Nella Grecia degli aedi, un vecchio cantore insegna al suo discepolo, un fanciullo cieco, gli antichi miti degli dèi e degli eroi, accompagnandolo nei luoghi consacrati alla loro memoria. Così, durante un viaggio che conduce i due viandanti dapprima alle falde dell'Olimpo, e poi da Tebe, Atene, Micene fino a Creta e alle rovine di Troia, sfilano nei racconti dell'aedo le storie del Cielo, di Giove, di Apollo, e ancora di Teseo, Ercole, Menelao, Achille, Ulisse, Ettore. Alla fine del viaggio, il ragazzo cieco sarà ormai pronto per ricevere il nuovo nome di aedo, e narrare a sua volta l'ultimo mito eroico: verrà chiamato Omero.
TEMI E PERCORSI * i miti greci e romani; * le origini della civiltà europea; * i complessi significati simbolici della mitologia.
Un ragazzo cieco intraprende un viaggio attraverso la Grecia, accompagnato da un vecchio cantore, Femio, che gli insegna, strada facendo, da dove provengono i miti e l'arte del raccontarli. Alla fine di questo viaggio di formazione il ragazzo, dopo essersi dissetato alla fonte dell'acqua dell'ispirazione, diventerà un aedo, un cantore di meraviglie, e il suo nome sarà Omero. Questo è il libro che, alle scuole medie, mi fece completamente innamorare della mitologia classica. È strutturato in due parti: la prima, è incentrata sulla cosmogonia e sulla fondazione dell'Olimpo e ripercorre le lotte tra Urano e i suoi figli, la nascita di Zeus, il mito di Apollo e varie storie come quella della rivalità tra le bellezze dell'Olimpo per il pomo d'oro; la seconda, invece, ci porta nella Terra degli Eroi, dove compirono le loro gesta gli Argonauti alla ricerca del vello d'oro, Ercole, Dedalo e infine i grandi condottieri della guerra di Troia. Il libro, secondo me, funziona molto bene per veicolare nei ragazzi la passione per la mitologia (almeno, con me, ha sortito questo effetto) poiché è costruito su brevi racconti di poche pagine, a cui si alternano poi delle schede su vari aspetti della vita nell'antica Grecia (il matrimonio, i giochi, il teatro, l'esercito) ed ogni racconto è un po' una tappa del viaggio dei due viandanti. Un unico limite è forse nella scarsa introspezione dei due protagonisti principali, anche se c'è, da parte di Femio, un'attenzione quasi paterna nell'aiutare il ragazzo a superare le difficoltà legate alla sua condizione di non vedente e un senso di profondo orgoglio nel sapere che, a percorso ultimato, questi diventerà il suo successore nel compito di tramandare il racconto infinito. Per contro, le descrizioni dei paesaggi e dei luoghi sono veramente molto evocative: sembrerebbe quasi di inerpicarsi con loro in vetta all'Olimpo o di scendere nelle fucine di Efesto. È un libro che secondo me andrebbe fortemente consigliato a certi professori delle medie che troppo spesso, purtroppo, snobbano l'epica considerandola una materia secondaria, mentre ha ancora una forte connotazione universale e una bellezza senza tempo. Non so voi, ma io continuo ad emozionarmi davanti all'amore di Orfeo per la sua Euridice o allo struggimento di Eco per Narciso. Voto: 4.5 stelle, dettate soprattutto da un valore affettivo. La mezza stella finale però non gliela posso proprio dare, perché avrei preferito che l'autore non ricorresse all'uso dei nomi latini delle divinità.
Ho letto la prima metà di questo libro ai miei gemelli quest'estate, perché era stato proposto come lettura introduttiva alla prima media. Il risultato non è stato proprio positivo, tanto che alla fine ho lasciato perdere e mi sono letto la seconda parte, quella sugli eroi, per conto mio. Secondo me il testo non è affatto per ragazzini: il lessico è troppo complicato e il tentativo di creare una storia che scorresse fluida è volonteroso ma non riuscito. Sicuramente Savino era un esperto, e infatti le note storiche che inframezzano i capitoli sono la parte più interessante del libro (anche se la più odiata dai gemelli). Il libro avrà pur vinto il Bancarellino 1989, ma per me è sopravvalutato.
Lessi questo libro fra il 2001 e il 2002, quando facevo la prima media, e devo dire che fu una scelta davvero azzeccata perchè, con la guida della nostra professoressa, potemmo entrare con facilità e sicurezza nell'affascinante mondo della mitologia classica. Consigliato ai ragazzi e ai "meno ragazzi".