Con lo stile appassionante che la contraddistingue, Galit Atlas esplora ciò che è noto e ciò che è sconosciuto, i fantasmi e i demoni, la sessualità e i desideri carnali, analizzando gli aspetti enigmatici di svariati ambiti: desideri insoddisfatti, desiderio femminile, inibizione sessuale, gravidanza, genitorialità e creatività. All'inizio di ogni capitolo, la narrazione di un caso clinico esemplifica i desideri del paziente e quelli dell'analista, lasciando scorgere i modi in cui questi emergono e interagiscono nel dialogo.
Non mi andava neanche di recensire... Però devo dire che è stato sciapo, passivo, capitoli che non mi hanno sbloccato alcuna emozione, anzi a tratti anche fastidiosi. Non è quello che cercavo, una delusione. Mi ha davvero stancato il concetto di madre-bambino per spiegare quasi ogni situazione, conflitto o problematica adulta; l'attaccamento, la relazione diadica onnipresente ecc. Volevo seriamente abbandonarlo, ma mi sono fatta forza... Lo considero vecchio, evolvetevi, basta con queste teorie, regno edipico ovunque. L'unica cosa che mi è piaciuta di Freud è esprimere che nascita e morte sono una cosa sola. E poi, come si fa a dichiarare che in una donna, il desiderio appartiene essenzialmente al proprio corpo! Che distorsione, racconti terapeutici spaventosi direi, ma di proibito, confermo, c'è ben poco... peccato. La ricerca empirica non è in grado di dare una risposta completa, soprattutto a ciò che è inaccessibile... L'enigmatico vive nel vuoto, ed esternare è una questione complessa. #dybbuk
Galit Atals' book is by far one of the most innovative pieces for people who are interested in the creative ways in which contemporary psychoanalysis views sexuality. By combining both American and European psychoanalytic thinkers, Atlas really does integrate between schools and eras, and thus creates a timeless piece on its own.
the case studies, and atlas's thinking in relation to them, are fresh and fascinating, but the unattached scholarly chapters were less persuasive, and on the whole dreary (unnecessary).