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Il cielo d'erba

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Francesco è un giovane disoccupato, spesso prigioniero delle proprie fragilità. Viola per lui è una rivelazione. Gli dà forza e fiducia in se stesso e lui la adora, adora tutto di lei. E anche Viola impara ad amarlo e ad aprirsi con lui, nonostante la propria natura un po’ da gatto e un po’ da istrice.
È soltanto grazie a lei che Francesco ha imparato a guardare il mondo da una nuova prospettiva, capovolta. Le cose non sono come sembrano, e non devono per forza andar sempre male. Così le loro vite – lui che trova finalmente un impiego in un mercatino dell’usato, lei che lavora nel bar dei genitori – si uniscono in modo indissolubile. L’innamoramento porta alla convivenza e poi al matrimonio. Ma l’idillio dura poco, perché Francesco si accorge che Viola è sempre più cupa e scontrosa, c’è qualcosa che la tormenta e la divora da dentro. Il ragazzo decide di affrontarla e, sulla scorta di un terribile sospetto, le chiede se ci sia un altro uomo. E un altro uomo, in effetti, c’è: è Viola stessa. Viola che non è mai stata a suo agio dentro il corpo di una donna, dentro quell’identità. Viola che ha deciso di ascoltarsi, finalmente, e avviare il processo di transizione di genere. L’amore che prova per Francesco non è messo in di­scussione e lui, sospinto da un sentimento assoluto e incrollabile, cerca con tutto se stesso di accettare la situazione e di sostenere la moglie. Ma l’amore, il vero amore, può davvero resistere a tutto?
Un esordio narrativo di straordinaria forza e incredibile attualità, scritto con estrema grazia e grande lucidità nessun aspetto viene nascosto al lettore, né sentimentale né fisico o sessuale, in un percorso che sfida le convenzioni raccontando l’amore come non è mai stato raccontato prima.
Una narrazione matura, energica e allo stesso tempo delicata, che supera con coraggio gli stereotipi e trascina il lettore nei meandri più profondi dell’animo umano.

618 pages, Kindle Edition

Published April 24, 2023

96 people want to read

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Community Reviews

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13 (26%)
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7 (14%)
2 stars
6 (12%)
1 star
8 (16%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Federica.
368 reviews31 followers
June 14, 2023
Storia che sulla carta poteva essere super interessante, ma lo stile di scrittura e certe scelte dell’autore hanno fatto precipitare il mio giudizio a 2 stelle. Il continuo uso di metafore e i dialoghi poco naturali mi hanno fatto davvero faticare.

Edit: Ho letto qui una recensione molto interessante su questo libro. Ho prima di tutto gongolato perché la persona in questione aveva le medesime critiche sullo stile di scrittura, che continua a farmi venire l’orticaria anche al solo ricordo.
Ma la recensione continua poi con un discorso su cui mi troverei totalmente d’accordo riguardo a un ideale romanzo che voglia rispettare tutti i canoni della community LGBTQ+, ma che trovo mal riposto in questo contesto.
Il libro non mi è piaciuto per come è scritto, ma mai andrei a valutarlo per come l’autore ha fatto comportare i personaggi (a meno che fossero costruiti male, incoerenti, vuoti… allora sì, lì sarebbe una pecca addebitabile all’autore). I due protagonisti sono prima di tutto due persone SBAGLIATE. Non sono personaggi che cercano di essere un esempio, quindi non dovremmo dargli ruoli che non hanno. Sono due persone sbagliate, che si fanno continuamente del male, reciprocamente. È una delle relazioni più tossiche di cui io abbia mai letto, tipo di storia che tendenzialmente avrei potuto adorare, perché non c’è niente che mi affascini di più del leggere di persone rotte, ma il libro era talmente scritto male che mi ha lasciato solo tossicità senza fascino.
Ma torno al discorso di prima… non penso che questo libro vada giudicato per come si comporta Vittorio o la sua cerchia o Francesco, perché un libro con persone queer non deve per forza seguire gli ideali o il buon comportamento che ci si aspetta. Vittorio non rappresenta nessun esempio, e non lo si può additare per il fatto che permette che si usi il suo deadname o per altri suoi comportamenti. Le persone non sono tutte uguali, neanche quelle della community LGBTQ+ (e mi sento Capitan Ovvio). Non bisogna confondere le storie con il buon senso comune, altrimenti dovremmo gettare ai leoni moltitudini di libri, come dice anche la ragazza nella recensione, ma non sono d’accordo sul fatto che visto il momento storico si potesse evitare. E il fatto che venga criticato l’autore in quanto etero che cerca di scrivere storie queer… si sta dando per scontato un orientamento, la qual cosa è opinabile sempre, e fa quasi inoltre sembrare che le storie queer siano di esclusività solo di una categoria di persone, la qual cosa mi sembra di nuovo opinabile. E infine sembra che se ci siano personaggi queer, all’improvviso il libro debba diventare un manifesto della comunità. Mi piace pensare che i personaggi queer siano personaggi come gli altri, che ci si senta liberi di usarli ai fini della propria storia e senza doverli incatenare solo a certi ideali. Sono prima di tutto persone, in quanto tali anch’esse libere di sbagliare. E Vittorio ne ha sbagliate tante, Francesco anche di più (la transfobia, e un po’ di ignoranza in generale, c’è e rimane), e l’autore non mi sembra abbia fatto nessuno sforzo per farli passare come personaggi positivi, anzi. Ecco, quello sarebbe stato un vero errore.
Ma il vero errore qua era la scrittura.
E ora la mia vera domanda è… perché mi son messa qua a difendere un libro che comunque non mi è piaciuto?
Misteri dell’universo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for sofiaas.
71 reviews18 followers
June 16, 2024
Che libro! Sono una libraia, quindi ho saputo di questa uscita diversi mesi fa e mi sono lasciata catturare la descrizione che lo paragonava a "Una vita come tante" di Hanya Yanagihara. Ho incrociato le dita e sperato che non fosse l'ennesimo confronto fine a se stesso.
Ho letto questo romanzo cercando di non correre troppo perché non volevo avvicinarmi alla fine e allo stesso tempo non riuscivo a fermarmi. Vergoni ci regala una prosa limpida, forte e diretta; mi sono ritrovata diverse volte a sospendere la lettura perché avevo bisogno di rimanere sola per qualche attimo con i miei pensieri. Questa potrebbe sembrare solo la storia di Francesco e Viola/Vittorio, in realtà è la storia di ognuno di noi perché prima o poi tutti ci troviamo a dover fronteggiare qualcosa che ci fa soffrire e che ci mette alla prova. Francesco e Viola/Vittorio mi hanno regalato pezzi del loro vissuto di cui non riesco a meno di fare tesoro e per questo devo ringraziare l'autore che ha saputo dare vita a due personaggi così veri.
1 review
February 13, 2024
Onestamente, fatico a scrivere questa recensione. Premetto che non ho letto “Il cielo d’erba” per intero per il semplice fatto che non ci riuscivo: il modo in cui la transizione FTM viene descritta fa venire letteralmente il voltastomaco, il che può risultare triggerante per molti lettori, in particolare se sono persone trans.

Comincio dalla premessa: il libro è narrato in prima persona dal punto di vista di Francesco, che è sposato con il personaggio FTM, Vittorio. Il problema è che si sono sposati prima che Vittorio facesse coming out come uomo trans, quindi è stata una notizia che ha stravolto la relazione di coppia, soprattutto perché Francesco non è attratto dagli uomini.

Un tema parecchio complesso e in effetti, quando si inizia a leggere la storia, ci si rende subito conto di come la visione dell’autore, un uomo cisgender è strettamente limitata e stereotipata, nonostante abbia effettivamente fatto ricerca sull’argomento.

Quello che mi ha colpito in particolare è il modo in cui la transizione viene descritta come un atto egoistico e orripilante. Sembra che ogni parola usata per descrivere l’uso di packer e binder, effetti del testosterone e chirurgie abbia come obiettivo causare disgusto oppure saziare una curiosità morbosa delle persone cis riguardante i corpi trans. Esempi di capitoli in cui questo succede: 41, 57, 63, 71, 79, 95, 100, 133, 148.



Nel caso di persone FTM crea disagio anche essere continuamente chiamati al femminile, intanto questo non viene mai reso effettivamente esplicito nel romanzo poiché Francesco insiste in usare il deadname di Vittorio e a ripeterlo in maniera ossessiva in certi passaggi. Addirittura l’autore stesso chiama Vittorio con il suo deadname nelle interviste, dimostrando che non riesce a mettersi nei panni di una persona FTM fino in fondo.





Potrei andare oltre e oltre, ma preferisco concludere qui. Questo libro è il miglior esempio di perché spesso alle persone trans non piace che persone cis scrivono su di loro. Le vivenze trans diventano spunto per fare delle storie pseudo-complesse, ma che in realtà è solo la stessa storia vista e rivista. Storie in cui il personaggio trans sta lì solo per essere trans e soffrire per questo, pornografia del dolore e basta, e spesso irrealistiche come questa. Storie in cui il personaggio trans viene visto esclusivamente come qualcuno che sta rovinando la vita degli altri e il proprio corpo mentre le persone cis provano a impedirglielo, come una persona mentalmente instabile, come una persona incapace di avere una vita normale e di pensare a qualunque che non sia la transizione.

Insomma, non leggete questo libro. Se sei una persona trans, in particolare FTM, e stai leggendo questa recensione, sapi che meriti di essere amato in quanto uomo e che il tuo corpo è bello, indipendentemente da come sia fatto. Se invece sei una persona cis, non soffermarti su questo libro, cerca storie scritte da ragazzi FTM (Il cuore nei ricordi di Elia Bonci oppure Scheletro femmina di Francesco Cicconetti, per esempio).
Profile Image for Alice S..
94 reviews24 followers
May 6, 2023
Se dovessi valutare questo libro con una frase sarebbe questa:
“it is SO BAD, i wanna give you a zero, but that's not possible, so I give you a one”

Ma dato che Goodreads mi concede molto più spazio, dirò nel dettaglio perché l'ho detestato così tanto.

Quando Longanesi mi ha contattato per regalarmi questo libro, ero molto contenta: il romanzo affronta la storia d’amore tra due persone, una delle quali (che si era sempre presentata al mondo come donna) si rende conto di essere un ragazzo trans; e ovviamente questo sconvolge gli equilibri della coppia. Osserviamo quindi dal punto di vista di Francesco (ragazzo cis e etero) come quella persona che aveva sempre chiamato Viola si trasformi in Vittorio.

Il tema era decisamente nelle mie corde e pensavo che finalmente avrei letto una storia queer scritta da un autore italiano. Peccato che questo libro faccia acqua da tutte le parti.

Dividerò questa mia recensione in tre parti, partendo dal “meno peggio” fino ad arrivare ai tasti più dolenti: 1) gli aspetti stilistici che non mi sono piaciuti; 2) i buchi di trama e le incongruenze; 3) gli aspetti problematici legati al tema della transizione di genere.

Lo stile
Parecchi aspetti stilistici non mi sono piaciuti, elenco qui i tre più importanti:
• I dialoghi sono irrealistici; a volte sembra di guardare un telefilm di serie C, di quelli che danno il sabato pomeriggio su Canale 5: nessuno parlerebbe in questo modo nella vita reale
• Per alcuni personaggi si utilizza l’accento romano (che viene riprodotto sulla pagina per mezzo di storpiature ortografiche) al fine di caratterizzarli. Trovo che sia un metodo davvero poco originale e da dilettante per definire il carattere di un personaggio, oltre che trito e ritrito
• Il protagonista non si ricorda i nomi delle persone che incontra, quindi decide unilateralmente di affibbiare loro dei soprannomi spesso anche irrispettosi (Poliziotto macho, Pizzetta egizia, Paradisea...). Oltre a confondere ancora di più il lettore, questo mi ha dato particolarmente fastidio perché il nome è la prima forma di rispetto quando ci si rivolge a qualcuno, e il protagonista non riesce a rispettare nemmeno questa basilare norma di comportamento. Ma su questo ci torneremo più avanti

Ovviamente gli aspetti stilistici riguardano le mie preferenze e i miei gusti; probabilmente a qualcuno questi espedienti stilistici non danno fastidio oppure lasciano indifferenti. I problemi più seri sono quelli di cui parlerò nei prossimi due paragrafi.

Buchi di trama e incongruenze
Nel testo sono presenti numerosissimi episodi che, seppur possibili, appaiono molto irrealistiche se si ha mai parlato con una persona trans e ci si è informati un minimo. Un esempio su tutti: il protagonista, Francesco, incontra un uomo trans, conosciuto da tutt* come Spartaco; Francesco non capisce che Spartaco è trans, e questi glielo rivela la seconda volta in cui si vedono, dicendogli anche come si chiamava prima della transizione! Se il nome pre-transizione si chiama DEADname (=nome morto) ci sarà un motivo, no? E invece no, perché in questo libro è normale rivelarlo con estrema leggerezza a un semisconosciuto. È vero che alcune persone trans (una risicatissima minoranza) non hanno problemi a rivelare il loro deadname, ma sono davvero pochissime, perché generalmente il deadname è qualcosa che provoca molto dolore e disforia, e che può anche essere usato come arma psicologica per offendere e insultare.
Il buco di trama più grosso però riguarda la relazione tra Francesco e Vittorio.

Aspetti problematici
TW: violenza, transfobia, stupro


Paragrafo bonus: altre cose cringe e stereotipi presenti nel libro
- In uno dei primissimi capitoli Francesco e Vittorio sono in campagna e Francesco deve fare pipì nella natura. Vittorio gli chiede di guardarlo mentre urina. Cosa dovrebbe dirmi questa scena? Che Vittorio in quanto trans è fissato con il pene? Questo è un grandissimo stereotipo nei confronti delle persone trans e questo capitolo non fa che alimentarlo
- A pagina 25 c’è una becera battuta sullo stupro, scritta con una leggerezza allucinante. Little did I know che poi ce ne sarebbe stato un altro...
- Quando Vittorio fa coming out con Francesco, quest’ultimo non cerca informazioni su internet, in biblioteca o in un centro LGBT+ come farebbe una persona normale: va da una sex worker. Trans. Brasiliana. Non operata perché “se no come lavoro?”. Stereotipi su stereotipi
- Ho dimenticato di parlare di tutta la misoginia che c’è in questo libro ma davvero sono esausta e non ce la faccio ad affrontare anche questo argomento

Insomma: questo non è un libro queer, ma un libro etero che cerca di trattare tematiche queer senza riuscirci, ma anzi, creando potenzialmente molti danni.

Non sto dicendo che la letteratura e la narrativa debbano necessariamente essere edificanti, altrimenti non avremmo capolavori come "Lolita" e molti altri. Ma in un periodo storico in cui persone come Cloe Bianco si danno fuoco perché non riescono a vivere la loro identità serenamente, in cui il nostro Paese ha uno dei tassi di 0micidi di persone trans più alto dell'occidente, c'era davvero bisogno di un libro come questo, in cui l'unico punto di vista è quello di una persona transfobica che si rifiuta di guardare oltre il suo naso? Un libro in cui a malapena si spiega un concetto basilare come il deadname?
Io ho provato del dolore mentale e fisico leggendo questo libro; non riesco nemmeno a immaginare cosa potrebbe provare una persona trans. Se la "categoria" di cui parli non riuscirebbe a leggere questo libro perché troppo violento nei suoi confronti, perché il punto di vista adottato è solo quello della persona transfobica, allora per chi è stato scritto questo libro? Con quale scopo?

Per concludere vorrei fare un appello a tutte le persone che hanno apprezzato questo romanzo o che sono interessate alla tematica della transizione di genere: non fermatevi a questa storia, che è la storia di un uomo etero e cis che non fa un minimo sforzo per guardare più in là del suo naso e rimane transfobico fino all’ultima riga. Informatevi e ascoltate le voci di chi queste situazioni le ha vissute e le vive, perché sono loro a cui dovremmo dare più voce e più spazio.
Profile Image for Anita Giannasio Mirisola.
Author 5 books47 followers
March 30, 2025
Un libro che mi ha fatta arrabbiare per quasi tutto il tempo, ma dal finale perfetto: una coppia evidentemente disfunzionale (è un mistero come sia sfuggito alla pletora di personaggi secondari che si è impicciata nella loro relazione sin dall'inizio) che, grazie al cielo, si sfascia.
Un romanzo estremamente democratico, perché ha dato voce sia a Vittorio (fiero della sua transizione e dei risultati fisici che hanno trasformato la sua disforia in euforia di genere) che a Francesco (il quale, malgrado abbia sempre dimostrato di supportare la scelta del marito, alla fine non è più stato in grado di reprimere i suoi pensieri più vili e reconditi, esplodendo in un'ondata di rancore).
Trovo alcune recensioni ingiuste nei confronti di Francesco, perché è vero che commette molte azioni orripilanti (come l'ostinato utilizzo del deadname del marito e dei pronomi femminili), ma è anche vero che i fatti contano più delle parole, e per due anni di matrimonio Francesco non ha fatto che tenere per sé il suo disagio e ha aiutato Vittorio a emergere, soffocando la sua amata Viola. L'errore di Francesco è stato proprio fingere che Viola potesse sopravvivere, reprimendo il suo dolore nel vedersela scivolare tra le dita ogni giorno di più, finendo col rimetterci la propria salute. Quando ha iniziato a vomitare, dimagrire e perdere i capelli, mi sarei aspettata che Vittorio fosse altrettanto solerte e presente al fianco del marito, ma era troppo assorbito dalla propria immagine riflessa nello specchio per accorgersi che la salute di Francesco veniva meno. Il problema principale di questa coppia, secondo me, è proprio l'evidente sproporzione di interesse e amore dei coniugi verso uno dei due: sin dal principio non è possibile scorgere alcuna traccia di reciprocità, perché Francesco è accecato dall'amore (o meglio, l'ossessione) per Viola, mentre Viola è accecata dall'odio per sé stessa, e successivamente, con l'entrata in scena di Vittorio, l'odio si trasforma, sì, in amore, ma di nuovo per sé stesso. Francesco è stato un partner comodo, ideale per affrontare la transizione, ma una volta completato il processo, la rottura era inevitabile.
E va bene così. Non tutte le storie d'amore hanno un lieto fine, ma tutte ci lasciano qualcosa, ci insegnano ciò di cui abbiamo bisogno. Francesco era un concentrato di insicurezza che aveva bisogno di mettere sé stesso al primo posto. Vittorio invece sapeva bene chi era, ma aveva bisogno di prove fisiche, tangibili, per mostrarsi al mondo intero in tutto il suo splendore.
Mi sono piaciute molto le scene in cui la disforia di genere di Viola si manifestava, perché mi hanno aiutato a capire di che cosa si tratta esattamente. Anche i disagevoli ostacoli e i felici esiti della transizione mi sono stati utili a comprendere il percorso di riappropriazione di genere degli F to M.
Mi sono piaciute meno tutte le storielle individuali dei personaggi secondari, perché la trama principale era interessante e non trovo che occorressero distrazioni o allungamenti di brodo. Inoltre ho trovato il vizio di Francesco di affibbiare a tutti dei soprannomi fastidioso e inutilmente dispersivo.
Complessivamente, è una lettura che consiglio, sebbene non sia delle più gradevoli per la scelta del narratore unico: alternare le voci di Francesco e Vittorio sarebbe stato senz'altro più stimolante.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Marco Oliveri.
70 reviews4 followers
September 17, 2023
Si può provare una totale insofferenza nei confronti del protagonista/narratore, eppur continuando avidamente nella lettura del libro?
Mi sta capitando con questo: Francesco- con il suo insopportabile carico di ansie, col suo quasi nullo rispetto per il prossimo del quale non si preoccupa nemmeno di ricordarne i nomi, affibbiando piuttosto, nella sua testa, dei soprannomi al limite dell’offensivo - conosce Viola, se ne innamora e la sposa.
Ma ben presto si accorge che tra loro c’è qualcosa che non va. Forse un altro uomo.
E l’altro uomo, in effetti, c’è. Solo che l’altro uomo è proprio Viola, che non si è mai sentita a posto col corpo di donna.
Francesco - transfobico, omofobico e chi più ne ha, più ne metta - nella sua totale imbecillità è convinto di amare così tanto Viola da seguirla nel suo percorso di transizione, ma il suo non e’ affatto un amore sano; è piuttosto un sentimento talmente egoista da cercare in tutti i modi la donna che è convinto esistere all’interno di quel corpo di donna.

E non meno negativo è l’altro personaggio: Viola - che sapeva già da tempo di essere Vittorio - eppure per un amore altrettanto malsano, decide di farsi conoscere così (come Viola) da Francesco e continua nella sua funzione fino a dopo averlo sposato, imponendogli una realtà che lui non avrebbe nemmeno potuto immaginare. Perché insomma, avrà pure tutti i difetti odiosi di questo mondo, ma non può farci nulla se non è gay e mai avrebbe voluto ritrovarsi sposato con un uomo.

E allora perché ho dato 4 stelle a questo libro? Perché è scritto bene e, soprattutto, perché l’autore è stato bravissimo a rendere così detestabile il protagonista/narratore ed al tempo stesso a non permetterti di lasciarlo, nonostante si abbia la voglia di prendere a schiaffi Francesco ogni 2 o 3 pagine.
Profile Image for lapeanuts.
92 reviews
July 23, 2023
pecca sicuramente in tantissime cose: la lunghezza in primis, l’ immaturità che diventa spesso vero infantilismo, la pateticità, la reiterazione, la banalità e banalizzazione di tanti aspetti. Tuttavia, quasi come a un “bambino scemo” non si può non volergli bene e non restarci un po’ affezionati; perché per prima cosa tratta un tema diverso, per seconda cosa, nel mare di banalità e spicciolame, riesce a posizionare dei pensieri molto profondi e molto ben espressi che restano come frasi da portarsi dietro. Non si sa per quale mistero ma, forse forse, a qualcuno, lo consiglierei anche
240 reviews1 follower
April 24, 2024
Non ho un parere ben definito di questo libro. Trovo che sia interessante ma poco scorrevole, Francesco è molto comprensivo ma veramente pesante, Viola/Vittorio è coraggios* ma insensibile. Non c’è un personaggio che mi sia piaciuto totalmente e nemmeno uno che non mi sia piaciuto. L’unica cosa che mi ha convinta totalmente è il finale: che Francesco e Vittorio si siano separati è giusto per entrambi.
Non penso lo consiglierei.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Roberta.
65 reviews2 followers
March 23, 2026
È la storia di Disforicchio, che all'inizio si insinua in punta di piedi (calzando scarpe n45) tra Francesco, innamorato al punto di non incontrarlo mai, e Viola, che invece ha a che fare con il 'folletto malefico' sin dall'infanzia. Messo così, sembra un romanzetto semplice. Ma non lo è. È una storia d'amore bellissima e profonda. È un racconto scorrevole e spesso divertente che ci invita a riflettere e ad accettare qualsiasi sfumatura. Un libro coinvolgente per crescere, capire e migliorarsi.
Profile Image for Lella52.
251 reviews4 followers
June 16, 2023
Un libro su cui avevo tante aspettative che però sono andate deluse. Non mi ha toccato nonostante l'argomento importante e serio. Forse per lo stile narrativo che alterna riflessioni e momenti profondi a descrizioni prolisse e inutili o a situazioni inverosimili. E poi...troppe metafore e similitudini!
Profile Image for Maya.
145 reviews
January 20, 2026
È difficile parlare di questo libro, dargli una valutazione, comprenderlo a pieno, capirlo. Leggerlo è stata un'Esperienza. È un romanzo pieno di amore, dolore, sconforto, disperazione e amarezza. Un libro sicuramente rivoluzionario. Mi piace molto lo stile di scrittura dell'autore. Ti lascia sicuramente il segno.
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