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Il miglio di cenere
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Community Reviews
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
July 21, 2026
In questo libro c'è un po' di tutto.
1) Il trattare i ragazzi e le ragazzi delle medie (perché più o meno è quello il target) come persone che non sanno riflettere e hanno bisogno che venga data loro la morale con il cucchiaio;
2) Forse una spruzzata di antimeridionalismo (e meno male che questo libro sarebbe il tentativo dell'autore di riappacificarsi con le sue origini);
3) Una fantascienza marcatamente occidentale (la collaborazione della comunità è solo estetica, sono singole entità che fanno le cose e per caso vanno in una direzione generale comune, ci sono i singoli eroi che da soli smontano mari e monti);
4) Incongruenze logiche: Intanto, i genitori del protagonista, nonostante fossero fondamentalmente molto vicini all'esplosione del Vesuvio e in mezzo alla cenere e alla lava NON hanno riportato ferite e menomazioni di alcun tipo (e da persona disabile la cosa mi fa incazzare il doppio: sarebbe stato solo logico e avrei avuto anche della fottuta rappresentazione); inoltre, se il cattivo di turno insegue i protagonisti nella nuova bocca del Vesuvio in elicottero, perché l'Italia non ha pensato di fare lo stesso anni prima? E il resto del mondo? (Da qui l'antimeridionalismo, secondo me.)
5) Una risoluzione ridicola che mischia incapacità di salvare sé stessi da parte dei Napoletani (che dovrebbe pure essere la morale della storia!) collusione mafiosa, propaganda per capitalismo, per i miliardari e per la trickle economy.
- Il cattivo di turno (che ha causato il disastro principale del libro) cambia idea dopo l'incazzatura della figlia, una ramanzina di tre righe da parte della madre del protagonista e la quasi perdita della figlia. Perdita dovuta alla nascita completamente causale di un fiore di ginestra gigante che ha spaccato la bocca del Vesuvio (ma senza che ci siano potenziali riferimenti a una risoluzione simile, è proprio un deus ex machina.);
- Il gruppo dei "Cafoni" (gruppo di buoni che andava contro la multinazionale da sempre) ha la propria reputazione ristabilita in meno di un mese grazie alle parole del miliardario;
- Tale miliardario, dopo aver passato anni a dire di star facendo del bene a Napoli, se ne esce con un comunicato in cui dice che ORA farà veramente del bene a Napoli (e la popolazione muta.)
- La capa dei Cafoni si butta in politica, per fare la sindaca. Ottiene l'aiuto del miliardario e in cambio non dice nulla di tutto ciò che la multinazionale ha fatto in quegli anni (esplosione iniziale del Vesuvio + aiuti non veri.)
6) Uno scambio di battute che sembra normalizzare le violenze di genere.
- Scambio di battute lui lei. "Sembra un effetto ottico, tipo Fata Morgana." "Che cos'è la fata Morgana?" "Sei mi tradisci, ti annego." Non ha un senso logico e nessuno dei personaggi batte un ciglio di fronte a sto scambio.
7) Errori astronomici: Venere viene considerato una stella e non un pianeta (Ok che esiste l'espressione "stella della sera" o "stella del mattino" ma sono robe che dicevano i romani antichi nella loro ignoranza, non possiamo più mantenerle).
Mi fermo qua, sono già abbastanza inacidito. Sono un po' stupito dalla casa editrice che ha scelto di pubblicare così il romanzo, sinceramente.
1) Il trattare i ragazzi e le ragazzi delle medie (perché più o meno è quello il target) come persone che non sanno riflettere e hanno bisogno che venga data loro la morale con il cucchiaio;
2) Forse una spruzzata di antimeridionalismo (e meno male che questo libro sarebbe il tentativo dell'autore di riappacificarsi con le sue origini);
3) Una fantascienza marcatamente occidentale (la collaborazione della comunità è solo estetica, sono singole entità che fanno le cose e per caso vanno in una direzione generale comune, ci sono i singoli eroi che da soli smontano mari e monti);
4) Incongruenze logiche: Intanto, i genitori del protagonista, nonostante fossero fondamentalmente molto vicini all'esplosione del Vesuvio e in mezzo alla cenere e alla lava NON hanno riportato ferite e menomazioni di alcun tipo (e da persona disabile la cosa mi fa incazzare il doppio: sarebbe stato solo logico e avrei avuto anche della fottuta rappresentazione); inoltre, se il cattivo di turno insegue i protagonisti nella nuova bocca del Vesuvio in elicottero, perché l'Italia non ha pensato di fare lo stesso anni prima? E il resto del mondo? (Da qui l'antimeridionalismo, secondo me.)
5) Una risoluzione ridicola che mischia incapacità di salvare sé stessi da parte dei Napoletani (che dovrebbe pure essere la morale della storia!) collusione mafiosa, propaganda per capitalismo, per i miliardari e per la trickle economy.
- Il cattivo di turno (che ha causato il disastro principale del libro) cambia idea dopo l'incazzatura della figlia, una ramanzina di tre righe da parte della madre del protagonista e la quasi perdita della figlia. Perdita dovuta alla nascita completamente causale di un fiore di ginestra gigante che ha spaccato la bocca del Vesuvio (ma senza che ci siano potenziali riferimenti a una risoluzione simile, è proprio un deus ex machina.);
- Il gruppo dei "Cafoni" (gruppo di buoni che andava contro la multinazionale da sempre) ha la propria reputazione ristabilita in meno di un mese grazie alle parole del miliardario;
- Tale miliardario, dopo aver passato anni a dire di star facendo del bene a Napoli, se ne esce con un comunicato in cui dice che ORA farà veramente del bene a Napoli (e la popolazione muta.)
- La capa dei Cafoni si butta in politica, per fare la sindaca. Ottiene l'aiuto del miliardario e in cambio non dice nulla di tutto ciò che la multinazionale ha fatto in quegli anni (esplosione iniziale del Vesuvio + aiuti non veri.)
6) Uno scambio di battute che sembra normalizzare le violenze di genere.
- Scambio di battute lui lei. "Sembra un effetto ottico, tipo Fata Morgana." "Che cos'è la fata Morgana?" "Sei mi tradisci, ti annego." Non ha un senso logico e nessuno dei personaggi batte un ciglio di fronte a sto scambio.
7) Errori astronomici: Venere viene considerato una stella e non un pianeta (Ok che esiste l'espressione "stella della sera" o "stella del mattino" ma sono robe che dicevano i romani antichi nella loro ignoranza, non possiamo più mantenerle).
Mi fermo qua, sono già abbastanza inacidito. Sono un po' stupito dalla casa editrice che ha scelto di pubblicare così il romanzo, sinceramente.
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March 11, 2024
Mi dispiace, ma per me è no.
Non è brutto in senso assoluto (ho letto molto, molto di peggio), ma la scrittura è piena zeppa di errori tecnici (di storytelling, non di grammatica, che sono voluti, anche se la grafia del dialetto lascia un sacco a desiderare) e influisce negativamente sulla voce narrante, che ne viene fuori proprio povera e priva di personalità.
I personaggi (specie Nello, Simona e Ryotaro) sono appiattiti su stereotipi che mi hanno infastidito non poco e parlano in maniera tutt'altro che naturale.
La trama si regge su troppe coincidenze e tutta l'eruzione manca anche solo dell'ombra di qualcosa che sembri vagamente scientifico. Le ginestre sono trattate come un item magico, più che come un fiore realmente esistente. Il finale, poi, è ridicolmente anticlimactico. Si risolve tutto a tarallucci e vino, ben oltre il mio limite di sopportazione.
No, no, no. Proprio non va.
Non è brutto in senso assoluto (ho letto molto, molto di peggio), ma la scrittura è piena zeppa di errori tecnici (di storytelling, non di grammatica, che sono voluti, anche se la grafia del dialetto lascia un sacco a desiderare) e influisce negativamente sulla voce narrante, che ne viene fuori proprio povera e priva di personalità.
I personaggi (specie Nello, Simona e Ryotaro) sono appiattiti su stereotipi che mi hanno infastidito non poco e parlano in maniera tutt'altro che naturale.
La trama si regge su troppe coincidenze e tutta l'eruzione manca anche solo dell'ombra di qualcosa che sembri vagamente scientifico. Le ginestre sono trattate come un item magico, più che come un fiore realmente esistente. Il finale, poi, è ridicolmente anticlimactico. Si risolve tutto a tarallucci e vino, ben oltre il mio limite di sopportazione.
No, no, no. Proprio non va.
May 15, 2023
“Il Miglio di Cenere” ci permette di immaginare una Napoli del futuro devastata dagli effetti dell’eruzione del Vesuvio, eppure in ogni sua pagina io ho trovato le cose che più amo della mia città: la capacità di adattamento dellə napoletanə, la loro forza d’animo e il profondo legame con la terra natia che, per quanto sull’orlo della distruzione, continua a mostrare lati di sé magici e affascinanti.
Ho trovato il coraggio e la capacità di accogliere la diversità, specialmente in Arrigo, il protagonista, tanto dolce quanto determinato a proteggere le persone a lui care.
Ho anche avuto modo di ricordare quanto la rivoluzione sia parte del nostro DNA, soprattutto grazie al personaggio di Partenope (già il nome è una garanzia), che fa di tutto per restituire a Napoli la sua dignità, proprio come Simona, una giovanissima ragazza Italo-Giapponese che si ribella al suo stesso padre per poter porre fine a un ciclo di dolore e devastazione.
Nello è parte del mio cuore, una di quelle persone che riesce a mantenere un’immensa forza d’animo nei momenti più disperati, che riesce a sorridere, che non si tira mai indietro quando c’è bisogno di lui.
Disseminate tra le parole di questo romanzo ci sono le parti di me di cui vado più fiero, le cose che ho appreso accogliendo l’amore di e per questa città, nonostante tutto.
Perché “Il Miglio di Cenere” non è altro che questo, una dichiarazione d’amore.
Nel caos, nella sofferenza, nello smarrimento, c’è sempre un’opportunità di rinascere…e questo lə Napoletanə lo sanno bene.
Ho trovato il coraggio e la capacità di accogliere la diversità, specialmente in Arrigo, il protagonista, tanto dolce quanto determinato a proteggere le persone a lui care.
Ho anche avuto modo di ricordare quanto la rivoluzione sia parte del nostro DNA, soprattutto grazie al personaggio di Partenope (già il nome è una garanzia), che fa di tutto per restituire a Napoli la sua dignità, proprio come Simona, una giovanissima ragazza Italo-Giapponese che si ribella al suo stesso padre per poter porre fine a un ciclo di dolore e devastazione.
Nello è parte del mio cuore, una di quelle persone che riesce a mantenere un’immensa forza d’animo nei momenti più disperati, che riesce a sorridere, che non si tira mai indietro quando c’è bisogno di lui.
Disseminate tra le parole di questo romanzo ci sono le parti di me di cui vado più fiero, le cose che ho appreso accogliendo l’amore di e per questa città, nonostante tutto.
Perché “Il Miglio di Cenere” non è altro che questo, una dichiarazione d’amore.
Nel caos, nella sofferenza, nello smarrimento, c’è sempre un’opportunità di rinascere…e questo lə Napoletanə lo sanno bene.
Read
October 23, 2023Una storia super goduriosa, con un'ambientazione magnifica e ricca di spazio per l'immaginazione. È una storia per ragazzə, quindi lo stile è tarato di conseguenza. Bello molto bello.
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