Dicembre 1915. Gli eserciti dell'Intesa e degli Imperi Centrali si combattono nella prima guerra mondiale. La storia però è diversa da come la conosciamo: l'informatica ha precorso i tempi, portando allo sviluppo di una primitiva rete internet. Aerei, sottomarini e carri armati vengono guidati attraverso complessi computatori elettronici chiamati bot, che si interfacciano direttamente con il cervello del pilota. Mentre le truppe si affrontano nel fango delle trincee, gli aviatori bot vengono decimati da una misteriosa malattia. Per provare a debellare l'epidemia, i governi iniziano ad arruolare ragazzi sempre più giovani, che dimostrano una maggiore resistenza al virus. Sullo sfondo del terribile conflitto globale si intrecciano le storie di tre amici molto diversi fra loro: Arthur Maddox, rampollo di una ricca famiglia, Mary Tucker, cameriera dei Maddox, che sogna di diventare pilota, e infine John, che lavora con il padre nelle miniere di stagno ed è convinto dei propri ideali di pace. Le loro vite scorrono tranquille tra le campagne della Cornovaglia, finché un giorno Sir Richard, lo zio di Arthur, scompare nel nulla lasciandosi alle spalle un enigmatico Congegno. È l'inizio di una grande avventura, che porterà i tre ragazzi ad andare incontro al proprio destino.
Davide Morosinotto è nato nel 1980 in provincia di Padova. Vive a Bologna, dopo una parentesi romana di un paio d’anni. Il suo mestiere è quello di traduttore di software e i suoi hobby sono le moto, i libri e i videogame. Da qualche anno si è dedicato alla scrittura di libri per ragazzi ottenendo subito importanti risultati come il premio "Mondadori Junior Award".
La prima guerra mondiale in versione steampunk mi è piaciuta molto. Finalmente, a quattro anni dall'acquisto, sono riuscita a leggere questo libro! Scorrevole e coinvolgente, è stata una lettura davvero piacevole. Bravo Davide!
Un modo davvero accattivante per parlare della prima guerra mondiale ai ragazzi. Mi è piaciuto, peccato qualche buco durante i combattimenti. Il finale l'ho trovato un po' prosaico dal punto di vista di lettore adulto ma penso che leggendolo da ragazza l'avrei trovato giusto.
Niente male questo La notte dei biplani, specialmente considerando che di steampunk in Italia c'è veramente poca roba. L'idea di ragazzini connessi direttamente agli aerei tramite una primitiva interfaccia neurale è carina e tiene in piedi egregiamente la storia; peccato solo per le battaglie narrativamente un po' confusionarie e alcuni buchi nella trama.
P.S. Sicuramente vince il premio per la copertina più fuori tema e poco ispirata della storia.
E' un romanzo ben scritto, piacevole da leggere, con una trama avvincente e fluida. L'ho finito in un batter d'occhio! Ho trovato molto interessanti le soluzioni tecniche ideate (forse un po' troppo "transformers" le "cavallette"). Mi sono ritrovato anche particolarmente d'accordo con la denuncia indiscriminata degli apparati bellici, entrambi disumani sia con il nemico, che con i propri uomini. Unico particolare eccessivamente banale:
Ucronia della Grande Guerra, con un'ambientazione steampunk credibile e con una sua coerenza interna. La storia parte lentamente e man mano si fa più coinvolgente, per quanto la trama sia sempre piuttosto prevedibile. Mi sono piaciute molto le parti raccontate utilizzando l'espediente della compumail. Bella la conclusione dolce-amara che lascia anche spazio per un eventuale seguito. Si tratta di una lettura semplice ma non banale, con spunti interessanti che forse meriterebbero un maggiore approfondimento. Magari con una ideale continuazione ambientata nella seconda guerra mondiale. Morosinotto si conferma uno scrittore di talento.