Riconosco la buona scrittura. La profondità del protagonista, data dalla narrazione in prima persona, scarna, lucida, con ottimi dialoghi, davvero notevoli. Il passaggio centrale del romanzo mi ha particolarmente intrigata, ma la magia si è persa sul finale, spento, troppo facile.
Un libro filosofico, difficile, da studiare come un manuale degli scacchi.