La storia del paesaggio ha avuto pochi cultori. Più nume-rosi quelli dell'urbanistica. Ma solo intrecciando le vicende delle città e delle aree agricole si delinea lo sviluppo organi-co del territorio. In questo volume se ne ripercorrono le tappe dalla preistoria al xx secolo, attraverso la civiltà nura-gica, la Magna Grecia e il sinecismo etrusco, il mondo romano, l'epopea medievale, le trasformazioni manieristi-che, gli interventi barocchi e illuministi, le metropoli otto-novecentesche. All'inizio e alla fine del saggio si discutono il «bello di natura» e le «vedute col passare la testa tra le gambe», cioè in prospettive inconsuete. Si giunge così alla definizione di una moderna «ottica ambientale» ovviamen-te discorde. Il presente volume segue Architettura.
Sarò io che non capendo più di tanto di estetica e architettura non capisco il libro, sarà il linguaggio estremamente specifico che usa l'autore, o sarà invece che il linguaggio complesso è proprio fumo negli occhi per nascondere della fuffa bella e buona, dei concetti a-scientifici e in fondo privi di qualunque senso? 1 stella.