Negli Usa considerato uno dei 3 grandi Beatnik con Ginsberg e Kerouac, in Italia molto meno conosciuto.
Figlio di immigrati italiani, Gregory ha un'adolescenza turbolenta durante la quale entra ed esce dal riformatorio; Diciassettenne viene condannato a 3 anni di carcere, lì s'innamora della letteratura ed inizia a scrivere poesie. A 20 anni esce, incontra Ginsberg in un bar, gli declama i suoi scritti, entra a far parte dei beatnik e, nonostante sia il più giovane del gruppo, è il primo ad essere pubblicato. Nel 1958 esce Gasoline, raccolta che contiene la scandalosa Bomb, ironica poesia d'amore per la bomba nucleare (scritta a forma di fungo) e probabilmente la poesia più famosa della Beat dopo Howl.
Corso incarnò a pieno lo spirito beat: libero, pieno di vita, non ebbe mai un lavoro stabile, visse la vita come un inno alla precarietà che lo portò in giro per America latina ed europa, sempre alla ricerca della bellezza.
Alcolista e tossicodipendente dagli anni '60, Corso morì nel 2000 e fu sepolto per sua scelta a Roma, vicino ai suoi idoli Keats e Shelley.
La sua poesia è semplice ma caotica, ironica, imprevedibile, piena di associazioni paradossali e spiazzanti.
Vi lascio con le parole di Fernanda Pivano:
"Insolente al di là del sopportabile e strafottente nella più assoluta imprevedibilità. Qualunque cosa abbia detto o scritto, Gregory Corso ha sempre rivelato il dono di non dire mai una sciocchezza. Era un birbante ma anche un cherubino della poesia: dovunque passava seminava guai e disastri, però anche le più belle poesie che siano state scritte negli ultimi cinquant’anni da un americano"