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Vecchiaccia

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«Non saprei dire esattamente quando ho cominciato a detestare i vecchi. Ricordo solo quando ne sono diventata consapevole». Inizia cosí un libro la cui lettura assomiglia a un viaggio sulle montagne attraverso pagine di sincerità quasi insostenibile, ironiche e spiazzanti, Fuani Marino affronta le tenebre dei suoi rimossi. E se la vecchiaccia che davvero odia fosse lei stessa? Come un canarino nella miniera, Fuani Marino sente prima di tutti l'atmosfera tossica in cui siamo immersi ogni giorno, fatta di crescente disagio psichico, fatica, ansia diffusa. Vecchiaccia è un dispaccio dal fronte della fragilità. Quella di tutti.


Tutto è cominciato con un tweet. Aprile 2020, l'Italia è nel pieno del lockdown imposto per arginare la pandemia di Covid. E Fuani Marino pubblica un tweet in cui si chiede a cosa siamo disposti a rinunciare per difendere le fasce piú anziane della popolazione. Apriti migliaia di repliche indignate, richieste di cancellazione, politici e giornali che lo riprendono additandola a esempio di egoismo e follia radical chic. L'episodio, le reazioni e le conseguenze mettono in moto in Fuani Marino una serie di riflessioni che si trasformeranno in un viaggio interiore nel proprio passato, nella psiche e tra i suoi fantasmi; ma anche esteriore, nella società, quella italiana in particolare, e nell'ambigua centralità che riserva agli anziani, da una parte celebrati, dall'altra marginalizzati, da una parte ancora padri-padroni (alcuni) la cui sola presenza blocca il cambiamento, dall'altra risorse da sfruttare e dimenticare (molti). Quello che all'inizio sembrava uno sfogo contro i «vecchiacci», diventa una dolorosa presa di coscienza da parte dell' da cosa nasce questo passo falso? Da quali traumi, da quali episodi del suo passato origina quel fastidio? E cosa nasconde, qual è la paura a cui non riesce a dare un nome? E se la vecchiaccia che davvero odia fosse lei stessa? Ancora una volta Fuani Marino parte da sé, dalla sua esperienza, dal suo corpo, per raccontare questi tempi assurdi. E, come già in Svegliami a mezzanotte , ce li restituisce attraverso pagine in cui l'ironia e il dolore, la spietata autoindagine e gli inciampi, la sincerità e l'invenzione mettono in discussione tutte le nostre certezze.

160 pages, Kindle Edition

Published April 4, 2023

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About the author

Fuani Marino

6 books10 followers
Fuani Marino è nata a Napoli nel 1980. Dopo gli studi in psicologia, è diventata giornalista collaborando a lungo con il «Corriere del Mezzogiorno ». Nel 2017 ha pubblicato il romanzo Il panorama alle spalle (Scatole Parlanti). Suoi articoli e racconti sono usciti su «Rivista Studio», «il Tascabile» e altre riviste. Per Einaudi ha pubblicato Svegliami a mezzanotte (2019).

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Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews632 followers
April 16, 2023
Eravamo agli inizi della pandemia, durante il primo lockdown, travolti dal SARS-Cov2. Eravamo barricati in casa, in attesa del bollettino della protezione civile delle 18. Abitavo ancora a Padova. E insegnavo. E le mie giornate erano scandite dalla DAD.
Ricordo il tweet di Fuani Marino

«Stiamo sacrificando cose imprescindibili come il diritto all’istruzione, la socialità, infine l’economia di un paese in nome degli over 75».

Rimasi sorpresa da quel tweet, se non scandalizzata. Mi sembrava egoista da parte sua avere una simile esternazione. Sapevamo poco di quel virus che teneva sotto scacco un intero pianeta.

Leggere questo libro è stato compiere all’inizio un salto a quel marzo 2020. Ricordo l’angoscia di quei giorni. Ricordo la trasformazione del mio lavoro che si era tramutato in uno stato di reperibilità assoluta: a qualsiasi ora del giorno in qualsiasi giorno per dare chiarimenti.
Non capivo perché la DaD fosse così demonizzata. Insegnavo in un liceo scientifico ad indirizzo digitale e tutto mi sembrava a misura di studente.

Poi ho cambiato mestiere, ho cambiato regione e città ed ho capito perché la DaD non funzionava, o meglio che la mia esperienza non era diffusa a livello nazionale. Ecco perché non capivo allora come la DaD potesse essere la negazione del diritto all’istruzione.

“Era come se ai piú giovani si stesse negando un diritto primario, quello dell’istruzione, mi dicevo, come se stessimo riducendo in ginocchio l’economia per salvaguardare la sopravvivenza dei piú vecchi, e il tutto comunicato come una decisione ragionevole. È contro natura! pensavo.“

Questo libro mi ha aiutata a comprendere anche altro

“Nel film Joker di Todd Phillips c’è una frase che il protagonista Arthur Fleck appunta sul suo taccuino, insieme a battute che non fanno ridere e alle pericolose svolte della sua mente: «La parte peggiore di avere una malattia mentale è che le persone si aspettano che ti comporti come se non l’avessi».“

Con coraggio, Fuani Marino torna a parlare del suo disturbo e del suo rapporto con la vecchiaia

“Il disturbo disturba la quiete familiare, disturba il lavoro, disturba le relazioni interpersonali, in parole povere disturba tutto ciò che ti riguarda. Disturba la tua vita. Il disturbo altera aspetti base come il sonno e l’appetito, ma anche la memoria, la concentrazione, la capacità di portare a termine un compito. Disturba le tue giornate rendendoti una larva o una scheggia impazzita.”


Non possiamo sapere quali spettri si aggirino nelle menti delle persone e come sia soffrire di un disturbo bipolare o di depressione, se non lo si ha mai avuti. È quindi necessario astenersi da ogni giudizio.

“Dal momento che i sintomi della malattia mentale sono ancora erroneamente attribuiti a intenzionalità e quindi cattiveria, e che nessuna empatia è riservata a chi ne manifesta (come se la causa fosse da ravvisare in una decisione, come se, diversamente da ciò che accade in qualsivoglia altra malattia, non si subisse e basta, potendo opporre al suo arrivo e alla sua permanenza tuttalpiú le cure), a chi perde la ragione, e si trova in balia dei propri sintomi (disperazione, ossessioni, paranoia, delirio, allucinazioni), è spesso negato anche il minimo supporto necessario a riprendersi.”
Profile Image for Giacomo.
369 reviews25 followers
March 4, 2024
Questo libro sta a Svegliami a Mezzanotte come.Rocky V sta a Rocky IV.
Se nel IV c'era l'epica della vittoria contro un nemico impossibile, in rocky V vediamo gli effetti immediati del match contro Drago. Rocky non si regge in piedi, trema, ha paura.
Qui idem, se con avegliami a mezzanotte sembrava il grande riscatto, qui Marino ci dice la vita.dopo è tostissima, fatta di pregiudizi, di cadute continue e di molti non ce la farò.
Quella di Marino è una preziosa testimonianza, un diario, pieno di alti e bassi come è la vita delle persone normali. Ma pieno anche di spunti

Speriamo in altri aggiornamenti Fuani :)

P.s. le critiche associate a questo libro le trovo veramente troppo troppo forti, sembrano scritte da persone con un forte pregiudizio ....
Profile Image for Anna von G..
129 reviews2 followers
April 6, 2023
una schifezza merdosa, addirittura peggio di quello di prima, e era difficile. ci sono così tante cose che farebbero incazzare un morto che forse andrebbe letto negli obitori per resuscitarli e poi tutti gli zombie finirebbero in una corsa verso palazzo Marino a prendere a seggiolate questa stronza, sempre che la sua colf sottopagata con il grembiule e la coda li lasci passare. einaudi dovrebbe implodere per questa pubblicazione e l'editor cambiare mestiere, forse farsi assumere dalla signora Marino per aprirle le tende quando si sveglia nel pomeriggio. vergogna
Profile Image for Flavia.
218 reviews8 followers
April 7, 2023
Ci sono libri che vengono scritti con il coraggio di chi, da dentro, e solo da dentro, sa cosa si prova in determinati momenti. Se nel libro precedente Fuani Marino aveva fatto “coming out” sulla salute mentale, in questo racconta il dopo e tutto quello che avviene quando non ci si ferma, o almeno ci si prova.

Non è un atto di coraggio. È la verità che ti fa solo dire “già, è così”.

Le mie sono parole scritte di getto, ora lo lascio sedimentare dentro di me.
Profile Image for Ilaria Liberi.
10 reviews2 followers
June 18, 2023
È la prima volta che metto una stella. Non riesco a fare di meglio. L’ho trovato noioso, offensivo e a tratti diseducativo. Spero che qualcuno aiuti l’autrice nella sua malattia. Pubblicare le sue farneticazioni non è di aiuto ne a lei ne ai lettori.
Profile Image for La_fede_legge.
346 reviews9 followers
August 4, 2023
A seguito di un tweet relativo all'importanza che gli anziani hanno assunto durante il periodo della pandemia, Fuani Marino dà il via ad una riflessione sulla condizione delle persone vecchie, esaminando situazioni e casi comuni, ponendosi interrogativi e dubbi. A seguito di un passato un po' particolare, l'autrice è consapevole del fatto che le sue parole e i suoi pensieri vengano messi in discussione, ma nonostante questo riflette sulla condizione umana finale, sul suo essere estremamente problematica, bisognosa di attenzioni e di cure. Tutte cose che, indubbiamente, richiedono a terzi (siano essi figli, parenti, medici, società, ecc.) un dispendio di energie non indifferente e un impegno, economico e sociale, piuttosto importante.
Questo testo, quasi saggistico, induce alla riflessione sul futuro e, inevitabilmente, anche ad una introspezione, spingendo il lettore a chiedersi cosa riserverà a lui stesso il futuro.
Un libro senza dubbio interessante, ma intenso e, per chi non ama i saggi come me (purtroppo!), un pochino difficile da terminare.
Profile Image for Gemma.
12 reviews
October 5, 2023
"Vecchiaccia" è un libro che non oserei definire bello, ma che sicuramente fa riflettere. Al di là della condivisibilità delle opinioni dell'autrice, ho apprezzato la sua totale schiettezza e il suo essere senza filtri.
Profile Image for Gianni Ascione.
197 reviews2 followers
September 6, 2023
Le posizioni contrarie all’eutanasia si fondano sul concetto religioso secondo il quale non siamo liberi di disporre della nostra stessa vita: quest’ultima è un dono di Dio e come tale va onorata fino alla fine. Una posizione che non guarda alla biografia né all’autodeterminazione dell’individuo, negandogli il diritto di morire dignitosamente. Costringere qualcuno che desidera morire a vivere una vita di dolore e limitazione è una violenza e una mancanza di rispetto.
Profile Image for Giulia Papalia.
344 reviews52 followers
June 20, 2023
Molto spesso, da qualche anno a questa parte, mi sento ripetere che sono vecchia, perché alla vita sociale prediligo la solitudine. Poi figuriamoci, il covid mi ha regalato un’ansia sociale che non riesco a scrollarmi di dosso e rapportarmi agli altri, per quanto io sia una persona tendenzialmente socievole, rappresenta per me una sorta di incubo dal quale doversi svegliare con sollievo al più presto: se devo uscire inizio a pensarci giorni prima, per metabolizzare l’urto.
Se parliamo di vecchi, in genere succede in due modi: con tenerezza, esaltando la loro fragilità di vecchierelli, oppure con disprezzo per sottolineare quanto sono spocchiosi e intolleranti al cambiamento. Quando la poraMariaporavecchia® parlava di sé usando questo termine, era per mettere in rilievo quanto il suo essere novantaduenne le pesasse nelle sue giornate appiattite.
Questo libro non ragiona solo della vecchiaia in quanto ultimo stadio della vita, ma proprio del peso della vita - credo. Quando l’ho iniziato ho pensato che parlasse alla mia parte che vorrebbe stare a letto invece di uscire, ma piano mi sono astratta e ci ho visto un’altra cosa di etichette per cui mi serve che mi avvalga di un esempio. Procedo con grandi inciampi perché i cazzi degli altri non li voglio raccontare.
M è una persona con un disturbo, quando la incontro ho timore, lo dico vergognandomene perché non vorrei, ma non so se un giorno magari la malattia la farà ragionare in modo diverso da come agisce ora.
Io non mi soffermo quasi mai su M e su come sia la sua vita quando si barrica in casa; la penso solo in relazione a me, a quando la incontro e provo soggezione o sollievo. In certi momenti, però, mi viene da chiedermi quanto sia il peso che porta sulle spalle questa persona sola e con la vita così dismessa.
Tutto questo papiro per dire che se pensassimo alle persone ognuna in relazione a sé stesse e non solo rispetto agli altri, forse non ci sarebbero così tante etichette, sarebbe più facile pensare di poter aiutare prima di giudicare. Non lo so.
Ho pensato a M, un sacco. E ad altre persone che non ci sono più perché loro la vecchiaia l’hanno sentita prima del tempo.
Forse non ci ho capito un cazzo, non lo so. Boh.
Profile Image for Karenina.
135 reviews105 followers
July 13, 2023
Perché pubblicare gli sproloqui di questa poveraccia? Che pena.
Profile Image for Andrea.
1,139 reviews54 followers
July 14, 2023
Un'altra autofiction in cui l'autrice ci apre coraggiosamente le porte delle sue idiosincrasie, delle sue cicatrici, delle sue sedute di analisi, del suo bipolarismo, dei suoi problemi di circolazione e del suo tentato suicidio.
C'è il filo del dichiarato odio verso gli anziani, cui l'autrice da la stura a partire da un infelice tweet incautamente scritto ai tempi del lockdown. Niente di graffiante, e le considerazioni che dovrebbero puntellare questa sua tirata sono di un disarmante qualunquismo.
C'è tanto narcisismo, un'autoidentificazione (non ironica) con Frida Kalho, un po' di libri sparsi, i molto ammirati e male imitati Emmanuel Carrere e Ottessa Moshfegh.
L'autrice ci spiega di essere affetta da "ageismo", per il pregiudizio col quale si trova a guardare gli anziani. In effetti si descrive incapace di empatia, per chiunque.
La scommessa, per ora persa, sarebbe fare di tutto questo qualcosa di interessante anche per chi legge.
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