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Erotico

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Il cinema detto "erotico" focalizza i contenuti e la scenografia sugli aspetti della seduzione e della sessualità. Il genere ha una storia lunga e tanto diversificata quanto lo è la concezione personale di erotismo che ogni regista ha. Sta di fatto che molti grandi nomi del cinema si sono a un certo punto confrontati con questo genere cinematografico, che vanta, infatti, una filmografia gloriosa. Da "Belle de jour" a "Histoire d'O", da "Emmanuelle" a "Ultimo tango a Parigi", il libro racconta questo genere importante del cinema, il suo linguaggio specifico, i retroscena della recitazione e delle tecniche di regia, gli intrecci con il cinema drammatico e la commedia, attraverso un repertorio di cento film.

347 pages, Paperback

First published August 1, 2007

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Profile Image for Svalbard.
1,163 reviews70 followers
November 16, 2020
Un bel libro, ampiamente illustrato, con un problema legato al piccolo formato che non consente di gustare appieno testi e fotografie: una lunga cavalcata nel mondo del cinema erotico suddivisa in quattro parti: i protagonisti (registi e attori, o più spesso attrici), i capolavori, i film, le parole chiave.

Vale peraltro il solito discorso che il concetto di erotismo, come quello di pornografia, è fortemente soggettivo. Ad esempio qui viene inserito come erotico un film, Betty Blue, che io avrei più facilmente messo nel filone nevrotico-psichiatrico e del quale ricordo solo l’esaltazione con cui alcune amiche l’avevano accolto (tutte ansiose di strapparsi un occhio perché il loro uomo non è esattamente come loro vogliono che sia?) e nulla, ma proprio nulla di erotico; e, se si parla di cinema erotico e non di pornografia, non è chiaro perché tra i nomi importanti sia citata Moana Pozzi, bravissima attrice sì, ma orgogliosamente porno, non erotica.

Viene comunque da chiedersi se il cinema erotico esista ancora, o abbia ancora ragione di esistere. Esso infatti, in tempi di censura e di moralismo, aveva la funzione prevalente di parlare d’altro, di indagare quella zona oscura dell’animo umano che non aveva cittadinanza nella vita pubblica né nel cinema generalista. Spesso l’erotismo cinematografico, anzi, si manifestava come un vezzo intellettualistico, con il darsi l’alibi culturale, in buona o cattiva fede, per procurarsi erezioni e bagnamenti sotto la giacca e cravatta o il tailleur elegante.

Oggi non è più così. Da un lato il cinema mainstream non ha più troppi problemi a mostrare scene e raccontare situazioni che una volta sarebbero state tranquillamente rubricate come estreme, senza bisogno di ricorrere all’etichetta del sottogenere. Dall’altro la pornografia, soprattutto occhieggiando un’utenza femminile, non è più la bassa macelleria e la fiera dello stantuffo di una volta, ma offre immagini curate, scenari raffinati, a volte anche storie e intrecci di sesso, sentimento e tenerezza; e soprattutto sta godendo di un certo qual sdoganamento nella morale comune. Insomma, il cinema erotico è (forse) morto, quindi viva il cinema erotico.
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