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La meritocrazia

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Il volume ricostruisce la storia del concetto di meritocrazia dal momento in cui fu coniata la parola (la seconda metà degli anni cinquanta del Novecento) ai giorni nostri, guardando sia alle elaborazioni teoriche della filosofia e del pensiero sociale (da Young a Della Volpe, Hayek, Arendt, Rawls, Bell, Bourdieu, Walzer, Sen, La-sch, Sennet, Giddens) sia al linguaggio politico (da Martelli a Blair e Renzi) e al senso comune diffuso. Il percorso proposto mostra come il termine nasca con un significato negativo, a identificare una prefigurazione distopica, che continuerà a caratterizzare il suo utilizzo nel vecchio continente per alcuni decenni; e come negli Stati Uniti il lemma assuma invece da subito un significato anche positivo, all'interno di un'ideologia tecnocratica proiettata nella nuova civiltà postindustriale. È solo all'inizio del nuovo millennio che con la Terza Via l'ideologia meritocratica diventa parte dei valori della cultura politica progressista europea, sempre più sussunta dalla governance postfordista. La meritocrazia diventa perciò una parola-chiave del neoliberalismo, giustificando le crescenti diseguaglianze dovute ai processi di finanziarizzazione, delocalizzazione e privatizzazione.

250 pages, Paperback

Published November 19, 2020

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Profile Image for Andrea Davini.
86 reviews
January 25, 2025
Il titolo del libro è fuorviante perché ci si aspetterebbe una disamina sulla questione del merito più imparziale. La disamina c'è ed è anche interessante perché permette di ricostruire il discorso sul merito in modo efficiente però l'autore è troppo fazioso e sembra non essere capace di fare almeno un minimo l'avvocato del diavolo che è un po' la base del pensiero critico. L'ho trovato un po' disonesto come libro però è stato senz'altro utile.
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