Duecentocinquantasei pagine, quasi un anno di fiele, ironia e amarezza. La prima, spettacolare raccolta delle vignette pubblicate da Makkox su ilPost.it esce per BAO in un'edizione splendida, corredata da un'introduzione di Luca Bizzarri e una prefazione di Luca Sofri. Makkox al suo meglio, in una collezione imprescindibile che lo consacra come uno dei massimi nomi della satira italiana. Un libro da regalarsi e regalare.
Marco Dambrosio in arte Makkox e il sottoscritto a.k.a. .mau. una cosa in comune ce l'abbiamo: collaboriamo entrambi (gratuitamente) al Post, io parlando di matematica e lui facendo vignette di satira politica. Inutile aggiungere che le somiglianze si fermano qua, e che lui è molto più bravo di me. Insomma, quando ho saputo che stava per essere pubblicata questa raccolta delle sue migliori vignette fino a ferragosto 2011 ho tirato fuori il codice PayPal e mi sono comprato la mia copia che mi è stata rego;armente spedita. La satira è una brutta bestia, e anche difficile da definire come Makkox stesso spiega nella sua introduzione (c'è anche una prefazione di Luca Sofri e un'introduzione di Luca Bizzarri): ed è normale che non si apprezzino tutte le battute. Ma la percentuale di pollice recto per Makkkox è troppo alta, e rovina tutte le medie di gradimento. Ah, una cosa che magari non è chiara: non è affatto detto che si debba ridere a una battuta satirica. Essa può ottenere l'effetto voluto anche se è un pugno nello stomaco, e a volte capita anche quello. Ultima cosa: nel margine laterale del libro, ciascuna vignetta è commentata da Makkox. La didascalia era necessaria perché a volte ci si è dimenticati del fatto di cronaca che aveva ispirato la vignetta: ma come bonus le didascalie sono spesso altre battutacce al vetriolo...
Quando un argomento è talmente abusato che tutti dicono la propria, riuscire a fare la differenza è impresa titanica. Makkox ce la fa. Alla grande. Laddove a chiunque viene facile ironizzare sul Papi e sulla sua variegata corte, Makkox coglie la tragicità shakesperiana del Re nudo e solo.
C'è stato un tempo in cui la Repubblica Italiana era un regno, e no, non mi sto riferendo a prima del 1946. Sono nato e ho vissuto la mia infanzia in questo regno, di cui ero consapevole solo in parte proprio per la mia giovane età. Per fortuna, questo volume del 2011, dal sottotitolo non casuale di "Satire di un Tardo Impero", permette di ripercorrere, con il filtro delle vignette satiriche di Makkox pubblicate su Il Post, un intero anno di storia contemporanea, quello che segna il tramonto del ventennio in cui in Italia ha dominato Silvio Berlusconi. La satira di Marco Dambrosio, nome d'arte Makkox, mira a colpire i malcostumi della nostra politica e solo in alcuni casi si scatena violenta contro singoli personaggi. Più spesso, resta sul livello di un amichevole sfottò, quasi come se fosse rivolta a un gruppo di amici del bar o della squadra di calcetto e non a persone che stavano governando il nostro paese. Anche Silvio Berlusconi, bersaglio privilegiato sin dalla copertina, è visto con uno sguardo empatico; d'altronde, come scrive l'autore stesso nell'introduzione, "in lui, quando lo rappresento, progetto il miglior peggio di me." Consiglio questo libro a chiunque voglia rivivere con un sorriso sulle labbra le peggiori pagine della nostra Repubblica.