Ci sono domande alle quali è impossibile dare risposte precise o anche solo credibili, tanto è sconfinato e sconosciuto l’universo che celano dietro di sé.
Chi siamo?
Da dove veniamo?
C’è un qualcosa, un dove, prima del momento in cui nasciamo?
Se vi parlassi di un lago, situato al centro di un Regno che non trovereste in nessuna mappa, Regno suddiviso in sei differenti Contee, un lago dal quale riaffiorano le anime di chi non ha ancora avuto la possibilità di affacciarsi alla vita, sareste in grado di immaginarlo? Piccoli germogli, puri e mai intaccati dalla crudeltà della vita, raccolti da mani gentili e condotti nel grande Vivaio dove verranno cresciuti, custoditi e istruiti, le loro attitudini attentamente osservate affinché, al compimento dei quattordici anni, possano essere assegnati alla Contea ritenuta più adatta alla loro indole:
Clematis, la Contea dell’Amore
Rabdosia, la Contea dell’Indifferenza
Spiraea, la Contea del Dolore
Leilani, la Contea della Compassione
Diantha, la Contea della Gioia
Asarum, la Contea dell’Odio
Sei Contee per sei fondamentali emozioni umane.
Sei Contee alle quali da sempre è proibito entrare in contatto.
Sei diverse varietà di fiori che mai dovranno essere ibridate tra di loro, mai dovrà essere creato un fiore che porti in sé le caratteristiche di uno degli altri. Un fiore per ognuna delle persone che vivono sulla Terra, fiori da proteggere ad ogni costo per tutelare i delicati equilibri del Regno di Kardiàs.
Sei Reggenti che non potrebbero essere l’uno più diverso dall’altra.
A prima vista estremi che non potrebbero incontrarsi mai ma, inaspettatamente, frammenti fondamentali di quel tutt’uno che sono gli esseri umani.
Se il cuore delle donne e degli uomini è composto da un insieme indivisibile di diversi sentimenti, quale sarà la vera ragione dietro la regola più rigida del Regno di Kardiàs?