Eroica, folle e visionaria parla di autoesperimenti e autosperimentatori, medici che hanno deciso di provare le proprie idee direttamente su se stessi, spesso con un tocco di pazzia e di incoscienza, altre volte con sincero altruismo e cocciuto coraggio. D’altra parte per ogni nuova medicina o per ogni nuova tecnica medica deve esserci pur stato un primo “fruitore”. Una scoperta deve essere provata su qualcuno per essere certi che funzioni. Quel qualcuno, in molti casi, è stato lo stesso che ha avuto l’intuizione e ha deciso di metterci il corpo per dimostrare di avere ragione. Talvolta il gesto non ha portato a risultati apprezzabili e si è perso nel nulla, altre volte è stato fatale; in qualche caso ha spianato la strada a un premio Nobel e ha segnato un avanzamento fondamentale delle nostre conoscenze. Ma perché sperimentare su di sé? La motivazione più alta è un generoso «non farei mai ad altri quello che non ho il coraggio di fare a me stesso». Ma a leggere le molte storie raccontate in questo libro si scopre che c’è anche chi l’ha fatto solo per comodità, o perché non veniva creduto da nessuno, o perché era semplicemente incapace di fidarsi di qualcun altro. Molti, poi, lo hanno fatto per pura curiosità, e alcuni persino per rabbia o per ripicca. Silvia Bencivelli scrive con penna ironica e leggera, toccando gli argomenti chiave del rapporto tra medicina, società e potere, coinvolgendo il lettore in alcune delle più incredibili storie della medicina, dal Seicento ai giorni nostri. Incontreremo medici che si fecero pungere intenzionalmente da zecche e zanzare per dimostrare l’origine di una malattia, spericolati inventori di rivoluzionarie tecniche chirurgiche, avventati sperimentatori di sostanze ignote e persino chirurghi che si auto-operano, per farsi pubblicità o perché privi di alternative. Sono vicende che non lasciano certo indifferenti, e nel loro complesso tracciano una storia della medicina decisamente diversa da quella che viene generalmente raccontata.
Silvia Bencivelli si laurea in medicina e chirurgia all'Università di Pisa nel 2002. Nel 2004 ottiene il Master in comunicazione della scienza alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Nel 2005 inizia a collaborare con il quotidiano scientifico di Rai Radio 3, Radio3 scienza, di cui diviene uno dei conduttori.
Nel 2010 è stata fra gli inviati della prima edizione di Cosmo – Siamo tutti una rete, trasmissione scientifica di Rai 3 di Gregorio Paolini, condotta da Barbara Serra. Da novembre 2011 a giugno 2013 ha collaborato con Presa diretta, di Riccardo Iacona e Francesca Barzini, su Rai 3.
Da ottobre 2014 a giugno 2016 ha lavorato con Rai Scuola, per Nautilus, condotto da Federico Taddia, e poi per Memex. Tra settembre 2016 e giugno 2017 è stata tra i conduttori di Tutta salute, in onda ogni mattina alle 11.00 su Rai 3.
Collabora con quotidiani e riviste, tra cui la Repubblica, D di Repubblica e il Venerdì, Le Scienze, Mente e cervello, Focus, Wired.
È docente di giornalismo scientifico al Master su "La scienza nella Pratica Giornalistica" dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Vive a Roma e fa la giornalista scientifica freelance, e collabora da più di dieci anni con la Rai, radio e tv.
Storie dettagliate di autointerventi e autoesperimenti (ingestione, inalazione, iniezione) in campo medico-chirurgico, biologico, microbiologico, parassitologico raccontate in modo molto personale, a tratti caotico e disordinato, ma il più delle volte interessanti. "Il suo lavoro era la scienza, e un prezzo era normale che ce l’avesse. Devono averlo pensato in molti, visto che autoesperimenti ne sono stati condotti innumerevoli, compresi alcuni che a oggi ci appaiono assurdi fino alla follia, ma che sul momento avevano un significato scientifico o sociale o comunque erano stati pensati per risolvere un qualche problema dell’umanità."
Libro letto insieme al gruppo di lettura Planet Earth.
Un'infinità di fatti e curiosità sulla vita di numerosi scienziati, sulle loro scoperte e sugli (auto)esperimenti che hanno contribuito ai progressi della medicina. Alcuni esperimenti richiedono un certo stomaco per essere letti nei dettagli, mentre in altri casi serve molta concentrazione per seguire il filo del discorso. Devo ammettere che a tratti ho fatto fatica a mantenere alta l'attenzione: l'autrice tende a saltare tra diversi personaggi e avvenimenti, inserendo un gran numero di parentesi e un'enorme quantità di informazioni, alcune forse un po' superflue.
Nel complesso, però, ho apprezzato il libro e alcune biografie mi sono rimaste particolarmente impresse. Inoltre, ho davvero ammirato l'immenso lavoro di ricerca che c'è dietro: la bibliografia è ricchissima. E poi adoro la sua ironia!
Libro molto piacevole, ben scritto, con una solida ricerca alle spalle. La storia della medicina può essere più divertente e leggera di quanto si creda. Capisco totalmente la scelta dell'autrice di organizzare i capitoli per argomenti, e non in modo cronologico. Ma le storie sono tante, e alla fine il racconto complessivo risulta un po' confuso. Spero di leggere altro di Silvia Bencivelli, mi è piaciuta molto la sua ironia e il modo in cui affronta argomenti che possono essere purulenti.
Libro molto interessante in grado di avvicinare alla sperimentazione scientifica, le sue difficoltà e limiti, il grande pubblico grazie a una penna scorrevole e ironica e a storie curiose, e non sempre edificanti. Si parla principalmente di chirurgia, anestesia e malattie infettive (i miei tre campi positivi) con accuratezza ma in modo accattivante e accessibile anche a chi non ha le coordinate della materia. Alcune storie sono sicuramente più spettacolari di altre, e alcune più significative. Lette alcune con il senno di poi e le conoscenze di oggi la follia è ancora più alta, e forse non tutte le sfumature sono effettivamente chiare al lettore non sanitario, che però se lo può godere sicuramente e anzi è il target principale
Molto interessante, scritto in modo divertente ed accurato (con ricca bibliografia per chi vuole approfondire ulteriormente). Storie di geni, eroi, pazzi (non necessariamente in quest'ordine)
L'idea era molto interessante, la realizzazione - purtroppo - decisamente molto meno. E il titolo fuorviante, perché il tema non è la "medicina spericolata" ma "gli autoesperimenti" - peraltro non tutti selezionati con lo stesso criterio.
L'autrice tende a divagare, raccontando non solo l'esperimento ma l'intera vita dello scienziato e, se possibile, aprendo e chiudendo parentesi per raccontare di altri scienziati (e non) a vario titolo connessi (e non) all'esperimento o al tema del capitolo.
Fortunatamente è molto scorrevole, quindi per avere un'idea di alcuni comportamenti folli nella ricerca scientifica è perfetto. Ma personalmente avrei voluto un maggior rigore.
Avevo letto parte di un capitolo di questo libro che mi aveva incuriosito fin dal titolo. Non mi ha deluso. L'autrice riesce a coinvolgere il lettore in tante storie di autoesperimenti medici grazie a una scrittura fluida e coinvolgente. Ho fatto un po' di fatica nei "salti storici" e nel ricordare i nomi perché sono tanti, ma vale la pena leggerlo per il suo carattere divulgativo, scientifico non per formule mediche o scientifiche, ma per l'ampia e approfondita ricerca alla base. E soprattutto perché è scritto come una storia che l'autrice potrebbe raccontare a voce e se ne rimarrebbe ammaliati.
Interessante, scritto bene, molto completo... pure troppo! Ogni capitolo ha dieci, venti storie e l'autrice pretende anche che poi me li ricordi quando cita un nome apparso due capitoli fa. Alcune storie poi sono un po' rivoltanti. Insomma: bene, bello, bella idea ma appunto troppo. Per dimostrare l'assunto del titolo bastava la metà degli episodi descritti. Forse l'autrice non è stata capace di selezionare, forse le spiaceva lasciar fuori qualcun* ma alla fine ogni capitolo diventa ripetitivo
Libro molto affascinante, scritto in maniera ironica con uno stile colloquiale. L'autrice descrive tutte le diverse sfaccettature degli autoesperimenti in tutte le branche della medicina e in epoche diverse tra loro. Ho scoperto tanti aneddoti interessanti, che mettono in luce il coraggio e la devozione alla scienza di questi medici del passato.
Interessante carrellata sulla pratica dell'autoesperimento, non priva di spunti umoristici, seppur basata su fonti attendibili. Comprensibile, anche se forse un po' troppo lunga. Probabilmente più apprezzata da specialisti del settore sanitario.
Sono un medico e non posso non apprezzare la quantità di nozioni e di dati che l’autrice ha convogliato in questo libro. Tuttavia la voglia di esporre nozioni e dati a volte supera l volontà di creare una narrazione piacevole, piana, funzionale alla divulgazione
Bel libro che racconta in modo abbastanza leggero alcuni particolari aneddoti pioneristici della medicina. Forse non proprio tutte le storie valevano la pena, però è un libro interessante.
Di medici un po’ eroi e un po’ pazzi che hanno provato su di sé nuove metodiche diagnostiche o nuove terapie; la medicina è progredita anche a grazie a loro: riconoscenti, li ringraziamo.