Recensione: 4 stelline e mezzo su 5
Mi sono sentita ritornare ragazzina riguardo questo libro autoconclusivo (a mio malgrado, perché se l’autrice ne avesse fatto una saga, l’avrei letta volentieri tutta!).
Il gotico è un genere che leggevo da ragazzina, intendiamoci, ho iniziato a leggere verso i 15 anni, non ero dedita ai libri, anzi!
amica, un’accanita lettrice, nella libreria della mia città. Insomma, facevo la candela, mentre lei si comprava pile e pile di libri, mentre mi annoiavo nel leggere le stesse trame: tra vampiri depressi e ragazze fatalmente e noiosamente pure.
Probabilmente il mio odio per i vampiri è nato per il trauma della serie di Twilight e Vampire Diaries, insomma, non riuscivo a capire come mai tutte le ragazzine, eccetto me, morivano per quel tipo di letteratura!
Un pomeriggio, l’ennesimo in libreria tra Stephen Meyer e Asia Greenhorn, trovai un libro che parlava di una necromante adolescente.
Insomma: la letteratura goth mi ha inoltrata nella lettura e dopo 10 anni (all’età di 24 anni) ho aperto questo @lightofastarte.
Nel corso della mia vita ho letto molti generi: paranormal, erotic, romance e il fantasy in ogni sua sfumatura! Ma ho sempre trovato pochissimi libri che mi ricordavano lo stile dei primi libri che ho amato (e che ho ancora in camera, sono i libri più preziosi che ho!).
Avevo paura che con la “Maledizione del Vampiro” si scendesse nella classica storia d’amore stopposa tra la fanciulletta ed il bello tenebroso.
MENO MALE CHE NON E’ COSI’!
Lo consiglio tantissimo a tutti coloro che amano gli ambienti di necromanzia! Lasciamo stare che si tratti un un vampiro in particolare, la leggenda narra che Erszebet Barthory fosse un’assassina seriale, la sua figura ed analisi psichiatrica è raccolta in “I Serial Killer”, un saggio dei criminologi Ruben De Luca e Vincenzo Maria Mastronardi.
Ho trovato interessante la figura di Erszebet cosi storicamente accurata, certo c’è un po’ di elaborazione personale della scrittrice, ma Amelia è riuscito a rendere il libro così…non macabro scendendo nello squallido, come accade molte volte nelle realtà splatter (stoppose e senza senso a volte), il libro mi ha trasmesso totalmente quell’aurea così gotica, carica di spettri e spiriti attorno a me.
E’ stato un ritorno alle origini.
L’ho amato , l’ho semplicemente divorato in 24h.
Avrei voluto più capitoli riguardanti la parte storica del libro, li ho trovato i più avvincenti.
Spero che l’autrice faccia un secondo libro estendendo il punto di vista di Erszebet ma nel 1600, ampliando la sua storia.
-Astarte