기리노 나쓰오의 '무라노 미로 시리즈' 두번째 작품으로, 실종된 AV여배우를 쫓는 미로의 고군분투를 담고 있다. '무라노 미로 시리즈'는 제39회 에도가와 란포상 수상작인 <얼굴에 흩날리는 비>에서 <천사에게 버림받은 밤>, 그리고 무라젠의 청춘시절을 담은 <물의 잠 재의 꿈>로 이어져 <다크>에서 그 화려한 마침표를 찍는다.
비정한 인생들의 집결지인 신주쿠 2초메. 그곳을 터전 삼아 활동 중인 미로 탐정은 어느 날 '잇시키 리나'라는 AV여배우의 실종사건을 접수한다. 의뢰인은 '성인비디오 인권을 생각하는 모임'의 활동가 와타나베. 리나가 출연한 성인비디오물의 레이프 장면이 연출된 일례가 아니라 실제로 배우의 인권을 유린한 결과물이었다는 증언을 얻고자 하는데, 돌연 그녀가 실종되었다는 것이다.
무라노 미로 시리즈의 제2탄 <천사에게 버림받은 밤>은 이렇게 담담하게 시작하지만, 작가는 이번에도 작정한 듯 뒷골목에서 암약하는 불온한 이야기들을 거침없이 수면 위로 불러낸다. 성인비디오, 매춘, 야쿠자, 가정폭력, 미혼모, 동성애…. 기리노 나쓰오는 섬세함을 겸비한 무자비함으로 우리네 인간 내면의 어두운 한구석을 직설적으로 건드린다.
NATSUO KIRINO (桐野夏生), born in 1951 in Kanazawa (Ishikawa Prefecture) was an active and spirited child brought up between her two brothers, one being six years older and the other five years younger than her. Kirino's father, being an architect, took the family to many cities, and Kirino spent her youth in Sendai, Sapporo, and finally settled in Tokyo when she was fourteen, which is where she has been residing since. Kirino showed glimpses of her talent as a writer in her early stages—she was a child with great deal of curiosity, and also a child who could completely immerse herself in her own unique world of imagination.
After completing her law degree, Kirino worked in various fields before becoming a fictional writer; including scheduling and organizing films to be shown in a movie theater, and working as an editor and writer for a magazine publication. She got married to her present husband when she turned twenty-four, and began writing professionally, after giving birth to her daughter, at age thirty. However, it was not until Kirino was forty-one that she made her major debut. Since then, she has written thirteen full-length novels and three volumes of collective short stories, which are highly acclaimed for her intriguingly intelligent plot development and character portrayal, and her unique perspective of Japanese society after the collapse of the economic bubble.
Today, Kirino continues to enthusiastically write in a range of interesting genres. Her smash hit novel OUT (Kodansha, 1997) became the first work to be translated into English and other languages. OUT was also nominated for the 2004 MWA Edgar Allan Poe Award in the Best Novel Category, which made Kirino the first Japanese writer to be nominated for this major literary award. Her other works are now under way to be translated and published around the world.
Murano Miro è un'investigatrice incaricata di cercare una ragazza apparsa in un porno e mai più rivista da nessuno, la ragazza in questione si scopre essere un tantino psicopatica, ma non poi tanto se si considera che gran parte di quel che va dicendo è vero...
secondo romanzo incentrato sui (per me) falliti tentativi della Kirino di inventare un investigatore sulla scia di quelli famosi, ma, inutile dire, innanzitutto che lei non è Elizabeth George, quindi l'appeal della sua investigatrice è assai ridimensionato dai paragoni che qualsiasi lettore del genere può fare, e poi c'è il fattore logica, che nei ragionamenti di Murano Miro è leggermente assente, tutto quel che fa sembra improntato all'idea che una casalinga potrebbe avere delle indagini di polizia, Kirino ce la mostra a ragionare sull'ultimo imput che le giunge per caso, simulando un'accurata riflessione, come fosse una casalinga alle prese con un forno da scrostare e i mille consigli di una rivista femminile per farlo al meglio, salvo poi sottolineare che la sua casa è in disordine e che lei non cucina mai, così nessuno, almeno in Giappone, può pensare che lei sia invece una semplice casalinga travestita/riciclata come investigatore, (anche se ragiona come una cameriera e si scopa i sospettati che la intimidiscono...roba che a Barbara Havers, che pure ha la casa in disordine e si compra i pasti fuori casa, non verrebbe in mente nemmeno di fronte a un'ondata ormonica straordinaria)...poi c'è papà che è una figura ingombrante e la cui attenzione e i cui consigli Miro richiede come un'adolescente, sarà che in Giappone le donne, anche quelle che non hanno un marito, si fanno comunque guidare da un uomo, e infine c'è l'amico gay che da Yoshimoto in poi è imprescindibile compagnia della donna giapponese emancipata...le indagini procedono sbilenche, Miro si fa intimidire da chiunque, anche dal portinaio, qualunque zotico la guarda storto lei arretra come di fronte a Gozilla, e infine inciampa nella verità solo grazie alla sua volontà di ferro e ai dettagli che tutti sappiamo essere importanti dall'inizio della storia ma che lei aveva trascurato perchè il vicino gay, o il portinaio o che ne so, aveva trovato insignificanti i suoi collegamenti...inutile dire che Miro passa un sacco di tempo a fantasticare sesso e rapporti affettivi con chiunque, si rende ridicola persino con l'amico gay, insomma tutti gli ormoni che Barbara Havers non ha mai avuto nella vita ce li ha Murano Miro...
insomma si salva solo il finale, intuibile ma gustoso, e l'idea che questi romanzi siano stati scritti prima che Kirino si accorgesse finalmente che sarebbe stato meglio per lei mollare gli investigatori e concentrarsi sulla psicologia deviante, che sembra essere di più il suo elemento, a mio modesto parere...
Mi è piaciuto parecchio! La lettura è stata molto scorrevole e non volevo mai mettere via il libro ma ahimè per cause come lavoro e vita in generale, ho potuto leggere solo un'oretta al giorno 😮💨
Tornando al romanzo, mi sono piaciute le atmosfere cupe, classiche dell'autrice, e il toccare i temi come la violenza e il mondo dell'industria pornografica. Tuttavia, credo che il romanzo abbia forse deviato dal tema principale per focalizzarsi su altro, lasciando poco spazio a una tematica importante. Alcune delle scelte dell'investigatrice poi, mi hanno fatto storcere un po' il naso... Ma nel complesso io lo trovo comunque un bel libro.
Anche questo, un buon giallo anni 90, a mio parere persino superiore al precedente. Si fa leggere senza lasciar tregua al lettore, e gode di una struttura perfettamente adatta per un dorama o un film.
Forse la prima volta in cui ho faticato a capire dove la Kirino volesse andare a parare. "La notte dimenticata dagli angeli" è un romanzo acerbo, comprensibile giacché rappresenta uno dei primi lavori, ma difficile da accettare se si proviene dai suoi titoli di un certo rilievo come "Morbide Guance" o "Le quattro casalinghe di Tokyo".
Va letto non aspettandosi un noir mentre Murano Miro, un'investigatrice privata che a me tutto è sembrata meno che professionale, si barcamena nella complicata società giapponese, tra i locali a luci rosse, le raffinate abitazioni in stile Ginza o le tranquille cittadine di provincia.
Le frasi fuori luogo nel contesto criminale, e l'atteggiamento nonsense della protagonista, mi hanno reso difficoltoso empatizzare con un romanzo con troppi tentennamenti da perdonare. Ciò nonostante sotto tre stelle la Kirino non riesco proprio a mandarla..
Grazie alle sue atmosfere cupe e grottesche inframezzate da baluginii colorati al neon questa bravissima autrice riesce sempre a catturare la mia attenzione. C'è un grosso 'ma' in questo libro, per me, forse dovuto alle aspettative troppo alte che "Le quattro casalinghe di Tokyo", primo libro che lessi dell'autrice, ha settato.
#LaNotteDimenticataDagliAngeli è un noir a ritmo altalenante, secondo libro di una serie di cui però non ho recuperato il primo, dedicato alle inchieste della detective privata Murano Miro e che ha come setting il mondo della prostituzione, i video hardcore e la Tokyo dei derelitti.
Murano è una detective che non spicca il volo, senza particolare carisma, più in balia degli eventi che padrona degli stessi, anche verso la fine quando l'inghippo si risolve in modo un po' troppo frettoloso. Però ho apprezzato che non fosse la solita detective deus ex machina, ma abbia le debolezze e incertezze.
Quello che mi piace sempre dei gialli/noir giapponesi è la forte presenza e critica alla società giapponese, soprattutto nei riguardi della condizione della donna.
"La conosce quella canzone di Tommy? È una delle sue più belle, La notte dimenticata dagli angeli... A tutti, specialmente a noi donne, capita prima o poi una notte così, una notte in cui gli angeli si dimenticano di te e ti lasciano sola. Ma questa notte è durata per me già troppo tempo, perciò, la prego, non tenti di fermarmi." • Siamo a quota tre per la Kirino. Anche questo libro è estremamente coinvolgente nella scrittura, nella descrizione dei personaggi, nelle informazioni che si incastrano all'interno di un grande puzzle... Per poi vomitare la verità solo alle ultime pagine. Mi sono ritrovato piacevolmente sorpresa, dopo aver scoperto che il giorno dell'acquisto coincideva con la scansione temporale dell'arco narrativo. Oltretutto, la vicenda contiene una relazione scritta da un assistente sociale, un importante strumento nella risoluzione del caso: come posso rimanere indifferente davanti a tanti rimandi? Per non parlare del fatto che diversamente da "Una storia crudele" e "Le quattro casalinghe di Tokyo", mi sono innamorata di Tomobe, per i tratti fisici e caratteriali che vengono riportati. Di solito, i personaggi che escono dalla penna della Kirino sono fastidiosamente umani, a tal punto che è impossibile patteggiare per qualcuno. Invece, per la prima volta, non è così (ma che mi potevo aspettare? È omosessuale, con saldi principi, sfortunato nelle relazioni amorose e un inguaribile romantico).
All'inizio, mi chiedevo come mai questa serie che in Giappone è uscita negli anni '90 sia stata pubblicata solo recentemente in Italia. Dopo aver letto questo secondo libro, forse un elemento sono i temi trattati che hanno ritardato l'uscita? Tra prostituzione, sessualità e simili devo dire che mi è venuto il dubbio. In più, forse per la traduzione o forse perchè è un libro degli anni '90 in Giappone ma ho trovato che le idee sulle donne e il modo in cui alcuni concetti erano spiegati sembravano allo stesso tempo avanti con i tempi e mille anni indietro, una sensazione stranissima. A parte questo, ho trovato il primo caso/libro più interessante: i personaggi nuovi non mi hanno convinto, ci sono delle parti che si allungano senza motivo, Murano Miro, che in generale mi piace, l'ho trovata più insicura e dubbiosa sul lavoro e nella vita privata, inoltre, il libro finisce senza una degna conclusione e frettolosamente. Detto questo, la scrittura cattura e volevo capire come sarebbe finito quindi, senza sperarci troppo, aspetto l'uscita del terzo libro della serie in italiano.
Part of the 2021 Pop Sugar Reading Challenge: A book set somewhere you'd like to visit in 2021.
Ancora una volta Natsuo-san non delude! Ho davvero adorato questo libro che vede protagonista per la seconda volta la detective Murano Miro-san che adoro <3 Sono felice di essermi avvicinata alla soluzione del caso e di avere quasi indovinato l'assassino fuuu Non vedo l'ora di leggere il prossimo! Nel frattempo lo consiglio a tutti ùwù
Libro particolare come tutti quelli della Kirino ed originale. Si legge molto bene ed è scorrevole. Della stessa autrice consiglio Grotesque e Pioggia sul viso.
Grazie al cielo questo libro è finito. Le premesse erano più che buone: una disamina del mondo del porno, della violenza a cui in alcuni casi le attrici sono sottoposte. Tutto bellissimo, un tema che mi ha ricordato anche il film "Pleasure". Eppure allo stesso tempo questo libro è pieno di cliché: partendo dalla considerazione nei confronti dell'omosessualità e ancor di più della transessualità, Kirino rispecchia perfettamente tutti i pregiudizi e/o i giudizi "faciloni" che - evidentemente - sono molto comuni in Giappone. Per carità, è ovvio che almeno in questo caso non sia strettamente colpa dell'autrice, ma più di un'intera società che è molto chiusa su questi temi. Bene. Ma allora come ce lo spieghiamo il comportamento della protagonista che - minacciata di essere violentata sessualmente da Yashiro, il produttore dell'industria porno sotto accusa per il maltrattamento di Rina, la ragazza che la protagonista cerca - finisce comunque a letto col proprio aguzzino? Con frasi davvero molto problematiche, che esaltano un modello di mascolinità tossica davvero fuori luogo. Il libro è del 2016, com'è possibile che ci si faccia ancora promotori di questi stereotipi sbagliati? Perché insinuare che comportamenti violenti aumentino in realtà il fascino di un certo personaggio? A me, tutto questo, sfugge. Sarò io troppo sensibile? In ogni caso, l'ho trovato davvero cringe. Finale carino, ma non salva il libro.
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Non conoscevo l'autrice, il libro l'ho acquistato in promo dallo Store Kobo, attratto dalla sinossi. La storia è ben costruita, delineati abbastanza bene i personaggi e, per quanto ci si sforzi, non è facile riuscire a districarne la matassa, gli intrecci. L'autrice riesce a tenere il lettore in attesa di uno sviluppo, spaziando da una scena all'altra, lasciando incrociare le vite dei personaggi, facendoli sfiorare, per poi riallontanarli. Libro condito tra l'altro di tanti spunti sulla cultura giapponese, usi e costumi, luoghi e cibo, per cui torna utile il glossario in fondo al libro. Il finale ricuce nei particolari tutto il patchwork, lavorato con pazienza nel corso dei capitoli. Una piacevole sorpresa per me, un bel libro che un po' mi ha ricordato un'altra scrittrice che dell'animo umano ha fatto forse uno dei suoi principali caratteri e punti di forza, Elizabeth George.
Questo libro mi ha sorpresa seriamente. Il modo in cui sono caratterizzati i personaggi è fantastico, specialmente le donne. Tutti sono condannabili moralmente ma sono altrettanto capibili nelle loro azioni. Come donna mi sono molto identificata in Murano Miro, più che altro perché la scrittrice la ritrae in maniera molto realistica e solo una donna può comprenderla fino in fondo. Ho iniziato il libro lentamente e finito tutto ad un fiato. Il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca e desiderosa di più, di almeno un prologo che accennasse a cosa è successo dopo.
Natsuo Kirino è sicuramente la mia autrice giapponese preferita. Sebbene non sia, secondo me, il suo romanzo migliore, anche in questo libro riconosco ciò che caratterizza la scrittrice: mistero, noir, violenza, il ruolo delle donne nella società giapponese. La trama non è banale e soprattutto da metà libro in poi ho trovato la curiosità di andare avanti e devo ammettere che la storia ha spesso sviluppi inaspettati. Questo la rende una lettura piacevole. Consigliato
ho letto relativamente pochi gialli, ma questo si spacciava tale per rivelarsi solo deludente. l’investigatrice meno intuitiva mai letta, geronimo stilton era più veloce nel capire le cose. l’ho comunque divorato perché amo natsuo kirino e la storia era abbastanza intrigante, ma se dovessi consigliare libri dell’autrice non lo nominerei nemmeno
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3.5⭐ tolti alcuni momenti in cui la protagonista mi è sembrata scema e priva di intuito, mi ha tenuta incollata alle pagine argomenti succosi e interessanti, il giusto pizzico di follia.. ottimo inizio per leggere la kirino, pronta a recuperare molto altro di suo!
Una grande delusione. Dalla sinossi sembrava un libro accattivante e che trattava temi importanti, e invece mi sono ritrovata tra le mani una commedietta che non ha vera sostanza.
Teso. Un giallo estremamente ben congenito dove non si riesce ad arrivare alla soluzione fino alle ultimissime pagine. Ritmo veloce, un tira-pagina perfetto tipico della Kirino.
Letto quasi tutto d’un fiato ma purtroppo siamo ad anni luce dalla potenza e dall’incisività di Grotesque. Là era tutta psicologia, contorta, torbida, maniacale. Qua seppur il tema fosse molto caldo non si entra mai davvero nel vivo, nella carne dei personaggi. Alcune svolte narrative poco riuscite, storia mezza mystery mezza psicologica/noir, ma secondo me l’autrice da il meglio di se quando si concentra meno sulla trama e più sui non-fatti che però svelano l’anima dei suoi personaggi. In ogni caso descrittivo, a tratti immersivo, su un tema che mi interessa molto. Crudo, crudele, reale. Comunque tre stelle se le merita.
Per me Natsuo Kirino è sempre una certezza. Atmosfere iper cupe, una Tokyo underground, e la maestria con cui dipinge i reietti. Qui più specifiche su Kirino: https://youtu.be/SAsql4wuBP8