The Palmer sisters are close, and loyalty to one another always outweighs loyalty to boyfriends and husbands. And there are never any secrets. Until now. Stella tells Bridie a rumor she's heard about Liddy's new boyfriend. Should Liddy be told? Bridie is certain and persuades her sister to join in her decision. But Liddy reacts badly and Bridie becomes the outcast, bereft of the support system upon which she has based her whole life. With surgical precision and a wry intelligence Anne Fine exposes the claustrophobic nature of close family relationships. Secrets beget secrets and the final revelations are more than anyone has bargained for.
Though readers often find themselves inadvertently laughing aloud as they read Anne Fine's novels, as she herself admits, "a lot of my work, even for fairly young readers, raises serious social issues. Growing up is a long and confusing business. I try to show that the battle through the chaos is worthwhile and can, at times, be seen as very funny." In 1994, this unique combination of humour and realism inspired the hit movie MRS. DOUBTFIRE, based on Anne's novel MADAME DOUBTFIRE and starring the late comedic genius Robin Williams.
Anne is best known in her home country, England, as a writer principally for children, but over the years she has also written eight novels for adult readers. Seven of these she describes as black - or sour - comedies, and the first, THE KILLJOY, simply as "dead black". These novels have proved great favourites with reading groups, causing readers to squirm with mingled horror and delight as she peels away the layers in all too familiar family relationships, exposing the tangled threads and conflicts beneath. (It's perhaps not surprising that Anne has openly expressed astonishment at the fact that murder in the domestic setting is not even more common.)
Anne has written more than sixty books for children and young people. Amongst numerous other awards, she is twice winner of both the Carnegie Medal, Britain's most prestigious children's book award, and the Whitbread Award. Twice chosen as Children's Author of the Year in the British Book Awards, Anne Fine was also the first novelist to be honoured as Children's Laureate in the United Kingdom. In 2003, Anne became a Fellow of the Royal Society of Literature and was awarded an OBE. Her work has been translated into forty five languages.
Anne Fine lives in the north of England and has two grown up daughters.
Una commedia tragicomica e agra , perfida e incredibilmente vera . È stata una lettura piacevole , che ti incolla alle pagine con il suo pathos . Rabbia , dolore , senso della giustizia , cinismo e voglia di vendetta, scorre tutto attraverso queste pagine dalla prima all’ultima. Le quattro ragazze , protagoniste , rappresentano alla perfezione le sorelle complici e affiatate , amiche , il cui legame superficie verrà spezzato alla prima difficoltà. In questo libro si scatenano molte riflessioni su argomenti importanti: il concetto di famiglia, i rapporti tra parenti solo per il cosiddetto “legame di sangue “ e l’importanza della sincerità all’interno dei rapporti . Ottima caratterizzazione dei personaggi, una riflessione sulla natura delle relazioni umane , un finale amaro ma in tono con la storia .
Ecco un romanzo che si è rivelato inaspettatamente un gioiellino. Mi aveva attirato soprattutto per il sottotitolo: una commedia agra. Mi piaceva l'ossimoro e volevo saperne di più, anche per scoprire cosa c'era da dire o meno a Liddy. Ebbene la notizia in questione di per sè ha un'importanza relativa, contano di più gli effetti che provoca una volta rivelata. Quattro sorelle apparentemente legatissime vedono improvvisamente deteriorarsi i loro rapporti per via di un pettegolezzo. A farne le spese sarà soprattutto la sorella maggiore, Bridie, da sempre abituata a prendere in mano le situazioni e a cercare di tenere unita la famiglia. Improvvisamente proprio lei si ritroverà abbandonata dalle altre sorelle che le volteranno le spalle in modo vergognoso. Ma Bridie non subirà passivamente, anzi passerà al contrattacco, dimostrando di poter essere diversa dalla persona premurosa e disponibile che è sempre stata. Il romanzo è molto crudo, cinico se vogliamo, ma trovo che l'autrice sia stata molto in gamba nel tratteggiare le psicologie delle varie sorelle e nell'analizzarne i rapporti. Consigliatissimo!
Il sottotitolo di questo libro è “una commedia agra”: agro è un aggettivo che sicuramente si addice a questo romanzo, invece è tutto fuorché una commedia. Non ha niente di umoristico o divertente, fa riflettere sui rapporti familiari, non sempre onesti e limpidi, ti fa capire che le bugie non portano da nessuna parte, anzi aumentano il rancore. Non è un libro solo su un segreto da svelare o tacere, è il cambiamento di una donna e di come questa donna si relaziona con le sue sorelle e affronta la vita. Da leggere assolutamente!
Le circostanze: ho trovato questo libro, solo e abbandonato, ad un mercatino dell'usato. Praticamente nuovo. Quel titolo enigmatico, così misterioso, mi ha colpito subito. Una volta posta la domanda, dovevo trovare la mia risposta. Così eccomi qua, davanti ad un dramma familiare con i fiocchi: tre sorelle cercano di decidere se rivelare alla quarta sorella, la Liddy del titolo, un inquietante segreto riguardante il suo fidanzato. L'intero romanzo segue le vicende dal punto di vista di Bridie, la più grande delle sorelle. Bridie che si preoccupa per loro, Bridie che organizza gli eventi settimanali (volti esclusivamente al mantenimento dell'unione familiare), Bridie che rappresenta la guida morale della famiglia. Bridie che, involontariamente, assegna ad ogni membro un ruolo da recitare. Forse perché in questo modo riesce a non vedere l'ipocrisia e l'indifferenza che ristagna appena sotto la superficie dell'acqua. Entrare nella mente di questo personaggio è stato magnifico, perché io sono Bridie. L'accanimento per cercare di mantenere vivi rapporti oramai morti, il continuo ragionare e il non agire mai senza aver pensato ad ogni possibile conseguenza. E poi la rivalsa, il desiderio di vendetta, la voglia di mandare tutto all'aria. Questo è uno di quei casi in cui un certo libro arriva in un certo momento della tua vita e, in qualche modo, ti aiuta a prendere una decisione.
"Era persino orgogliosa di sé per la facilità con cui, almeno in apparenza, aveva seguito il consiglio che tante volte dava a certi assistiti frustrati e infelici: rasségnati, ricordati che anche gli affetti possono finire, come le stagioni, e volerli ancora, fare di tutto per meritarli, aspettare o combattere non serve a niente."
"Il perdono si offre quando si subisce un torto; le sue sorelle, invece, si erano coalizzate per liberarla. Un taglio netto, e lei, come un palloncino scintillante, era volata via in un luminoso tepore. Niente più legami, finalmente! Ogni tanto si arrischiava a dare un'occhiata giù di sotto, cercando tracce di rabbia, di dolore o di risentimento, le cose che - l'aveva visto tante volte - tengono avvinte le persone molto più strettamente dell'amore. Ma non ne vedeva." ~ Seguendo la mia prima impressione non avrei comprato questo libro perché sembrava superficiale dato che la vicenda parte da un pettegolezzo. Ma essendo edito da Adelphi mi sono fidata e ho fatto bene, anzi il mio primo e affrettato giudizio è stato superficiale. Dinamiche familiari, psicologiche, lavorative e sociali (Bridie la protagonista è infatti un'assistente sociale) si intersecano creando un buon ritmo e un notevole livello di curiosità, la scrittura è scorrevole a tratti molto ironica, in effetti mi è sfuggita qualche risatina amara durante la lettura. Purtroppo non ho apprezzato la fretta con la quale è stata liquidata una faccenda sul finale che mi ha lasciata un po' confusa ma ci sono ottimi spunti di riflessione sul mondo e sul nostro concetto di famiglia. L'ho divorato con piacere tutto sommato.
Forse non potreste neppure gustarlo. Ma se ne avete, allora, c’è da divertirsi. Dietro la bella patina di sorellanza festosa e felice, si nascondono giochi di potere, amori condizionanti, crudeltà consapevoli o inconsapevoli. Più che 4 sorelle, questi personaggi sono 4 rappresentazioni degli ego interni e in perpetua lotta tra di loro: La maggiore Birdie, troppo disponibile e pronta a sobbarcarsi tutte le fatiche delle relazioni pur di mantenere il legame forte. Le due sorelle di mezzo, Stella e Heather, le “dure”, che badano prima di tutto ai propri interessi e oscillano tra indifferenza e opportunismo La piccola, Liddy, con il ruolo dell’adorabile cui tutto è dovuto. Sono sicura che noi siamo tutte e quattro, contemporaneamente (io, per posizione nella famiglia e indole, sarei una Liddy, le povere “preferite/odiate” dalla posizione apparentemente comoda). Ma tutto questo bel castello salta per aria, come è giusto che sia. E scopriamo chi siamo. Romanzo leggero, sì, ma con una qualità che tanto apprezzo: la cattiveria!
This was... odd. The character development was good, the writing was good, but something about the story was just... lacking. I can't really describe it. Anne Fine is an excellent writer but this book just didn't do it for me. It was okay, but that's about it.
Una lettura da fare tutta d'un fiato. Non sono riuscita a metterlo giù. Quanto un pettegolezzo può instillarsi nella vita familiare di una persona? Quali conseguenze affrontare? Ritmo serrato che si può ritrovare nei thriller, anche se in questo caso ci ritroviamo ad approcciarci ad una storia tra sorelle, fatta di sotterfugi e parole non dette.
Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.
Questo è uno degli incipit più famosi della narrativa e trovo sia perfetto anche per Lo diciamo a Liddy?, il delizioso romanzo di Anne Fine edito da Adelphi.
Bridie, Heather, Liddy e Stella sono quattro sorelle apparentemente molto legate. Diversissime tra loro, condividono ore di telefonate a catena, week end all'aperto, cene di Natale, fino a quando un pettegolezzo sul nuovo, e fino a quel momento perfetto, fidanzato di Liddy manda in crisi le altre tre, e soprattutto Bridie. Cosa fare? Dirlo a Liddy o no? Bridie, a differenza di Stella ed Heather, non ha dubbi, la sorella deve essere informata, perché tra loro non c’erano mai stati segreti (sicura Bridie?). Fino a quel momento!
Improvvisamente i loro rapporti si incrinano, e la trama del romanzo prende una piega talmente inaspettata da avermi lasciata incredula e divertita allo stesso tempo. Niente è scontato per Anne Fine, l’armonia e l’affetto che sembrava legare le quattro sorelle ad un certo punto svanisce e lascia il posto a sgomento, dolore e soprattutto tanta rabbia.
A un tratto capiva come mai c'erano famiglie che si dividevano per l'eredità di un vaso, fratelli che abitavano uno fianco all'altro e non si parlavano per colpa di una battuta infelice su una ex fidanzata, madri e figlie che si perdevano di vista per un commento tagliente sulla maleducazione dei nipoti. Com'è possibile, aveva sempre pensato finora, che uno stupidissimo vaso, per quanto prezioso, abbia la meglio su "tutte le altre cose"? Ma se non c'era niente, se "tutte le altre cose" erano una bolla di sapone, allora tanto valeva scegliere il vaso. Quando finalmente capisci che "tutte le altre cose" non contano più niente per nessuno, cominci a guardare il mondo da una prospettiva diversa.
La caratterizzazione delle protagoniste è perfetta, così come l'analisi psicologica dei loro comportamenti. Anne Fine ha dimostrato un vero talento nel descrivere dinamiche famigliari e umane, senza cadere in scontati cliché; in pochissime pagine ha saputo condensare sentimenti di vendetta, indifferenza, atteggiamenti egoistici e cinici, dialoghi serrati, e il tutto è così credibile e reale da non sembrare affatto un romanzo.
Soltanto una figlia unica può commettere il tremendo errore di cercare di sfangarla con una maschera, perché se avesse una sorella sarebbe sempre lì pronta a strappargliela.
I think someone at the Independent has a compulsion about the phrase "compulsively readable"; I must have half a dozen books in my shelves on which the paper stakes that claim.
Finally, this one actually is! What a joy to find a book which lives up to the sycophantic warblings on its cover. I loved Anne Fine as a kid, and until I picked up this book - wondering if it was indeed the same Anne Fine as Round Behind the Ice-House (which I remember in title, but not in detail, so have vowed to re-read), Madame Doubtfire and The Granny Project - I genuinely had no idea that Fine wrote for adults. On perusing her website, I see that I've been missing out for years! There are another six Fine books for adults! Hooray! (Not that I don't read children's books of course, but an adult plot is good too.)
Anyway. I'm delighted; I had a great time with this book.
I seriously questioned my relationship with my sisters on reading Telling Liddy; what is it that keeps three women in their 30s close, when all we did as children was bitch and argue at each other? Is our bond as shakeable as the Palmer sisters'? Can it all come crashing down, just like that? I bloody hope not, and this book addressed one of my deepest fears - that the Curlies could be separated.
The characted development was awesome, and the story charged along, leaving my housework in its wake. There is such beautiful delicacy in Fine's form, and reading really does become a compulsion. I was hooked, and that ending... oh, it was delicious.
I'm still not ready to move Philip Pullman from number one on my "I love you" list of authors, but any more books like this and Fine will be top dog. Anne Bloodybrilliant, more like.
Stella, stellina La tentazione della stella singola era forte, lo ammetto. In potenza, una dissezione chirurgica dei rapporti che legano (con meno forza di quanto sembrerebbe inizialmente) quattro sorelle: la capetta, l'ingenua incapace con tendenze maniacali, la focalizzata sulla carriera, l'ingenua attraente a cui non si può non voler bene. Purtroppo lo spessore è extrafine, e la trama parte male e finisce peggio, in zona soap-opera sudamericana - ok, non ho esperienza diretta e lo utilizzo come termine di paragone negativo arbitrario, mea culpa.
In sunto? Ogni famiglia felice si assomiglia ma ogni famiglia è infelice a modo suo, anche se si tratta di quattro sorelle superaffiatate.
Chiariamo subito: io sono Bridie, quella un po' ingenua, tenace, permalosa e pedante ma tutto sommato fedele e affidabile. E allora alle mie care sorelle mando un sonoro vaffanculo E all'amato marito, che profonde perle di cotanta saggezza: "Oh, Bridie. E' troppo diverso....Quello era qualcosa che io avevo fatto, adesso è quello che tu sei diventata" io - che sono Bridie - rispondo: "Oh, ineffabile coglione, è proprio per quello che TU hai fatto che io sono diventata cio' che sono"
Crudele e spietato. Ed é probabile che a Liddy era meglio non dirlo. Ma l'inferno si sa é lastricato con il senno di poi. Un paio di volte nella mia vita é successo che una relazione amicale, sororale, mi scoppiasse in faccia. Come se fino ad allora non avessi capito niente, e/o poco o niente di me era stato compreso. E allora pensi che di alcune relazioni hai percepito soltanto la punta del famoso iceberg, credendo che fosse il tutto, mentre invece il resto, gli altri 9/10 erano sommersi. E il sommerso, il non detto, quando emerge di solito fa parecchi danni. L'onda d'urto che ne deriva devasta tutto quanto si trova sulla sua strada. La complessità dell'interazione umana richiede un raffinato e incessante lavorio quotidiano atto a fare le parti fra quanto ci appartiene e quanto é dell'altro, meno proiettiamo sull'altro parti di noi più saremo liberi e lasceremo liberi gli altri di essere ciò che sono. Nel bene e nel male. Come al solito più facile a dirsi che a farsi.
Incollata alle pagine per tutto il tempo. Interessantissima la psicologia familiare, la distruzione e costruzione dei legami, il cambiamento delle dinamiche relazionali appena un personaggio esce dal suo ruolo, l’analisi sulle fondamenta degli stessi legami e sulla loro fragilità. Lascia riflettere su quali siano i rapporti nei quali vale la pena investire le proprie energie e attenzioni.
La verità è che la protagonista per superare un periodo del genere e per tutte le emozioni variegate che prova dovrebbe andare in terapia. Comunque la capisco? Si. Mi sono immedesimata e arrabbiata con lei? Assolutamente. Penso che abbia fatto alla fine le scelte giuste? Mentre leggevo ero offuscata come lei dunque pensavo di sì, ora penso di no, che dovesse andare in terapia.
Quand les relations fraternelles sont basées sur l'hypocrisie...
La rumeur n'est que prétexte finalement pour que chaque personnage révèle son visage au grand jour. C'est à se demander quel est le sens d'avoir une fratrie si c'est pour tenir des messes basses, fomenter des coups bas et poignarder dans le dos. Anne Fine décrit tous ces macabres rouages familiaux au travers de dialogues piquants où tous les personnages en prennent pour leur grade. C'est triste et jubilatoire à la fois.
“Lo diciamo a Liddy?” di Anne Fine (1999) è ufficialmente il libro che mi ha lasciata di più con l’amaro in bocca del mio 2024 (dato che siamo in vista degli ultimi bilanci di lettura).
Sin da subito, siamo immers in una atmosfera che facciamo difficoltà a decifrare, che non comprendiamo. Sentiamo addosso come una seconda pelle la #sospensione, il sospetto è palpabile, il dubbio si insinua nelle nostre menti (c’è molto di corporeo in questa descrizione, perché è difficile essere razionali in questo caso).
Ci sembra di “camminare sulle uova”, espressione che ho ripreso dal libro utilizzata dall’autrice nel rappresentare il rapporto tra Bridie e il marito, una #relazione che sembra agli ultimi sgoccioli ma che prenderà poi una direzione inaspettata.
La narrazione gira intorno alle vicende di 4 sorelle e un mistero, e Anna Fine ci guida in questo puzzle che costruiamo con Bridie pezzo per pezzo.
Le stesse sensazioni che mi ha trasmesso questo libro le rimando a voi, per cui non saprei se consigliarlo o meno. E’ una autrice che non conoscevo, scrittrice britannica conosciuta principalmente per i libri per bambin e ragazz.
Storia un po’ meh. Bridie antipatica e troppo drammatica, Stella odiosa, Heather finta buonista e Liddy infantile. L’ intenzione dell’autrice era proprio quello di farle apparire così immagino, ma a me hanno solo innervosito😅 La storia in se comunque non mi è dispiaciuta, i monologhi interiori di Bridie rendevano il tutto più intimo e personale. Come primo libro dell’anno non è stato il top però🫠
I read the english version. I have to say it was a tedious reading to embark on. The ending has some interesting turns, but overall I wouldn’t recommend it.
Mi è piaciuto e anche tanto. Il carattere delle sorelle è stato ben delineato e i difficili rapporti famigliari sono stati messi bene a fuoco. E' un insieme di rabbia, delusione, vendetta, con un finale amaro ma realistico. Proprio come piace a me.
I rapporti tra quattro sorelle vanno in crisi per troppa sincerità. Lo spunto del romanzo è buono, ma la narrazione è appesantita da dettagli esagerati.
Chicca consigliata da un'amica e recuperata ad un mercatino dell'usato. Una trama incalzante, una storia tutta al femminile con personaggi caratterialmente ben definiti. Quattro sorelle unitissime il cui legame però ad un certo punto scoppia come una bolla di sapone. Tanti spunti di riflessione sul senso di famiglia, sui legami di sangue, sulle dinamiche familiari buttati lì in modo abile dalla scrittrice che riesce ad incollarti alle pagine dall'inizio alla fine. Non posso che consigliarvelo.
I came to read this book because it was chosen by one of my fellow book groupers. Encouraged by the blurb on the cover and intrigued on account of being one of 4 sisters myself, I embarked on what turned out to be an absolute disappointment. I found the book quite miserable and a missed opportunity to describe the intricacies of sisters in any positive way. For me the 'hinge' of the plot, that being the allegation, came too early and although that is what carried me through the book I did not feel the author had given herself enough time to allow the reader to ingratiate herself with any of the characters let alone like them. Also, for me, the over use of the word 'craven' was irritating. I finished the book, if only to find out if George was innocent, so I suppose it gripped me in one way. Does that make it a good book? Am I missing something? For me Anne Fine's adult fiction is not a patch on her children's books and this book was not for me.
Dire o non dire? Ero molto dubbiosa sul voto da dare a questo libro, alla fine ho deciso per 4 stelline perchè rimango sempre affascinata dalle storie che trattano di dinamiche familiari. In questo caso 3 sorelle (apparentemente) molto affiatate, vengono a conoscenza di un terribile segreto che riguarda il fidanzato della quarta sorella. Di fronte al dilemma di rivelarlo o meno a Liddy, i rapporti familiari subiranno una terribile (e forse irreparabile?) incrinatura. Bridie, la sorella più - oserei dire- coerente con se stessa, subirà l'ipocrisia delle altre, che preferiscono tacere pur di compromettere un rapporto fondato su segreti e menzogne. Un libro introspettivo e che fornisce molto su cui riflettere, sicuramente migliore dell'altra fatica letteraria della Fine che ho letto, Villa Ventosa.
beh, quando si dice PARENTI SERPENTI....! In questo romanzo la trama si dispiega da vendetta a vendetta surrogate da pettegolezzo a pettegolezzo. Allucinante quanto(purtoppo), realistico!