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Piccole cose connesse al peccato

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C’è un’età in cui l’urgenza di amare è la cosa più viva, la più feroce.
Annina e Enza dividono una stanza nella vecchia casa della nonna, in una località non lontana da Taormina, ma dove non c’è nulla, se non pochi bar-gelateria e lidi balneari. Più grande di Annina e ormai una bellezza sbocciata, Enza si aspetta un’estate di litigi con la madre e di una noia infinita. Ma la vacanza delle cugine prende tutt’altra direzione quando incontrano Bruna: la ragazza più irregolare del paese che si porta dentro un lutto e una sete di rivalsa. E conosce benissimo un giro di ragazzi che si arrabattano con espedienti non proprio legali, cresciuti come sono in famiglie disagiate e violente. Eppure persino il capo del gruppo, Mirco, si rivela più sensibile e corretto di quanto suggerirebbero i pregiudizi.
Il pericolo non viene dai maschi, ma da tutto ciò che sobbolle tra le protagoniste: rivalità, smania di diventare donne, confusione del desiderio. È Annina, la più piccola, la meno appariscente, a raccontarci la storia di quella vacanza che segna un tragico spartiacque: come osservatrice e testimone, e come chi viene di colpo precipitata nell’età adulta. La scoperta di una realtà più arcaica di quella borghese delle loro famiglie, l’affacciarsi incerto e prepotente della sessualità, l’idea di un potere femminile senza colpe e senza restrizioni, tanto generativo quanto distruttivo, sembrano aprire per le due adolescenti la via di fuga di un diverso destino.

208 pages, Paperback

Published March 14, 2023

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Lorena Spampinato

6 books9 followers

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1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Giuls (la_fisiolettrice).
187 reviews30 followers
May 8, 2023
“La curiosità non ci avrebbe spinto tanto lontano. C’entrava piuttosto qualcosa che vagamente somigliava al vuoto, oppure al desiderio. Il vortice e la vertigine. Un movimento segreto dentro al petto. L’idea che ogni cosa potesse rovesciarsi con facilità; che le nostre vite – normali, senza grandi disperazioni – subissero l’oscillazione, il dondolio dell’esistenza vera.”

Complice una scrittura evocativa e potente sono riuscita a immaginare i capelli al vento, i corpi sensibili a qualsiasi stimolo, gli sguardi carichi di aspettative.
Bruna, Enza, Annina, e il fascino delle scoperte. Il seme della ribellione in una calda estate siciliana diventa bugia, segreto, fuga.
In questa storia c’è la violenza delle incomprensioni giovanili, la collera per una vita che sembra scritta in anticipo, lo stereotipo della vita di paese, il malessere dell’esclusione, la gioia connessa al peccato, il desiderio del proibito, il senso di invincibilità che sfocia nell’impotenza.

Le storie che parlano di adolescenza sono brutali ma allo stesso tempo scavano dentro, andando a rimestare quei ricordi pieni di luci accecanti e buio pesto.

Alla fine “siamo tutti un po' scampati” perché dall’adolescenza si può essere inghiottiti.
Profile Image for Beatrice.
476 reviews220 followers
April 21, 2023
In un'età in cui "l'urgenza di amare è già allora la cosa più viva, la più feroce", due ragazzine si trovano a trascorrere l'estate nella vecchia casa di famiglia. È un periodo che dovrebbe essere spensierato, eppure fin dall'epigrafe il lettore si rende conto che il tono sarà ben più amaro.

"Ecco cosa significava essere giovani, avere tutta la vita davanti.
Niente di niente. Un baratro profondo" - Yasmina Reza


Addio al mito della beata gioventù che ha davanti a sé un oceano di possibilità: a quell'età si è solo sciocchi, spaesati, drammatici e privi di mezzi, e l'abisso fra ciò che si vuole e ciò che si può è fonte di una infelicità del tutto irrimediabile.

"Chiunque ci guardasse da dietro vedrebbe due amiche godersi il vento, il mare di agosto. Direbbe, che meraviglia la loro età. Per loro è tutto facile, è tutto bello.
Mai penserebbe a quanto può essere triste - ridicola, disperata - una mattina di estate quando si è solo ragazze"


Enza e Annina non hanno nulla di speciale. Assomigliano alle protagoniste di mille altri libri - una più remissiva e una più ribelle, una invidiosa e una invidiata - eppure quello che Spampinato sacrifica in originalità guadagna in attenzione introspettiva. "Volevo raccontare l'interiorità di queste ragazze in un'età cruciale come l'adolescenza" ha raccontato l'autrice, ammettendo di aver dato vita a un romanzo character-driven in cui alla fin fine succede ben poco.

Ma che sia proprio questo il punto del romanzo? Farci vivere un'estate che sembra un lungo trepidante preambolo per qualcosa che non accadrà mai
"Poi all'improvviso disse: Di che vi lamentate? E la voce oscillava fra la cattiveria e il risentimento. Questo siete state: bambine amate, amatissime. Figlie privilegiate. La verità è che non vi è mai successo nulla. E nulla vi succederà, scommetto"


Perché alla fine tutto quello che le protagoniste sognano è "l'idea che ogni cosa potesse rovesciarsi con facilità, che le nostre vite - normali, senza grandi disperazioni - subissero l'oscillazione, il dondolio dell'esistenza vera."

La scrittura di Spampinato è precisa e musicale e dà il meglio di sé nelle metafore più evocative: i letti sono allineati "come costole", i ragazzi che ridono fra loro sono "sassolini in tasca a un uomo che corre", lo squallore del sesso lascia addosso "una tristezza sedimentosa" e il silenzio carico di non detti è "un silenzio di formica, di lavorio sotterraneo".

La storia procede per flashback e premonizioni, presagi e ricordi si ricorrono nel descriverci un quadro del rapporto fra le due cugine e l'ambivalente Bruna.

"Rigirandosi sul materasso ricordò la gatta che avevamo portato in quella casa estiva da bambine. Il modo in cui per giorni l'avevamo pettinata e vestita e ingozzata di pane e di carne. Il suo pelo ruvido e folto. I grossi fianchi. Dicevamo che se fosse ingrassata con noi non ci avrebbe lasciate. L'avremmo per sempre baciata e abbracciata come una figlia. Costringendo al petto la piccola testa. Non riuscendo a contenere l’affetto. Dando sfoggio di premura, di sforzo.
Ricordai anche io: al primo tentativo di fuga le costruimmo attorno una gabbia di lenzuola e sedie. La tenemmo lì per giorni, spiandone i movimenti da una fessura sottile, pizzicandole ogni tanto il muso con le dita. Pronunciando sottovoce ricatti amorosi: se fai la brava ti lasciamo libera. Intanto dicevamo: è nostra, è nostra. Non scappa più."


Tante le vibes alla Aftersun - per tutte le persone che, come la sottoscritta, si trovano loro malgrado a pensare a quel film quotidianamente - ma soprattutto esplicito il debito al Jeffrey Eugenides de Le vergini suicide. Eppure si sente anche un po' de Le ragazze di Emma Cline e di Elena Ferrante (basta definire la luce di una lampada "smarginata" per ammettere che sì, il debito con l'amica geniale si sente tutto).

Finale davvero un po' affrettato e forse portato avanti più per shock value che per un vero motivo. Ma è l'unico difetto di un romanzo altrimenti complessivamente riuscito.
Profile Image for Vanessa.
42 reviews
May 8, 2023
Non è “Memoria di ragazza” di Ernaux (e credo che non avesse nemmeno la pretesa di avvicinarvisi), ma ci ho visto qualcosa di universale.

Quindi tre stelline d’incoraggiamento e gratitudine per avermi fatto leggere una variazione su quella prima estate in cui all’improvviso, senza accorgermene, non ero più una bambina. Il motivo della riuscita di questo libro potrebbe risiedere proprio nell’aver raccontato un’estate che tutti abbiamo vissuto, ancor di più se siamo state le Annina di turno.

C’è uno scatto fra l’infanzia e l’adolescenza che avviene come in un momento di trance, qui ben raccontato da un episodio in particolare, quando Enza e Annina hanno già conosciuto la combriccola di ragazzi, e, durante una delle solite serate di festa in paese, li guardano da lontano mentre si divertono sulla spiaggia. Sono letteralmente stregate. I ragazzi non sembrano gli adolescenti sgradevoli a cui siamo abituati, ma sono come trasfigurati (che bello lo sguardo di una donna e che bello sarebbe se ogni tanto qualcunO ci descrivesse così), sembrano delle ninfe che si fanno il bagno in un lago. E le due ragazzine li ammirano adoranti, chi per un motivo, chi per l’altro.

Interessante come la minaccia non provenga dall’uomo in senso stretto: praticamente tutte le donne di questo romanzo sono nemiche. C’è tanta invidia che scorre nelle vene dello stesso sangue, c’è il rifiuto di essere come le proprie madri, c’è il desiderio morboso di ricongiungersi con il padre, l’essere come l’altra ma solo per annullare la sua unicità. È come se l’uomo fosse solo un pretesto per farsi la guerra.

Un'altra cosa che ho trovato interessante è stato anche il non aver definito i genitori di Annina con un nome. Dato che è l’Io narrante e il personaggio più relatable, ho trovato azzeccata la scelta di non definire le persone più importanti della sua vita, in modo da poterle “riempire” con i nostri, di nomi.

Per questo a Spampinato perdono (io un po’ Gesù Cristo, un po’ zia Mara) l’inizio recalcitrante, tutte quelle frasi spezzettate che ancora non riuscivano a imprimere ritmo alla narrazione, ma solo brusche e fastidiose frenate.

In più punti le voci di Enza e Bruna non mi hanno convinto, a differenza di quella di Annina: questa risulta più credibile e verosimile nei suoi vuoti, nei suoi silenzi che manifestano l'essere inadatta, impreparata alla vita e che cercano di riempirsi con un senso di appartenenza.

Enza e Bruna sono due bellissimi doppi: mora-bionda, cittadina-paesana, madre moderna-madre bigotta, padre vivo-padre morto; anzi Bruna, fra i due elementi, mi è sembrata quello più conturbante, per le contraddizioni che porta nel suo aspetto, nella sua identità e nella sua storia. Ecco, magari la me rattusa vampira avrebbe preferito un po’ più di tormento, più torbidezza, anziché quel penultimo escamotage, che mi è sembrato un modo di dare un senso potente e di chiusura al libro, che altrimenti sarebbe rimasto debole e sospeso.

Enza e Bruna in più punti parlano come un’Alda Merini a caso, non come due adolescenti, di cui specialmente una cresciuta in un paese culturalmente arretrato, in una casa senza amore e senza il messaggio vero che la cristianità della madre avrebbe dovuto portare. Quando Bruna dice: “le madri scavano abissi - precipizi, burroni - e noi figlie ci cadiamo dentro per tutta la vita”, per esempio. Tutto bello, belle questa e tante altre immagini, metafore immaginose e calzanti, che però rendono fuori fuoco l’Io che parla: già a volte si oscilla fra la voce di Annina e la voce di quella (che sembra) di Spampinato, che ha per forza di cose una ricchezza evocativa più matura; poi leggiamo questi pezzi di bravura quasi poetica, verbalizzazioni di un’introspezione totalmente inaspettata per quei personaggi. Mi è sembrata una sbavatura, che si protrae per gran parte del libro e che compromette la visione d’insieme.
Profile Image for Librangolo.
114 reviews2 followers
April 20, 2023
Nell’arco di un’intera vita, gli stati d’animo che ospitiamo dentro di noi sono innumerevoli e opposti fra loro e forse soltanto in là con l’età, ci rendiamo conto di quali e in che quantità ce ne siano toccati di più buoni o cattivi in sorte o, al contrario, di quali abbiamo deciso di farci portatori, se come vittime o esemplari.
Rimanendo ad un’età in cui molto deve ancora succedere e il tempo di bilanci e giudizi su decisioni prese o mancate, ha l’appuntamento fisso col posticipo, se ne possono scegliere cinque in particolare. Stati d’animo, che si traducono spesso in un determinato comportamento o modo di essere e di fare, legati indiscutibilmente (ma non solo) ad un lasso di tempo tra i più attesi da bambini, temuti dai genitori, sottovalutati da chi lo sta vivendo e rimpianto dagli stessi una volta finito: l’adolescenza.
Chi si tuffa in profondità nelle acque spesso torbide ed agitate di questi anni qui, è una scrittrice tra le più dotate della sua generazione, Lorena Spampinato, che con il suo nuovo romanzo “Piccole cose connesse al peccato”, sceglie il titolo di ogni suo capitolo, pescandolo tra i temi più scottanti legati a quel periodo: la disobbedienza, il desiderio, la colpa, il peccato e la salvezza.
Di questi stati, si “macchiano” Bruna, le due cugine Enza e Anna, voce narrante quest’ultima, che fa da racconto trainante per tutte, e le loro tre madri, figure meno centrali ma determinanti per capire le origini di certe ribellioni e cambi di scenari ambientate in un’ardente estate siciliana degli anni ’90, terra verso cui l’autrice non si risparmia nel decantarne bellezze, contrasti, limiti e generosità, aggettivi che potrebbero calzare anche per descrivere tutte queste diverse personalità.
Continua, leggi su: https://librangolo.altervista.org/pic...
Profile Image for La_fede_legge.
346 reviews9 followers
April 8, 2023
Due giovani cugine adolescenti trascorrono le vacanze estive in un piccolo paesino di mare e la loro vita verrà stravolta per sempre. I primi amori, le prime avventure, i primi sotterfugi e le prime amicizie: tutto accade in quell'estate, durante la quale Annina ed Enza conoscono l'infatuazione per Mirco, il fascino per le serate brave, i sentimenti insoliti dell'una verso l'altra, l'amicizia strana e sospettosa di Bruna, un'altra ragazzina del posto, e il divertimento sfrenato della compagnia. E proprio Bruna, devota ad Enza, bisognosa di affetto ed attenzioni estreme, sarà l'oggetto dei sospetti delle cugine, la causa del loro costante e continuo allontanarsi e avvicinarsi, nonché la vittima di un insieme di bugie e menzogne che la porteranno, appunto, a compiere un gesto folle.
Questo romanzo è una sorta di confessione ed espiazione dei propri peccati, è il resoconto di un'estate adolescenziale in cui la voglia di vita e di allegria primeggia sulla ragione e sulla razionalità. E' un racconto di un periodo scanzonato e spensierato che, però, ha assunto un peso impressionante in entrambe le ragazzine e che le ha accompagnate fino all'età adulta.
'Piccole cose connesse al peccato' è un libro ben strutturato: la narrazione scorre veloce e si arricchisce di dettagli ad ogni capitolo; lo stile di scrittura è lodevole e la lettura risulta molto piacevole.
Una perfetta lettura 'estiva'...ci sta!
155 reviews
May 20, 2023
Annina e Enza si preparano a trascorrere un' estate nella vecchia casa della nonna, in un paesino vicino a Taormina. Una notte, sentono rumori strani e il giorno dopo scoprono che hanno rubato le loro biciclette sotto casa. Da quel momento partirà ufficialmente la loro estate ricca di emozioni. Scopriranno grazie a Bruna, una amica di infanzia di Enza chi è stato a commettere quel furto, un gruppetto di ragazzi del paese, e a vendicarsi. Con quei ragazzi però, nascerà una bellissima amicizia e anche un sentimento più forte, per le tre ragazze. La loro estate sarà all' insegna della avventura, di esperienze eccitanti, di scoperte nuove. Ci sarà un punto di rottura, Bruna, si rivelerà diversa da come ci si aspettava (o forse no...) e tutto precipitera', fino ad un epilogo tragico e inaspettato.
Libro carino, si legge d' un fiato. Adatto anche a ragazzi adolescenti, visto che racconta bene il turbinio delle emozioni legate a questa età di passaggio. I personaggi sono ben delineati, l' autrice riesce a far entrare il lettore nella loro pelle, soprattutto quella delle tre ragazze. Criptico il personaggio di Mirco che fino alla fine, mi faceva tenerezza, per poi cambiare opinione su di lui alla fine del romanzo. Durante la lettura, molte scene , sopratutto quelle ambientate in spiaggia, mi hanno riportata alla mia giovinezza.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Anna Nenci.
516 reviews16 followers
April 28, 2023
✨PICCOLE COSE CONNESSE AL PECCATO di Lorena Spampinato
@lorena.spampi
Edizione @feltrinelli_editore

Un libro che mi ha letteralmente conquistata, mi sono ritrovata catapultata nelle mie vacanze estive in Sicilia con le mie cugine🏖️
Una storia che parla di un rapporto tra cugine💞 fatto di affetto, ma anche gelosia e una velata nota di invidia.
Si parla di un'apparente spensieratezza dell'adolescenza, passare le giornate e serate estive in compagnia degli amici, i primi amori fatti di sguardi
"l'impressione di irrealtà di poche piccole cose connesse al peccato: la mano sfiorata, poi stretta;il contatto dei corpi; il senso d'ebbrezza"

La felicità di amiche, cugine che si godono le vacanze, il mare con l'ilarità dell'essere giovane, con l'entusiasmo e l'ebbrezza della disobbedienza.
❣️Difficile pensare che dietro tutto questo ci possa essere un animo triste, il sentirsi inadeguato (mi rivedo e rispecchio in Anna), trascurato, sentire il vuoto che a volte porta gli adolescenti a compiere azioni sconsiderate e irreparabili.

Un romanzo di formazione sull'adolescenza, sulla scoperta di nuove emozioni e consapevolezza dell'inesorabile passaggio alla vita adulta.
Super consigliato⭐⭐⭐⭐⭐
Profile Image for Laura.
65 reviews1 follower
April 12, 2023
Magnifica voce narrativa, ottima la scelta delle parole, sempre molto evocative. Bellissima ambientazione e favolosa la scoperta colpo di scena finale, che un po' mi aspettavo ma non per questo è stata meno soddisfacente, ed è servita a solidificare la mia opinione molto positiva sulla caratterizzazione delle due protagoniste
Profile Image for chiara.
10 reviews3 followers
May 23, 2023
il dolore e il desiderio camminano per mano sulla strada sterrata di una prosa ampollosa. il lettore zoppica fino all’ultima battuta di questa recita di vanagloria
Profile Image for Mars .
69 reviews3 followers
June 13, 2023
Una storia ben scritta e trainante che tiene sempre alta la curiosità del lettore, direi un lavoro fatto bene che però manca di quell'afflato che rende un romanzo realmente indimenticabile
Profile Image for Giovanna Santoriello.
160 reviews1 follower
April 9, 2023
Wow. Finale non scontato. Però sinceramente non mi è piaciuto il modo in cui è scritto. Mi aspettavo di più. Mi ero immaginata qualcosa di meglio. Avevo fretta di finirlo per passare ad altro. Peccato perché le premesse erano buone.
2 stelle e mezza
Profile Image for Gloria C..
32 reviews
January 25, 2024
Indecisa se mi sia piaciuto o meno, si fa leggere in fretta perché vuoi sapere cosa succede visto che si percepisce l’ombra di un qualcosa di terribile che capiterà. Nel mentre aspettavo questa cosa però non sono davvero entrata a contatto con i personaggi, con i loro sentimenti, solo in maniera vaga e un po’ annoiata. Ci sono elementi interessanti, come il rapporto morboso della voce narrante con la cugina, la sua sensazione adolescenziale di inesistenza se nessuno ti guarda e il suo sentirsi solo una spettatrice delle vite altrui. Bel finale, perché la cosa terribile accade, un ultimo segreto è svelato nella pagina finale e allora questo racconto ha senso.
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