Indignazione morale? Di fronte alle opere d’arte non esiste proprio. Ciò che di solito si definisce così è un concetto del tutto fittizio.
Ci sono però delle persone che, consciamente o inconsciamente, ribattezzano «indignazione morale» la loro incapacità o la loro avversione a osservare un’opera d’arte semplicemente come tale. Si tratta di gente non sempre avveduta, ma spesso onestissima.
Esistono poi persone che per motivi assai diversi, molto di frequente per cosiddetti motivi politici, di fronte a un’opera d’arte si fingono indignate, senza esserlo dentro di sé. Sarebbe scortese definire questa gente degli ipocriti tout-court, visto che il loro gesto di indignazione, nella nostra civiltà, si instaura di solito quasi automaticamente e spesso senza intenzioni ostili.
Ci sono anche persone che, siano o no indignate per quanto le riguarda, prendono terribilmente sul serio le indignazioni immaginarie, recitate, finte degli altri. Si tratta di gente ingenua o irrimediabilmente sciocca.
E infine ci sono persone che sanno tutto questo proprio come lo so io e come lo sa ovviamente anche lo spettabile lettore, ma che si comportano come se nel loro cuore credessero a tutte queste indignazioni immaginarie, recitate e simulate: e si tratta dei critici.