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Quella volta che mia moglie ha cucinato i peperoni

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Arturo Baldi, novantacinque anni, viene portato d'urgenza in ospedale, dove scivola in un coma profondo. A dispetto dei neurologi, che lo escludono categoricamente, la coscienza di Arturo è ancora vigile. In questo misterioso tempo sospeso Arturo riesce a sentire, uno per uno, tutti i componenti della famiglia che vengono a fargli visita in una incessante sequenza di confessioni, sfoghi, preghiere. In quei meandri della coscienza, domina il faccia a faccia con Dado, il fratello inquieto, il pittore talentuoso, il ribelle che manca da anni dentro il teatro famigliare. In questa sorta di popolata immobilità, Arturo risale dall'infanzia fino alla costruzione della grande famiglia che ora, intorno al suo letto, stilla parole e memoria. Così seguiamo l'amore che lo lega a Carolina da tutta una vita, le figlie Dori e Fiore, le nipoti Margherita e Nina, prossima alle nozze, e la pronipote Anna, che ha ereditato dal prozio mai conosciuto l'occhio e la mano da pittrice. Dado è lo specchio per tornare indietro nel tempo, nel formicolio di segreti che alligna là dove la famiglia sembra più salda.

Arianna Mortelliti, alla sua prima prova narrativa ma cresciuta alla scuola del nonno Andrea Camilleri, scrive un romanzo decisamente intrigante, calibrando suspense e informazioni all'interno di una struttura a dialoghi che, progressivamente, scioglie nodi e ambiguità.

139 pages, Kindle Edition

Published April 4, 2023

28 people want to read

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3 (6%)
1 star
4 (8%)
Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Silvia.
248 reviews9 followers
September 24, 2024
Romanzo d’esordio. Speriamo sia anche l’ultimo. Glielo avrebbero pubblicato se l’albero genealogico non avesse giocato a suo favore?
Profile Image for Blackjessamine.
426 reviews71 followers
October 28, 2023
Ormai non mi capita più molto spesso di leggere un libro senza saperne assolutamente niente, trovandomi semplicemente attratta dal titolo o dalla copertina: di solito mi ritrovo a scegliere fra la mia TBR infinita, o scelgo autori che ho già amato in passato, o mi informo su una tematica in particolare e scelgo la mia lettura di conseguenza. Quindi mi ritrovo quasi sempre a leggere libri che sì, magari non conosco bene, ma di cui quantomeno ho sentito parlare, che mi sono stati consigliati da qualcuno con gusti simili ai miei, o di cui per lo meno so qualcosa dell'autore.
In questo caso, invece, non sapevo assolutamente nulla: i colori della copertina mi sono saltati subito all'occhio fra le altre novità, il titolo mi ha messo simpatia, il libro è venuto a casa con me. Non mi sono informata sull'autrice, non ho nemmeno letto la quarta di copertina, ho solo iniziato a leggere: ammetto che il primo impatto è stato decisamente straniante, perché copertina e titolo, non so perché, mi avevano creato in testa l'idea di aver tra le mani un libro estremamente comico.
In realtà, "Quella volta che mia moglie ha cucinato i peperoni" è una storia delicatissima, che parla di lutto in un modo molto leggero (dove "leggero" non significa sicocco o superficiale, ma solo lieve, senza calcare la mano sul dolore o sugli aspetti più strazianti della situazione). Il lutto c'è, il dolore pure, ma la prospettiva del racconto fa in modo che ci sia sempre un filtro, un'accettazione serena di qualcosa di naturale che sì, fa male, ma in qualche modo è anche una chiusura di un cerchio, un puzzle che si completa nell'unico, inevitabile modo possibile.
La struttura del romanzo è molto interessante, il continuo rimbalzare quasi istintivo tra presente e passato funziona molto bene, soprattutto perché non è mai didascalico pur essendo sempre molto chiaro, ho trovato davvero questa idea molto ben riuscita.
la seconda parte del romanzo invece è secondo me un po' più debole, perché l'originalità della struttura non basta più a reggere tutta la narrazione e l'interesse un po' si perde. E allora Mortelliti imbastisce un "mistero" che va a complicare, esasperare e rendere a mio parere un po' irrealistico e poco interessante tutto: una storia che poteva essere una piccola chicca nella sua semplicità diventa un po' un polpettone di intrecci inutilmente amplificati, e questo secondo me è un po' un peccato.
Ciò non toglie che sia stata una lettura estremamente piacevole, soprattutto trattandosi di un esordio.
Profile Image for La testa fra i libri.
763 reviews30 followers
April 24, 2023
La bellezza di Quella volta che mia moglie ha cucinato i peperoni è data dallo stile narrativo di Arianna Mortelliti e dall’impostazione della storia che, per quello che mi riguarda, non ho mai letto in nessun altro libro.
Si tratta di una narrazione che oscilla fra il passato e fra il presente, per poi compiere un giro su se stessa immaginando il limbo della mente di chi si trova in uno stato di incoscienza.

Nonostante il grave evento che porta Arturo in ospedale, i suoi pensieri, ricordi e sensazioni vengono esposti in maniera incredula, piena di contrastanti sentimenti mentre, in altri, dolcemente malinconica.
Attraverso i ricordi e pensieri di Arturo, il lettore impara conoscere Dado, il fratello ribelle, quasi anarchico, ma molto talentuoso e le donne della sua vita: la moglie Carolina, le figlie Dori e Fiore, le nipoti margherita e Nina fino alla bisnipote Anna. Il presente è un labirinto da cui Arturo non riesce a uscire, però ascolta voci che a fatica riconosce, profumi che non identifica. Il passato è una incredibile fotografia di Arturo bambino, della complicità con il fratello e di come osservava e viveva i genitori.

Lo stile fluido è in perfetta armonia con il presente di Arturo che si trova in stato di coma ma riesce a sentire chi gli è accanto, e la sua infanzia che si inserisce con delle particolari similitudini di lui bambino e la sua famiglia. La semplicità delle parole, i diversi monologhi di chi si confida, i dialoghi delle persone che si avvicendano attorno al letto d’ospedale di Arturo appaiono sofferenti e bisognosi di ritrovare quell’amore che l’uomo è stato in grado di donare.
L’abilità di Arianna Mortelliti è inserire dei flashback del passato dandogli un’altra forma, un registro narrativo diverso che permettesse al lettore di capire meglio il protagonista.

Personalmente non ho fatto fatica a entrare dentro alla narrazione del libro, ho apprezzato il passato e il presente che si inseguivano fra le pagine, le diverse personalità delle donne della vita di Arturo e, infine, conoscere il segreto che a lungo ha custodito nel suo cuore. Quella volta che mia moglie ha cucinato i peperoni è la dimostrazione di quanto uno stile fluido, acuto ma, al contempo semplice, riesca a riempire la mente del lettore di immagini, di emozioni e di vita.
Profile Image for La Finestra  Della Letteratura .
87 reviews1 follower
August 1, 2023
Ci troviamo di fronte a due fratelli alquanto diversi tra loro, Dado e Arturo Baldi.
Diversi come lo sono il sole e la luna, ma uniti nel cuore.
Il romanzo si focalizza principalmente sugli ultimi giorni di vita di Arturo,ormai ultra novantenne e in coma.

“È tutto confuso adesso,mi sembra quasi di sognare... Non capisco nemmeno se è un incubo o un bel sogno.”
Pensieri negativi e ricordi felici si intrecciano in un unica immagine.
“ Sai cosa mi ricorda tutto questo?”
“Cosa?”
“Mi sembra uno di quegli incubi che faccio dopo aver mangiato i peperoni al forno di Carolina.”

La sensazione che mi ha lasciato questo romanzo a fine lettura, e che la nostra morte sarà ciò che è stata la nostra vita.Noi reagiamo di fronte alla nostra transizione nello stesso modo in cui abbiamo reagito davanti a tutti i grandi avvenimenti prodottisi durante la nostra esistenza. E tutto questo lo scopriremo grazie ad Arturo che visto dall’esterno, può sembrare immerso in un sonno profondo, una condizione caratterizzata dall’inconsapevolezza
di sé e dell’ambiente.
Ma di fatto non è così perché lui ascolta. Il suo stato di incoscienza gli permette infatti di sentire, forse per la prima volta quello che hanno da dirgli le donne della sua vita, da sua moglie Carolina, alle sue figlie fino alle sue nipoti, tutte riunitesi al suo capezzale, mentre lui rimane avvolto nel torpore della sua mente che viaggia inesorabile avanti e indietro nel tempo.
In conclusione,lo stile curato e preciso dell'autrice dà linfa e consistenza alla storia.
Una sorta di piccola preghiera muta che Arianna rivolge al suo amato e compianto nonno Andrea Camilleri.
Lettura consigliata!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Adriana Attolico.
172 reviews1 follower
June 22, 2024
La storia di Arturo, un novanticiquenne ,che entrato in coma ripercorre inconsciamente la sua vita attraverso suo fratello Dado e le voci di tutta la sua famiglia che viene a trovarlo in ospedale. Un romanzo familiare e corale dove ogni personaggio ha una voce propria e il suo finale,dolce e commuovente,lascia il segno!
103 reviews
February 25, 2024
Struttura narrativa interessante e non banale con l'alternarsi tra dialoghi diretti dei personaggi e riflessioni e sogni del protagonista.
Le storie che si intrecciano forse un po' forzate e poco credibili.
Profile Image for Chiara Manenti.
147 reviews10 followers
October 4, 2023
Buon sangue non mente. Ritmo perfetto, dialoghi che reggono perfettamente la trama. 4 stelle solo perché alcune situazioni sono un po’ tirate per i capelli, ma mi è piaciuto parecchio.
Profile Image for Giulia.
337 reviews34 followers
July 14, 2024
Ho voluto leggere questo libro grazie ad un gruppo di lettura organizzato dalla biblioteca della mia città. In realtà era già presente nella mia wish list, mi aveva molto intrigato sia il titolo che la coloratissima copertina.
Avevo però interpretato il romanzo come umoristico, invece mi sono trovata di fronte a qualcosa di decisamente molto diverso.
Arturo è il protagonista del romanzo. Ha novantacinque anni e, a causa di un malore, viene ricoverato in ospedale in coma profondo. Qui si alternano al suo capezzale la moglie, le figlie, e le nipoti. Ognuna di loro racconta all’uomo segreti e passioni, angosce e dolori, come facevano quando Arturo era vigile.
Ma Arturo ascolta tutto, e si tuffa nel passato. Ed è l’occasione per l’autrice di raccontarci tutta la vita di Artura, dall’infanzia, il suo rapporto con i genitori, con il fratello Dado, l’incontro con la moglie Carolina, la nascita delle figlie Dori e Fiore e poi delle nipoti Nina e Margherita, fino all’arrivo della bisnipote Anna.
In questo lungo flash back, conosciamo quest’uomo e la sua umanità, i suoi segreti e il suo dolore nel momento dell’allontanamento del fratello Dado prima e della figlia Dori, dopo. La gioia nella nascita delle figlie e delle nipoti, e il suo rapporto con i partner delle due.
Il romanzo è intimo, è un viaggio nell’animo di questo quasi centenario, un viaggio nella sua mente, e ne condividiamo gioia e dolori, riempiendoci di dolcezza e tenerezza, verso un uomo che ha sacrificato tutto se stessa per la famiglia, che a sua volta lo ripaga con un affetto infinito.
Ho adorato Arturo, ma anche gli altri protagonisti del romanzo, tutte donne, tutte legate a questo marito/padre/nonno, la cui mancanza sarà dura da digerire.
Un romanzo breve, brevissimo, che si legge in un attimo ma che lascia dentro talmente tanto e che rimarrà a lungo nel mio cuore.
Un’ultima chicca, ho scoperto che l’autrice è la nipote di Andrea Camilleri (buon sangue non mente!). Andate poi a leggere i ringraziamenti dell’autrice, li ho trovati geniali ed estremamente inerenti alla storia narrata.
Displaying 1 - 8 of 8 reviews

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