Stati Uniti, un’isola immaginaria nel Pacifico. Una rete televisiva disposta a tutto pur di fare audicence. Anche a mettere in palio la vita umana. Siamo in California. Una rete televisiva privata organizza un reality show intitolato L’esecuzione, i cui concorrenti sono otto assassini - sei uomini e due donne - già condannati a morte, che accettano di partecipare al gioco sapendo che uno di loro, uno solo, potrà salvarsi. Vivranno in una specie di ranch, senza regole né restrizioni, spiati 24 ore su 24 dalle telecamere. Ogni sabato sera il pubblico da casa sceglierà il concorrente da mandare a morte. Il gioco comincia, l’America si appassiona al reality, che fa registrare un’audience straordinaria sin dalla prima puntata. Le storie dei condannati sono agghiaccianti, il pubblico si appassiona e partecipa con incredibile trasporto. Ci sono le prime nomination, le prime esecuzioni. Il gioco si fa duro. Ma all’improvviso i concorrenti-detenuti si ribellano, uccidono le guardie e prendono in ostaggio il presentatore, il regista, un cameraman, la segretaria di produzione e il presidente della giuria... e il gioco deve continuare, in palio la vita di tutti. L’America è davanti a una chi punire, l’efferato assassino o un ipotetico innocente? L’esito non sarà così scontato... Che il reality cominci!
“A questo punto sono curioso di scoprire se la gente si indigna di più per i delitti palesi commessi da delinquenti come noi, o per i crimini, diciamo così, ‘ professionali, quelli che persone insospettate come voi compiono regolarmente per far carriera e soldi. (…) È peggio chi uccide o chi camuffa la verità, imbroglia, manipola l’opinione pubblica? Questa è la mia curiosità. Spero di conoscere la risposta prima che mi facciano fuori.” Una rete televisiva americana manda in onda un format televisivo apparentemente simile a ‘Il Grande Fratello’: su un’isola del Pacifico, otto persone vivranno a stretto contatto per alcune settimane, costantemente riprese da telecamere e sotto gli occhi di milioni di spettatori con un chiaro gusto per il voyerismo. Ma non sono attori in declino, ex personaggi dello spettacolo scivolati nell’oblio, sono otto detenuti in attesa di una iniezione letale. Sono accomunati da un unico elemento comune: hanno lo stesso avvocato, John ‘Bloodless’ Cincinnati, il quale è riuscito a tenerli in vita fino ad allora grazie a cavilli giuridici. Sull’isola, tuttavia, il destino di questi criminali cambierà per sempre: ogni settimana uno di loro verrà nominato dal pubblico per essere giustiziato in diretta. Dovranno morire tutti tranne l’ultimo, che beneficerà di un temporaneo prolungamento della vita, da trascorrere in galera, in attesa della successiva edizione. Ma ciò che sembra un macabro programma televisivo, nel quale l’uomo comune diventa giudice e carnefice, decidendo la vita di altri esseri umani - un po’ come gli antichi Romani che decretavano del destino del gladiatore riverso a terra semplicemente ruotando il pollice verso l’alto o il basso - il programma si trasforma via via in un incubo per tutti coloro che si trovano sull’isola, dai detenuti allo staff televisivo. Con uno stile incalzante che incolla il lettore alla pagina, Lello Gurrado ci regala uno spaccato sociale inquietante e allo stesso tempo attuale. Nessuno di noi è veramente innocente, nessuno può ritenersi migliore degli altri e, soprattutto, nessuno può ergersi a giudice della vita e della morte di un essere umano. Caldamente consigliato.