Il plot semplicistico fa ricadere il peso del romanzo sulla scrittura. È un flusso di coscienza sotto forma di diario e l'autore si perde in troppi dettagli: una nenia che vuol cullare il lettore, col rischio dell'assopimento. La narrazione in prima persona non assume - come spesso succede - un tono saccente e propositivo, sembra piuttosto una tenerezza rassegnata, un antieroe triste. Utile sul comodino prima di prendere sonno.