Rosalind Krauss, teorica dell'arte contemporanea, offre in questo libro le sue risposte più recenti alle questioni urgenti dettate dall'era postmediale: qual è la condizione e la funzione dell'arte d'oggi? Quale il compito dell'artista nella costruzione della propria opera? Quale la sua responsabilità nei confronti del linguaggio? A partire dagli esempi e dai concetti chiave - da Jackson Pollock e Clement Greenberg all'arte "processuale" degli anni sessanta e settanta, da Andy Warhol e Cy Twombly a Robert Morris, Richard Serra ed Edward Ruscha - la Krauss si proietta nell'arte del nuovo millennio, il cui compito è quello di "reinventare il medium", non mero strumento tecnologico, ma vero e proprio linguaggio con specifiche regole, convenzioni e forme.
Ennesimo libro di arte pieno di stronzate e formalismi accademici inutili, volti a riempirsi la bocca di parole fritte, che non servono a niente e sprecare carta, e di conseguenza alberi, scrivendo stronzate che a conti fatti non solo non ti fanno capire un cazzo ma ti confondono ancora di più le idee rispetto al momento precedente all'approccio del testo.