ultimo uscito e poi ho voluto recuperare velocemente il primo libro della scrittrice. Di lei so molto poco, so che è romana ma vive e insegna a Trento. Sara Vallefuoco scrive romanzi gialli storici, ambientati (per ora) negli anni a cavallo fra il 1899 e il 1900; il periodo è molto interessante, l’Italia era una nazione giovanissima, il re era Umberto I, al potere in parlamento la destra storica, molto repressiva nei confronti delle prime lotte operaie; da qualche anno era stato fondato il giornale Avanti, per dare voce e sostegno alle ragioni degli ultimi, degli oppressi, dei diseredati. Non mi soffermo sulla scrittura che è molto bella elegante e scorrevole, adatta ad un romanzo storico, secondo me i meriti principali di questa autrice stanno nella vitalità dei personaggi e nel grande lavoro di ricerca. Protagonista dei libri il vice brigadiere Ghibaudo, torinese, di origini umili, madre operaia anarchica, uomo estremamente tormentato e difficile. A fare da immediato contrasto, il brigadiere romano Fabio Moretti, di famiglia assai benestante, bello, unico uomo in una famiglia di tutte donne; Moretti è appassionato di scienze forensi, è fra i primi ad usare le impronte digitali, studia e si confronta con medici e scienziati dell’epoca. Fra di loro, una donna minuta dalla volontà incrollabile, Amelia, che in qualsiasi modo vuole essere una delle prime donne medico. In entrambi i libri, questi personaggi principali sono tuttavia accompagnati da una serie di personaggi secondari anche loro dotati di grandissima vivacità. Personaggi che catturano subito il lettore. Un altro punto fondamentale dei libri di Sara Vallefuoco è l’accuratezza della ricostruzione storica, qualsiasi sia l’argomento: nel primo romanzo con l’ambientazione in Sardegna e con i racconti di poeti a bolu o delle brigantesse; nel secondo libro (con un valore aggiunto per me fondamentale) con i luoghi di Roma scomparsa, con la costruzione del Vittoriano e l’abbattimento di interi quartieri, con le costruzioni sparite di Piazza Vittorio a favore di giardini e porte magiche, o di vecchie e famose osterie. Io ve li consiglio e spero di leggere quanto prima una nuova storia!
Davvero una bella sorpresa i due romanzi di Sara Vallefuoco! “Neroinchiostro”, il primo, e questo “Chimere” a seguire, tratteggiano momenti storici dell’Italia post-unitaria con uno stile molto bello, ricco e adatto all’ambientazione d’epoca rimanendo sempre scorrevolissimo.
Dietro la scrittura della Vallefuoco si percepisce chiaramente un grande lavoro di ricerca (di cui peraltro ci dà conto preciso nelle note finali, da non tralasciare!) che ci fa conoscere realtà storiche e regionali di un periodo storico molto interessante, a cavallo tra i due secoli: i romanzi sono ambientati in uno strettissimo arco di tempo, tra il 1899 e il 1900, come un’istantanea che ci mostra prima la Sardegna dei briganti e dei “poeti al volo” (realtà a me del tutto ignota), poi Roma con i suoi luoghi segreti e oggi scomparsi, abbattuti dall’avanzare dei cantieri istituzionali (il Vittoriano, il Palazzaccio). I protagonisti, il brigadiere dei carabinieri Ghibaudo, il collega Moretti, e l’aspirante medico Amelia Spano, per nulla convenzionali né stereotipati, sono calati nel loro tempo e insieme dolorosamente moderni. Contrastanti e complementari allo stesso tempo, in questo secondo romanzo i loro rapporti, già delineati nella prima storia, si definiscono e si complicano, e se già ci eravamo affezionati a loro fin dal primo momento, ora non vediamo l’ora di seguire i futuri sviluppi delle loro vicende, come di quelle di numerosi interessanti comprimari.
L’intrigo giallo si dipana nell’epoca che vede gli esordi delle ancora poco accreditate scienze forensi (impronte digitali, autopsie, prove empiriche per dimostrare realtà scientifiche non ancora documentate) viaggiare di pari passo con l’intuizione investigativa: quella che porta alla soluzione del mistero attraverso l’osservazione, il ragionamento e l’indagine psicologica. Solo insieme riescono, alla fine, a rivelare il dramma dell’omicidio e del buio più profondo che si annida nell’animo umano.
Il fascino di questi romanzi/gialli/storici sta proprio nella composizione di tutti quegli elementi: l’indagine, la Storia, i personaggi, la natura ambigua del bene e del male, che sollecitano la nostra intuizione regalandoci quei deliziosi momenti di sorpresa in cui il lettore capisce che ha capito. Lettura assolutamente consigliata!
Secondo giallo storico di Sara Vallefuoco, ritroviamo Gribaudo, Moretti, Amelia, stavolta trasferiti a Roma dove si ritrovano ben presto ad indagare su una donna morta inspiegabilmente in una vasca da bagno. Il caso si complica ben presto, fra testimonianze reticenti e nuove scoperte. I personaggi hanno senz'altro acquisito più spessore e profondità e ci ritroviamo immersi nei loro pensieri, problemi, aspirazioni. E' l'inizio del nuovo secolo, il '900, e Moretti è sempre più deciso a costruire la sua squadra investigativa scientifica, basata sulle nuove tecniche. Gribaudo si muove fra una vita privata tormentata e strane frequentazioni vicine agli ambienti anarchici. Infatti il momento storico è importante per la storia d'Italia e di Roma. Una Roma che sta cambiando, mirabilmente descritta dalla Vallefuoco, che non esita anche a ricostruire luoghi di una Roma ormai scomparsa, suscitando nel lettore una strana nostalgia per quel mondo verace, ormai scomparso. Un occhio particolare Sara lo ha per le donne del libro: Vandina, Marietta, Nina, Amelia, per la loro sorte in questo mondo che sta cambiando: Che spettacolo le donne quando si muovono tutte insieme così, quando si rivolgono ora all'una ora all'altra: sembrano arrabbiate, incredule, qualcuna ride ogni tanto di un riso cattivo, nervoso; che mistero le donne quando ignorano gli uomini che si affannano inutilmente dietro le loro parole, nella fattispecie i suoi colleghi in divisa; che mistero quando sono intente a scambiarsi il codice segreto e a volte sgarbato della loro sorellanza. Un mistero, le donne, che molti uomini un secolo dopo non hanno ancora compreso. Brava, Sara.
Un giallo piacevole, bella ambientazione storica in una Roma di inizio ‘900 Interessante vedere i primi passi del metodo scientifico applicato alle indagini