Tempi duri per la dottoressa Ardelia Spinola. Sta rimuginando sul rapporto un po' troppo intimo tra i suoi carissimi amici, il commissario in pensione Bartolomeo Rebaudengo e la pianista Norma Picolit, quando riceve una strana telefonata dal suo ex fidanzato Arturo. Strana perché ha come la sensazione che lui taccia il vero motivo della chiamata. Passano pochi giorni e Ardelia è sul luogo di un crimine per esaminare un cadavere, ma il corpo che viene ripescato con un proiettile nel torace dalla piscina della villa di Davide Drusi, imprenditore ligure, è quello di Arturo. Ardelia è sconvolta, e ancora di più la turba che i due uomini siano pressoché identici uno all'altro. Forse quella peculiare somiglianza potrebbe spiegare il delitto: uno scambio di persona. A stare vicino ad Ardelia e a risollevarla dal dolore c'è sempre Bartolomeo, che proverà in ogni modo a tenere la dottoressa Spinola lontana dai guai. Lei, però, visto il forte coinvolgimento emotivo, non sa rimanere alla larga dalle indagini. Con il suo humour inconfondibile, Cristina Rava costruisce un'affilata commedia nera, un sapiente gioco di ruoli, che porterà alla luce un intrico di avidità e miseria umana, nel quale però rimane lo spazio per inaspettati avvicinamenti sentimentali.
Vive ad Albenga, sulla Riviera di Ponente, dove sono ambientati i suoi libri. Dopo inconcludenti studi di medicina, ha lavorato nel settore dell'abbigliamento e successivamente in campagna, ma sempre con la scrittura come efficace salvagente per galleggiare nella vita. Già autrice di due raccolte di racconti e di una memoria storica, tutte legate al territorio ligure, dal 2007 ha intrapreso la via del noir con alcuni romanzi pubblicati da Frilli tra il 2006 e il 2012. Per Garzanti ha pubblicato i romanzi Un mare di silenzio (2012) e Dopo il nero della notte. Un'indagine di Ardelia Spinola (2014), entrambi aventi come protagonista il medico legale Ardelia Spinola
Ardelia viene chiamata sul luogo di un omicidio solo per scoprire che il cadavere è quello del suo ex fidanzato Arturo. Dopo averlo tenuto a distanza nei suoi deboli tentativi di riavvicinamento, anche solo amicale, ecco che Ardelia è sopraffatta dai sensi di colpa. Arturo l'aveva cercata e lei non è riuscita a convincerlo a confidarsi. Accompagnata dalla presenza affettuosa di Bartolomeo Rebaudengo e Norma Picolit si tuffa ancora una volta a capofitto a risolvere questo mistero... che termina con un cliffhanger per puntate successive.
3,5 stelle. Con il volume precedente, che da il via alle premesse per questo nuovo capitolo della saga, Il sale sulla ferita è il secondo caso che ho trovato più avvincente, e fa leva - sulla falsariga del volume precedente - sulla famigliarità della vittima con i protagonisti. Un’indagine ben strutturata, anche se non immune da lacune o leggerezze, che però possono essere perdonate dal lettore a fronte della consapevolezza di aver passato alcune ore leggere e di intrattenimento.
Una morte colpisce Ardelia pesantemente. La ragione non è chiara, la chiusura affrettata non la convince. E con l'aiuto di Meo riuscirà a risolvere ben due vicende mentre Norma ritrova un breve amore che la risolleva almeno per un po'
Questo libro l'ho trovato scritto bene, scorrevole. Ma nonostante questo con un epilogo faticoso e soprattutto non concluso, stile le fiction che vanno tanto di moda ora. Ma è pur sempre un libro, e sono certa che se un seguito ci sarà, non lo leggerò.
Leggere i romanzi di Cristina Rava è come ritrovare dei vecchi amici e in questo episodio fa particolarmente piacere che finalmente la dottoressa Spinola e il commissario Rebaudengo tornino insieme, come è giusto che sia. L'intrigo giallo passa un po' in secondo piano, anche perché non riesco a dispiacermi più di tanto per la morte di Arturo, un personaggio che mi è sempre sembrato slavato. Un piccolo appunto: questo libro avrebbe forse necessitato di un editing più attento, dato che di un personaggio si evidenziano gli occhi azzurri e non molte pagine dopo questi occhi diventano castani...