La storia dell’umanità è un continuo intreccio di battaglie e rivoluzioni, nascite e tramonti, tutto e tutti costantemente in balia di poteri politici ed economici.Partendo da quando nei mercati assiri il ferro costava otto volte più dell’oro, Alessandro Giraudo ci guida nel tempo e nello spazio raccontandoci che la Casa di San Giorgio, una delle prime banche centrali, nacque per superare la sostanziale bancarotta delle finanze genovesi, che il tesoro inglese impose una tassa sulle finestre per finanziare le guerre contro Luigi XIV, e che Napoleone fu anche capo di un’impresa di falsari intenzionata a distruggere i nemici attraverso l’inflazione.Quando il ferro costava più dell’oro legge la storia come un cubo di Rubik in cui ogni tassello rappresenta una guerre, religioni, serendipità (la “scoperta” di Colombo) o coraggio cocciuto (Magellano), carestie e abbondanza non sono che gli elementi perennemente in movimento di un contrappunto senza fine.
Rispetto a Storie straordinarie delle materie prime, un libro che considero simile per certi aspetti, l'ho trovato a tratti difficile da seguire. Alcuni passaggio sembrano un elenco di paesi, date e nomi giusto per dire tié questa cosa si produceva qui. Non ho nemmeno trovato un senso, un grande filo conduttore nella successione e nell'ordine dei capitoli, soprattutto nella seconda metà. Alcune cose sono interessanti, ma a un certo punto volevo saltare le pagine. Ne esco senza aver compreso molto di più l'economia mondiale di quanto facessi prima (cioè poco).
Brevissime pillole di vari argomenti, trattati in maniera talmente scarna e superficiale da non lasciare il segno, nemmeno per un successivo approfondimento. Non ho capito il senso del libro, parlare di tutto e di più a ruota abbastanza libera ma senza alla fine dire niente.
“Usare la storia come risorsa sperimentale della scienza economica è posizionarsi tra le due. Il destino umano scorre, ci sono progressi materiali e tecnici, dei passi indietro anche, ma fondamentalmente il modello di riferimento dell'economista vale in tutte le epoche.”