Questo romanzo, forse il primo esempio di "realismo magico" tibetano, è per il suo paese quello che i romanzi di Gabriel García Márquez sono stati per la Colombia.The Los Angeles TimesNel Tibet dei primi decenni del Novecento, dove il potere è detenuto dai pochi signori feudali che controllano la coltivazione e il traffico dell'oppio, si snoda la saga della dinastia Maichi.A raccontarla è l'ultimo discendente della famiglia, un giovane ritenuto idiota, e come tale disprezzato e ignorato da tutti, che sa osservare cose e persone con un occhio ingenuo ma allo stesso tempo straordinariamente acuto.E tra rivalità familiari, lotte di potere, amori e sconfitte, la storia della dinastia diventa allo stesso tempo la storia del paese e del tramonto di un mondo. Un paese fiabesco e lontano da ogni stereotipo, in cui bellezza e violenza si uniscono in un nodo inestricabile, crudele e affascinante.
Alai (Chinese: 阿来; pinyin: Ālái; Tibetan: ཨ་ལེ་, Wylie: a-le, ZYPY: Alê, Lhasa dialect IPA: [ɑ́lè]; born 1959 in Sichuan province) is a Chinese poet and novelist of Rgyalrong Tibetan descendent. He was also editor of Science Fiction World.
Alai's notable novel Red Poppies (The Dust Settles - Chen'ai Luoding), published in 1998, follows a family of Tibetan chieftains, the Maichi, during the decade or so before the liberation of Tibet by the People's Liberation Army in 1951. Their feudal life in the Tibetan borderlands, narrated by the youngest "idiot" son, is described as cruel, romantic, and full of intrigue (with the incorporation of Tibet into the People's Republic of China presented as a great advance for the Tibetan peasantry). Red Poppies was selected as a finalist for the Kiriyama Prize in 2002 and won the 5th Mao Dun Literary Prize in 2005.