Il fato aveva per lui programmi diversi da quelli che si era scelto. Conosceva le erbe, le pozioni, i rimedi della natura. Aveva amato una giovane sacerdotessa germanica e studiato da medico. Suo fratello, Antonio Primo, impetuoso generale al comando della legione Galbiana, aveva sgominato una tribù di barbari ribelli in Pannonia, ma a lui le armi facevano orrore. Ora, però, negli anni insanguinati della guerra civile, la sua libertà è stata venduta a un lanista di Tolosa, come quella di centinaia di giovani da trasformare in schiavi. O in gladiatori. Il suo bracciale è diventato una catena. Una prigione la sua casa. Non ha più niente di ciò che aveva, ma la sorte di suo fratello e perfino quella di Roma sono nelle sue mani.
Tre stelline un po' stiracchiate per questo romanzo finito in altrettanti mesi (e mezzo...), la prima metà letta in tre mesi, la seconda metà in tre giorni. Qual è stato il problema? Che la prima metà è un resoconto storico travestito da romanzo, mentre la storia è solo un pretesto per narrare le vicende realmente accadute tra i dicembre del 68 e 69. A un terzo del libro mi sembrava ancora di essere all'introduzione. Questo un dialogo tipo: - Cos'è successo alla battaglia X? *interminabile descrizione degli eventi* - E com'era schierato l'esercito? *interminabile descrizione dello schieramento* - Ma poi è arrivato Y a risollevare le sorti? *interminabile descrizione delle conclusioni della battaglia* Il resto era raffazzonato. Poi, dalla terza parte in poi, il romanzo si è evoluto e decisamente riscattato: ottimi i personaggi di Listario e Velunda, anche se presente in modo "particolare"; interessanti anche le figure di Vitello, di Valerio e delle altre comparse gladiatorie come Skorpius e Marcus. Meno male che l'ho finito per una challenge, altrimenti lo avrei abbandonato sul più bello. Il finale mi ha lasciata un po' delusa, però ho voglia di leggere il seguito.
Tres estrellas con cariño para una novela que prometía mucho pero que terminó siendo una decepción. Es que la premisa no puede ser mejor: Año 68 d.C. Nerón ha muerto y cuatro hombres se disputan la sucesión del Imperio en una cruenta guerra civil. Solo con esa frase yo ya tengo interés por leer el libro más allá del título (no hay que engañarse, no tiene nada que ver con la famosa película). Sin embargo, a pesar del excelente marco histórico, la ejecución de la trama no me terminó de convencer. Los diálogos no me parecían naturales y los dos primeros tercios del libro se sienten como una introducción interminable para llegar, casi al final, al meollo de la historia. Además, los viajes me parecieron muy rápidos para la época y… ¿dónde está el mapa? Me parece increíble no incluir uno en una novela histórica 😳. En fin, no es un libro que recomendaría para quienes gusten de este tipo de novela, quizás sí para alguien que recién se inicia. Y si te apetece la historia romana, mi consejo es que leas a Posteguillo 😁.
PD. El libro llevaba más de diez años en mi estantería. Probablemente debo confiar más en mi instinto 😂.
Un libretto scritto così così ma comunque abbastanza divertente, diciamo che lo consiglio come lettura "da ombrellone" tra un bagno in mare e una granita.
Non è un granché: troppi gladiatori, troppi intrighi, troppa violenza. La differenza è che stavolta il protagonista non è il solito romano tutto d'un pezzo (costui è il fratello), ma un medico codardo, a modo suo. Cosa incredibile e inverosimile, nel giro di qualche mese diventa il gladiatore più bravo dell’impero. Perché deve compiere una missione. Uccidere Vitellio. Ehm… Ed è pure primo libro di una trilogia…
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