È difficile poter riassumere tutto quello che penso, tutto quello che sento, in una semplice recensione.
Dirò la verità, credo che questa è appena diventata la mia serie di libri preferita in assoluto.
Girare l'ultima pagina mi ha fatto esclamare un: "che viaggio", che da molto non mi capitava.
Per i miei standard, in questi tre libri ho trovato tutto: politica, tradimento, desiderio, passione, dolore, famiglia. Tutto. Non è mancato niente.
Tutto si incastra alla perfezione, ogni cosa (o quasi) viene spiegata senza lasciare quesiti.
Il worldbuilding? Ricchissimo (a tratti un po' troppo, oserei dire), ben studiato.
Ogni luogo visitato dai protagonisti ha una propria identità, tradizioni, lingua. Il sistema magico è bellissimo e variegato. Si va dalle bestie alle streghe, dagli elementali agli empati, per finire poi a Snowlin e Kilian che sono unici nel loro genere e come si compensano.
Ah, la loro storia. Difficile, dura, sofferta (lo slow burn stava cuocendo più me che i protagonisti). La loro è una relazione che matura, che fa davvero tanta strada. Kilian fa davvero tanto per guadagnarsi la fiducia di Snowlin che non è sempre corretta con lui anzi, durante il secondo libro, gliene fa vedere di tutti i colori, ma in questo ultimo volume hanno un ritmo così bello da farmi sentire le farfalle nello stomaco ogni volta che avevano un'interazione. Sono lì l'uno per l'altra, e questo li ha resi, in qualche modo, tangibili. Credibili.
Nella loro individualità, Kilian è coerente e maturo e, più che crescere, conferma la sua presenza, la rafforza ma, per Snow, smussa anche i lati più spigolosi del suo carattere.
Snow..tra il primo e il terzo libro cambia così tanto (in modo coerente e graduale) da diventare un altro personaggio. Dalla principessa morally black (seriamente) a una donna che continua ad essere spietata se serve, ma anche altrettanto amorevole. Snow evolve, si incontra e si scontra con se stessa (anche grazie a Kilian sempre pronto a sostenerla), si affronta e passa dal conoscere la violenza come unica lingua, a voler proteggere chi ama con tutte le sue forze.
Parte come sola, finisce con l'avere una famiglia.
Perché se c'è una cosa di cui questi libri sono ricchi, è proprio il found family. Non tanto il primo volume (in cui comunque è presente ma meno spesso), quanto il secondo e il terzo.
Ci si affeziona a tutta la varietà di persone che circondano Snowlin e Kilian, soprattutto perché sono tutti molto diversi tra loro, eppure tutti che si incastrano alla perfezione.
Nascono amori, persino, tra i personaggi secondari, ma sono comunque portati sotto l'occhio del lettore in luce tenera.
L'epilogo è stato dolcissimo. Inaspettato perché nessun autore si spinge mai così in là nel tempo e, seppure mi ha riempito il cuore di gioia, ho comunque trascorso almeno una buona decina di minuti, dopo aver girato l'ultima pagina, a piangere.
Questa è una di quelle storie che vorrei cancellare dalla mia mente per ricominciarla daccapo e provare di nuovo tutto quello che mi hanno fatto provare.
Vi prego, se non la conoscete, dategli una possibilità.