Al di fuori dell’atmosfera terrestre, invisibile ai telescopi e all’occhio umano, esiste un regno di nome Kardiás dove nascono fiori magici in cui è racchiusa l’essenza delle emozioni che sbocciano nel cuore degli esseri umani. Ognuna delle sue contee è legata strettamente a uno dei sentimenti dominanti negli uomini: Amore, Gioia, Odio, Indifferenza, Dolore e Compassione. Eric, giovane affascinante e poco incline alle regole, viene eletto Reggente di Clematis, Contea dell’Amore. A tre mesi dalla fine del mandato gli viene recapitato un messaggio che lo informa di un fiore della sua contea nato fuori dai confini, nella Contea del Dolore. A Kardiás però le leggi sono chiare, ciascuna contea deve restare separata dalle altre perché ogni contatto tra i fiori, i poteri o i cittadini potrebbe alterare la purezza delle loro essenze compromettendo l’equilibrio del pianeta e la possibilità di essere richiamati sulla Terra. Eric decide comunque di andare a vedere e trova il suo fiore ghiacciato. Per risolvere il problema deve chiedere l’aiuto di Eloïse, Reggente di Spiraea, la Contea del Dolore. Ma a loro è vietato anche solo vedersi. Perché? Pur di scoprirlo Eric dovrà infrangere le regole, di nuovo. Questa volta la pena potrebbe rivelarsi molto dura. In fondo, a Kardiás come sulla Terra, l’Amore e il Dolore comportano sempre una scelta.
Di questo romanzo mi è piaciuta la scrittura... variopinta. Valeria Vichi scansiona i sentimenti e li esprime con cura e attenzione. Ho trovato la prima parte un po' lunga, sebbene sia comprensibile la necessità di chiarire bene il world building. La parte di Annyce l'ho gradita molto. Mi sembra che l'aver dipinto, con davvero tantissimi colori e idee, questo mondo delle contee e le relazioni con la realtà sia il merito più notevole dell'Essenza del ghiaccio. Il colore di Eric è il rosso, d'accordo, ma per me il principe azzurro ormai sarà come ho immaginato lui in questo romanzo.
Salve gente📚👋🏻 finalmente nuovo post. Oggi parliamo di “L’essenza del ghiaccio”.
❗️Ringrazio l’autrice Valeria e la sua social media manager Selene e la casa editrice per avermi inviato il cartaceo.
😌Mi è piaciuto tantissimo e ho trovato l’idea geniale. Amo i romanzi dove i protagonisti hanno delle regole ferree che non devono essere infrante ma che puntualmente i personaggi infrangono, ma qui… è tutto su un’altro livello. Non mi aspettavo i risvolti che questo romanzo ha, né le morali che contiene. Mi ha piacevolmente sorpresa e meravigliata. Ho apprezzato tantissimo il personaggio di Annyce, ma soprattutto quello di Eric, il suo punto di vista è stato il migliore e accompagna gran parte della lettura. Io l’ho trovato meraviglioso, forte e coraggioso anche se ogni tanto fa delle azioni che non ho ben compreso. La scrittura dell’autrice è semplice e coinvolgente, lo avrei finito molto prima, se avessi avuto più tempo, e meno lavoro, lo avrei divorato in pochi giorni.
😞 Alcune cose non mi hanno convinta del tutto. Eric, come Reggente di Clematis, dovrebbe avere molte più informazioni eppure spesso si ritrova all’oscuro di tante cose, mentre alla fine, quando il punto di vista cambia e passa alla Reggente di Spiraea, Eloise, i ruoli si scambiano, è lei che non sa le cose ed è lui a spiegarle. Probabilmente è un espediente per spiegare al lettore però alla lunga avrei preferito che si fossero trovate altre maniere. (Questa è una sciocchezza comunque.) Un’altra cosa che mi ha lasciata perplessa, è stato la seconda parte del romanzo, dove avviene un primo cambio nel punto di vista, così diverso dal primo che mi ha confusa tantissimo e ho fatto fatica ad abituarmi, soprattutto visto che quella parte è piena di una confusione voluta e il lettore rimane all’oscuro di molte cose per la maggior parte del tempo.
❗️Nel complesso lo consiglio, è un fantasy dolce e “doloroso”, ma diverso da tanti altri a cui siamo abituati.
Ci sono domande alle quali è impossibile dare risposte precise o anche solo credibili, tanto è sconfinato e sconosciuto l’universo che celano dietro di sé. Chi siamo? Da dove veniamo? C’è un qualcosa, un dove, prima del momento in cui nasciamo? Se vi parlassi di un lago, situato al centro di un Regno che non trovereste in nessuna mappa, Regno suddiviso in sei differenti Contee, un lago dal quale riaffiorano le anime di chi non ha ancora avuto la possibilità di affacciarsi alla vita, sareste in grado di immaginarlo? Piccoli germogli, puri e mai intaccati dalla crudeltà della vita, raccolti da mani gentili e condotti nel grande Vivaio dove verranno cresciuti, custoditi e istruiti, le loro attitudini attentamente osservate affinché, al compimento dei quattordici anni, possano essere assegnati alla Contea ritenuta più adatta alla loro indole: Clematis, la Contea dell’Amore Rabdosia, la Contea dell’Indifferenza Spiraea, la Contea del Dolore Leilani, la Contea della Compassione Diantha, la Contea della Gioia Asarum, la Contea dell’Odio Sei Contee per sei fondamentali emozioni umane. Sei Contee alle quali da sempre è proibito entrare in contatto. Sei diverse varietà di fiori che mai dovranno essere ibridate tra di loro, mai dovrà essere creato un fiore che porti in sé le caratteristiche di uno degli altri. Un fiore per ognuna delle persone che vivono sulla Terra, fiori da proteggere ad ogni costo per tutelare i delicati equilibri del Regno di Kardiàs. Sei Reggenti che non potrebbero essere l’uno più diverso dall’altra. A prima vista estremi che non potrebbero incontrarsi mai ma, inaspettatamente, frammenti fondamentali di quel tutt’uno che sono gli esseri umani. Se il cuore delle donne e degli uomini è composto da un insieme indivisibile di diversi sentimenti, quale sarà la vera ragione dietro la regola più rigida del Regno di Kardiàs?
Si tratta di un Fantasy Romance autoconclusivo molto particolare a partire dell'ambientazione, che mi ha incuriosita e affascinata molto. 😍 Inoltre, i personaggi non rientrano in nessuna creatura fin ora incontrata nei fantasy, tuttavia l'idea che sta dietro alla loro esistenza mi ha toccato molto. In generale tutta questa storia la definirei tra il fiabesco, poiché unisce il reale alla fantasia, ed il filosofico, in quanto ci ho rivisto una sorta di tentativo umano di darsi una risposta alle tante cose inspiegabili della vita. ⚘️ La narrazione è in prima persona da diversi punti di vista, quella più consistente è quella di Eric, il quale inizialmente facevo fatica a sopportare perché mi sembrava davvero troppo incosciente di ciò che gli stava intorno e del suo ruolo di reggente, tuttavia poi mi sono ricreduta e nelle sue azioni così istintive ho intravisto la motivazione che lo muoveva. La parte più bella e interessante l'ho riscontrata proprio in quella di Annyce perché da quel momento tutto comincia ad incastrarsi e si capiscono tantissime cose. ⚘️ La dinamicità non si concentra nell'azione intesa come battaglie o guerre tra Regni, o in questo caso Contee, tutt'altro, si tratta sicuramente di un fantasy molto pacato in cui grandi accadimenti avvengono grazie all'intuito e all'aiuto reciproco e quindi alla collaborazione. Una collaborazione che ci porta a scoprire le varie dinamiche delle contee e in generale il funzionamento dell magia che le pervade e dà loro la possibilità di esistere e asservire al loro compito. ⚘️ Concludo dicendo che se ricercate un libro da leggere in poco tempo, scorrevole, con un finale senza buchi di trama, ma soprattutto dolce e che faccia riflettere, sicuramente "L' Essenza del Ghiaccio" fa al caso vostro.
Se dovessi descrivere questo libro usando solamente tre parole direi: delicato, priorità e credere. 𝒟𝑒𝓁𝒾𝒸𝒶𝓉𝑜 perché è stato scritto con una delicatezza e un’eleganza che non ha eguali. Quando ho iniziato a leggerlo mi sono fatta subito travolgere da un’ondata di buon umore, di parole e frasi che messe insieme formano un capolavoro morale. Ma perché dico “𝒸𝒶𝓅𝑜𝓁𝒶𝓋𝑜𝓇𝑜 𝓂𝑜𝓇𝒶𝓁𝑒”? Ed eccoci al secondo punto con la parola 𝒫𝓇𝒾𝑜𝓇𝒾𝓉à. È chiaro che il questo libro la tematica principale è fondamentale sia l’amore. Ma il modo in cui esso viene trattato è meraviglioso perché ti spinge a capire che l’amore non è strettamente legato alla parola “Coppia” bensì, questo sentimento racchiude tanti ma tanti tipi di relazioni e ogni amore è diverso ma allo stesso tempo uguale all’altro. Un concetto spaventosamente difficile da capire ma fortemente empatico perché ti fa riflettere sulle qualità che vuoi adottare nel voler bene un’altra persona. E veniamo all’ultima parola, che mi sta più a cuore, 𝒞𝑅𝐸𝒟𝐸𝑅𝐸. Credere perché? Credere in che cosa? Questo libro mi ha insegnato che bisogna avere speranza e credere che una seconda possibilità esista per tutti e, che chi ci ha lasciato non se ne va mai veramente. Perché siamo tutti legati fra di noi da un cuore e da un’anima, impossibili da sciogliere.
Ci tengo a ringraziare con tutto il mio cuore Valeria, @vickyland, perché il suo libro mi ha aiutata a superare un momento di lutto molto difficile nella mia vita ed è per questo che vi dico, che bisogna credere. Perché credere che chi ci ha lasciato non se n’è mai andato veramente, secondo me, è il primo passo per comprendere che la vita va oltre tutto ciò che noi pensiamo e, soprattutto, che l’amore supera ogni confine, ogni barriera. 🤍