Brush with Fate
«Erasmo dice che, dopo aver liberato gli ateniesi dalla crudeltà dei Trenta tiranni, Trasibulo emanò un decreto che proibiva al popolo qualsiasi riferimento al passato. Il decreto fu chiamato amnestia.»
Nel 1669, Vermeer dipinge la Merlettaia, un olio su tela di 23,9 x 20,5 centimetri. Più piccolo di un A4...
Qualche anno dopo, è forse sempre Johannes Van der Meer che dipinge Girl in Hyacinth Blue? È forse lo sguardo della figlia Magdalena, quello che Johannes avrà ritratto, dipingendo la fanciulla assorta nella contemplazione, il lavoro di cucito abbandonato sul tavolo? È forse...
Sia come sia, questo dipinto attraverserà quattro secoli, passando di mano in mano, come fosse il pacchetto dei sei gradi di separazione di Milgram.
Scopriremo così il dipinto ai giorni nostri, a Philadelphia, nelle mani del figlio di un ufficiale delle SS, che si era impossessato del quadro, sottraendolo di nascosto dalla casa di una famiglia ebrea, durante il Rastrellamento del 3 settembre 1942, ad Amsterdam.
E proseguendo in questo strano viaggio a ritroso nel tempo, tra una passeggiata sulla Promenade de Longchamp e l’ascolto del mozartiano Quartetto delle Dissonanze, ritroveremo il dipinto all’Aja, ai primi dell’Ottocento, a casa di una facoltosa famiglia olandese.
E poi ancora a Oling, nel 1717, durante la disastrosa inondazione di San Nicola, a casa di una famiglia di poveri agricoltori.
E infine nella maestosa casa di mattoni di Pieter Claesz Van Ruijven, sul canale Oude Delft, dove Vermeer...
Naturalmente, il personaggio principale del racconto sembrerebbe essere il quadro, ma la Vreeland, in tutti gli ‘episodi’, trova il modo di raccontare le tante Hannah, Digna, Claudine, Magadalena, Aletta, Saskia, donne la cui libertà è limitata da convenzioni sociali e religiose, che le privano del controllo sulle loro vite e sulla vita dei loro figli.
In memoria di Frozan Safi.