Eleghanzia, non più intellighenzia; consumo, non più coscienza; apparire, non più essere. Avere, possedere, sembrare. Frequentare ambienti chic ed elitari, mostrare confidenza con i vip, ostentare superiorità estetica. Credere nelle tre F: Fashion, Fitness, Fiction. Riconoscere la centralità dei doppi o tripli servizi, in casa; o credere nella necessità assoluta degli asciugamani coordinati. Perdersi alla ricerca del ristorante trendy, magari etnico, meglio se giapponese, indiano o messicano, spendendo una fortuna per assicurarsi lo status symbol; non perdersi un aperitivo nel locale arredato etno; accettare i criteri della “selezione all'ingresso” nei locali; orgogliosi di dire “sto in lista”, smazzarsi per avere auto di lusso. Usare l'aggettivo “intrigante”. Spendere capitali per funerali di lusso, con bare dal nome francescano e dal costo vaticano.
Come scrittore ha pubblicato tra i numerosi libri Andy Warhol era un coatto (Castelvecchi 1994), Charltron Hescon (Einaudi Stile Libero 1999), Neoproletariato (Castelvecchi 2002) e Il piccolo isolazionista (Castelvecchi 2006). Attivo autore televisivo, ha inoltre condotto per due anni una originale rassegna stampa mattutina su Play Radio.
Apparentemente meno graffiante e più nevrotico dei suoi saggi precedenti. E, invece, Labranca è sempre lucidissimo e tratteggia uno spietato e attento studio sulla funzione dello status symbol e su come esso seduca noi poveri proletari. Il libro non può che concludersi sul business del funerale, con un colpo di coda inquietante: "Anche nell'ora della fine il neoproletariato aspirerà al pluscool. E la signora, con la sua raffinata "personalità irruente e romantica" è pronta a fornirglielo. Pluscool. Più che cool. Freddo. Rigido. Cadaverico."