"Will the ordinary man become a scientist?...Bucchi exposes the inadequacy of the ‘technochratic model’ but also the weaknesses of contemporary bioethics when facing the increasing dilemmas posed by science and technology to contemporary society." - Il Corriere della Sera [Italian leading newspaper] "Bucchi provides a clear, rigorous and accessible discussion – often enriched by a subtle irony – of complex and ambiguous issues, showing that science and innovation are not neutral terrains, but rather among the key conflictual contexts in which contemporary social and political changes take place." - Italian Review of Sociology "A dense but accessible book...Bucchi acutely describes the shortcomings of the technocratic and ethical responses to the contemporary dilemmas of science and technology." - Italian Edition of the New York Review of Books Nuclear energy, stem cell technology, the more science advances, the more society seems to resist. But are we really watching a death struggle between opposing forces, as so many would have it? Can today’s complex technical policy decisions coincide with the needs of a participatory democracy? Are the two sides even equipped to talk to each other? Beyond Science, Politics and Citizens answers these questions with clarity and vision. Drawing upon a broad range of data and events from the United States and Europe, and noting the blurring of the expert/lay divide in the knowledge base, the book argues that these conflicts should not be dismissed as episodic, or the outbursts of irrationality and ignorance, but recognized as a critical opportunity to discuss the future in which we want to live. Massimiano Bucchi’s analysis covers the complex realities of post-academic science as Beyond Science, Politics and Citizens has great value as a postgraduate text for courses in technology and society, political science, and science policy. It will also find an interested audience among scientists, policymakers, managers in the technological sector, and concerned lay readers. "In his brilliant new book, Beyond Science, Politics and Citizens , Massimiano Bucchi opens for the reader the Pandora’s box of the complex relationship between scientists and citizens in contemporary, democratic societies. With major corporations owning university labs and academic researchers (and their institutions) pocketing millions (literally) from the proceedings of patents resulting from their scientific work, Bucchi analyzes the implications of contrasting drives toward for-profit and open science, private and public science. Without pulling his punches, and without hiding behind easy, popular solutions, Bucchi clearly lays out the choices we face when confronted with a science whose potential societal impact – positive and negative – is becoming ever greater (e.g., nuclear energy, genetically modified foods, genetic engineering). Based on a wealth of empirical evidence and case studies, the book is extremely accessible and well written, making it an ideal introduction to the issues. I would highly recommend it to specialists and non-specialists alike!" - Roberto Franzosi, Professor in Department of Sociology at Emory University
Massimiano Bucchi è professore ordinario di Scienza, Tecnologia e Società all’Università degli Studi di Trento, dove dirige anche il Master internazionale SCICOMM Communication of Science and Innovation. È stato visiting professor in Asia, Europa, Nord America e Oceania.
"Una società della conoscenza, oggi, non solo è “compatibile” con una società democratica. Una società della conoscenza, oggi, non può esistere senza una società davvero democratica in tutti i suoi meccanismi, inclusa la governance della conoscenza" (dal libro).
Con lucidità e chiarezza Massimiano Bucchi affronta di petto, in questo suo ultimo libro, il problema dei complessi rapporti fra scienza e società, sostenendo che essi non siano più addomesticabili né con una risposta "tecnocratica" (la delega agli esperti) né con una risposta "etica" (il rinvio ai valori morali dell'individuo) (L'Indice)
"E l'uomo comune divenne tecnoscienziato" (Il Corriere della Sera)
"Mediante un’analisi degli avvenimenti che hanno segnato l’acuirsi degli scontri tra la società e la comunità scientifica e quelli che hanno avvicinato la scienza al pubblico dei non esperti, il libro pone l’accento su domande centrali che qualunque società oggigiorno si sta ponendo alla ricerca della propria identità e verso la scelta del proprio futuro". (Galileo)
Un Viaggio Tecnoscientifico che ha Perduto la Bussola
Prima di iniziare voglio sottolineare che ho avuto altissime aspettative per questo libro. Si preannuncia come una bussola per il mondo moderno, un manuale per navigare tra questioni come l'energia nucleare, OGM, cellule staminali, treni ad alta velocità. Insomma, si prospetta come una guida su come possiamo, come cittadini, agire in un mondo dominato da tali questioni complesse. Tuttavia, il mio entusiasmo si è rapidamente spento quando ho iniziato a leggere.
La scrittura di Bucchi è come un cocktail di parole in codice e termini accademici che richiede un decodificatore e un paio di enciclopedie per capire. Non sto dicendo che i libri non dovrebbero essere intellettualmente stimolanti, ma quando si deve fare riferimento a un dizionario ogni tre frasi, allora siamo entrati in un territorio ostile per il lettore medio.
Inoltre, il libro manca di una chiara direzione. Mentre l'autore affronta una serie di temi diversi, questi non sembrano collegarsi in un argomento coerente. L'idea promettente di "risposta politica" proposta dall'autore si perde nel mare di teorie e concetti che non sembrano collegarsi in modo significativo.
E veniamo alla mia maggiore delusione. Il titolo promette che, come cittadini, avremmo la possibilità di 'scegliere il mondo che vogliamo'. Tuttavia, ciò che ho trovato nel libro è stato un tour guidato di termini complicati e idee astratte, senza una chiara indicazione su come potremmo realmente esercitare questa scelta. Sì, la tecnologia incorpora una visione dell'uomo, della natura, della società, ma come possiamo tradurre questa consapevolezza in azioni concrete?
In conclusione, "Scegliere il mondo che vogliamo: Cittadini, politica, tecnoscienza" di Massimiano Bucchi è un libro che promette molto, ma offre poco. La visione di Bucchi di una società che risponde in modo efficace ai cambiamenti scientifici e tecnologici è certamente nobile, ma il libro non riesce a fornire una strada chiara per realizzare questa visione. Ecco perché, a malincuore, assegno a questo libro un voto di 2 su 5. Mi auguro che il prossimo viaggio di Bucchi nel mondo della tecnoscienza sia più fruttuoso.