Igor Sibaldi ricostruisce qui il Vangelo di Giovanni così come doveva apparire nel II secolo e ne presenta una traduzione provocatoria, spiegandolo nei dettagli e nelle sfumature e mostrando che cosa nel testo è da considerarsi autentico e che cosa fu invece manipolazione degli scribi della Grande Chiesa. riportato nella sua forma originaria, il Vangelo di Giovanni ci offre una religione completamente nuova, senza autorità, senza rituali, senza il peccato e la paura. Non parla di "vita eterna" ma della dimensione reale dell'eternità, da vivere qui e ora. Il "Figlio di Dio" è una nuova fase evolutiva della coscienza umana. I "miracoli" sono racconti iniziatici e al tempo stesso metodi di terapia e guarigione.
Igor Sibaldi (Milano, 1957) è uno scrittore, slavista, drammaturgo e traduttore, nato da padre italiano e madre russa. Si è laureato all'Università Statale di Milano nel 1981 in lingue e letterature slave. È studioso di teologia, filologia, filosofia e storia delle religioni ed è autore di opere sulle sacre scritture oltre che di narrativa e teatro. Negli anni Ottanta e Novanta ha tradotto varie opere di letteratura russa, in particolare romanzi e racconti di Tolstoj e di Dostoevskij, dedicandovi monografie e saggi introduttivi; in seguito ha tradotto il Vangelo di Giovanni dal greco antico nel volume Il codice segreto del Vangelo e parte della Genesi dall'ebraico antico nel volume Il libro della Creazione. Sibaldi ha creato il proprio pensiero sulla base delle filosofie di Fedor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Carl Gustav Jung, Eraclito, Carlos Castaneda, Theodor Adorno, Hegel, Sigmund Freud e la Bibbia. Nella sua visione, l'uomo deve recuperare la propria dimensione ed il proprio "Io" e gli angeli, intesi come emanazioni dell'inconscio, spingono l'essere umano alla scoperta di questa realtà.
Tra i più bei libri di Sibaldi e di tematiche attinenti alla contestualizzazione del messaggio cristiano in epoca moderna, lo consiglio per chi riallacciarsi ad un proprio dialogo interiore con il resto del cosmo a prescindere dall'accoglimento o meno della fede che qui viene affrontata come analisi e non come cieca aderenze acritica a qualche teoria.
Quante cose "non ci tornavano" quando ce le insegnavano al catechismo? Quante volte ci hanno spacciato "credere" con "obbedire"? Finalmente una traduzione libera nel pensiero e fedele nel significato apre uno squarcio su cosa voleva davvero dirci Gesù.
Una interpretazione appassionata ed "audace" del Vangelo di Giovanni. Sulla certezza di Sibaldi che molte parti siano state modificate o aggiustate da "copisti" per rendere il testo più funzionale alle esigenze della Chiesa che si stava formando, non so dire. A volte mi pare difficile separare le parti distinguendo una originale versione da supposti artefatti, fidando solo dell'analisi del testo. Però certe cose fanno riflettere, certe cose sono significative. E forse possono essere riprese - almeno in parte - anche da chi viene definito "cattolico". Forse non è per forza un aut-aut, o almeno mi piace pensarlo. Sicuramente Sibaldi ama questo Vangelo e questo emerge con forza. Con coraggio e lucidità, espone la sua visione delle cose. Sulla sua interpretazione, ognuno può pensare come vuole. Dico solo che annotazioni che fanno pensare, in questo testo, certo non mancano.