C’è un neomedico, che non pare poi così tanto intenzionata a fare il medico.Ci sono delle amiche, ci sono dei ragazzi e ci sono delle relazioni che sono tutt’altro che lineari.C’è un incontro che un po’ è un’amicizia. Un po’ è un mistero. Un po’ è un vero giallo. Un po’ è un amore.A tenere insieme tutte queste cose c’è qualcosa di superiore. Si chiama musica per qualcuno. Pittura. Scrittura per qualcun altro ancora. Arte. Tutti in questa cosa si perdono. Di essa si nutrono, su di essa si interrogano. E da questa cosa si fanno travolgere.Un effetto valanga che comincia da una piccola palla di neve, buttata giù per gioco. Da Virginia, che poi è il nostro neomedico che ha preso tutt’altra strada. Che si è scordata di cosa può combinare la finzione quando la si vuol travestire troppo da realtà, nonostante l’aleggiare di un imponente ombra wellsiana.Ma piove spesso in questa storia, dove la melodia portante la cantano i tergicristalli. E si sa, la neve non resiste molto sotto il tambureggiare della pioggia.
Letto tanti anni fa, tanto che non ricordavo fosse su Goodreads. Ricordo ancora molte delle espressioni che l'autrice ha usato per descrivere alcune scene che mi parlarono in maniera particolare e questo, più di un timbro burocratico, credo sia il marchio di qualità che mi sento di lasciarle.
Opera prima di Federica Frezza ed è subito evidente la sua conoscenza e la sua abilità nell'utilizzo della lingua italiana. In pochi sanno scrivere come lei. Le citazioni sono numerose e colte. In questo libro Federica unisce due sue grandi passioni: i libri e la musica... http://appuntidiunalettrice.blogspot....