Nato in Iran è una storia familiare che ci proietta a Teheran e si fa storia collettiva. Un’autobiografia toccante che dipana quella rapida trasformazione dell’Iran dopo la rivoluzione khomeinista contro lo Scià del 1979, e racconta una porzione di vita dell’autore tra contraddizioni, litigi politici, speranza e delusione. Le angosce di un bambino, il fantasma di una guerra mai conclusa per davvero, le convinzioni e la ribellione di una generazione di uomini e donne che vogliono la libertà.
Majid Bita (b. 1985, Iran) lives and works in Bologna, Italy, where he moved in 2014 and continues to reside. He holds a Bachelor of Arts in Painting (2017) and a Master of Arts in Comic Languages (2020) from the Accademia di Belle Arti di Bologna.
Majid is an illustrator, comic artist, and animator, working on editorial illustration, storyboards for films, music videos, and animated projects. His work has been published in Italian and international outlets, including Il Manifesto, Domani (Italy), Vogue Italia, La Repubblica (Robinson), Libération (France), SEEN magazine (USA), and Stripgids (Belgium).
His debut graphic novel, “Nato in Iran”, was published in Italy by Canicola Edizioni and in France by Gallimard. It has received numerous awards and nominations, including the Micheluzzi Award for Best Debut Graphic Novel, the Romics Special Mention Award, the Premio Special Mention – Young Adult Sector at the Bologna Children’s Book Fair, and nominations at Lucca Comics & Games and Treviso Comics Festival. A second book is forthcoming.
Majid approaches drawing as a daily act of artistic commitment, exploring personal and collective memory, social reflection, and cultural exchange. His work embodies a belief in storytelling as a form of resistance, dialogue, and creative engagement with the world.
Nato in Iran è una graphic novel autobiografica. L'autore ci porta alla scoperta della sua vita in Iran, partendo dall'infanzia fino ai giorni nostri, dove da emigrato per necessità, cerca con la sua arte (il racconto correlato da disegni) di raccontare la realtà della condizione del suo paese natale. Incuriosito all'istante, quando qualche giorno fa passavo in biblioteca e sul totem delle novità vi trovo questo librone. Lo prendo e lo sfoglio, intanto che la bibliotecaria stava registrando altri libri che dovevo prendere. Sfogliandolo vengo subito attratto dalle illustrazioni, molto particolari e soprattutto dall'argomentazione e cioè la situazione iraniana, per me ancora molto nebulosa. Parto con la lettura con una voglia tale di conoscere la storia di un paese, che qui in Italia non è granchè considerato o comunque poco sviluppato. Le prime pagine sono sull'infanzia dell'autore e rimangono molto nebulose ed oniriche. Rimango molto disorientato, perchè la narrazione ha tanti salti, sia temporali che di argomentazione. I capitoli proseguono, così come gli anni avanzano, l'autore cresce e inizia a sviluppare una sua coscienza su tutto ciò che è successo e che continua ad accadere al suo paese. Da piccolo la vedeva con paura e timore, cercando di isolarsi, invece col passare del tempo, si insinua in lui una voglia di rivalsa e di sana rivoluzione. Così diventa artista e con la sua arte veicola il suo messaggio di libertà!
Dopo un inizio con un ritmo un po' lento, dal terzo capitolo in poi la narrazione diventa più scorrevole e coinvolgente. Un curioso mix di disegno e testi per raccontare uno spaccato di uno dei paesi più antichi del mondo. Molto interessante e ben argomentata la parte finale che narra le vicende personali dell'autore nel contesto della situazione iraniana.
Sulle pagine della rivista "L'Ottavo", la mia recensione a un gran bel volume a fumetti firmato da Majid Bita, giovane artista iraniano che da quasi dieci anni vive in Italia. Attraverso tavole di pregio, Bita ci racconta che cosa significhi nascere, crescere e, purtroppo, morire sotto il regime degli ayatollah. Buona lettura! 📚 📚 😊 https://www.lottavo.it/2023/12/nato-i...
"Nato in Iran" è una lettura coinvolgente che mi ha emozionato profondamente. La storia raccontata con abilità artistica da Majid Bita offre uno sguardo intimo sulla vita di un giovane iraniano e sul suo viaggio attraverso le sfide e le contraddizioni di un Paese in tumulto. La narrazione grafica è sorprendente e trasmette un senso autentico della cultura e dell'identità iraniana.
L'autore ha un talento straordinario nel catturare momenti di emozione e riflessione, rendendo la storia davvero coinvolgente. La storia raccontata da Majid Bita ha catturato perfettamente l'essenza delle esperienze che molti di noi affrontiamo cresciuti in Iran. È sicuramente un lavoro notevole che merita di essere letto.
Letto tutto d’un fiato in una mattinata questo libro che mostra un spaccato di vita, in particolare l’infanzia, che l’autore ha vissuto in un paese spesso mal rappresentato dai media e visto come “troppo complesso” da comprendere agli occhi occidentali. Lo stile delle illustrazioni è molto particolare e mi ha trasportato in un immaginario che soprattuto in alcuni tratti della storia pensavo di star rileggendo la “Civetta cieca” di Sadeq Hedayat! Sembra quasi che il tratto della matita di Bita riproduca fedelmente la scena onirico-destabilizzante della penna di Hedayat🍃
le style graphique m'a déplu dans un premier temps. mais il contribue à l'ambiance de rancœur de l'auteur qui explique bien son malaise devant la situation de l'Iran
“Nato in Iran” è un toccante racconto autobiografico che intreccia esperienze personali con i turbolenti cambiamenti politici dell’Iran post-rivoluzionario. Attraverso la prospettiva dell’autore, assistiamo alle lotte di una generazione tra speranza, ribellione e le dure realtà della guerra.
Majid cattura la profondità emotiva della sua infanzia a Teheran, esplorando le contraddizioni e le tensioni politiche che hanno plasmato il suo mondo. Il libro offre un’analisi unica dell’impatto personale della rivoluzione del 1979, fondendo storia personale e collettiva in un modo che lo rende al contempo accessibile e storicamente significativo.
Una lettura imprescindibile per chi è interessato alla storia iraniana e al lato umano dei cambiamenti rivoluzionari.
Bibliothèque. Ce style graphique est difficile à lire. Je voyais les taches d’encre comme une représentation du sang alors que c’est juste des erreurs ou des habillages gratuits qui brouillent la lecture des images. Les traits des personnages aux yeux billes noires les rendent interchangeables, zombifiés et surtout pas attachants. J’ai plus apprécié et compris les 4 pages de texte de l’auteur en fin de livre
Franchement pas mon style de dessin, ça donne l'impression de tâches d'encres. Les histoires familiales sont un peu décousues, et il manque honnêtement de motivation. Bita n'est pas la première personne à écrire sur l'Iran (par exemple, Persépolis de Marjane Satrapi), j'ai eu une impression de déjà vu à la lecture, de réchauffé.
Como si de una continuación de "Persépolis" se tratara, Majid Bita cuenta en "Nato in Iran" su vida como niño que crece en el régimen iraní de los ayatolás, en plena guerra con Irak, y que, ante una forma de vivir asfixiante, llena de censura, represión y miedo, termina por exiliarse. Bita vive desde hace más de 10 años en Bolonia, a donde llegó para completar sus estudios de Arte, y donde terminó por establecer su residencia. Aunque el italiano no es su lengua materna, es en ese idioma en el que está escrito el original, algo que, según el propio autor, le ha permitido contar su propia historia de exiliado. El artista iraní es ilustrador, pintor, dibujante, y trabaja en distintos medios, y ésta es su primera novela gráfica. Quizás por eso, en sus dibujos se perciben de forma lírica y hasta onírica los sentimientos a los que las palabras que los acompañan no permiten llegar. La obra es interesante, instructiva y entretenida. Muy recomendable.
Nato in Iran è un viaggio emozionante che ci porta dentro il cuore e la mente di chi ha vissuto l'esilio, ma anche la complessità dell'infanzia, della crescita e del legame con le proprie radici. Majid Bita, con il suo tratto delicato e intenso, riesce a trasformare ricordi e riflessioni personali in immagini che sembrano danzare tra sogno e realtà, tra passato e presente. La sua arte non solo racconta, ma evoca emozioni profonde, dando voce a temi universali come la memoria, la famiglia e la ricerca di sé in un mondo che cambia. La bellezza del libro sta nell'abilità di Bita di mescolare il suo vissuto con la tradizione iraniana, creando un ponte tra culture e tempi diversi. Ogni pagina è un piccolo mondo da esplorare, dove le parole si fondono con le immagini in modo naturale e profondo. Non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserverà il suo prossimo libro, previsto per quest’anno.
Una visione kafkiana nei ricordi dell'autore, per capire la sua terra (un Iran che è stato molteplici Iran, agli occhi del nonno, del padre e di altri personaggi) e per capire la condizione dell'espatriato (che è un esiliato, una persona in fuga...mille termini diversi per definire mille sfumature diverse di questa condizione).
L'autore ci porta in capitoli importanti della sua vita, abbandonando la natura documentaristica di una Satrapi, a favore invece di una narrazione più enigmatica e personale.
Il tutto attraverso un tratto debitore della scrittura araba ma contemporaneamente frenetico e confuso. A suo modo una metafora anche delle vicende che racconta.