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Adelchi: in appendice gli Appunti per Spartaco

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Carlo, re dei Franchi, ha ripudiato Ermengarda, figlia di Desiderio, re dei Longobardi. Ermengarda torna dal padre e chiede di potersi chiudere in convento per trovare conforto nella preghiera. Un messo di Carlo intima a Desiderio di restituire le terre tolte al pontefice. Il re risponde sdegnosamente e la guerra è dichiarata. Alcuni duchi longobardi sono pronti a tradire. Nel campo dei Franchi giunge il diacono Martino a rivelare l'esistenza di un valico che permette a Carlo di prendere di sorpresa i Longobardi. Adelchi si difende strenuamente; intanto, Ermengarda muore in convento a Brescia. Un traditore apre ai Franchi le porte di Pavia, ultimo rifugio dei Longobardi.Giunge, morente, Adelchi che ha deciso di combattere fino all'ultimo.

148 pages, Paperback

First published January 1, 1822

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About the author

Alessandro Manzoni

686 books223 followers
Alessandro Francesco Tommaso Antonio Manzoni, meglio noto semplicemente come Alessandro Manzoni (Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873), è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano.
Considerato uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi per il suo celebre romanzo I promessi sposi, caposaldo della letteratura italiana, Manzoni ebbe il merito principale di aver gettato le basi per il romanzo moderno e di aver così patrocinato l'unità linguistica italiana, sulla scia di quella letteratura moralmente e civilmente impegnata propria dell'Illuminismo italiano.

Alessandro Manzoni was an Italian poet, novelist and philosopher. He is famous for the novel The Betrothed (orig. Italian: I promessi sposi) (1827), generally ranked among the masterpieces of world literature. The novel is also a symbol of the Italian Risorgimento, both for its patriotic message and because it was a fundamental milestone in the development of the modern, unified Italian language.

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Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,113 reviews351 followers
March 13, 2021
Pubblicata nel 1822, l’Adelchi è una tragedia in cinque atti in cui l’autore porta a compimento le sue innovazioni sia nei contenuti e sia nella forma del dramma teatrale.
In breve, Manzoni, annulla le unità aristoteliche che considera troppo artificiose e definisce compito del poeta quello di mettere in scena il verosimile.
Il letterato, infatti, ha la capacità di immaginazione e può quindi dotare il personaggio storico di pensieri e sentimenti, aggiungendo, così, uno spessore morale alla Storia.

L’Adelchi è la storia della definitiva sconfitta del popolo Longobardo avvenuta tra il 772 ed il 774.
La tragedia ha come protagonisti principali, quindi, l’ultimo re longobardo Desiderio che incita il figlio Adelchi alla vendetta dell’oltraggio subito dalla sorella Ermengarda ripudiata dal marito Carlo Magno.

Rispetto ai fatti storici, cosi come conosciuti all’epoca del Manzoni, vi sono due anacronismi:
il primo quando si apre la scena senza Asla, moglie di Desiderio, dicendo che era morta (ma in realtà fu, anch’essa imprigionata e portata in Francia assieme a Desiderio); il secondo, si riferisce alla morte di Adelchi a Verona (mentre in realtà scappò a Costantinopoli e mori più tardi).

Fedeltà e tradimenti si aggiungono al tema della provvidenza divina che ha un sapore fatalista:


”ADELCHI
La gloria? il mio
Destino è d’agognarla, e di morire
Senza averla gustata. Ah no! codesta
Non è ancor gloria, Anfrido. Il mio nemico
Parte impunito; a nuove imprese ei corre;
Vinto in un lato, ei di vittoria altrove
Andar può in cerca; ei che su un popol regna
D’un sol voler, saldo, gittato in uno,
Siccome il ferro del suo brando; e in pugno
Come il brando lo tiensi. Ed io sull’empio
Che m’offese nel cor, che per ammenda
Il mio regno assalì, compier non posso
La mia vendetta! Un’altra impresa, Anfrido,
Che sempre increbbe al mio pensier, né giusta
Né gloriosa, si presenta; e questa
Certa ed agevol fia.”


La storia dei vincitori e la storia dei vinti è un ciclo in cui ci si scambia i ruoli ma rimane immutata nella sua essenza:

”D’un volgo straniero por fine al dolor?
Tornate alle vostre superbe ruine,
All’opere imbelli dell’arse officine,
Ai solchi bagnati di servo sudor.
Il forte si mesce col vinto nemico,
Col novo signore rimane l’antico;
L’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli armenti;
Si posano insieme sui campi cruenti
D’un volgo disperso che nome non ha.”


(Coro alla fine del II° atto)


Così la poesia fonde la storia di ieri con quella contemporanea all’autore dove l’Italia si “doveva ancora fare” e il popolo era ancora diviso.
Profile Image for Laura V. لاورا.
544 reviews79 followers
May 11, 2025
L'Italia tra longobardi e franchi

Italia, seconda metà dell'VIII secolo. Il regno longobardo giunge al capolinea e, sotto i due sovrani Desiderio e suo figlio Adelchi, sta per esalare ormai l'ultimo respiro a causa dei contrasti insanabili con il re dei franchi Carlo Magno; quest'ultimo non soltanto si è fatto tradizionalmente sostenitore del papa che reclama terre ora in mano ai longobardi, ma ha per di più ripudiato la moglie Ermengarda, figlia dello stesso re Desiderio, la quale, infelice, viene rispedita come un pacco alla corte paterna nella città di Pavia, capitale indiscussa del loro regno. A tutto ciò si aggiunga il fatto che la vedova e i due giovanissimi figli del fratello minore di Carlo, Carlomanno, avevano trovato ospitalità proprio lungo le sponde del Ticino, sotto l'ala protettiva di Desiderio e famiglia che, dunque, forse miravano a far incoronare con tutti i crismi dal sommo pontefice i due ragazzini ai danni dello zio Carlo. Insomma, brama di potere e fredde logiche di dominio sono alla base della guerra che, a un certo punto, non può che esplodere tra franchi e longobardi.

Pubblicato nel 1822 e portato in scena per la prima volta a Torino a distanza di poco più di vent'anni, il testo teatrale Adelchi racconta tali vicende con originalità e alcune "libertà" rispetto alla versione storica ufficiale. Alessandro Manzoni, in queste sue pagine, dà vita a un notevole intreccio di fatti e personaggi che, per quanto collocabile senza dubbio in un passato ben lontano, si presta probabilmente anche a una lettura in linea con l'attualità del tempo, cioè dell'epoca dell'autore, quando una parte d'Italia stava sotto il dominio asburgico; i temi della patria calpesta e derisa e dell'occupante straniero, non a caso, non sembrano essere per nulla estranei all'opera in questione, tant'è che in più di una nota a margine del testo ho letto di interventi da parte della censura austriaca (non si dimentichi che quello del 1820-1821, proprio mentre il Manzoni procedeva con la stesura dell'Adelchi, fu un periodo delicato in Europa in generale e pure in alcuni stati italiani per quanto riguarda moti e tentativi di insurrezione).
In tal senso, il coro alla fine del terzo atto, si rivela piuttosto esplicito: il popolo dei latini, ridotto a misera condizione servile sotto i longobardi, non avrebbe dovuto farsi illusioni in merito alla vittoria dei franchi su questi ultimi poiché gli oppressori, infine, sarebbero stati due:

[...] Il forte si mesce col vinto nemico,
Col novo signore rimane l'antico,
L'un popolo e l'altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli armenti;
Si posano insieme sui campi cruenti
D'un volgo disperso che nome non ha.


Quello del protagonista si rivela un personaggio ben riuscito: generoso, timorato di Dio, nobile e mite d'animo, sebbene dichiari intenzioni decisamente poco cordiali nei confronti del cognato vile offensor d'Ermengarda, sua sorella che, distrutta dal dolore, morirà di lì a breve nel monastero di San Salvatore a Brescia, dove viveva la sorella monaca Ansberga. Nei confronti dei due sfortunati fratelli, andati incontro a un drammatico destino, l'autore posa uno sguardo compassionevole che sembra riconsiderare almeno in parte la loro "colpa" di discendere da rea progenie degli oppressori (i longobardi), come viene messo in bocca al famoso coro del quarto atto (Sparsa le trecce morbide...).
Le scene conclusive del quinto e ultimo atto della tragedia sono alquanto significative: colpito a morte e ormai prossimo alla prematura dipartita, Adelchi viene condotto nella tenda di Carlo sotto Verona, dove rivede per l'ultima volta il padre Desiderio ormai sconfitto e prigioniero. Si compie, dunque, quanto lo stesso giovane ha tempo addietro profetizzato per se stesso:

La gloria? il mio
Destino è d'agognarla, e di morire
Senza averla gustata. [...]


Nemmeno l'Adelchi reale personaggio storico, che pare abbia finito i suoi giorni a Costantinopoli almeno una quindicina d'anni dopo la caduta di Pavia e Verona, gusterà la vera gloria prima di morire.
Nel complesso, un'opera importante che ha riscosso un apprezzamento unanime da parte della critica. Per quanto mi riguarda, sarò sincera: ne ho trovato la lettura piuttosto pesante; per di più, le note nell'edizione che ho avuto a disposizione (un volumetto della casa editrice Signorelli dei primi anni Ottanta) sono state riportate in caratteri quasi microscopici, cosa che, pertanto, non mi ha certo alleggerito il lavoro. Insomma, ho faticato a giungere alle battute finali. Tuttavia, consiglio di non tralasciare questo testo, anzitutto per il fatto di poter così rinfrescare e approfondire quel capitolo importante di storia che interessò la penisola, in riferimento particolarmente al dominio dei longobardi.
Profile Image for Anto_s1977.
799 reviews36 followers
May 31, 2019
In questa breve tragedia Manzoni descrive e riscrive la sconfitta di Adelchi e del padre Desiderio, re longobardi, da parte di Carlo Magno.
La storia si apre quando Ermengarda, figlia di Desiderio e moglie di Carlo, viene ripudiata e torna nella casa paterna. Per Desiderio ed Adelchi è un'offesa che va lavata col sangue!
Desiderio pretende la guerra, mentre Adelchi ha un atteggiamento politico più cauto e vorrebbe restituire al Papa le terre che i Longobardi gli hanno sottratto, ma il giovane non osa contravvenire alle decisioni del padre.
Intanto Carlo scende in Italia e, grazie al monaco Martino, riesce a cogliere alla sprovvista i Longobardi, i quali fuggono e si ritirano nelle loro fortezze.
Un nuovo tradimento e... Desiderio è sconfitto e fatto prigioniero; Adelchi cerca di resistere, ma viene ferito mortalmente. L'ultima scena è incentrata sulla morte di Adelchi, davanti al padre disperato.
Linguaggio un po' ostico, ma grazie all'introduzione e ai chiarimenti storici, sono riuscita a seguire il tutto.
Profile Image for Savasandir .
275 reviews
August 29, 2017
Che potenza!

Tornate alle vostre superbe ruine,
all'opere imbelli dell’arse officine,
ai solchi bagnati di servo sudor.
Il forte si mesce col vinto nemico,
col novo signore rimane l’antico;
l'un popolo e l’altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli armenti;
si posano insieme sui campi cruenti
d'un volgo disperso che nome non ha.

Ma cosa non è questo coro? Magnifico! Manzoni ci insegna come mandare a quel paese un popolo intero usando versi e rime!
Profile Image for Lilirose.
584 reviews76 followers
March 12, 2021
Una tragedia storica in cinque atti, incentrata sulla sconfitta dei Longobardi ad opera di Carlo Magno, re dei Franchi.
L'ambientazione è medievale ma il riferimento è ai moti del 1821, che Manzoni ha vissuto in prima linea e il cui fallimento lo ha profondamente amareggiato. Un'amarezza evidente in tutta l'opera e che raggiunge il culmine nell'ultimo coro, dove si dice che il destino del popolo è quello di una servitù immutabile e rassegnata.
Come sappiamo bene, per Manzoni il vero motore delle vicende umane è la provvidenza, l'unica forza in grado di muovere il mondo e a cui nessuno può opporsi; è per questo che la storia lascia presto il posto all'invenzione letteraria e all'introspezione psicologica: se la strada è già segnata l'unica cosa che possiamo fare è scegliere come percorrerla. Tutti i personaggi sono complessi e sfaccettati, a partire dai vassalli traditori (indimenticabile il monologo di Giuntigi, un capolavoro di cinismo) fino ad arrivare ad Ermengarda, figura struggente in cui convivono fanciulla innamorata e creatura spirituale: a lei sono dedicati i versi più dolci dell'opera. Il più contraddittorio e memorabile è però il protagonista Adelchi: in lui l'amor di patria si scontra col desiderio di giustizia, l'ambizione con la religiosità.
I meriti di questa tragedia sono tanti, ma una lingua ed uno stile un po' troppo arcaici la rendono una lettura poco scorrevole e in alcuni punti addirittura faticosa.
Un'opera notevole, ma da leggere per arricchimento culturale, non certo per diletto.
Profile Image for Giorgio Gabrieli.
147 reviews
July 4, 2024
"Fedeltà! Bello è con essa ogni destin, bello il morir. - chi 'l dice? Quello per cui si muor. "

Questo non è un testo teatrale in senso lato e il Manzoni stesso lo sapeva. Questa era una tragedia da leggersi comodamente in salotto per accrescere cultura storica, sentimentalismo verso le idee di fedeltà e nazione.

La censura Austriaca dei tratti più "risorgimentali" dell'opera fu vista di buon occhio anche dal punto di vista estetico e non solo politico: meno era prolisso un testo come questo e meglio veniva accolto, i critici dell'epoca erano scolaretti annoiati come noi?

Come fruire dell'opera oggi dunque?

Per la trama?

La storia è tragicamente semplice: il tradimento dei duchi Longobardi e la conseguente conquista di Carlo Magno dell'Italia di Desiderio e la morte dei due figlioli del suddetto.

Manzoni per quanto riguarda oggettività storica dovrebbe essere una garanzia, ma qui per esigenze artistiche in un paio d'occasioni ne viene meno, ma lo perdoniamo ampiamente.

Per rileggere in poesia do uomini savi che parlano d'onore, arme e tradimenti?

Quasi Shakesperiano Guntigi a parlare di Fedeltà nell'Atto IV. Probabilmente la scena meglio scritta di tutta l'opera.

Per leggere dei deliri e delle sofferenze di una donna abbandonata e che muore d'amore? (Villano il Manzoni a dedicarle non un Atto ma solo un terzo!!)

No!


Ovviamente lo leggiamo per crogiolarci nel leggere di opere ambientate in luoghi famigliari! Quali la val di Susa, Pavia, Verona e udite udite Brescia !

(O perlomeno questa è la mia risposta)
Ermengarda che nomina il Mella vale cinque stelle.

Difficile per me da Bresciano essere oggettivo con l'Adelchi !
Profile Image for Lisa Chinchio.
106 reviews4 followers
Read
June 26, 2023
Come ogni anno in sessione: ecco a voi un libro che avrei dovuto leggere per preparare parte di un esame.
L’ho letto? No.
Gli schemi colorati che ho fatto leggendo la trama da svariati siti web poco precisi si equivalgono alla lettura? No.
Me ne importa? No.
Lo segno comunque tra i libri letti? Certamente.
Scusa Manzoni ma non ho nemmeno voglia di provarci.
Profile Image for Gabinka Ricciocornia.
110 reviews
May 31, 2025
Resto convinta che il capolavoro di Manzoni sia questo, e non I Promessi Sposi. La trama è semplice, di facile comprensione: è vero che il linguaggio aulico potrebbe apparire ostico a un primo sguardo, ma, conoscendo la trama, la lettura può comunque risultare scorrevole e piacevole, soprattutto in un'edizione corredata da adeguate note a margine (purtroppo non presenti in quella in mio possesso).
La storia qui narrata, che prende spunto dalla guerra tra Franchi e Longobardi, viene serenamente piegata alle esigenze propagandistiche risorgimentali dell'autore, e questo potrebbe far storcere il naso ai puristi del romanzo storico, ma l'opera risulta comunque appassionante; personalmente credo si possa perdonare al Manzoni qualche "licenza poetica" poiché finalizzata a rendere l'Adelchi un capolavoro immortale, sempre attuale.
In effetti, il coro dell'atto terzo, spogliato di ogni esplicito riferimento storico, potrebbe benissimo adattarsi a qualunque attualissima controversia politica che si svolga nel totale disinteresse di un popolo destinato, in ogni caso, a subire le vessazioni della classe politica (non importa che essa sia longobarda o franca o asburgica). La lealtà, la fedeltà ai propri ideali, sono solo parole al vento in un mondo in cui ciò che conta davvero sono gli interessi personali. E per ogni Adelchi, per ogni Anfrido realmente disposti a morire per ciò in cui credono, ce ne sono sempre tanti (troppi) che preferiscono tradire pur di rimanere al calduccio.

E non venitemi a dire che quest'opera è invecchiata male. Non dopo averla letta.
Profile Image for Kai Weber.
537 reviews47 followers
July 10, 2020
A drama with universal political conflicts, centered around questions of loyalty, betrayal, good or usurped governance, child piety, secularity, and others. It comes with the author's introduction of historical facts, and a disclaimer where he deviated from them, so you can digest the conflict even if you're not familiar with the history and downfall of the Langobards in northern Italy. With the 200 years passed since Manzoni's writing of this play and my reading, it has probably lost some of its power, and therefore is a non-essential read nowadays.
Profile Image for Enrico Antonellini.
114 reviews
November 19, 2024
C’era un periodo che ero fissato con Manzoni, mi ero pure ripromesso di leggere davvero i promessi sposi e non di guardarmi i video riassunti su YouTube. Peccato che ci costringano a leggere quel mattone e non invece qualcosa di più adatto al suo mood tipo questa bella tragedia dove tutto finisce malissimo, ora che ci penso però mi sa che non me la ricordo mica la trama, forse confondo col Conte di Carmagnola, era sempre Manzoni no ? Bah…
Profile Image for Bregoli Francesco.
55 reviews5 followers
March 27, 2023
Pesante ma non pesantissimo. Non andrei a vederlo a teatro, è molto poco teatrale. Carini i vari personaggi e chiaro il disegno generale di Manzoni e le sue finalità
Profile Image for izzie.
136 reviews5 followers
August 18, 2024
L’italiano è andato un po’ a farsi fottere in ‘sta tragedia
Profile Image for Beatrice.
Author 2 books19 followers
June 23, 2025
ho bisogno di un retelling di questa storia
Profile Image for Devero.
5,030 reviews
October 5, 2013
L'Adelchi è legata alla storia della mia maturità. Sì, perché nel 1989 per la maturità scientifica, capitò proprio quel tema. Lo svolsi senza pensarci due volte, in quanto Zio Teddy ci aveva imposto, durante le vacanze di Natale e poi a gennaio, la lettura integrale del testo e diversi temi di analisi e approfondimento.
Come facesse a sapere che quel tema sarebbe stato oggetto della maturità lo sapeva solo lui. Io credo fosse parte della commissione che, a livello nazionale, sceglieva i temi.
Quel tema mi salvò l'anno, la maturità, la scelta dell'università e sono certo che oggi non sarei quello che sono se non avessi letto l'Adelchi ed ascoltato attentamente le sue lezioni sull'argomento.
8 reviews
December 28, 2014
concezione assurda della storia: non si può fare il bene, puoi fare solo il male oppure lo puoi subire. Agli occhi di Dio è meglio subire il male. Ma allora che senso ha? allora Dio sarebbe un malvagio.
Non mi è piaciuto per niente, ed è impressionante vedere come Manzoni è cambiato poi se si legge i Promessi sposi.
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